{"id":287921,"date":"2015-04-03T19:26:23","date_gmt":"2015-04-03T17:26:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=287921"},"modified":"2015-04-03T19:46:07","modified_gmt":"2015-04-03T17:46:07","slug":"lalpinista-beltrame-torna-a-cairo-montenotte-dopo-la-spedizione-no-limits","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/04\/lalpinista-beltrame-torna-a-cairo-montenotte-dopo-la-spedizione-no-limits\/","title":{"rendered":"L&#8217;alpinista Beltrame torna a Cairo Montenotte, con 4 cuori e un mulino a vento"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tien Shan. Tre uomini e un\u2019avventura che entra nella storia dell\u2019alpinismo mondiale<\/strong>. Rientrano a casa Alessandro Beltrame videomaker di Cairo Montenotte e i due amici cuneesi Paolo Rabbia e Marco Bernini. Per dieci giorni sono stati in cima ad una vetta a quasi 5 mila metri d\u2019altezza che non aveva nome. Quel nome glielo hanno dato loro.\u00a0<strong>Si chiama \u201cJel Tegermen, il mulino a vento\u201d<\/strong> perch\u00e9 ricorda quelle tempeste di neve che hanno dovuto affrontare durante una scalata piena di insidie percorrendo la \u201cstrada dei\u00a04 cuori\u201d, altro nome che raggruppa pi\u00f9 persone. \u201cE\u2019 un po\u2019 un inno alla famiglia\u201d, dice Alessandro Beltrame.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_289\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_289\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La loro avventura ricorda un po\u2019 quelle del grande maestro Achille Compagnoni che veniva spesso a riposarsi con la famiglia nell\u2019Imperiese. Uomo di grande forza e coraggio, quello stesso coraggio che ha alimentato l\u2019impresa di questi tre amici che hanno concluso oggi\u00a0la loro missione dando un nome a quella vetta <strong>nello sperduto\u00a0Kyrgyzstan, a 50 chilometri in linea d\u2019aria dalla Cina,<\/strong> lass\u00f9 dove nessuno aveva mai osato andare.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 lo \u201cJel Tegermen, il mulino a vento\u201d che cosa rappresenta per te?<\/strong> \u201cQuesta montagna, che ricorda per forme e altezza il nostro Cervino, \u00e8 situata nella parte centrale della catena montuosa del Tien Shan. Secondo l\u2019agenzia Kirghisa che ha fornito il supporto logistico, si tratta della seconda spedizione di sempre in quest\u2019area. La prima esplorazione era stata effettuata nell\u2019inverno 2011 con gli sci da un team di cui facevano parte Giacomo Para e lo stesso Paolo Rabbia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ed ecco come \u00e8 nata questa avventura che di fatto entra nella storia dell\u2019alpinismo di tutti i tempi<\/strong>. \u201cIn base alle informazioni in suo possesso \u00e8 stato possibile organizzare un viaggio esplorativo di soli 16 giorni, di cui 10 sulla montagna \u2013 racconta Alessandro \u2013 \u00a0A partire dall\u2019ultimo villaggio raggiungibile in auto, l\u2019avvicinamento \u00e8 avvenuto a cavallo fino al campo base in un giorno, trasportando circa 80 kg tra materiale e cibo, quest\u2019ultimo reperito interamente al villaggio. Il campo \u00e8 stato posto su neve alla quota di 3070 metri, in corrispondenza della pi\u00f9 alta fonte d\u2019acqua disponibile. La zona \u00e8 battuta quasi costantemente da venti oltre i 50 km\/h (con punte rilevate anche di 100 km\/h), da qui il nome Jel Tegermen dato alla montagna, che in lingua kirghisa significa \u201cil mulino a vento\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come avete scalato quella montagna?<\/strong>\u00a0\u201cI successivi mille metri di quota sono stati percorsi sempre con gli sci nelle varie ricognizioni avvenute ai piedi del versante ovest della parete. Solo una volta superata la seraccata posta al fondo della valle \u00e8 stato possibile individuare una linea di salita favorevole\u201d, dice ancora Alessandro Beltrame<\/p>\n<p><strong>Come avete vissuto quei giorni e quali difficolt\u00e0 avete incontrato?