{"id":290797,"date":"2015-05-12T15:19:07","date_gmt":"2015-05-12T13:19:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=290797"},"modified":"2015-05-12T15:20:54","modified_gmt":"2015-05-12T13:20:54","slug":"clip-per-protesi-fissate-male-la-cassazione-respinge-il-ricorso-confermata-la-condanna-per-andrea-piccardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/05\/clip-per-protesi-fissate-male-la-cassazione-respinge-il-ricorso-confermata-la-condanna-per-andrea-piccardo\/","title":{"rendered":"&#8220;Clip&#8221; per protesi fissate male, la Cassazione respinge il ricorso: confermata la condanna per Andrea Piccardo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> <strong>Ricorso respinto<\/strong> dalla Corte di Cassazione e <strong>condanna che diventa definitiva<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 stato un terzo grado di giudizio per l\u2019ex primario di chirurgia di Cairo Montenotte <strong>Andrea Piccardo<\/strong> che aveva impugnato una condanna per lesioni colpose confermata dalla Corte d\u2019Appello nell\u2019aprile del 2014.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_762\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_762\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La <strong>Suprema Corte<\/strong> per\u00f2 ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dall\u2019imputato e di conseguenza la condanna ad <strong>un mese di reclusione<\/strong> inflitta in primo grado nel tribunale di Savona e confermata dalla Corte d\u2019Appello diventer\u00e0 definitiva.<\/p>\n<p>Il caso era quello delle <strong>\u201cclip metalliche\u201d <\/strong>che, secondo l\u2019accusa, erano state posizionate male nell\u2019addome di una paziente causandole una lesione alla vescica.<\/p>\n<p>Nel corso del processo di secondo grado era stata presentata una seconda perizia che aveva dato ragione alla tesi dell\u2019accusa. Il fatto contestato al medico risaliva al <strong>settembre del 2006<\/strong> quando, all\u2019ospedale di Cairo, una paziente, P.L., cinquantenne, era stata sottoposta ad un intervento programmato di <strong>plastica protesica di \u201claparocele addominale\u201d<\/strong> (una forma di ernia post operatoria), con il \u201cposizionamento di protesi mesh composita con tecnica video laparoscopica\u201d. Dopo l\u2019intervento per\u00f2 la donna aveva lamentato il distacco di alcune clip metalliche utilizzate per l\u2019ancoraggio della protesi.<\/p>\n<p>In particolare, secondo l\u2019accusa, durante il posizionamento ed ancoraggio della protesi era stata procurata una lesione alla vescica per la presenza al suo interno di un corpo estraneo: ovvero la clip metallica utilizzata per il fissaggio della protesi stessa. <strong>La presenza della clip<\/strong> \u2013 sempre per la tesi della Procura \u2013 aveva provocato l\u2019insorgenza di un \u201cquadro sintomatologico di tipo doloroso e lo sviluppo di recidivanti infezioni delle vie urinarie\u201d con conseguenti <strong>\u201clesioni iatrogene\u201d<\/strong>, che avevano costretto la paziente a sottoporsi ad indagini invasive e ad un intervento di rimozione della clip attraverso una cistoscopia.<\/p>\n<p>Secondo due delle consulenze (quelle eseguite dai medici della Procura e della parte civile) c\u2019era una responsabilit\u00e0 oggettiva di Piccardo che, nell\u2019applicare le clip, le avrebbe <strong>erroneamente \u201csparate\u201d<\/strong> contro la vescica e non sulla parete addominale come vorrebbe la procedura. Gli ancoraggi \u2013 questa la tesi dei periti \u2013 si erano cos\u00ec staccati penetrando nella vescica e <strong>procurando tutti i disturbi<\/strong> della donna.<\/p>\n<p>Di opionione completamente opposta era stato <strong>il perito della difesa<\/strong> che aveva sostenuto invece che <strong>non ci fosse responsabilit\u00e0<\/strong> dell\u2019imputato poich\u00e9 le clip potevano essere arrivate anche diversamente nella vescica dopo averne bucato la parete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Ricorso respinto dalla Corte di Cassazione e condanna che diventa definitiva. Non c\u2019\u00e8 stato un terzo grado di giudizio per l\u2019ex primario di chirurgia di Cairo Montenotte Andrea Piccardo che aveva impugnato una condanna per lesioni colpose confermata dalla Corte d\u2019Appello nell\u2019aprile del 2014. 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