{"id":28376,"date":"2008-06-27T15:00:15","date_gmt":"2008-06-27T13:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/06\/27\/savona-unaida-spaziale-debutta-al-priamar\/"},"modified":"2008-06-27T15:13:30","modified_gmt":"2008-06-27T13:13:30","slug":"savona-unaida-spaziale-debutta-al-priamar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/06\/savona-unaida-spaziale-debutta-al-priamar\/","title":{"rendered":"Savona, un&#8217;Aida &#8220;spaziale&#8221; debutta al Priamar"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Torna nel cartellone del teatro dell\u2019Opera Giocosa l\u2019Aida, capolavoro di Giuseppe Verdi. Rispetto a quella che aveva riaperto, alcuni anni or sono, il civico teatro Chiabrera, questa Aida, ospitata nello storico e suggestivo contesto della Fortezza del Priam\u00e0r venerd\u00ec 27 e sabato 28 giugno alle ore 21,15, si preannuncia del tutto diversa ed introduce, nella regia di Ivan Stefanutti, elementi fantastici alla ricerca di un nuovo, pi\u00f9 moderno ed attuale, concetto di \u201cesotico\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_111\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_111\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Scrive Stefanutti: \u201cOggi il mondo esotico ha cambiato sede. Non \u00e8 pi\u00f9 in oriente, nella Cina da favola o nell\u2019antico Egitto. Oggi si trova nello spazio, dove le civilt\u00e0 possono avere connotazioni paragonabili a quelle della terra ma con la possibilit\u00e0 di essere estremizzate, chiarendone gli aspetti senza dover incappare in limiti posti dalla precisione storica.\u201d Si ritroveranno quindi elementi e richiami al cinema, media principale, oggi, per la definizione del nostro immaginario fantastico. Del resto, \u201cChe cos\u2019\u00e8 Aida?\u201d \u2013 si chiede il musicologo Roberto Mori, in rapporto alla discussa questione dell\u2019esotismo e del, diremmo oggi, \u201cpolitically correct\u201d -\u201cun capolavoro che d\u00e0 voce al dolore dei vinti (gli Etiopi) o un sogno coloniale nato dalla coscienza della supremazia europea?\u201d. In realt\u00e0 Verdi, pur essendo un artista del tutto inserito nell\u2019establishment culturale europeo, \u00e8 principalmente un uomo del Risorgimento, che crede nella regola \u201cDio-Patria-Famiglia\u201d (e sottolineiamo che la fortezza del Priam\u00e0r, dove Mazzini ide\u00f2 la Giovine Italia, sembra perci\u00f2 un contesto ancora pi\u00f9 carico di suggestioni per ascoltare Verdi) e i suoi ideali sono la giustizia, la verit\u00e0, la lealt\u00e0 dell\u2019uomo verso l\u2019uomo. \u201cVerdi non \u00e8 interessato alle politiche coloniali \u2013 continua Mori \u2013 n\u00e9 alle questioni razziali.<\/p>\n<p>La sua prima preoccupazione \u00e8 il conflitto drammatico tra ethos e bios, tra ragion di Stato e amore romantico. Non cerca nessun altrove: la mitizzazione dell\u2019altro e la fuga dalla cultura di appartenenza non rientrano nella sua psicologia e nel suo orizzonte creativo.\u201d Il colore locale, l\u2019esotismo, sono di minore importanza per Verdi, tanto che pu\u00f2 inventarli, ed evocare l\u2019atmosfera di lontananza secondo metodi \u201cclassici\u201d all\u2019interno della partitura musicale. La vicenda della principessa esiliata Aida, \u00e8 in Verdi un simbolo dell\u2019oppressione del potere, verso il singolo e le sue aspirazioni prima che verso un popolo. Il regista ha maggiore libert\u00e0 di significare \u201cl\u2019esotismo\u201d e \u201cl\u2019altrove\u201d anche con le idee di questa messa in scena, che si preannuncia quindi di grande interesse e curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Aida