{"id":285677,"date":"2015-03-11T08:41:03","date_gmt":"2015-03-11T07:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=285677"},"modified":"2015-03-11T08:49:00","modified_gmt":"2015-03-11T07:49:00","slug":"roberto-nicolick-raccolta-le-tragiche-esperienze-di-una-donna-nei-primi-anni-del-900","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/03\/roberto-nicolick-raccolta-le-tragiche-esperienze-di-una-donna-nei-primi-anni-del-900\/","title":{"rendered":"Roberto Nicolick racconta le &#8220;Tragiche esperienze di una donna nei primi anni del &#8216;900&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La nostra ambulanza entra nella \u201ccamera calda\u201d, di uno qualsiasi degli ospedali della Liguria, abbiamo l\u2019incarico di prelevare una signora che \u00e8 stata dimessa e trasportarla sino al suo domicilio. Un incarico facile e di routine.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_976\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_976\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Trovo la paziente in reparto, seduta su una sedia che ci attende pazientemente, \u00e8 anziana e appare provata, accanto a lei una valigia, la facciamo accomodare sulla sedia a rotelle ed entriamo in un ascensore che ci porta sino all\u2019uscita dell\u2019ospedale, da l\u00ec saliamo sull\u2019ambulanza alla cui guida si mette l\u2019autista, mentre io dopo aver allacciato la signora con la cintura di sicurezza, mi siedo e per farla sentire a suo agio, inizio a chiacchierare con lei.<\/p>\n<p>La donna che dichiara di avere circa 80 anni, sembra molto malinconica, ha gli occhi molto profondi un bel viso nobile , si esprime con propriet\u00e0 di linguaggio, veste in modo ordinato e sobrio. E\u2019 stata ricoverata per un piccolo intervento. Ha piacere di parlare, soprattutto se ha di fronte un interlocutore che la ascolta con interesse. La donna comunica, e soprattutto racconta di s\u00e9, espone la sua vita e soprattutto il suo tragico vissuto, le sue parole mi fanno capire quali esperienze, moltissime donne hanno e stanno continuando a subire nella vita. Il suo racconto \u00e8 davvero impressionante.<\/p>\n<p>Nasce, in un paese che non nomino, intorno ai primi anni del \u2018900, come figlia illegittima da una ragazza madre molto giovane che non accetta questa figlia, all\u2019epoca, definita frutto del peccato, e fa di tutto per far capire alla bimba che la tollera a malapena, per liberarsene tenta di farla smarrire in un bosco, ma la bimba che in quel momento aveva cinque anni ritrova la strada di casa, ma i tentativi di questa madre snaturata non si fermano l\u00ec, infatti la accompagna sui binari della ferrovia e ce la abbandona, seduta sui binari, ingiungendole di non muoversi. L\u2019istinto di conservazione della piccola, fa s\u00ec che lei si sposti appena senta l\u2019avvicinarsi di un treno. Dopo quattro tentativi falliti, al quinto,un carabiniere, inviato dalla Divina Provvidenza, nota la piccola seduta sui binari e la porta in caserma. Questa bimba viene affidata ai nonni e cresce nella loro casa, amatissima dalla nonna, ma, a 12 anni il nonno, uomo bestiale e malvagio, la sottopone a molestie sessuali che culminano in stupri continuativi.<\/p>\n<p>La ragazzina non racconta nulla alla nonna, per non deludere la povera donna, si difende come pu\u00f2 da questo criminale e inizia a frequentare l\u2019oratorio, il parroco e le suore, capiscono il suo dramma e la fanno studiare allontanandola dall\u2019ambiente famigliare che riveste una grande pericolosit\u00e0 per la ragazzina. Dopo qualche anno lei, su impulso delle suore, parte per una grande citt\u00e0 del Piemonte dove studia come infermiera e consegue il diploma professionale, inizia a lavorare in corsia percependo uno stipendio. Le sue sofferenze non si fermano l\u00ec: si innamora e sposa un uomo che non \u00e8 quello che sembra, infatti non vuole lavorare, si fa mantenere da lei e la picchia. Con questo cattivo soggetto fa pure due figli.<\/p>\n<p>Passano gli anni, riesce a liberarsi del marito divorziando, anche i figli comunque si attaccano a lei come ad una mucca da mungere facendosi mantenere, arrivata in et\u00e0 da pensione scopre dolorosamente che le suore per cui lavorava come infermiera non le hanno fatto completamente i versamenti pensionistici e ora vive con una misera pensione sociale. E\u2019 stanca e malata e i suoi figli non si fanno pi\u00f9 vivi, unicamente perch\u00e9 non ha pi\u00f9 soldi da dare loro, anzi non le rispondono neppure al telefono quando lei chiama.<\/p>\n<p>Per una mezz\u2019ora circa, ho ascoltato queste parole, che mi sono penetrate nel cuore e mi hanno fatto tremare i polsi. Quando arriviamo a casa sua, la accompagno sino alla porta, reggendole la valigia, la saluto stringendole la mano e non mostrando alcuna emozione, in servizio \u00e8 meglio comunque mantenere una certa professionalit\u00e0, ma sono stato contento di aver ascoltato la storia di una vita e di aver conosciuto una persona che comunque non si \u00e8 lasciata macinare dal tritacarne della crudelt\u00e0 umana. La guardo entrare in casa, eretta nella figura con un sorriso di ringraziamento nei miei confronti che l\u2019ho ascoltata mostrando interesse umano nei suoi confronti. Forse, in fondo, lei voleva solo questo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra ambulanza entra nella \u201ccamera calda\u201d, di uno qualsiasi degli ospedali della Liguria, abbiamo l\u2019incarico di prelevare una signora che \u00e8 stata dimessa e trasportarla sino al suo domicilio. 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