{"id":286163,"date":"2015-03-16T18:21:48","date_gmt":"2015-03-16T17:21:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=286163"},"modified":"2015-03-16T18:21:48","modified_gmt":"2015-03-16T17:21:48","slug":"roberto-nicolick-racconta-la-sua-odissea-ferroviaria-e-il-binomio-scioperi-e-turismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/03\/roberto-nicolick-racconta-la-sua-odissea-ferroviaria-e-il-binomio-scioperi-e-turismo\/","title":{"rendered":"Roberto Nicolick racconta la sua odissea ferroviaria e il binomio &#8220;Scioperi e turismo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec decido di prendermi un breve vacanza, parto nella mattinata di venerd\u00ec 13, per Firenze con l\u2019intenzione di tornare a Savona il giorno 15. \u00a0All\u2019andata tutto va liscio, ma i problemi si presentano al ritorno, incappo in uno sciopero del personale delle ferrovie dello stato. Come da mia prenotazione, il mio treno regionale partiva da Firenze Santa Maria Novella alle 17,28 e mi avrebbe permesso di salire sull\u2019Intercity, a Pisa Centrale alle 19,03 arrivando alle 22 circa a Savona. Per meglio conoscere la situazione mi presento alla Stazione di Firenze S.M.N., dove una folla di viaggiatori attende in balia degli eventi una qualsiasi cosa che possa portarli a casa, gli altoparlanti a cadenza continua annunciano lo sciopero, la cancellazione di tutti i treni locali e si scusano per il disagio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_138\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_138\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Una sparuta pattuglia di dipendenti delle Fs addetti all\u2019assistenza dei passeggeri, cerca di fornire notizie, completamente inutili, a centinaia di passeggeri che con bagaglio al seguito, vagano da un binario all\u2019altro nella speranza che un treno qualsiasi li riporti a casa. Questi ferrovieri con indosso dei giubbotti catarifrangenti gialli sono pi\u00f9 che altro di supporto psicologico e basta. La gente \u00e8 decisamente irritata, senza notizie certe, con il bagaglio da trasportare, al freddo e con la pioggia che inizia a cadere, stanno subendo un forte disagio inoltre, come in tutte le stazioni iniziano a girare loschi personaggi che cercano di trarre vantaggio da queste situazioni: borseggiatori, ladri e quant\u2019altro che complicano ulteriormente la vita ai passeggeri.<\/p>\n<p>Ogni tanto transita una pattuglia della polizia ferroviaria che con la sua presenza cerca di scoraggiare questi malintenzionati. L\u2019altoparlante oltre a comunicare la cancellazione di quasi tutti i treni, sconsiglia di acquistare biglietti di viaggio da sconosciuti o articoli da venditori ambulanti e aggiunge che alcuni sottopassi di accesso alla stazione sono stati chiusi per arginare il fenomeno della vendita abusiva.<\/p>\n<p>Mi viene detto che il mio treno regionale \u00e8 stato cancellato, come tanti altri, ma il mio problema \u00e8 che quel treno mi consentirebbe di raggiungere Pisa e da li partire alla volta di Savona. Devo, quindi, raggiungere con altri mezzi Pisa.<\/p>\n<p>Apprendo che dal piazzale di Firenze S.M.N. sta per partire un bus autostradale diretto all\u2019aeroporto di Pisa, ci salgo pagando 8 euro di biglietto, percorsi 80 km di distanza arrivo e risalgo su una navetta che mi porta alla stazione di Pisa, pago altri 2 euro di biglietto. I portici della piazza della stazione sono pieni di extracomunitari di decine di etnie diverse, che frequentano i locali pubblici e soprattutto si divertono in un esercizio dove si effettuano scommesse, sembra di essere di passaggio in un paese, anzi, in pi\u00f9 paesi diversi dal nostro.<\/p>\n<p>Entro alla stazione e cerco di prendere un caff\u00e8 in un fast food annesso ad esso, noto che i tavolini sono tutti impegnati da moltissime badanti russe, ucraine e moldave. Anche l\u2019uscita di emergenza \u00e8 sbarrata da un divanetto dove sono accomodate comodamente quattro matrone dell\u2019era post sovietica, impegnate a bere aranciata da un cartone e a conversare amabilmente. Questa uscita di emergenza \u00e8 sprangata da un ferro bloccato da un lucchetto.<\/p>\n<p>Finalmente alle 19 circa, con un ritardo di 20 minuti viene annunciato il treno intercity diretto a Ventimiglia. Ci salgo alle 19,25 e trovato posto, piombo nel sonno, alle 22,10 metto piede a Savona, grazie a Dio e a me stesso.<\/p>\n<p>Questo sciopero dei ferrovieri ha veramente creato un grave disagio alla gente comune, ha tenuto lontano da casa gente che avrebbe avuto il pieno diritto di poter disporre della propria libert\u00e0 di movimento, obbligandola a sostare per ore all\u2019interno di stazioni ferroviarie, senza sapere cosa e come fare per tornare a casa propria. Fatta salva la libert\u00e0 di sciopero, qui si \u00e8 colpita una volta di pi\u00f9 le persone comuni, quelle che non vogliono o che non possono usare l\u2019auto, affrontando le spese che questo mezzo comporta.<\/p>\n<p>A questo punto, non mi interessa conoscere le motivazioni di questo sciopero dei trasporti, una volta tanto voglio essere sordo anche io alle ragioni della gente come d\u2019altra parte hanno fatto coloro che hanno scioperato.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec decido di prendermi un breve vacanza, parto nella mattinata di venerd\u00ec 13, per Firenze con l\u2019intenzione di tornare a Savona il giorno 15. \u00a0All\u2019andata tutto va liscio, ma i problemi si presentano al ritorno, incappo in uno sciopero del personale delle ferrovie dello stato. 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