{"id":285497,"date":"2015-03-09T12:46:08","date_gmt":"2015-03-09T11:46:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=285497"},"modified":"2015-03-09T13:12:05","modified_gmt":"2015-03-09T12:12:05","slug":"agromafie-rapporto-della-coldiretti-business-da-144-mld-serve-risposta-forte-per-tutelare-le-nostre-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/03\/agromafie-rapporto-della-coldiretti-business-da-144-mld-serve-risposta-forte-per-tutelare-le-nostre-imprese\/","title":{"rendered":"Agromafie, rapporto della Coldiretti: business da 14,4 mld. &#8220;Serve risposta forte per tutelare le nostre imprese&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> 15,4 miliardi di euro. A tanto ammonta il business dalle agromafie in Italia che, alla faccia della crisi e della recessione dell\u2019economia, nel 2014 \u00e8 aumentato del 10% rispetto all\u2019anno precedente. \u00c8 quanto emerge dal <strong>Terzo Rapporto Agromafie<\/strong> elaborato da <strong>Coldiretti<\/strong>, <strong>Eurispes <\/strong>e <strong>Osservatorio sulla criminalit\u00e0 in agricoltura e sul sistema alimentare<\/strong>, che sar\u00e0 presentato domani, alle 10, nella sede della Camera di Commercio di Genova.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_267\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_267\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Al convegno, organizzato da Coldiretti Liguria in collaborazione con l\u2019Osservatorio e accreditato dall\u2019ordine degli Avvocati (la partecipazione d\u00e0 diritto a 3 crediti formativi), partecipano come relatori <strong>Gian Carlo Caselli<\/strong>, presidente del comitato scientifico dell\u2019Osservatorio sulla criminalit\u00e0 nell\u2019agricoltura e sul sistema agroalimentare; <strong>Andrea Baldanza<\/strong> dello stesso comitato scientifico; <strong>Sergio Carozzi<\/strong>, responsabile del settore Agricoltura della Camera di Commercio di Genova; <strong>Michele Di Lecce<\/strong>, procuratore della Repubblica di Genova, <strong>Germano Gadina<\/strong>, presidente di Coldiretti Liguria. Moderer\u00e0 Mario Bottaro, direttore di Liguria Business Journal.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019incremento calcolato sul valore delle agromafie \u00e8 determinato da diversi fattori \u2013 spiega <strong>Germano Gadina<\/strong>, presidente di Coldiretti Liguria \u2013 da una parte c\u2019\u00e8 la restrizione dell\u2019erogazione di credito alle imprese, che porta alla chiusura di moltissime aziende o alla necessit\u00e0 per molti imprenditori di approvvigionarsi finanziariamente ricorrendo a operatori poco \u201cistituzionali\u201d\u201d. \u00c8 il caso del <strong>money dirting<\/strong>, un meccanismo che porta allo spostamento di circa 120 milioni di euro al mese in Italia da un\u2019economia sana a una illegale. \u201cMa ci sono anche fattori imprevedibili \u2013 aggiunge Gadina \u2013 come quelli climatici, che, colpendo pesantemente la produzione, aprono le porte a ulteriori fenomeni di contraffazione\u201d.<\/p>\n<p>Guardando alla Liguria l\u2019esempio pi\u00f9 lampante \u00e8 quello dell\u2019olio: la produzione del 2014 \u00e8 calata del 45% rispetto a quella del 2013. Le frequenti piogge estive, gli attacchi della mosca dell\u2019olivo, gli eventi alluvionali hanno falcidiato la produzione ligure, che, quasi dimezzata, passa dalle oltre 5.700 tonnellate del 2013 alle 3.150 del 2014. Una situazione che coinvolge tutta Italia (-35%), con l\u2019unica eccezione della Sardegna (+30% sulla scarsissima produzione del 2013). Considerando che il Paese, con 450 mila tonnellate, \u00e8 il principale importatore mondiale di olio, secondo Coldiretti c\u2019\u00e8 il forte rischio che entrino nel circuito della distribuzione alimentare prodotti fortemente adulterati, manipolati con additivi o imbottigliati in maniera fraudolenta.