{"id":287465,"date":"2015-03-30T23:56:33","date_gmt":"2015-03-30T21:56:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=287465"},"modified":"2015-03-30T23:57:10","modified_gmt":"2015-03-30T21:57:10","slug":"lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-la-scomparsa-dei-talenti-si-punta-troppo-sul-fisico-e-poco-sulla-fantasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/03\/lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-la-scomparsa-dei-talenti-si-punta-troppo-sul-fisico-e-poco-sulla-fantasia\/","title":{"rendered":"Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. La scomparsa dei &#8220;talenti&#8221;: si punta troppo sul fisico e poco sulla fantasia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Da circa un decennio, oramai, quanti seguono il calcio si pongono questa domanda: \u201cPerch\u00e9, in Italia ma anche nel mondo, non nascono pi\u00f9 i numeri dieci?\u201d, Attualmente, in giro, se ne vedono pochini mentre fino a qualche tempo fa tutte le nazionali ne avevano almeno uno in squadra.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_336\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_336\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il \u201cgene del genio\u201d \u00e8 scomparso perch\u00e9 il gioco del calcio si \u00e8 inaridito oppure perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 le mamme di una volta? Forse che oggi i numeri dieci, i fuoriclasse, vengono costruiti solo in \u201claboratorio\u201d, in settori giovanili super specializzati? La \u201ccantera\u201d del Barcellona potrebbe essere un esempio. Ma in una terra ribelle come la Catalogna che hanno di tanto speciale le famiglie? Eppure tra i giovani blaugrana dominano i colori multietnici.<\/p>\n<p>Tante domande, poche risposte e nessuna certezza. Il settore giovanile dell\u2019Atalanta, proprio per cercare di sopperire a questa carenza a fine estate si \u00e8 rafforzato con l\u2019arrivo di Maurizio Costanzi, un'\u201deccellenza\u201d tra gli esperti di vivai calcistici, basti pensare che ha portato il Chievo a vincere il campionato Primavera.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 certo dire che Antonio e Luca Percassi facciano poco per il settore giovanile, anzi hanno sempre dichiarato che si tratta del fiore all\u2019occhiello della societ\u00e0. Intanto per\u00f2 l\u2019ultimo fuoriclasse che \u00e8 nato e cresciuto a Zingonia \u00e8 Roberto Donadoni (classe 1963), inizio anni ottanta, e forse Domenico Morfeo (classe 1976) ma in questo caso l\u2019Atalanta declina ogni responsabilit\u00e0 perch\u00e9 il ragazzo aquilano \u00e8 stato l\u2019emblema del \u201cgenio e sregolatezza\u201d, poi tanti buoni e anche ottimi giocatori.<\/p>\n<p>Ad esempio uno come Riccardo Montolivo (classe 1985) ha le stimmate del campione eppure gli manca qualcosa per diventare e poi al Milan lo hanno trasformato in mediano. Questo pu\u00f2 significare che il talento viene sacrificato al rigore degli schemi tattici e alla forza fisica. I talent scout cosa guardano oggi prima di scegliere un ragazzino da portare in un settore giovanile professionistico ma anche della Serie D? Se \u00e8 piccolo di statura si informano, prima di tutto, se i genitori e magari i nonni sono alti e quindi sono convinti che crescer\u00e0, poi controllano se fisicamente \u00e8 ben impostato con una corretta postura e, infine, se ha i piedi buoni.<\/p>\n<p>Per carit\u00e0, non \u00e8 affatto sbagliato come criterio ma inevitabilmente la \u201ctecnica\u201d viene sempre dopo. Del resto gli istruttori, peraltro qualificati e preparati, sono spesso laureati in scienze motorie e sportive e magari non espressamente molto esperti del gioco del calcio.<\/p>\n<p>Consultate gli organigrammi dei settori giovanili professionisti e leggerete nomi sconosciuti, cos\u00ec come i manuali dei primi calci sono scritti e realizzati da docenti di educazione fisico-motoria. Certo, \u00e8 anche vero che i grandi campioni ma anche i buoni giocatori professionisti si sono dilettati a scrivere le loro autobiografie, di solito lautamente retribuiti, e solo pochi si sono cimentati con manuali di come si comincia a giocare a calcio, lasciando invece in mano la letteratura calcistica ai professori Isef.<\/p>\n<p>Probabilmente sarebbe opportuno un connubio tra i teorici e i pratici. Gli esercizi col pallone tra i bambini delle scuole calcio sono in genere sempre troppo pochi, eppure la prima cosa che chiedono \u00e8: \u201cMister quando giochiamo, quando facciamo la partita?\u201d. E gli istruttori, quorum ego nel loro piccolo, rispondono: \u201cPrima gli esercizi motori, poi il pallone\u201d e vengono quasi proibiti colpi di tacco, veroniche, dribbling e tutto ci\u00f2 che fa spettacolo.<\/p>\n<p>Mettere dieci ragazzini davanti ad un muretto e farli calciare di destro e di sinistro per dieci minuti non sarebbe male per\u00f2 (per non dire del ripristino della magica \u201cforca\u201d) e magari con un ex calciatore come istruttore che spieghi loro (sviluppandone la propriet\u00e0 imitativa) come toccare il pallone d\u2019interno, di esterno, di collo e cos\u00ec via. Ma chi lo fa ancora questo esercizio? Si preferiscono i \u201ccircuiti di destrezza\u201d o skip con ostacoli o prove di schemi tattici. E il regno del pallone dove sta? E poi non diamo colpe alle mamme se non nascono pi\u00f9 i fuoriclasse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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