{"id":285457,"date":"2015-03-09T08:40:44","date_gmt":"2015-03-09T07:40:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=285457"},"modified":"2015-03-09T13:57:43","modified_gmt":"2015-03-09T12:57:43","slug":"sara-unalassina-doc-londra-dal-muretto-ai-lego-ma-mi-mancano-sapori-di-liguria-e-un-giorno-tornero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/03\/sara-unalassina-doc-londra-dal-muretto-ai-lego-ma-mi-mancano-sapori-di-liguria-e-un-giorno-tornero\/","title":{"rendered":"Sara, un&#8217;alassina doc a Londra: dal Muretto ai Lego, &#8220;ma mi mancano i sapori di Liguria. E un giorno torner\u00f2&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio.<\/strong> Mille e trentasette chilometri. Oppure, dato il contesto, circa seicentoquarantaquattro miglia. \u00c8 la distanza che separa il lungomare di Alassio, in Liguria, dal Tower Bridge di Londra, in Gran Bretagna. Ed \u00e8 anche il salto effettuato da Sara Schivo, alassina classe 1986, che quattro anni or sono ha lasciato il sole e le spiagge della citt\u00e0 del Muretto per il clima pi\u00f9 freddo e piovoso della capitale del Regno Unito, per lavorare nel settore marketing della LEGO, azienda leader a livello mondiale nel campo dei giocattoli. <a href=\"http:\/\/www.svolta.net\/svolta-alassina-doc-londra\/2634\/\">Leggi l\u2019articolo integrale su Svolta.net<\/a><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_727\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_727\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cVivo a South Kensington, Londra, dal 2011 \u2013 racconta Sara \u2013 Dopo la laurea a Milano, e dopo un periodo a Parigi, ho deciso di raggiungere mio fratello, al fine di approfondire meglio il mio inglese. Sono sempre stata una persona molto ambiziosa, sempre spronata dai miei genitori e specialmente da mio padre, a non accontentarmi mai. Come in tutte le esperienze, anche questa \u00e8 nata un po\u2019 per caso e un po\u2019 per gioco: l\u2019idea era di fermarsi solo per breve tempo, magari tre-quattro mesi, ma presto il lavoro e la citt\u00e0 mi hanno conquistata. L\u2019Italia mi aveva regalato un periodo straordinario, specialmente durante gli anni universitari, ma avevo voglia di esplorare il mondo e fare qualcosa di diverso mettendomi anche un po\u2019 alla prova. Cos\u00ec eccomi qui, residente a Londra da ormai quattro anni\u201d.<\/p>\n<p>Dopo alcune altre esperienze professionali, l\u2019occasione con il colosso internazionale dei mattoncini. Un incarico che per Sara, per citare la colonna sonora di<em>\u00a0LEGO \u2013 The Movie<\/em>, \u00e8 meraviglioso.\u00a0\u201cIl mio lavoro mi piace moltissimo, e questo \u00e8 uno dei motivi per cui ho deciso di rimanere a Londra \u2013 aggiunge \u2013 Ho iniziato lavorando nel mondo del cioccolato, in Ferrero, poi mi sono spostata in Kraft \u2013 oggi Mondelez \u2013 dove ho avuto la possibilit\u00e0 di lavorare in una grandiosa multinazionale, e dove ho incontrato molti dei miei amici e compagni di viaggio, italiani e internazionali, con i quali tuttora continuo a condividere questa mia splendida avventura londinese. Sei mesi fa, invece, ho avuto un\u2019opportunit\u00e0 molto interessante e ho lasciato il mondo del\u00a0<em>food<\/em>\u00a0e del cioccolato per intraprendere una nuova esperienza in LEGO, una azienda fantastica, con valori molto profondi, nei quali mi ritrovo: creativit\u00e0, immaginazione, innovazione, qualit\u00e0 e cura degli altri. Sono tutti ideali in cui credo moltissimo e che mi accompagnano nel lavoro e nella vita, ogni giorno\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019impatto iniziale con la City non \u00e8 stato