{"id":287663,"date":"2015-04-01T18:12:30","date_gmt":"2015-04-01T16:12:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=287663"},"modified":"2015-04-01T18:37:02","modified_gmt":"2015-04-01T16:37:02","slug":"marisa-comessatti-e-altri-scomparsi-in-liguria-751-casi-irrisolti-lassociazione-penelope-legge-sul-dna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/04\/marisa-comessatti-e-altri-scomparsi-in-liguria-751-casi-irrisolti-lassociazione-penelope-legge-sul-dna\/","title":{"rendered":"Marisa Comessatti e altri scomparsi in Liguria: 751 casi irrisolti. L&#8217;associazione Penelope: &#8220;Legge sul dna&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria. Dal 1974 a oggi sono 715 le persone in Liguria di cui si \u00e8 persa ogni traccia, quasi 400 a Genova<\/strong>. Il dato italiano, se possibile fa ancora pi\u00f9 effetto: quasi 30 mila persone in Italia sono state inghiottite dal buco nero dell\u2019oblio lasciando le famiglie in un limbo di angoscia e speranza.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_438\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_438\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cOvviamente nel caso di mio padre quello che stiamo ancora cercando \u00e8 il corpo \u2013 spiega Lorenzelli \u2013 ma le speranze sono vane visto che <strong>in Italia non esiste una legge che consenta un prelievo di dna per i corpi ritrovati<\/strong> magari a distanza di anni e apparentemente non vittima di violenza e una comparazione con quello degli scomparsi\u201d. <strong>In Liguria cos\u00ec negli obitori e negli istituti di medicina legale ci sono attualmente 26 cadaveri senza nome<\/strong> e che probabilmente non ne avranno mai uno. \u201cQuei corpi sono i nostri scomparsi\u201d dice Lorenzelli.<\/p>\n<p>A Milano qualche passo avanti \u00e8 stato fatto con l\u2019istituzione del laboratorio Labanof, laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense) dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano che si occupa fra le altre cose del recupero e dello studio di resti umani. \u201cIl laboratorio ricompone e a volte ricostruisce virtualmente i cadaveri cercando, attraverso la pubblicazione delle immagini, di dargli un nome. Auspichiamo che questo modello di laboratorio venga istituito anche in Liguria dove invece oggi, a causa delle leggi sulla privacy, non ci dicono nulla dei corpi che custodiscono per anni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa scomparsa di un persona cara \u00e8 un vuoto, una vita sospesa \u2013 racconta Lorenzelli \u2013 c\u2019\u00e8 una prima fase di grande confusione quando ancora i famigliari non si capacitano di una scomparsa, e magari sono circondati dall\u2019attenzione delle autorit\u00e0 e dei media. Poi c\u2019\u00e8 una fase di solitudine, quando nessuno ne parla pi\u00f9 e magari i fascicoli che vengono aperti in Procura vengono archiviati. L\u00ec poi subentra da parte dei parenti il senso di colpa e l\u2019angoscia per quello che forse si sarebbe potuto fare, anche se spesso non si poteva fare nulla\u201d. Per questo l\u2019associazione Penelope Scomparsi offre ai familiari un supporto legale e psicologico. \u201cIn Liguria, cosa che non accade dappertutto \u2013 abbiamo firmato nelle quattro prefetture i <strong>piani di intervento per le persone scomparse<\/strong>, in modo da partecipare ai tavoli permanenti e offrire il nostro aiuto, soprattutto alle famiglie\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019associazione in questo periodo \u00e8 particolarmente attiva in provincia di Savona, dove i famigliari di <strong>Frigentina Del Rosario<\/strong> e <strong>Marisa Comessatti<\/strong> sono soci della onlus. Frigentina Del Rosario Picariello, 52 anni, il 2 febbraio di un anno fa \u00e8 scomparsa nel nulla dalla sua casa di Vendone. Il giorno dopo nel bosco sono stati ritrovati in un bosco a poche centinaia di metri dall\u2019abitazione i vestiti leggermente bruciacchiati. \u201cLa figlia Tania \u2013 racconta Lorenzelli \u2013 ha combattuto molto con le istituzioni perch\u00e9 scoprissero cosa era successo alla mamma. Ha presentato una denuncia per omicidio e ora sta chiedendo che venga utilizzato il georadar perch\u00e9 teme che il cadavere della madre possa trovarsi nel bosco\u201d.<\/p>\n<p>Marisa Comessatti \u00e8 scomparsa da Laigueglia 20 giorni dopo, il 21 febbraio. Avrebbe dovuto andare a stirare a casa di una delle figlie, ma non \u00e8 mai arrivata: \u201cOra in qualche trasmissione televisiva nazionale di parla di messe nere, la famiglia non ne sapeva nulla. Ora vedremo se le indagini confermeranno o meno quest\u2019ipotesi. I media sono molto importanti per far circolare le informazioni sulle persone scomparse, ma <strong>spesso soprattutto a livello televisivo si supera il limite e si mettano queste povere famiglie in una sorta di tritacarne mediatico<\/strong>. Credo di vorrebbe un maggior rispetto per le famiglie e un trattamento diverso\u201d.<\/p>\n<p>Chi l\u2019ha visto, la trasmissione pi\u00f9 nota in tema di scomparsi la scorsa settimana, attraverso le parole del presidente dell\u2019associazione Penelope (da cui la ligure <strong>Penelope Scomparsi<\/strong>, si \u00e8 staccata nel 2011), ha diffuso il messaggio secondo cui in Liguria non ci sarebbe alcuna associazione che supporta le famiglie degli scomparsi: \u201cUn messaggio sbagliato e pericoloso, soprattutto nei confronti delle famiglie che ci cercano e hanno bisogno di aiuto. Noi ci siamo, con le nostre attivit\u00e0, il nostro sito e la nostra pagina Facebook. E insieme ad altre 8 Regioni stiamo per dare vita a un sito nazionale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Dal 1974 a oggi sono 715 le persone in Liguria di cui si \u00e8 persa ogni traccia, quasi 400 a Genova. 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