{"id":28615,"date":"2008-07-02T09:02:16","date_gmt":"2008-07-02T07:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/07\/02\/festival-teatrale-di-verezzi-45-giri-di-parole-damore\/"},"modified":"2008-07-02T09:02:16","modified_gmt":"2008-07-02T07:02:16","slug":"festival-teatrale-di-verezzi-45-giri-di-parole-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/07\/festival-teatrale-di-verezzi-45-giri-di-parole-damore\/","title":{"rendered":"Festival teatrale di Verezzi: &#8220;45 giri di parole d&#8217;amore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Borgio Verezzi<\/strong>. Un pensiero su di loro non si fa quasi mai, ci si limita a canticchiarle senza neppure accorgersene, per strada o mentre si attende, al telefono o sotto la  doccia. Sono le canzonette, protagoniste della colonna sonora della maggior parte delle persone e anche di \u201c45 giri di parole d\u2019amore\u201d, lo spettacolo-anteprima del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, in scena il prossimo 5 luglio alle ore 21.30, in Piazza Sant\u2019Agostino.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_899\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_899\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sul palco, a cantare e declamare \u2013 sono o no poesie? \u2013 le canzoni che fanno parte del bagaglio emotivo e culturale  della vita di chi  era ragazzo negli anni `60\/\u201970 (ma non solo, perch\u00e9 \u201cLuglio col bene che ti voglio\u201d  o  \u201ce allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te\u201d la canticchiano anche i ragazzini che hanno adesso 18 anni)\u2026 Lunetta Savino e Paolo Bessegato, che cura anche la regia dello spettacolo.<\/p>\n<p>\u201cIn un mondo che\u201d o propone modelli di grande inconsistenza culturale, oppure sceglie situazioni lacrimose, possibilmente dolorose, dove l\u2019audience possa avere un bello spazio e magari, oltre alle lacrime, ci sia anche qualcosa di veramente morboso, l\u2019idea di trarre spunto da elementi semplici ma \u201cveri\u201d, presenti come pochi altri nella vita comune, come le canzonette, cio\u00e8 dal genere poetico  \u201cche ai tempi del Petrarca sarebbe confluito nel Canzoniere, anche se a dirla cos\u00ec fa un po\u2019 impressione\u201d, \u00e8 venuta a Paolo Bessegato, interprete e regista insieme Lunetta Savino di questa incursione nel mondo delle canzoni.<\/p>\n<p>Lo spunto \u00e8 venuto \u201cascoltando le cronache in tv di uno dei tanti congressi di partito, prima delle elezioni, quando ho sentito diffondersi le note di \u2018E la pioggia che va\u2019 di Caterina Caselli \u2013 dichiara l\u2019interprete e regista -; ecco, l\u00ec ho pensato che una volta passato il tempo delle ideologie e dei canti di `appartenenza\u2019 adesso si stesse cercando un punto di contatto fra le persone che passasse attraverso altro, qualcosa di semplice, coinvolgente e comune come \u00e8 la musica leggera. Cos\u00ec ho pensato di creare uno spettacolo in cui musica e parole fossero l\u2019anima del tutto.  In pi\u00f9 la convinzione che le canzoni siano il corrispettivo di ci\u00f2 che sono state alla loro epoca le canzoni dei trovatori e che  ci sia da sempre un rapporto forte tra loro e la letteratura, \u00e8 stata confortata da un scritto di Ranieri Polese, pubblicato da Guanda. Grazie a questo bell\u2019assist di Polese, che ci ha permesso di utilizzare parte dei suoi testi,  ho pensato di dedicare uno spettacolo  a questo argomento\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo si \u00e8 venuto a creare un copione, scritto da Giuseppe Di Leva, che partendo e utilizzando le canzoni d\u2019amore, racconta la vita quotidiana di persone comuni, una vita in cui i ritornelli non solo vengono canticchiati, ma sono diventati frasi fatte utilizzate nel parlare quotidiano senza averne pi\u00f9 percezione. Cos\u00ec come non ci si accorge, ma in scena verr\u00e0 mostrato in modo divertente, quali siano i debiti delle canzonette ai Vati della Poesia  italiana come, appunto,  Leopardi o Petrarca, e come,  attraverso un processo di progressiva spoliazione tipico del genere `popolare\u2019, questi versi finiscano poi nei ritornelli.<\/p>\n<p>Le canzoni, come si \u00e8 detto, verranno cantate  e recitate (in scena ci saranno Fabio Battistelli e il suo quartetto: Enzo Veddovi \u2013 Lorenzo Ghetti Alessandri \u2013 Giacomo Dominici) ma le atmosfere degli anni \u201960 e \u201970 rivivranno sia nei costumi sia negli intermezzi di prosa  dove il pubblico avr\u00e0 modo di incontrare alcuni dei personaggi must di quegli anni: il playboy riminese che abborda la bella straniera; oppure assister\u00e0 allo straziato\/straziante (ma anche esilarante)  tira e molla di una coppia di amanti, a Venezia; un prendi-molla,- riprendi-riabbandona tutto giocato sulle e con le parole delle canzoni. Accanto a  ci\u00f2 verranno inoltre sceneggiate due \u201cpezzi\u201d simbolo di quegli anni.<\/p>\n<p>\u201c45 giri di parole d\u2019amore\u201d sar\u00e0 l\u2019occasione per conoscere Lunetta Savino in una versione diversa: quella di cantante oltre che di attrice teatrale e televisiva; in veste di attrice televisiva invece,  il giorno successivo il debutto a Verezzi, Lunetta sar\u00e0 a Pescara a ritirare il Premio Flajano attribuitole per lo sceneggiato televisivo, recentemente replicato in tv, Il coraggio di Angela. Lo spettacolo, anteprima del 42mo Festival Teatrale di Borgio Verezzi, andr\u00e0 in scena alle ore 21.30 in Piazza sant\u2019Agostino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borgio Verezzi. Un pensiero su di loro non si fa quasi mai, ci si limita a canticchiarle senza neppure accorgersene, per strada o mentre si attende, al telefono o sotto la doccia. 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