semplicissimo:\u00a0\u201cMi sono dovuta abituare alle lunghe giornate fredde e buie, a \u2018navigare\u2019 nel complicatissimo\u00a0<em>Tube<\/em>\u00a0londinese, e sopratutto a lavorare, scrivere e dialogare in una lingua che non sentivo ancora mia. Gli orari e il cibo sono molto differenti rispetto all\u2019Italia. La citt\u00e0 si sveglia molto presto, gli uffici sono gi\u00e0 operativi fin dalle prime ore del mattino. Gli inglesi sono dei gran lavoratori, ma non appena scattano le 17.00 l\u2019ufficio si svuota e molti vanno a casa o al pub dietro l\u2019angolo: non hanno la cultura del cibo come la abbiamo noi\u201d, racconta Sara. \u201cMa Londra \u00e8 una citt\u00e0 meravigliosa, e non posso che ringraziarla per tutto ci\u00f2 che mi ha dato in questi anni: \u00e8 vero, gli inglesi possono sembrare un po\u2019 freddi e distanti a primo impatto, ma in realt\u00e0 sono un popolo molto educato e incredibilmente organizzato. Londra \u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 attive e vibranti che ci siano al mondo, non c\u2019\u00e8 tempo per fermarsi. Ogni giorno, a ogni ora, ci sono cose nuove da vedere e da scoprire: musei, teatri, mostre, musical, parchi\u2026e in ognuno di questi posti c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di incontrare persone nuove e fare esperienze diverse. Difficilmente ci si sente soli. Sono sempre stata molto aperta e disponibile a nuove amicizie e conoscenze, e oltre a questa splendida citt\u00e0, il mio lavoro e le persone che ho incontrato durante il mio percorso mi hanno aiutato moltissimo a farmi sentire subito a casa mia anche qui\u201d.<\/p>\n<p>Uno stile di vita\u00a0<em>british<\/em>, che lascia spazio a un pizzico di nostalgia per l\u2019Italia.\u00a0\u201cMi manca tantissimo \u2013 ammette Sara \u2013 Sopratutto, mi manca tutto ci\u00f2 che ho lasciato quattro anni fa quando sono partita: la famiglia, gli amici, il cibo, e in particolar modo il clima e il mare. Mi manca uscire dopo il lavoro, ritrovarmi con gli amici e i colleghi per un aperitivo; mi manca mangiare una buona pizza e bere un ottimo spritz; mi manca andare al mare da giugno a settembre tutti i fine settimana. Poi mi mancano il calore della gente e addirittura il caos di Milano\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019amore per la citt\u00e0, Sara, l\u2019ha ereditato dalla famiglia. Dai genitori e dal nonno, l\u2019illustre prof. Tommaso Schivo, da molti chiamato \u201cTomschi\u201d, vera e propria istituzione per Alassio e per la riviera in materia di cultura, scomparso nel 2011. Un\u2019eredit\u00e0 di cui \u00e8 assai orgogliosa. O\u00a0<em>proud<\/em>, come si dice in inglese. E che la lega ancor di pi\u00f9 al ponente ligure.\u00a0\u201cMi manca soprattutto tornare a casa il weekend, ad Alassio, salutare la nonna e passare del tempo con la mia famiglia. Sapere che la mamma ha preparato un sacco di cose buone e mangiare tutti insieme raccontandoci di come \u00e8 andata la settimana. Se potessi, racchiuderei tutto quel sapore di mare, quello che si respira solo da noi in Liguria, in una piccola bottiglietta, cos\u00ec quando sar\u00f2 un po\u2019 malinconica qui in Inghilterra, potr\u00f2 avvertire quelle sensazioni che tanto mi mancano\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 anche per questo che l\u2019alassina trapiantata a Londra ha deciso di portare con s\u00e9 alcune cose, dalla riviera.