sar\u00e0 impersonata, alternativamente, da Katia Pellegrino e da Chiara Angella, giovani ma gi\u00e0 molto applaudite protagoniste di opere verdiane lo scorso anno; Radames vedr\u00e0 in scena Rubens Pelizzari e Park Sung Kyu; in Amneris vedremo Annamaria Chiuri e Laura Brioli; quindi Dimitri Platanias (Amonasro), Enrico Turco (Ramfis), Paolo Pecchioli (Il Re), Anna Guarnieri (la Sacerdotessa), Roberto Carli (un Messaggero). La direzione d\u2019orchestra \u00e8 affidata a Giovanni Di Stefano, Ivan Stefanutti, che cura anche le scene e i costumi, sar\u00e0 coadiuvato alla regia da Claudio Ronda, il quale \u00e8 autore anche delle coreografie eseguite dalla Compagnia Fabula Saltica. Suona l\u2019Orchestra Filarmonia Veneta \u201cG.F.Malipiero\u201d, con il Coro Lirico Citt\u00e0 di Rimini \u201cAmintore Galli\u201d diretto da Matteo Salvemini. Aida \u00e8 un nuovo allestimento del Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con il Teatro dell\u2019Opera Giocosa di Savona, la Fondazione Teatro Coccia di Novara, l\u2019Associazione Atto Primo Rimini in Musica, il Teatro Goldoni di Livorno.<\/p>\n<p>Aida venne rappresentata trionfalmente la prima volta al nuovo Teatro dell\u2019Opera del Cairo la vigilia di Natale del 1871, sotto la direzione di Giovanni Bottesini. L\u2019opera nacque per seguire le ambiziose volont\u00e0 del governo egiziano del tempo e doveva ufficialmente celebrare l\u2019apertura del Canale di Suez, finito nel novembre del 1869, lo stesso mese in cui nella capitale egiziana si inaugur\u00f2 il nuovo Teatro dell\u2019Opera. Serviva un\u2019 \u201copera nazionale\u201d per dare al teatro una fama pari a quella delle pi\u00f9 famose case della musica europee. La celebrazione (in sostanza) della nazione egiziana passa attraverso un soggetto dai contenuti storici che rievoca la grandiosa storia del suo antico popolo. Il libretto, elaborato da Antonio Ghislanzoni dal testo (rivisto dallo stesso Ismail Pasci\u00e0, Khedive d\u2019Egitto) dell\u2019egittologo Auguste Mariette, presenta una tavolozza estremamente varia e densa di emozioni, drammi e suggestioni, con tratti anche fiabeschi (come nel caso della rievocazione della schiava etiope Aida della sua patria natia) e pervasi di poesia. Verdi si appassion\u00f2 subito all\u2019opera e tenne (come spesso faceva) una stretta sorveglianza sul testo che Ghislanzoni andava elaborando.<\/p>\n<p>Dal grande musicista italiano, sullo stile dell\u2019ormai desueto \u201cgrand op\u00e9ra\u201d francese, ne scatur\u00ec una delle opere pi\u00f9 amate ed eseguite nel mondo, nonostante l\u2019impegno artistico e realizzativo che essa richiede. Le celebri pagine musicali, come la marcia trionfale, le arie, i cori, hanno contribuito certo alla popolarit\u00e0 dell\u2019opera, ma il suo successo si deve in primo luogo alla grande tensione drammatica, all\u2019equilibrio esistente tra i quattro atti, ai suoi momenti di luce e di ombra costruiti su un nuovo, solido e fecondo sviluppo dell\u2019espressivit\u00e0 musicale di Giuseppe Verdi. Un caso a s\u00e9 stante \u00e8 la protagonista: Aida presenta una gamma espressiva estremamente varia, commovente e anche violenta, non ricadendo per\u00f2 nel clich\u00e9 dell\u2019eroina-vittima.<\/p>\n<p>La biglietteria risponde allo 0198485974, orario 10,00 \u2013 12,00 e 16,00 \u2013 19,00 dal luned\u00ec al sabato.<\/p>\n<p>[image:7993:c:s=1]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Torna nel cartellone del teatro dell\u2019Opera Giocosa l\u2019Aida, capolavoro di Giuseppe Verdi. 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