{"id":296926,"date":"2015-07-11T14:38:06","date_gmt":"2015-07-11T12:38:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=296926"},"modified":"2015-07-11T14:38:06","modified_gmt":"2015-07-11T12:38:06","slug":"speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-le-palestre-del-talento-azzurro-da-cannavaro-a-amine-ennali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/07\/speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-le-palestre-del-talento-azzurro-da-cannavaro-a-amine-ennali\/","title":{"rendered":"Speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: le palestre del talento azzurro da Cannavaro a Amine Ennali"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 il vento di crisi che soffia, sar\u00e0 un mercato sempre pi\u00f9 asfittico che costringe tutti a cercare le risposte nei numeri e nelle ricorrenze statistiche, ma oramai pare che l\u2019unica via di uscita per il fururo sar\u00e0 proprio quella di puntare sui giovani.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_606\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_606\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da tempo nell\u2019epoca di Mazzarri e Benitez si era parlato e si parla di \u201cscugnizzeria\u201d, il nome che avrebbe dovuto portare linfa vitale nelle prima squadra azzurra. A molti, va ammesso, era sembrata un\u2019idea pubblicitaria, marketing puro, una delle tante partorite dal presidente del Napoli eppure destinata a infrangersi sulle scogliere dell\u2019ineluttabile fame di punti e di risultati.<\/p>\n<p>\u201cScugnizzeria\u201d, si obiettava, significa investimenti in strutture tecniche e logistiche, ricerca di talenti, pianificazione della crescita, verifica costante dei risultati, tutte cose che il Napoli, spesso concentrato solo sulla prima, non sa o non vuole fare. Al di l\u00e0 della singola parola, il progetto nacque con l\u2019esigenza del Napoli di dotarsi di un centro sportivo capace di ospitare gli allenamenti della prima squadra e della Primavera. Il centro di Castelvolturno ben si prestava per questo anche se il punto di riferimento del management della societ\u00e0 azzurra rimangono i grandi club europei e quel Barcellona in occasione del trofeo Gamp\u00e8r, aveva mostrato a De Laurentiis la magnificenza della \u201cCiudad Deportiva Joan Gamper\u201d.<\/p>\n<p>Il Napoli intanto gi\u00e0 iniziato da anni a portare in ritiro giocatori provenienti a vario titolo dalle sue giovanili (Crispino, Celiento, Bariti, Dezi, Dumitru, Insigne, Fornito e Novothny sono solo alcuni dei tanti nomi illustri). Ancora con Mazzarri in panchina, erano stati altri quattro: Ciano, Dezi, Sepe e Dumitru. Il Centro di Castelvolturno, un\u2019area attrezzata con campi regolamentari, una moderna palestra, sede sociale e sala stampa, \u00e8 una struttura che seppur moderna iniuzia a diventare \u201cstretta\u201d, e di fatto costringe al \u201cnomadismo\u201d le altre sei squadre delle giovanili che si allenano soprattutto nelle strutture dei \u201cCampi Sportivi Kennedy\u201d ai Camaldoli e al Centro Cesaro di Sant\u2019Antimo.<\/p>\n<p>La nuova idea di De Laurentiis \u00e8 stata lanciata quando ha, di fatto, chiuso alla possibilit\u00e0 di costruire un nuovo stadio, magari defilato rispetto alla citt\u00e0. Un vecchio proverbio dice che \u201cquando il saggio indica la luna, lo stolto guarda l\u2019indice\u201d. Il ruolo dello stolto del proverbio, l\u2019hanno fatto quelli che non hanno prestato attenzione alle parole di De Laurentiis quando ha annunciato l\u2019idea di un centro sportivo a Fuorigrotta, nell\u2019area dell\u2019Edenlandia e dello Zoo, a forte rischio chiusura in seguito al fallimento della societ\u00e0 che amministrava le due strutture. L\u2019area \u00e8 sottoposta a una infinit\u00e0 di vincoli archeologici, ambientali e di destinazione d\u2019uso e il bando di aggiudicazione, pensato per dare respiro alle decine di lavoratori, \u00e8 andato drammaticamente deserto. Anche se il Comune rimuovesse tutti i vincoli, sarebbe da capire che fine potrebbero fare i lavoratori del parco dei divertimenti e del giardino zoologico, escludiamo che il Napoli possa interessarsi ai leoni o alle zebre o all\u2019otto volante.