{"id":29785,"date":"2008-07-21T08:43:53","date_gmt":"2008-07-21T06:43:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=29785"},"modified":"2008-07-21T08:43:53","modified_gmt":"2008-07-21T06:43:53","slug":"energia-perche-dobbiamo-essere-indietro-di-50-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/07\/energia-perche-dobbiamo-essere-indietro-di-50-anni\/","title":{"rendered":"Energia: &#8220;Perch\u00e9 dobbiamo essere indietro di 50 anni?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la bocciatura europea del piano italiano per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, uno dei principali gas a effetto serra,  la strada per mantenere gli obblighi internazionali assunti si fa ardua.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_876\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_876\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In virt\u00f9 del protocollo di Kyoto, entrato in vigore a gennaio 2005, grazie alla ratifica di 146 paesi, l\u2019Italia deve ridurre le emissioni di gas inquinanti del 6,5% rispetto ai livelli del 1990, (come \u00e8 noto l\u2019Italia \u00e8 nota in tutto il mondo per sottoscrivere tutti i trattati internazionali ma anche di NON rispettarne nemmeno uno).<\/p>\n<p>Ha tempo sino al 2012 ma per ora non si registrata alcun progresso, anzi\u2026!!! Dopo un primo periodo di prova \u00e8 scattato l\u2019obbligo di un piano vincolante per contenere le emissioni entro un tetto. Tutto sotto controllo del\u2019Ue.<\/p>\n<p>Bruxelles, per\u00f2 non ha accolto bene la riduzione di anidride carbonica messa a punto dall\u2019Italia.  La proposta del Governo prevedeva, per il periodo 2008 \u2013 2012, di contenere le emissioni a 209 milioni di tonnellate annue: troppe secondo l\u2019Ue, che ha ritenuto insufficienti gli altri interventi (risparmio energetico ed incentivi per le fonti rinnovabili) stanziati in Finanziaria.  Risultato: ulteriore sforbiciata di 13,2 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>Quali scenari possibili ora? Il Governo deve rimettersi al lavoro ed indicare dove praticare tagli aggiuntivi. Pena: multe salatissime.<\/p>\n<p>Un eventuale sforamento  dei  limiti al 2012 (che qualcuno gi\u00e0 pronostica) si paga con una sanzione di 100 euro a tonnellata, circa cinque volte l\u2019attuale \u201d quotazione\u201d dell\u2019anidride carbonica.  Non sar\u00e0 compito facile.<\/p>\n<p>Il  campo d\u2019azione \u00e8 ristretto, in questa fase, ai settori industriali energivori, quelli cio\u00e8 ad alta intensit\u00e0 energetica che scaricano nell\u2019aria pi\u00f9 emissioni (per l\u2019esattezza circa il 40% del totale).<\/p>\n<p>Chi sono i peggiori nemici dell\u2019aria pulita?  Nel mirino ci sono le centrali termoelettriche e le industrie di raffinazione, cemento, acciaio, carta e vetro ( esentati, fino al 2009, i produttori di ceramiche e piastrelle.  Nessuno per\u00f2 vuole accollarsi un fardello pi\u00f9 pesante di quello, gi\u00e0 gravoso, previsto in un primo tempo.<\/p>\n<p>Se le aziende non riescono ad osservare la parte assegnata, debbono acquistare crediti (in pratica un permesso di rilasciare emissioni) dai paesi pi\u00f9 virtuosi. A un costo gravoso.<\/p>\n<p>La Confindustria  prendeva posizione per bocca di Emma Marcegaglia, all\u2019epoca vicepresidente per l\u2019energia ed il coordinamento delle politiche industriali ed ambientali:  \u201cQuesto piano rischia di costare qualcosa come 500 milioni di euro per il periodo 2008 \u2013 2012\u2033<\/p>\n<p>La Centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure contribuisce con circa 3.703 emissioni di CO2 nel 2005 (in min. di ton.): elaborazione Legambiente su dati EPER -INES;  pertanto NON si riesce a comprendere  come  sia stato possibile  proporre un aumento  di  ulteriori emissioni in atmosfera  di CO2 con  un  ulteriore gruppo da 460Mw. incrementando anche la contaminazione  da radioattivit\u00e0, accertata e documentata dall\u2019ARPAL nel 2001, con un esame epidemiologico espletato, in tempi non sospetti,  dall\u2019IST ed ASL n. 2 del Savonese,  a dir poco allarmante ed inquietante.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 non rammentare che esiste un deserto lichenico, indice di un grave inquinamento ambientale, accertato e documentato sia dal Prof. Lupieri che dall\u2019ARPAL nel 2001.