{"id":284278,"date":"2015-02-23T19:06:31","date_gmt":"2015-02-23T18:06:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=284278"},"modified":"2015-02-23T19:06:31","modified_gmt":"2015-02-23T18:06:31","slug":"perquisizioni-nel-savonese-caccia-di-reperti-archeologici-trafugati-al-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/02\/perquisizioni-nel-savonese-caccia-di-reperti-archeologici-trafugati-al-sud\/","title":{"rendered":"Perquisizioni nel Savonese a caccia di reperti archeologici trafugati al Sud"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong>\u00a0<strong>C&#8217;\u00e8 anche Savona tra le citt\u00e0 oggetto delle perquisizioni nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Demetra&#8221;<\/strong> su un traffico di reperti archeologici. A mettere in piedi la rete commerciale di anfore, vasi, statuette e monete \u00e8 stata una\u00a0organizzazione operava in <strong>Piemonte<\/strong>. In poco tempo aveva conquistato una consolidata rete\u00a0di clienti, disposti ad acquistare i preziosi reperti pur conoscendo la loro provenienza che era illecita. \u00a0Sedici le persone indagate accusate a vario titolo di associazione per delinquere e ricettazione.<\/p>\n<p><strong>Perquisizioni a caccia di oggetti di pregio risalente all&#8217;epoca greca e romana, provento di scavi clandestini effettuati nel centro della Sicilia sono state effettuate nel Savonese,<\/strong> quindi nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Genova, Rovigo, Torino e Novara. Complessivamente sono stati recuperati oltre mille reperti. Sequestrati inoltre 190 reperti paleontologici e diversi documenti.<\/p>\n<p>A scoprire la rete di trafficanti sono stati i carabinieri.<strong> La base operativa era in provincia di Caltanissetta.<\/strong> L&#8217;organizzazione criminale\u00a0si sarebbe occupata di realizzare alcuni falsi per venderli come opere autentiche. I \u00a0membri\u00a0del clan\u00a0si occupavano di trafugare i\u00a0reperti archeologici effettuando scavi clandestini tra le\u00a0province di Caltanissetta ed Agrigento.<\/p>\n<p><strong> Gli oggetti antichi di\u00a0produzione greca e romana, risalenti soprattutto al IV-V secolo\u00a0avanti Cristo, erano destinati ad essere venduti a collezionisti\u00a0del nord Italia e anche in Riviera<\/strong>. Venivano contattate persone facoltose che avevano la possibilit\u00e0\u00a0di\u00a0spendere cifre cospicue pur di assicurarsi oggetti di valore come\u00a0anfore, statuette, vasi, monete e lucerne.<\/p>\n<p>&#8220;Parliamo di beni dal valore inestimabile &#8211; <strong>ha spiegato\u00a0<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"><strong>il procuratore Sergio Lari<\/strong> &#8211;\u00a0<\/span>basti pensare che soltanto una delle ottocento monete ritrovate,\u00a0su cui \u00e8\u00a0impressa la figura dell&#8217;aquila di Akragas, potrebbe avere un valore di circa un milione di euro&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo gli inquirenti il personaggio centrale dell&#8217;inchiesta\u00a0sarebbe <strong>Francesco Lucerna<\/strong>, 70 anni, di Riesi,F\u00a0piccolo centro\u00a0della provincia di Caltanissetta. Oltre ad essere uno dei\u00a0presunti &#8220;tombaroli&#8221; Lucerna sarebbe riuscito a mettere insieme\u00a0una rete di persone che agivano nel nord Italia le quali, a loro\u00a0volta, prendevano contatti con i collezionisti interessati\u00a0all&#8217;acquisto dei reperti. Quando i trafficanti non riuscivano a\u00a0soddisfare pienamente le richieste dei committenti &#8211; ad esempio\u00a0nei casi in cui veniva chiesto un certo numero di monete &#8211;\u00a0avrebbero realizzato dei falsi per accontentarli, naturalmente<br \/>\nspacciandoli per autentici. Ad occuparsene erano due artigiani catanesi. All\u2019interno dei loro laboratori sono state trovate e sequestrate oltre 800 monete taroccate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona.\u00a0C&#8217;\u00e8 anche Savona tra le citt\u00e0 oggetto delle perquisizioni nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Demetra&#8221; su un traffico di reperti archeologici. 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