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 ambiziosa e stuzzicante non vorremmo passasse per\u00f2 sulla pelle di decine di famiglie\u2026 in questo momento la citt\u00e0 non potrebbe permetterselo. Secondo una stima dei bilanci delle societ\u00e0 di calcio italiane, il Napoli \u00e8 la squadra di serie A che spende di meno nel settore giovanile. Solo 500 mila euro di investimenti l\u2019anno. In testa alla particolare classifica Milan, Inter e Juventus con 5 milioni di euro spesi ogni anno per la primavera. Squadre meno blasonate del Napoli, come Brescia e Lecce arrivano a spendere fino a sei volte tanto rispetto alla squadra partenopea, spendendo circa 2 milioni di euro l\u2019anno.<\/p>\n<p>Il vecchio Napoli di Ferlaino costru\u00ec il centro sportivo delle giovanili nel quartiere di Marianella nella periferia nord della citt\u00e0. Oggi l\u2019area, con quattro campi di calcio, palestre ed uffici, \u00e8 sottoposta a sequestro giudiziario nell\u2019ambio del fallimento della vecchia societ\u00e0. Di quella struttura che vide affermarsi campioni come i Cannavaro, Amauri, Floro Flores e tanti altri, oggi \u00e8 rimasto solo uno scheletro. Hanno rubato anche i tombini di ghisa. Solo da un anno l\u2019area di Via Emilio Scaglione \u00e8 sottoposta a vigilanza. Un passato glorioso per il settore giovanile quindi ed un presente fatto di investimenti esigui; da cui l\u2019urgenza di realizzazione del progetto \u201cscugnizzeria\u201d.<\/p>\n<p>Ma come fa una societ\u00e0 che investe cos\u00ec poco a costruire un settore giovanile come quello dei catalani? Dalla societ\u00e0 nessuno ha voluto commentare o spiegare come si possa sviluppare il piano. Intanto la primavera del Napoli si allena a volte nel resort dell\u2019Holiday Inn di Castelvolturno insieme alla prima squadra altre in periferia. Per disputare le gare casalinghe del campionato di Serie A, deve recarsi ad Aversa, allo stadio comunale Bisceglia, a 25 Km da Napoli o girovagare per la Campania ad ogni gara casalinga, da Casoria a Frattamaggiore. E cos\u00ec mentre i genitori fanno i turni per accompagnare i ragazzi agli allenamenti e dividono le spese per benzina ed autostrada per portarli a giocare, i centri sportivi di altre squadre giovanili come Roma, Lazio, Inter e Milan restano un sogno lontano.<\/p>\n<p>A guardare lo scenario che accompagna l\u2019esperienza sportiva delle giovanili degli azzurri sembra essere ritornati alla scuola calcio. Ragazzini ammassati nelle auto con borse e borsoni, genitori speranzosi per il futuro dei propri figli ma costretti nel presente a dar passaggi alle giovani promesse. Siamo sicuri che in questo contesto possa nascere un nuovo Messi? Forse l\u2019esplosione di Lorenzo Insigne sar\u00e0 la molla che spinger\u00e0 Aurelio De Laurentis ad accelerare il sogno di creare una mega-struttura dove appoggiare tutto il vivaio, far allenare la prima squadra, creare una nuova sede sociale ed una foresteria per i giovani che arriveranno da fuori Napoli o dall\u2019estero. Sul modello Barcellona, per intendersi. O per non andare troppo lontano da casa nostra, modello Juve, Inter, Milan, Udinese, Atalanta.