{"id":28304,"date":"2008-06-26T19:00:07","date_gmt":"2008-06-26T17:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/06\/26\/microsoft-da-domani-finisce-lera-gates\/"},"modified":"2008-06-26T19:00:07","modified_gmt":"2008-06-26T17:00:07","slug":"microsoft-da-domani-finisce-lera-gates","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/06\/microsoft-da-domani-finisce-lera-gates\/","title":{"rendered":"Microsoft, da domani finisce l&#8217;era Gates"},"content":{"rendered":"<p>Dopo 33 anni, qualcosa come 1.712 settimane, Bill Gates lascia il timone di Microsoft. L\u2019imperatore dell\u2019informatica ceder\u00e0 il testimone a Steve Ballmer per dedicarsi alla Bill and Melinda Gates Foundation, l\u2019istituto filantropico pi\u00f9 ricco del mondo con i suoi 37,3 miliardi di dollari, fondato nel 2000. Insomma, l\u2019uomo che fond\u00f2 con Paul Allen il colosso dell\u2019informatica nell\u2019aprile del 1975 nel New Mexico, ad Albuquerque, esce di scena, anche se manterr\u00e0 la carica di presidente e, per un giorno a settimana, si presenter\u00e0 in ufficio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_806\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_806\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da luned\u00ec, per Microsoft comincer\u00e0 una nuova era. Quando circa due anni fa Bill Gates ufficializz\u00f2 la decisione di andare in pensione e cedere il testimone a Ballmer per gestire la sua fondazione umanitaria con la moglie Melinda, la prima cosa che fece il suo ex compagno di college fu di andarsi a rileggere il trattato sulla leadership scritto nell\u2019Ottocento da Max Weber. Ci\u00f2 che stava particolarmente a cuore all\u2019amministratore delegato del colosso di Redmond era capire come le grandi organizzazioni dovessero gestire la scomparsa di un leader carismatico.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 necessario che sia il leader stesso a nominare il proprio successore\u201d, scrisse il sociologo tedesco oltre 100 anni fa. L\u2019indicazione \u00e8 stata seguita. Nel giugno 2006 arriva la consacrazione: lo sviluppo informatico della compagnia passer\u00e0 dal prossimo venerd\u00ec ai due pi\u00f9 stretti collaboratori di Gates Craig Mundie e Ray Ozzie. La preoccupazione di Ballmer era pi\u00f9 che giustificabile. Dai primi anni di sviluppo fino ai giorni nostri il nome di Microsoft \u00e8 sempre rimasto legato a quello del fondatore. Un binomio praticamente indissolubile che trova giustificazione nella capacit\u00e0 visionaria di Gates, la cui grande intuizione fu quella di creare per il settore informatico uno standard unico, di facile utilizzo per il grande pubblico.<\/p>\n<p>E data la naturale tendenza delle \u2018killer application\u2019 a fagocitare le altre tecnologie non ci volle molto a Microsoft per diventare il punto di riferimento mondiale dei personal computer, attirandosi anche le attenzioni delle autorit\u00e0 antitrust. Insomma, con l\u2019uscita di scena del fondatore, Microsoft riuscir\u00e0 a correre da sola? Il valore aggiunto di Bill Gates \u00e8 talmente elevato che ci vogliono due teste per compensarlo, ha scritto recentemente il \u2018Financial Times\u2019, riferendosi a Mundie e Ozzie. Oltre alla \u2018vision\u2019 di Gates un altro punto di forza di Microsoft \u00e8 stato per anni il rapporto di amore-odio tra il fondatore e Steve Ballmer.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019era forte competizione \u2013 spiega George Colony analista di Forrester Research \u2013 quando si scontravano era assistere quasi a una reazione atomica\u201d. Non sempre per\u00f2 gli effetti di questo contrasto erano circoscritti. Il \u2018Wall Street Journal\u2019 qualche giorno fa ha scritto come il conflitto tra i due abbia spesso prodotto delle paralisi nel processo decisionale della compagnia che permane tutt\u2019oggi e che ha spinto gli stessi membri del cda ad adoperarsi spesso come mediatori.<\/p>\n<p>Secondo alcuni osservatori, il contrasto nasceva un po\u2019 dalle resistenze di Gates ad accettare il ruolo di \u2018secondo\u2019. Resistenze che si sono completamente appianate nel 2001, quando proprio il prodigio di Seattle ammise di dover accettare il ruolo di numero due della compagnia. La conferma della avvenuta \u2018pax familiae\u2019 si \u00e8 avuta nel corso della tormentata offerta per Yahoo. Pur non essendo tra i maggiori fautori dell\u2019acquisizione, successivamente andata in fumo, Gates ha mantenuto una linea di basso profilo al punto da dichiarare pubblicamente di \u201cnon nutrire un punto di vista differente sull\u2019operazione da quella di Steve\u201d.<\/p>\n<p>La pensione di Gates arriva in un momento cruciale per Microsoft il cui errore strategico in questi ultimi anni \u00e8 stato forse quello di aver sottovalutato le potenzialit\u00e0 del settore della ricerca su Internet e dunque del \u2018newcomer\u2019 Google. Ballmer imputa ai problemi sorti con il sistema operativo \u2018Vista\u2019 la principale ragione della perdita di sprint di Microsoft. \u201cHa calcificato la nostra capacit\u00e0 di reagire\u201d, ha detto. Gli analisti per\u00f2 credono che le radici del declino siano pi\u00f9 profonde. \u201cIl punto \u00e8: riuscir\u00e0 l\u2019azienda a reinventarsi?, perch\u00e8 \u00e8 di questo che ha realmente bisogno\u201d, evidenzia Colony. Anche il fallimento dell\u2019opa su Yahoo! getta nuove ombre sulla capacit\u00e0 del colosso di Redmond di scardinare la leadership nel settore pubblicitario on line della rivale di Mountain View.<\/p>\n<p>E\u2019 ancora presto per\u00f2 per decretare il vincitore. Microsoft continua infatti a non sposare la formula del \u2018software on line\u2019 propugnata da Google. \u201cRiteniamo che i gadget intelligenti e le apparecchiature continueranno a rivestire un ruolo di primo piano per l\u2019utilizzo del software\u201d, ha detto Mundie e l\u2019obiettivo nell\u2019arco dei prossimi anni \u201csar\u00e0 quello di far viaggiare il software su miliardi di apparecchi che dovranno essere coordinati, messi in comunicazione tra loro e connessi a una sistema di intelligenza a strati alimentato da un computer centrale\u201d. La sfida insomma \u00e8 aperta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo 33 anni, qualcosa come 1.712 settimane, Bill Gates lascia il timone di Microsoft. L\u2019imperatore dell\u2019informatica ceder\u00e0 il testimone a Steve Ballmer per dedicarsi alla Bill and Melinda Gates Foundation, l\u2019istituto filantropico pi\u00f9 ricco del mondo con i suoi 37,3 miliardi di dollari, fondato nel 2000. 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