{"id":288591,"date":"2015-04-14T11:24:39","date_gmt":"2015-04-14T09:24:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=288591"},"modified":"2015-04-14T11:37:50","modified_gmt":"2015-04-14T09:37:50","slug":"processo-a-fameli-per-usura-assolta-perche-il-fatto-non-sussiste-anche-patrizia-comparelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/04\/processo-a-fameli-per-usura-assolta-perche-il-fatto-non-sussiste-anche-patrizia-comparelli\/","title":{"rendered":"Processo a Fameli per usura, assolta &#8220;perch\u00e9 il fatto non sussiste&#8221; anche Patrizia Comparelli"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Savona.<\/strong> E\u2019 stata assolta \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d Patrizia Comparelli, la 44enne di Loano finita a processo insieme ad Antonio Fameli con l\u2019accusa di usura. La sentenza della corte d\u2019appello di Genova, che ribalta quella di condanna (un anno e quattro mesi di reclusione e 4 mila euro di multa con la sospensione condizionale e la non menzione nel casellario della pena) emessa in primo grado dal tribunale di Savona nel 2013, \u00e8 arrivata ieri.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_101\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_101\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p align=\"JUSTIFY\" data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Gli episodi che venivano contestati ad Antonio Fameli (difeso dagli avvocati Gian Maria Gandolfo e Maurizio Frizzi) e a Patizia Comparelli (difesa da Carla Adorno) risalivano al febbraio-marzo del 2006. Secondo la procura, Fameli aveva approfittato del momento di difficolt\u00e0 economiche e finanziarie della proprietaria della struttura ricettiva loanese per erogarle il prestito facendosi dare, al momento della consegna dell\u2019importo, 600 euro in contanti a titolo di interessi con l\u2019accordo di restituire i soldi entro 30 giorni (la difesa aveva sostenuto che le tempistiche per restituire la somma fossero invece state fissate in quattro mesi).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un accordo che era stato rispettato dal gestore dell\u2019hotel che, tramite quattro assegni intestati alla presunta complice Patrizia Comparelli (che nella vicenda avrebbe svolto il ruolo di intermediario), aveva restituito i diecimila euro. Denaro che la donna, a sua volta, secondo quanto contestavano gli inquirenti, aveva poi girato a Fameli.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ieri mattina per\u00f2 le accuse sono cadute e la Corte d\u2019Appello (anche il procuratore generale aveva chiesto l\u2019assoluzione) ha ribaltato la sentenza di primo grado. All\u2019inizio dell\u2019istruttoria, i giudici della corte hanno chiesto di acquisire la documentazione contabile che potesse provare il passaggio di denaro. In questa fase, non sono stati individuati elementi probatori (come matrici di assegni o passaggi di denaro sui conti) che confermassero l\u2019esistenza degli assegni. Da qui la scelta di far cadere le accuse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. E\u2019 stata assolta \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d Patrizia Comparelli, la 44enne di Loano finita a processo insieme ad Antonio Fameli con l\u2019accusa di usura. 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