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 individuare la zona adatta, incontrare il favore degli amministratori dove nascer\u00e0, ottenere il parere favorevole dei tecnici del club. Non intende trovare molti intoppi lungo il percorso. E si \u00e8 fatto abbozzare gi\u00e0 un paio di progetti da architetti di sua fiducia. Insomma, il presidente sarebbe pronto ad entrare in azione e destinare un investimento di decine di milioni di euro, appena dovesse capitare la proposta ad hoc.<\/p>\n<p>Per il momento resta in piedi l\u2019ipotesi Castelvolturno. Da quelle parti, dove si allenano gi\u00e0 la prima squadra e la Primavera, il Comune sarebbe pronto a destinare un\u2019area di svariati metri quadrati a ridosso degli attuali campi che sono stati ricavati a ridosso dell\u2019Holiday Inn (tre e tutti in erba naturale). Ma c\u2019\u00e8 stata l\u2019offerta anche in un\u2019altra zona poco distante, non proprio adagiata sul mare ma pi\u00f9 all\u2019interno. Per ora, le proposte sono state congelate per una serie di ragioni, non escluse quelle climatiche e geografiche (troppo distanti dal centro citt\u00e0). Da parte degli amministratori di Palazzo San Giacomo in passato era stata indicata anche una vasta area a ridosso della Mostra D\u2019Oltremare. Un\u2019area dove ora sorgono Zoo ed Edenlandia.<\/p>\n<p>A De Laurentis non dispiaceva. L\u2019aveva presa in seria considerazione anche perch\u00e9 facilmente raggiungibile, nonch\u00e9 poco distante dallo stadio San Paolo. Poi, durante l\u2019incontro con il sindaco De Magistris organizzato per risolvere le pendenze della vecchia convenzione, al patron del Napoli \u00e8 stato detto che solo l\u2019area dello zoo sarebbe stata disponibile, non anche quella di Edenlandia che il Comune vuole preservare.<\/p>\n<p>E De Laurentiis l\u2019ha immediatamente scartata. Troppo poco lo spazio per poter creare quello che ha in mente il produttore cinematografico: otto campi da calcio, una sede sociale, una foresteria, una sala ristorante, una sorta di club house per gli abbonati vip. Ed allora non resta che riprendere in esame quello che propone il comune di Castelvolturno o individuare una nuova zona.Certo \u00e8 che da qui bisognerebbe ripartire per creare nuovi talenti. \u201cLa scugnizzeria\u201d al momento \u00e8 solo un\u2019idea, nulla pi\u00f9. Il Napoli ha le squadre giovanili un p\u00f2 qua e un p\u00f2 la per la provincia in attesa che i lavori prendano vita.<\/p>\n<p>Il vero quartier generale della primavera \u00e8 il centro di Sant\u2019Antimo di Secondigliano, poich\u00e8 il Napoli non ha scuole calcio sul territorio. Gli azzurri non vincono un campionato dal torneo Berretti 2011 e la Primavera, qualificatosi per gli ottavi di Champions, non ha raggiunto i playoff scudetto. Nel settore giovanile di oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per l\u2019improvvisazione o per chi non vuole rinnovarsi. Il progetto di \u201ccantera\u201d sembra ancora molto distante ed il Napoli intanto cerca di lavorare sui giovani ma quasi solo tramite il proprio scouting (attualmente sarebbe rimasto positivamente colpito da Mohammed Amine Ennali, esterno sinistro olandese di origine marocchine classe 1997 che gioca nel Vitesse, un talento che praticamente rischia di far litigare con Manchester United e Chelsea) tanto che lo scugnizzo pi\u00f9 famoso continua ad essere sicuramente Fabio Cannavaro, il capitano della Nazionale che ha alzato la coppa del mondo nel 2006 che aveva iniziato a Soccavo con l\u2019Italsider Bagnoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 il vento di crisi che soffia, sar\u00e0 un mercato sempre pi\u00f9 asfittico che costringe tutti a cercare le risposte nei numeri e nelle ricorrenze statistiche, ma oramai pare che l\u2019unica via di uscita per il fururo sar\u00e0 proprio quella di puntare sui giovani. 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