{"id":290855,"date":"2015-05-13T10:04:36","date_gmt":"2015-05-13T08:04:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=290855"},"modified":"2015-05-13T10:04:36","modified_gmt":"2015-05-13T08:04:36","slug":"roberto-nicolick-racconta-lesecuzione-sommaria-del-maresciallo-andrea-barbagallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/05\/roberto-nicolick-racconta-lesecuzione-sommaria-del-maresciallo-andrea-barbagallo\/","title":{"rendered":"Roberto Nicolick racconta &#8220;l&#8217;esecuzione sommaria del Maresciallo Andrea Barbagallo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Chi era Andrea Barbagallo ? Era un onesto e coraggioso Maresciallo dei Carabinieri Reali di 44 anni, nativo di San Giovanni di Giarre (CT) ,in comando alla locale Caserma di Albisola Superiore negli anni che andavano dal 39 al 44, con un notevole curriculum di repressione verso il mercato nero e soprattutto verso il traffico di armi, attivit\u00e0 molto fiorente in quegli anni, visto quello che si andava preparando. Il Maresciallo Barbagallo \u00e8 molto attivo, forse troppo per quel particolare periodo storico, riceve lettere anonime , molto esplicite, in cui lo si minaccia di morte per il suo troppo zelo e lo si invita a desistere dalla sua attivit\u00e0 di Carabiniere ligio e attaccato al dovere. A causa della situazione di alto rischio a cui \u00e8 sottoposto, dopo un breve ricovero in ospedale militare, Barbagallo si dimette dall\u2019Arma e viene quindi collocato in pensione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_978\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_978\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il Barbagallo deve far quadrare i conti con una piccola pensione e con il fatto, molto gravoso, che deve mantenere ben due nuclei famigliari, il proprio composta dalla coniuge e da due ragazzi e quello del fratello, in quel momento prigioniero in Germania , composto dalla cognata e da due altri ragazzi. Quindi l\u2019ex Maresciallo, manteneva sei persone, e per meglio dare da vivere a questi suoi famigliari, decide di svolgere l\u2019attivit\u00e0 di vendita come ambulante. I tempi, nel frattempo precipitano, siamo all\u2019aprile del 45, gli squadroni rossi della morte imperversano con le vendette personali, fanno centinaia di morti, molte le sparizioni di persone spesso innocenti, ma appena sfiorate dal sospetto di essere vicine alla Repubblica Sociale oppure troppo benestanti e con beni che dopo la loro sparizione cambiavano di propriet\u00e0. Basta poco per essere prelevati, interrogati e sparire. Cosa che puntualmente accade a Barbagallo, esattamente il 25 aprile, due uomini con il mitra a tracolla, si presentano a casa sua e lo \u201cprelevano\u201d, viene condotto presso il Comando della famigerata polizia partigiana comunista, accusato di essere un collaboratore dei fascisti, picchiato brutalmente.<\/p>\n<p>Il poveretto pesto e contuso, tenta di spiegare che egli era un maresciallo dei Carabinieri, e che non dipendeva dai fascisti o dai Nazisti, ma solo ed unicamente dal Comando della sua Arma. Legato per i polsi dietro la schiena, viene portato a Savona, presso il Comitato di Liberazione, sottoposto ad altro interrogatorio, e quindi stranamente rilasciato. Lo sventurato, sollevato nell\u2019animo, torna a casa, ma si tratta solo di una crudele messa in scena, degna del migliore, o peggiore, metodo di Staliniana memoria. Alla mattina, i soliti giannizzeri rossi, bussano alla sua porta e di fronte ai suoi terrorizzati famigliari, lo riprendono, e questa volta lo trascinano nella pubblica piazza di Albissola Superiore dove inizia il suo Calvario. Andrea Barbagallo, viene indicato alla gente come una spia