<\/strong> \u201cSono stati installati due depositi di materiale, uno intermedio a 3700 metri, l\u2019altro ai piedi della parete a 4050 metri. In un primo tentativo, il giorno 25 marzo, \u00e8 stata raggiunta la quota di 4450 metri, al termine del couloir di ghiaccio neve \u2013 risponde Alessandro Beltrame \u2013 \u00a0Dopo una sosta forzata di 4 giorni dovuta alle pessime condizioni meteo (vento e neve), nell\u2019unica finestra di tempo discreto il 29 marzo abbiamo tentato la cima con partenza direttamente dal campo base. Quattro ore di salita con gli sci e successivamente altre 2 di scalata su neve e misto ci hanno condotto al punto pi\u00f9 alto raggiunto precedentemente; da qui, nonostante il vento a raffiche in aumento, abbiamo affrontato la scalata degli ultimi 120 metri fino alla vetta. A questo punto il terreno si fa pi\u00f9 impegnativo e ostico per via della pessima qualit\u00e0 della roccia e delle grandi difficolt\u00e0 di protezione, il tutto sempre in condizioni di discreta esposizione. Salvo poche sezioni, tutta la scalata \u00e8 stata effettuata con piccozze e ramponi sia su neve che su roccia, utilizzando sia chiodi che protezioni mobili (nuts e friends)\u201d.<\/p>\n<p><strong> La cima \u00e8 stata raggiunta alle ore 17:30 (ora locale) da Paolo Rabbia e Alessandro Beltrame. <\/strong>Marco Bernini ha dovuto rinunciare durante la salita per l\u2019aggravarsi di una infezione respiratoria. Nei i primi 100 metri di discesa \u00e8 stato inevitabile abbandonare le corde di calata, a causa dei forti rischi di caduta pietre.\u00a0La base del couloir \u00e8 stata raggiunta alle ore 20:00 con il buio. \u201cLa discesa in sci, gravati dal peso di tutto il materiale dei depositi, in una fitta nebbia, ci ha esauriti completamente. Al nostro arrivo al campo base, poco prima della mezzanotte, siamo stati accolti dall\u2019amico Bernini, oltre che con un the caldo, con una salva dei petardi utilizzati le notti precedenti per allontanare i lupi\u2026 La via seguita, da noi gradata, TD -, \u00e8 stata battezzata \u201c4 cuori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Avete documentato questa spedizione?\u00a0<\/strong>\u201cAbbiamo provato, inoltre, a raccontare visivamente la storia di questa avventura. Portandoci appresso apparecchiature professionali per realizzare immagini fotografiche e video di alta qualit\u00e0 visiva ed emotiva. La sfida \u00e8 stata affrontata in ambito: leggerezza, qualit\u00e0, gestione dell\u2019energia, ottimizzazione strumenti di produzione ed immediatezza. Cercando sempre di operare velocemente durante il reale svolgimento dei momenti di spedizione, cogliendo stati d\u2019animo, condizioni meteorologiche avverse e situazioni critiche nel migliore dei modi possibili, evitando ricostruzioni non in tempo reale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come potremmo definire questa avventura?<\/strong> \u201cUna storia di ricerca, avventura ed esplorazione, raccontata direttamente dai protagonisti, nello stesso istante in cui la stanno vivendo. Un racconto di spedizione suddiviso in tentativi falliti, rassegnazione, convivenza forzata, entusiasmo, determinazione e fatica, con delle riflessioni a tutto campo sul coraggio dell\u2019avventura soprattutto nel quotidiano e i suoi effetti sui giovani uomini che si mettono in gioco, quasi in controtendenza in un momento storico sempre pi\u00f9 virtuale e basato sulle esperienze condivise di altri\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tanti si chiedono perch\u00e9 lo avete fatto.<\/strong> Uno stimolo a mettersi in gioco su terreni dove non servono sci, ramponi, piccozze, corde e chiodi, ma ugualmente una buona dose di curiosit\u00e0, determinazione e coraggio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il videomaker cairese: &#8220;Utilizzavamo i petardi per allontanare i lupi tra freddo e vento incredibile&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":12291,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[3874],"class_list":["post-287921","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-alpinismo","post_cat_citta-cairo-montenotte","post_tag_personaggi-alessandro-beltrame"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/287921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12291"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=287921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/287921\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=287921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=287921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=287921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}