{"id":297278,"date":"2015-07-15T14:48:35","date_gmt":"2015-07-15T12:48:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=297278"},"modified":"2015-07-15T14:48:35","modified_gmt":"2015-07-15T12:48:35","slug":"triplete-del-triplete-il-record-della-cantera-torre-de-leon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/07\/triplete-del-triplete-il-record-della-cantera-torre-de-leon\/","title":{"rendered":"&#8220;Triplete del triplete&#8221;: il record della Cantera Torre de Leon"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. C\u2019\u00e8 una parola nel calcio che \u00e8 diventata tremendamente di moda: \u201ctriplete\u201d. Sostantivo spagnoleggiante, rilanciato nel Bel Paese dall\u2019Inter nel 2010 al posto del pi\u00f9 italico \u201ctripletta\u201d, capace come poche cose altre al mondo di risultare dolce e amarissimo al tempo stesso. Dolce per chi lo fa (o addirittura lo rif\u00e0), indigeribile per tutti gli altri patiti di calcio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_832\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_832\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ma proprio il \u201ctriplete\u201d \u00e8 la cartina al tornasole di un calcio che \u00e8 cambiato diventando sempre pi\u00f9 schiavo dei soldi e dei fondi d\u2019investimento, con la forbice tra le papabili all\u2019en plein e le altre che \u00e8 aumentata a dismisura ed \u00e8 forse anche per questo che l\u2019impresa della Juventus di Allegri poteva essere ulteriormente storica.<\/p>\n<p>Del resto, che il calcio europeo sia squilibrato lo dicono i numeri, quelli pi\u00f9 crudi e semplici senza scomodare analisi di bilanci e mercati da laurea in economia, ed il proliferare di triplette negli ultimi anni n\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 logica e diretta conseguenza. La Champions League \u00e8 diventata roba per pochi eletti, ovviamente ricchi. Dal 2009 a oggi, in sei anni, sono stati ben quattro i triplete (Barcellona, Inter, Bayern e ancora Barcellona), tanti quanti ne erano stati conquistati nei precedenti cinquantaquattro (Celtic, Ajax, Psv, Manchester United).<\/p>\n<p>Il segno tangibile e innegabile dello squilibrio nel calcio che andr\u00e0 sempre peggiorando. In questo scenario le due corse di Inter e Juventus assumono un significato ancora pi\u00f9 speciale. Il trionfo del 2009 di Mourinho su tutti i fronti e quello sfiorato dagli Allegri boys non sono paragonabili a quello messo in bacheca dal Barcellona di Messi. Risorse economiche troppo diverse, un sistema fiscale inconfrontabile e una forza politica in Europa maggiore rendono praticamente impari il confronto, basti pensare a come Neymar e Suarez sono sbarcati in Catalogna. Come loro il Real Madrid, il Bayern, ma anche Manchester City e Psg. Tutte squadre che grazie alla potenza della moneta sonante ogni anno costruiscono squadroni quasi imbattibili.<\/p>\n<p>Pochi grandi societ\u00e0, pi\u00f9 o meno limpide, con a disposizione risorse abbondanti e quindi piene zeppe di campioni, rendono la corsa al triplete di fatto una sfida a tre-quattro, non di pi\u00f9. Quasi un obbligo, un obiettivo da provare con concretezza a realizzare, non pi\u00f9 un\u2019impresa fantastica. Per loro. Per gli altri restano le briciole e il sogno che quel pallone, spesso imparziale come nient\u2019altro al mondo, rotoli dalla parte giusta. Lui non prende soldi, solo calci.<\/p>\n<p>Ma il fascino che desta l\u2019impresa del \u201ctriplete\u201d assume un sapore del tutto particolare, indipendentemente dalla societ\u00e0 che lo raggiunge e dal tipo di sport attraverso cui lo si ottiene che si tratti della Dinamo Sassari nel basket o della Yamamay nel volley femminile. Triplete resta per\u00f2 una parola spagnola molto nota prevalentemente ai tifosi di calcio. In Italia la si usa molto dal 2010, quando l\u2019Inter ha avuto una delle migliori stagioni calcistiche della sua storia, e si sta citando moltissimo dopo la finale di Champions League che la Juventus ha perso contro il Barcellona il 6 giugno a Berlino.