fascista, schernito e malmenato, gli viene attaccato un cartello al collo con scritto \u201cSpia dei fascisti\u201d e trascinato a calci e pugni per la cittadina. La gente viene sollecitata a colpirlo, schiaffeggiarlo, a sputargli addosso, cosa che accade con terribile efficienza, tutto pesto, sanguinante ed accasciato riceve dai suoi carnefici e dai pi\u00f9 scalmanati ,violenza ed umiliazioni. Lui che era solo un fedele servitore dello Stato, che arrestava i ladri ed i brigati, in quel momento pagava per la sua onest\u00e0 e correttezza di fronte a personaggi mille volte peggiori di lui.<\/p>\n<p>Come per Il Cristo, picchiato e torturato, qualcuno dei caporioni rossi, decret\u00f2 la morte del povero Barbagallo, e incit\u00f2 la folla ad ucciderlo, cosa che non avvenne, infatti, anche nei momenti pi\u00f9 bestiali, l\u2019istinto omicida pu\u00f2 anche abortire sul nascere e forse la gente ebbe un barlume di piet\u00e0 e di rispetto per quest\u2019uomo. Ma i partigiani rossi non volevano lasciarsi sfuggire la loro vittima, dovevano dare dimostrazione di \u201cgeometrica potenza\u201d, e cos\u00ec accadde: un partigiano comunista, poi identificato come T. S., dopo aver ulteriormente sollecitato, inutilmente, la folla a linciare il poveretto, imbracciava il mitra e urlando \u201d cosa aspettate a finirlo, avete paura ??\u2026allora lo uccido io \u201d gli esplodeva contro una raffica uccidendolo e lasciandolo sul selciato in una pozza di sangue. A questo punto l\u2019assembramento si sciolse, lo spettacolo era finito e tutti se ne andarono a casa.<\/p>\n<p>Qualcuno disse che si tratt\u00f2 di una bravata sanguinaria, tuttavia l\u2019assassino del Barbagallo fu identificato e tratto in arresto in seguito dai Carabinieri, ammise di aver ucciso l\u2019ex maresciallo, ma di averlo fatto per ordine del Comando della Divisione Partigiana Gin Bevilacqua, in quanto l\u2019ucciso sarebbe stato una \u201cSpia dei Fascisti\u201d.<\/p>\n<p>Per chiudere il cerchio e salvare dalle Patrie Galere l\u2019assassino, con puntualit\u00e0 Svizzera, arriv\u00f2 opportunamente un documento della Brigata Partigiana F. Colombo e controfirmato dall\u2019ANPI di Savona, datato 30 aprile 1945, che testualmente affermava: \u201c\u2026Questo Comando il 29 corr. ha arrestato l\u2019ex Maresciallo dei Carabinieri Barbagallo Andrea perch\u00e8 denunciato quale Spia Segreta e favoreggiatore dei Nazifascisti. Avendo l\u2019accusato confessato e riconosciute le accuse mossegli e\u2019 stato passato per le armi nel comune di Albissola Marina dove il Barbagallo esplicava la sua losca attivit\u00e0\u201d Il gesto disumano era quindi rubricato come atto di guerra e poteva rientrare nella amnistia del Ministro Togliatti. Mai alcun documento fu falso, iniquo, disonesto e violento come questo. Nei fatti, moriva immeritatamente, in questo modo, un uomo retto ed onesto, assassinato da un personaggio che , come risulta da rapporti dei carabinieri, aveva anche vestito diverse uniformi in diverse occasioni, prima come Brigata Nera, poi come Partigiano Comunista. Nessuno volle testimoniare per paura di rappresaglie, molto frequenti in quel Far West, nessuno pronunci\u00f2, in pubblico, parole di condanna per l\u2019accaduto, ma Andrea Barbagallo rimase nella memoria degli Albisolesi onesti come un buon Maresciallo dei Carabinieri buono con le persone per bene e inflessibile con i brigati e i predoni che poi, proprio per questo motivo, lo vollero fortemente uccidere. Queste emerge dai documenti da me esaminati presso l\u2019Archivio di Stato, visionabili da chiunque.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi era Andrea Barbagallo ? 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