\u00a0\u201cTutto quello che sono riuscita a fare entrare in 23 chili di bagaglio. Ad Alassio, abbiamo un piccolo orto ed \u00e8 ricco di tutti quei sapori che solo il nostro paese riesce a offrire. Ogni volta che torno a casa, cerco di fare rifornimento. Non parto senza uno o due vasetti di pesto \u2013 rigorosamente fatto dalla mamma con il basilico dell\u2019orto \u2013 trofie e un po\u2019 di verdura fresca, che in Inghilterra \u00e8 impossibile trovare. Carciofi, fiori di zucca, qualche cuore di bue, alloro, menta, albicocche\u2026non c\u2019\u00e8 mai abbastanza spazio per tutto ci\u00f2 che vorrei portarmi dietro. Cucinare \u00e8 la mia passione e mi rilassa, per cui anche dopo una lunghissima giornata in ufficio, adoro mettermi ai fornelli e creare qualche piatto tipico della mia Liguria\u201d.<\/p>\n<p>Londra e l\u2019Inghilterra sono mete molto ambite dai giovani italiani.\u00a0\u201cCome altre grandi capitali europee, Londra ha qualcosa da offrire a tutti coloro decidessero di trascorrere tempo nella citt\u00e0, il mercato del lavoro \u00e8 molto dinamico, e ci sono agenzie specializzate a seguire e consigliare i giovani durante la loro ricerca. La situazione economica e lavorativa in Italia \u00e8 complicata al momento, per\u00f2 non credo che la risposta sia abbattersi o rimanere seduti ad aspettare che qualcuno o qualcosa cambi. Il futuro \u00e8 nelle nostre mani, e nessuno pu\u00f2 decidere per noi. Soltanto volendo e perseverando potremo sperare di ottenere ci\u00f2 in cui realmente crediamo. L\u2019Italia \u00e8 un paese che non ha eguali in quanto cultura, storia, architettura e geografia, non \u00e8 facile lasciarlo, ma al tempo stesso bisogna viaggiare, conoscere, imparare, mettersi alla prova, arricchirsi grazie a tutto ci\u00f2 che il mondo ci offre ogni giorno. Credo che un\u2019esperienza all\u2019estero sia non solo interessante e appagante, ma che al giorno d\u2019oggi sia quasi d\u2019obbligo per tutti coloro che vogliono entrare a far parte del mondo del lavoro: parlare due o tre lingue, ormai, non \u00e8 pi\u00f9 inusuale, e la competizione tra i giovani \u00e8 sempre maggiore. Bisogna imparare a differenziarsi dagli altri, a non accontentarsi subito e non fermarsi al primo ostacolo. Dobbiamo credere nei nostri sogni, e inseguirli affinch\u00e9 diventino realt\u00e0. A volte, bisogna sbagliare per imparare, ma solo chi non fa, non sbaglia. Vorrei citare Steve Jobs, che credo abbia descritto alla perfezione ci\u00f2 che consiglierei a qualunque giovane oggi: \u2018<em>Stay hungry, stay foolish<\/em>\u2018. Non fermarsi mai di fronte a nulla, ma lottare per ci\u00f2 in cui si crede\u201d.<\/p>\n<p>Il biglietto di Sara non sembra essere di sola andata. Anzi, l\u2019impressione \u00e8 che lei abbia voglia, in un futuro non troppo lontano, di ripercorrere indietro quei mille chilometri che la separano dal molo di Alassio.\u00a0\u201cSento che la mia permanenza a Londra non \u00e8 ancora arrivata al termine. Ho ancora molto da imparare e molto da dare a questa citt\u00e0. Ci sono ancora troppe cose che voglio scoprire e visitare. Vedo l\u2019Italia come il mio punto di arrivo. E spero davvero un giorno di poter tornare, per essere pi\u00f9 vicina ai miei affetti e ai miei valori. Vorrei tanto poter costruire la mia famiglia e poter crescere i miei figli in quel Paese che tanto mi manca. Torner\u00f2 in Italia quando sentir\u00f2 di aver raggiunto una maturit\u00e0 e un\u2019indipendenza tale che possa permettere a me e alla mia famiglia di vivere con sicurezza e tranquillit\u00e0 in uno dei Paesi pi\u00f9 belli del mondo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. Mille e trentasette chilometri. Oppure, dato il contesto, circa seicentoquarantaquattro miglia. \u00c8 la distanza che separa il lungomare di Alassio, in Liguria, dal Tower Bridge di Londra, in Gran Bretagna. 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