<\/p>\n<p>Che il calo della produzione registrato nel 2014 esponga la filiera dell\u2019olio a un aumento delle <strong>frodi<\/strong>, \u00e8 dimostrato dalla recente operazione \u201cOlio di carta\u201d condotta dall\u2019ispettorato centrale della tutela della qualit\u00e0 e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Dalle indagini, coordinate dalla procura di Trani e dalla Guardia di Finanza, \u00e8 emerso un complesso sistema di frode agroalimentare in Puglia e Calabria, che si estendeva anche a regioni \u201cnon sospette\u201d, proprio come Liguria e Toscana. Un giro di false fatture per oltre 10 milioni di euro riguardanti il commercio di oltre 500 mila litri di extravergine, per un valore commerciale di 3 milioni. Il sistema prevedeva il coinvolgimento di imprese compiacenti attraverso cui veniva prodotta la documentazione necessaria per attribuire a oli di provenienza ignota la falsa attestazione di origine italiana certificata: l\u2019olio taroccato arrivava cos\u00ec direttamente all\u2019imbottigliamento come made in Italy, etichettato come tale ed emesso sul mercato.<\/p>\n<p>Ma i crimini agroalimentari si compiono anche sul <strong>web<\/strong>: i siti di e-commerce alimentare si stanno moltiplicando negli ultimi anni e, non a caso, dopo il turismo (51%), \u00e8 proprio il cibo a pesare maggiormente sugli acquisti online, con il 12% del mercato. Con la proliferazione di questi canali di vendita, aumentano anche i rischi per il consumatore, che si trova spesso di fronte prodotti irregolari per scadenze, informazioni, etichettatura: tra gli alimenti pi\u00f9 contraffatti ci sono quelli tipici regionali e locali (32%), i prodotti Dop e Igp (16%) e i semilavorati (insaccati, sughi e conserve). Diventa cos\u00ec facile trovare la Daniele mortadella, wine kit e cheese kit per preparare il Parmigiano o il falso Pecorino romano. Solo negli Stati Uniti, che valgono per l\u2019Italia 2,8 miliardi di export, c\u2019\u00e8 un\u2019industria alimentare ispirata al made in Italy che fattura ben 24 miliardi di euro. Ed \u00e8 facile trovare anche Olio di Colline, Ligurian Extra vergine olive oil, o Ciappe Ligurian Bread, per non parlare del Pesto Genovese Carluccio\u2019s per condire le Trofie Pasta.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda il <strong>sommerso<\/strong>, il trend di irregolarit\u00e0 nell\u2019agricoltura \u00e8 in continua crescita negli ultimi 15 anni: il settore conta la maggiore incidenza di lavoratori irregolari d\u2019Italia, con un tasso del 25%, in aumento dello 0,4% annuo. Tra 2013-2014 il Comando di Carabinieri per la Tutela del Lavoro ha effettuato 3.044 controlli sulle posizioni lavorative nelle aziende agricole: solo 1.699 risultano regolari, 693 sono irregolari e 554 in nero. Dai 14 controlli svolti in Liguria, 8 risultano regolari, mentre 3 sono irregolari e 3 in nero. \u201cFalso made in Italy, infiltrazione della criminalit\u00e0 e lavoro sommerso, sofisticazione di prodotti come olio e vino, oltre alle contraffazioni che viaggiano sul web, sono solo alcuni dei fenomeni che colpiscono il nostro settore e coloro che vi lavorano con onest\u00e0 e dedizione \u2013 afferma Gadina \u2013 serve una risposta urgente che tuteli uno dei comparti pi\u00f9 importanti della nostra economia e che rappresenta la nostra principale immagine all\u2019estero\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 15,4 miliardi di euro. 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