<\/p>\n<p>Occorre e senza dubbio alcuno, procedere all\u2019immediato depotenziamento della centrale con l\u2019intera metanizzazione dei gruppi ed avviare  in maniera  massiccia le energie  rinnovabili, atto dovuto nei riguardi di tutti noi e delle generazioni future.<\/p>\n<p>All\u2019uopo,  occorre  precisare  che  un solo  impianto  eolico  dell\u2019ultima generazione produce circa 1,2\/3 Mw,  ovvero  energia equivalente ad un consumo per circa 2200 persone,  ci\u00f2 senza  produrre CO2 ed altri importanti inquinanti; principalmente, senza essere causa di patologie  importantissime e spesso letali.  (Tra l\u2019altro, impianti che stanno proliferando  anche in nazioni  come la Francia e Germania nelle quali, come \u00e8 noto, all\u2019epoca  furono costruite 59 e 56 centrali termonucleari)!!<\/p>\n<p>Non a caso il Prof. Carlo Rubbia, premio Nobel,  sostiene e documenta scientificamente:\u201d La prima fonte di energia resta il solare, una fonte straordinaria, che una superficie di 200 chilometri quadrati  potrebbe  produrre  da sola l\u2019energia  equivalente a quella prodotta da tutte le fonti fossili del pianeta\u201d La regioni italiane  che potrebbero essere evocate a sfruttare l\u2019energia solare sono quelle del Sud e le isole dove:\u201d  Sarebbe possibile produrre energia con fonti rinnovabili al 100%.  La toscana, il Lazio e la Campania potrebbero sfruttare anche  il geotermico\u201d.<\/p>\n<p>Ovviamente per realizzare ci\u00f2 che realmente serve \u00e8 necessaria  una  comunione di intenti da parte di tutte le Amministrazioni e di tutte le forze politiche sia di destra, di sinistra che di centro, ma le fonti rinnovabili da sole, putroppo, non sovvenzionano certe campagne elettorali!!<\/p>\n<p>Infine, la scelta capestra di riutilizzare l\u2019uranio  per produrre energia si dimostra ancora una volta obsoleta ed antieconomica, infatti i pericoli delle scorie ci sonoe la fuoriuscita di materiale radioattivo continua ad essere una triste realt\u00e0; non a caso in questi giorni  nella centrale termonucleare di Tricastin vicino ad Avignone  si \u00e8 verificato l\u2019ennesimo  incidente, ovvero la fuoriuscita di materiale radioattivo  con possibile infiltrazione della falda freatica;  ahim\u00e8, in data odierna 18.07.08,  viene annunciato l\u2019ulteriore incidente nucleare, fuoriuscita di materiale radioattivo dalla centrale di Romans sur Iser!!<\/p>\n<p>Peraltro, sempre nella vicina Francia viene documentato che 770 tonnellate di scorie radioattive sono state sotterrate da 30 anni, in totale illegalit\u00e0, sotto un tumulo di terra di 15 mila metri cubi che li nasconde alla vista,  le scorie sarebbero soggette al lavoro di erosione dell\u2019acqua e a fughe di materiale, i francesi a gran voce sostengono:\u201d Sortir du Nucl\u00e9aire!!  Ed ora noi vogliamo partire proprio da dove gli altri si fermano, poich\u00e9 accorti che si erano e si sono sbagliati!!<\/p>\n<p>Occorre precisare che Francia e Germania, nella primavera del 2007, hanno sottoscritto un trattato Europeo che li obbliga a produrre il 30% della loro energia con fonti rinnovabili e,  noi italiani, saremmo costretti ad importare parte della loro energia prodotta con il sole ed il vento, quando l\u2019Italia \u00e8 il paese del sole e del vento!!<\/p>\n<p>Inoltre,  numerosi ricercatori documentano che entro il 2030  le scorte di uranio saranno esaurite,  ed ora  noi Italiani, ovvero la nostra valente ed autorevole classe politica si sta mobilitando per la costruzione di centrali termonucleari sul nostro territorio, consci che tra progettazioni, permessi ed accertamenti vari, sarebbero realizzate concretamente e\/o a regime, circa nel 2018, ovvero 12 prima dell\u2019esaurimento della materia prima, ovvero dell\u2019uranio!! Complimenti!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Renzo Briano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la bocciatura europea del piano italiano per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, uno dei principali gas a effetto serra, la strada per mantenere gli obblighi internazionali assunti si fa ardua. 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