{"id":29366,"date":"2008-07-12T13:13:00","date_gmt":"2008-07-12T11:13:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/07\/12\/limpresario-delle-smirne-inaugura-il-festival-teatrale-di-borgio-verezzi\/"},"modified":"2008-07-12T13:13:00","modified_gmt":"2008-07-12T11:13:00","slug":"limpresario-delle-smirne-inaugura-il-festival-teatrale-di-borgio-verezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/07\/limpresario-delle-smirne-inaugura-il-festival-teatrale-di-borgio-verezzi\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;impresario delle Smirne&#8221; inaugura il Festival Teatrale di Borgio Verezzi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Borgio Verezzi<\/strong>. E\u2019 con lo sguardo divertito ma aguzzo dell'\u201dL\u2019impresario delle Smirne\u201d di Carlo Goldoni  che prende il via venerd\u00ec 11 luglio alle ore 21,30 in Piazza Sant\u2019Agostino, la 42ma edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Lo spettacolo, in prima nazionale, vede la regia di Massimo Belli e porta in scena a Verezzi un bel manipolo di attori: Giuseppe Pambieri  nel ruolo del Turco Al\u00ec, Maximilian Nisi in quello del Conte Lasca, Maria Letizia Gorga \u00e8 Lucrezia, Tiziana Bagatella  Tognina, Barbara Abbondanza  Annina, Tony Allotta Carluccio, Bruno Viola Nibio, Sebastiano Colla  Pasqualino, Aldo Vinci Beltrame, Azaiez Riahi, il Servitore; scene costumi sono di Alessandro Ciammarughi, le musiche di Antonio Di Pofi. Repliche il 12 e 13 luglio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_369\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_369\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un testo anomalo, questo di Goldoni, un testo che non sviluppa una trama ben delineata (se lo si confronta con altre opere del veneziano), e neppure porta al suo interno figure `scolpite\u2019 da monologhi poetici o amorosi; piuttosto un affresco, una cantata corale affidata all\u2019insieme della compagnia che lo rappresenta: ogni personaggio, dal Turco al servitore,  si rivela incisivo, necessario.<\/p>\n<p>\u201cGoldoni racconta da par suo una situazione che apparentemente \u00e8 quella di un gruppo di teatranti che per un attimo vivono l\u2019illusione della ricchezza: fare una favolosa tourn\u00e9e in Oriente, grazie all\u2019interessamento del turco Al\u00ec che vorrebbe portarli con s\u00e9, e tornare carichi di gloria e di denaro, in realt\u00e0 racconta l\u2019attesa e la disperazione dell\u2019uomo, la sua incapacit\u00e0 a trovare un collante che unisca e l\u2019innato talento invece che lo porta  spasmodicamente a cercare di emergere, a detrimento degli altri. Racconta l\u2019egoismo furioso di ciascuno quando vede davanti a s\u00e9 un\u2019occasione che potrebbe risolvergli la vita.\u201d Cos\u00ec il regista Massimo Belli definisce -d i fronte a un palco in allestimento che ritrae una sorta di \u201ccarillon\u201d in cui sta una  Venezia appena delineata sul fondo di una `scatola\u2019 fatta di quinte, al cui interno campeggiano paraventi dorati che saranno, di volta in volta, stanze, porte, corridoi, porti, vele \u2013 \u201cL\u2019impresario delle Smirne\u201d.<\/p>\n<p>Prosegue il regista: \u201cGoldoni definisce caratteri leggibili su due diversi livelli: il primo, pi\u00f9 immediato, \u00e8 quello di un gruppo di attori squinternati che, attirati dal viscido e cinico Conte Lasca, una sorta di faccendiere ante litteram, cerca di mettersi in  favore di vento in vista della scrittura per una tourn\u00e8e in Oriente, cercando di far valere il proprio talento o mercanteggiando  la propria bellezza, ma finendo col darsi addosso, spettegolando l\u2019uno sul conto dell\u2019altro nel vano tentativo di essere il prescelto e scoprendo, man mano che il tempo passa, che il Conte ha fatto a  tutti la stessa proposta bench\u00e9 abbia dichiarato il contrario, e sforzandosi a quel punto di catturare le simpatie del committente, il Turco Al\u00ec, senza rendersi conto che il modo sguaiato e feroce di dare addosso agli altri non far\u00e0 che disgustarlo, facendolo desistere dall\u2019idea della tourn\u00e8e\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAccanto a questo primo livello \u2013 aggiunge Belli \u2013 ce n\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro, pi\u00f9 profondo, pi\u00f9 universale. Goldoni ci presenta uomini inconsapevoli, incapaci di guardare ci\u00f2 che accade, uomini centrati esclusivamente su se stessi, poco propensi alla collaborazione, ammalati di protagonismo, uomini che procedono con le mani sugli occhi per non vedere, tutti tesi nella speranza di un deus ex machina che risolver\u00e0 loro la vita. Uomini che vivono in un\u2019epoca decadente, fatta di egoismi e favori, scambi e veleni, incapaci di valutare la realt\u00e0, ciechi di fronte a tutto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon a caso \u2013 conclude il regista \u2013 Goldoni si congeda dal pubblico e dai personaggi facendoceli incontrare  al porto, in una mattina tetra e fredda di vento rabbioso,  insieme al Conte Lasca cui Al\u00ec ha lasciato un po\u2019 di soldi per favorire la nascita di un\u2019impresa autogestita dove tutti gli artisti con eguali diritti e  responsabilit\u00e0 possano imparare ad agire in armonia nell\u2019interesse collettivo, ma affida  la chiusa al Conte e alla sua perfida  battuta \u2018voi farete una societ\u00e0 a carato. Se ander\u00e0 bene, dividerete il guadagno. Se ander\u00e0 male..spero non ci rimetterete del vostro\u2019. E non \u00e8 difficile immaginare chi terr\u00e0 i denari di Al\u00ec e che esito potr\u00e0 avere il progetto di una compagnia autogestita\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borgio Verezzi. E\u2019 con lo sguardo divertito ma aguzzo dell&#8217;\u201dL\u2019impresario delle Smirne\u201d di Carlo Goldoni che prende il via venerd\u00ec 11 luglio alle ore 21,30 in Piazza Sant\u2019Agostino, la 42ma edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi. 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