<\/p>\n<p>Triplete letteralmente significa \u201ctripletta\u201d ed \u00e8 la parola usata per indicare la vittoria, nella stessa stagione, di tre competizioni. Il Barcellona in questa stagione ha vinto la Liga, il 30 maggio la finale di Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola), contro l\u2019Atletico Bilbao ed infine la Champions,<\/p>\n<p>Le competizioni nazionali, continentali e internazionali che una squadra di calcio importante gioca in una stagione possono essere molte, anche pi\u00f9 di tre: e quindi anche i triplete possono essere di diversi tipi. Il pi\u00f9 importante \u00e8 per\u00f2 il triplete classico, definito dalla Uefa (l\u2019unione delle federazioni calcistiche europee) come la vittoria del campionato nazionale, della coppa nazionale e della Champions League (che fino al 1992 si chiamava Coppa dei Campioni).<\/p>\n<p>Nella storia del calcio le squadre che hanno vinto il triplete classico sono otto. Nell\u2019ordine: il Celtic nel 1967, l\u2019Ajax nel 1972, il PSV Eindhoven nel 1988, il Manchester United nel 1999, il Barcellona nel 2009, l\u2019Inter nel 2010, il Bayern Monaco nel 2013, il Barcellona nel 2015. Oltre alle tre coppe necessarie per ottenere il triplete, tutte queste squadre (tranne il PSV Eindhoven) sono riuscite, in quella stessa stagione, a vincere anche altri trofei: supercoppe europee, supercoppe nazionali o, in alcuni casi, anche la Coppa Intercontinentale, che da alcuni anni \u00e8 diventato il Mondiale per club.<\/p>\n<p>Le otto squadre che hanno vinto il triplete, che \u00e8 un riconoscimento \u201cufficioso\u201d, non un vero e proprio trofeo, l\u2019hanno vinto in quelle che probabilmente sono state fra le migliori stagioni della loro storia, grazie a giocatori, allenatori e partite che fanno ormai parte della storia del calcio. Per rimanere sulla notizia che vi stiamo comunicando bisogna proprio ammettere che innegabilmente il destino del \u201cTriplete\u201d \u00e8 legato alla citt\u00e0 di Barcellona e quindi alla terra di Catalunya.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso se la semifinale Barcellona-Inter, finita 1 a 0, \u00e8 stata giudicata, da Mourinho \u201cla pi\u00f9 emozionante partita degli ultimi 50 anni\u201d. Non \u00e8 un caso se proprio il Barcellona \u00e8 l\u2019unica societ\u00e0 ad essere riuscita nell\u2019incredibile impresa in due occasioni (2008\/09 e 2014\/15 appunto). Non \u00e8 un caso se il patron della biancoceleste Pro Recco, Gabriele Volpi, dopo la vittoria dell\u2019ottava Champions di pallanuoto sui croati del Primorje avvenuta proprio al Picornell di Barcellona, abbia da l\u00ec dichiarato di voler dare l\u2019assalto al \u201ctriplete del triplete\u201d dando l\u2019appuntamento a Budapest 2016.<\/p>\n<p>E, con tutto il rispetto e con le debite proporzioni, pensiamo che non sia un caso se tra i vari e pi\u00f9 conosciuti \u201ctreble\u201d confederali, federali, nazionali, misti ed individuali, quello centrato dalla ASR Cantera Torre de Leon di Savona vincitrice per tre anni consecutivi (2013, 2014 e 2015) dei tre tornei internazionali di calcio giovanile a cui ha partecipato (\u201ctriplete del triplete\u201d) sia stato ottenuto sulle coste iberiche (Blanca, Maresme e Daurada) a pochi chilometri da Barcellona.<\/p>\n<p>I complimenti e le felicitazioni della redazione sportiva di IVG vanno quindi ai giovani talenti \u201ctricampeones\u201d provenienti dalla citt\u00e0 dei Papi che hanno con onore e con orgoglio esportato l\u2019immagine vincente della nostra provincia in campo sportivo europeo contribuendo a farne conoscere le eccellenze di cui di certo non difettiamo. Forza e coraggio dunque e avanti tutta con la \u201cproxima missio impossible\u201d: el quarto triplete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. C\u2019\u00e8 una parola nel calcio che \u00e8 diventata tremendamente di moda: \u201ctriplete\u201d. Sostantivo spagnoleggiante, rilanciato nel Bel Paese dall\u2019Inter nel 2010 al posto del pi\u00f9 italico \u201ctripletta\u201d, capace come poche cose altre al mondo di risultare dolce e amarissimo al tempo stesso. 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