{"id":285559,"date":"2015-03-09T18:44:55","date_gmt":"2015-03-09T17:44:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=285559"},"modified":"2015-03-09T18:46:56","modified_gmt":"2015-03-09T17:46:56","slug":"lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-lorenzo-insigne-nome-di-tutti-gli-scugnizzi-napoletani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/03\/lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-lorenzo-insigne-nome-di-tutti-gli-scugnizzi-napoletani\/","title":{"rendered":"Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Lorenzo Insigne, in nome di tutti gli &#8220;scugnizzi&#8221; napoletani"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un assegno di millecinquecento euro, un sorriso contro le risate e una promessa: vinceremo la scommessa. Quando all\u2019alba della stagione 2005-2006 Giuseppe Santoro, allora responsabile del neonato settore giovanile del Napoli, acquist\u00f2 un \u201csoldo di cacio\u201d di nome Lorenzo Insigne, furono in molti a ridere.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_180\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_180\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Troppo basso, il ritornello incassato con pazienza. Piccoletto per reggere il confronto con i marcantoni, le botte e i calci del moderno calcio fisico: Lorenzo, che forse all\u2019epoca sfiorava appena il metro e 60, non era di certo un culturista. Per\u00f2 era gi\u00e0 un artista\/bambino del pallone. Millecinquecento euro benedetti: una scommessa stravinta.<\/p>\n<p>Alle radici e alle origini di questo ragazzo di 23 anni (4 giugno 1991), che verrebbe una voglia matta di definire fenomeno. S\u00ec, fenomeno: poco pi\u00f9 di un metro e 60 centimetri (per l\u2019esattezza 1,63), ma piedi e testa collegati dal filo di una genialit\u00e0 rara, da un talento puro come l\u2019oro che prima di meritarsi la consacrazione immediata ha dovuto farsi le ossa in giro. Il mondo, a volte, \u00e8 bene che rallenti, cos\u00ec da non avere capogiri, e dunque prima dell\u2019incoronazione definitiva forse \u00e8 stato meglio attendere l\u2019ultimo definitivo salto di categoria. E non di qualit\u00e0: perch\u00e9 di quella, Lorenzo detto il Magnifico, poteva gi\u00e0 in allora venderne quanta ne voleva.C\u2019era una cosa, tra l\u2019altro, che chi lo conosceva molto bene continuava a ripetere: il rischio che perda la bussola non esiste, perch\u00e9 Insigne \u00e8 un genio regolato.<\/p>\n<p>Lavoratore vero e professionista serio. E le dichiarazioni rilasciate a Radio Goal, non appena si era sparsa la notizia di un possibile interessamento del Napoli ad un suo ritorno, in effetti, ne avevano confermato l\u2019umilt\u00e0: \u201cDe Laurentiis mi rivuole a Napoli? Ne sono onorato e felice, lo ringrazio della stima, ma prima devo finire il campionato con il Pescara. Al futuro penser\u00f2 dopo\u201d. Ai giornalisti che gli chiedevano: \u201cTorner\u00e0 subito in azzurro oppure proseguir\u00e0 il tour in prestito?\u201d rispondeva cos\u00ec: \u201cNon so cosa accadr\u00e0: se rester\u00f2 a Pescara in A oppure rientrer\u00f2 alla base. Decidano i club. Non ho la pretesa di giocare titolare nel Napoli, anzi, per\u00f2 vorrei essere trattato al pari di tutti i compagni: un attaccante come gli altri e non un giovane che deve maturare. Tutto qua: altrimenti preferirei rimanere un anno ancora a Pescara\u201d.<\/p>\n<p>Idee gi\u00e0 molto chiare, come si pu\u00f2 constatare. Le stesse che gli hanno permesso di scalare la montagna nonostante un fisico alla Giovinco. Bella davvero, la sua storia. Che s\u2019intreccia a quella di Giuseppe Santoro detto Peppe, finissimo talent scout, che all\u2019epoca dirigeva il settore giovanile azzurro e che \u00e8 poi stata una delle anime della squadra di Mazzarri, con il ruolo di team manager soltanto come etichetta. Da grande esperto, Santoro lo not\u00f2 ad un raduno di fine 2005 a Grumo Nevano e, sfruttando il rapporto con Orazio Vitale, presidente dell\u2019allora Scuola Calcio Olimpia Sant\u2019Arpino, dove Insigne ha mosso i primi passi, riusc\u00ec a strapparlo al Torino (casa madre del vivaio).<\/p>\n<p>Il costo dell\u2019operazione? Come detto, millecinquecento euro. \u201cHo venduto Lorenzo al mio amico Santoro, non al Napoli\u201d, ha infatti, sempre dichiarato Vitale. E pensare che quando Insigne fu portato a casa, lo scetticismo si mescolava alle risate. E c\u2019\u00e8 poco da ridere. Lacrime di gioia, invece, furono piante in famiglia: pap\u00e0 Carmine, operaio in una fabbrica di scarpe sempre in lotta con la crisi economica; donna Patrizia, mamma a tempo pieno; i fratelli Antonio (calciatore del Vitula FC classe \u201988, attaccante, 1,70), Roberto (ex Primavera azzurra ora attaccante della Reggina, altezza 1,72) e Marco (Frattese, attaccante, 1,71). Il calcio, per loro, \u00e8 vita e festa.La scalata nel Napoli fu rapidissima dal 2006 al 2009: Giovanissimi, Allievi e Primavera (con titolo di capocannoniere nazionale). Nel 2008 firm\u00f2 il primo contratto da professionista con il club azzurro \u2013 che andr\u00e0 in scadenza nel 2016 \u2013 e il 24 gennaio 2010, Mazzarri lo fece esordire a Livorno, in\u00a0Serie A.<\/p>\n<p>Qualche settimana dopo and\u00f2 in prestito alla Cavese, ma \u00e8 l\u2019anno successivo che esplose modello atomica: a Foggia con Zeman. Che poi lo port\u00f2 anche in B a Pescara, dove conobbe l\u2019Under 20 e 21, la promozione in A, la Nazionale e l\u2019emozione del palcoscenico da superstar sino al grave infortunio del 9 novembre 2014, nel corso della gara di campionato contro la Fiorentina, dove ha rimediato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Nonostante non fosse per causa di questo avvenimento tra i convocati, ha festeggiato il 22 dicembre con i compagni la vittoria della Supercoppa italiana a Doha ai danni della Juventus. E questa \u00e8 la sua storia fino a oggi. Eppure andando indietro nel tempo lpensate che o staff del settore giovanile nerazzurro non credette in lui.<\/p>\n<p>Lorenzo Insigne a quel provino milanese ci pensa ancora. Ma come nel pi\u00f9 classico dei casi da \u201csliding doors\u201d, benedice il fatto di essere stato in allora scartato. Insigne scartato? Gi\u00e0, e torna a raccontarlo. \u201cDa piccolo ero andato a fare un test per l\u2019Inter e ne ritornai bocciato. Il responso dei dirigenti nerazzurri che mi visionarono all\u2019epoca fu negativo e mi fece soffrire non poco. Ricordo che mi dissero che ero bravo ma un po\u2019 bassino\u2026Come se Maradona e Messi, giusto per citarne un paio, fossero dei giganti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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