{"id":282950,"date":"2015-02-09T16:10:31","date_gmt":"2015-02-09T15:10:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=282950"},"modified":"2015-02-09T16:11:23","modified_gmt":"2015-02-09T15:11:23","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-giuseppe-biffi-essere-bravi-da-ragazzini-non-significa-esserlo-da-grandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/02\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-giuseppe-biffi-essere-bravi-da-ragazzini-non-significa-esserlo-da-grandi\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Giuseppe Biffi: &#8220;Essere bravi da ragazzini non significa esserlo da grandi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Riteniamo utile per tutti gli istruttori di giovani calciatori proporre questa interessante intervista fatta Giuseppe Biffi, 20 anni in Atalanta come allenatore e come responsabile degli osservatori prima di approdare al Pozzuolo Calcio, al fine di potervi tranne preziosi insegnamenti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_58\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_58\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Quali sono state le tappe fondamentali della sua prestigiosa carriera nel mondo del calcio?<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 stato l\u2019ISEF (Corso di laurea in scienze motorie) a trasmettermi l\u2019interesse e la cultura dell\u2019approfondire la conoscenza dell\u2019attivit\u00e0 motoria. La passione per il calcio ha fatto il resto. Giocavo ancora quando alla Melphum di Melzo ho iniziato a lavorare con i giovani. L \u2018Atalanta seguiva parecchio i nostri ragazzi e la conoscenza e la conseguente frequentazione<br>\ncon \u201cil maestro\u201d Raffaello Bonifaccio mi ha introdotto, nel lontano \u201991, nel settore giovanile dell\u2019Atalanta.<\/p>\n<p>Con quale gruppo ha iniziato la sua attivit\u00e0 fra le fila della \u201cDea\u201d bergamasca?<\/p>\n<p>\u201cGli Esordienti 80 sono stati i miei primi talenti: Pellizzoli, Bellini, Pinardi, Colombo\u2026.e pensare che qualcuno adesso \u00e8 pap\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Tanti anni come allenatore coronati da molti campionati giovanili vinti e poi un nuovo ruolo dietro la scrivania. Cosa \u00e8 cambiato e quanto le manca il campo?<\/p>\n<p>\u201cIl mondo del calcio giovanile \u00e8 vario e complesso. Questa nuova esperienza come responsabile osservatori e quindi della ricerca di nuovi talenti mi ha insegnato certamente un aspetto che prima non conoscevo. Problemi contrattuali, collocamento dei Primavera in societ\u00e0 dove possono crescere , procuratori (tanti non perfettamente sportivi e corretti), collaborazioni con societ\u00e0 gemellate, selezioni nazionali e internazionali, ti aprono orizzonti e prospettive grazie alla conoscenza di persone e metodi di lavoro, filosofie di pensiero, soprattutto all\u2019estero, che hanno molto da insegnare. Tutti i pomeriggi sono stato comunque sui campi e ho lavorato a diretto contatto con i ragazzi coordinandomi con i nostri allenatori. Solo conoscendo a fondo il il livello di qualit\u00e0 della propria societ\u00e0 si pu\u00f2 pensare di cercare quello che manca al completamento degli organici\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Atalanta \u00e8 da sempre considerata il miglior vivaio del calcio italiano. Quale \u00e8 il segreto di tanti successi e per successi naturalmente mi riferisco ai tanti talenti usciti dal settore giovanile orobico?<\/p>\n<p>\u201cLa pazienza che spesso i grandi club non hanno. Individuate le qualit\u00e0 di base occorre sapere che la forza, la resistenza, le conoscenze tattiche e la maturit\u00e0 psicologica hanno bisogno di anni di lavoro in tutto ci\u00f2 i cali di rendimento e i momenti difficili sono da accettare come momento di crescita. Essere bravo da ragazzino non significa necessariamente esserlo da grande ed \u00e8 vero anche il contrario. Pensare che acquistando un giovane talento il pi\u00f9 \u00e8 fatto \u00e8 un errore che spesso i grandi club commettono condizionati dalla voglia di vincere competizioni giovanili che danno lustro ed immagine, ma non sempre coincidono con il risultato finale che \u00e8 la formazione dell\u2019uomo calciatore!\u201d.<\/p>\n<p>5) Lei ha allenato giocatori che militano in serie A: ci fa qualche nome e ci racconta qualcosa di quando li allenava?<\/p>\n<p>\u201cPellizzoli, Bellini, Pinardi, Dalla Bona, Donati, Bressan, Raimondi, Acerbis\u2026 nella preistoria, Montolivo, Pazzini, Lazzari, Bianchi, Motta, Morosini, Consigli la storia recente. Degli ultimi \u201989, \u201990 e \u201991 taccio per scaramanzia. Dire di tutti \u00e8 impossibile e sarebbe interminabile, ognuno di loro ha una sua storia. Due esempi ci riportano al concetto di lavoro particolare per i giovani: Montolivo era un predestinato, a 10 anni trattava la palla con sensibilit\u00e0 e fantasia, fisicamente nella norma, longilineo, ben coordinato e con un elevata intelligenza calcistica, grande volont\u00e0 nell\u2019apprendimento e con un ottima famiglia alle spalle. E\u2019 sempre stato al top per tutto il periodo della sua crescita, anche nei momenti no intuivi enormi potenzialit\u00e0. Andrea Lazzari invece deve tantissimo al suo carattere e alla sua famiglia e, non da ultimo, alla \u2018Filosofia Atalanta\u2019. Da ragazzino giocava pochissimo, tante difficolt\u00e0 a partire dal ruolo, prima terzino sinistro, bravo ad impostare ma in difficolt\u00e0 nella marcatura, esile fisicamente. Portato successivamente in mezzo al campo pagava l\u2019intensit\u00e0 e la corsa. In ritardo dal punto di vista fisico atletico ha pagato molto in termini di presenze nei campionati giovanili importanti, solo giunto in Primavera ha finalmente trovato l\u2019equilibrio tra tecnica, forza e corsa. L\u2019estro e le qualit\u00e0 che avevamo solo intuito a 12 anni sono esplose dandogli modo di approdare alla serie A, cosa che una lunghissima serie di suoi coetanei, che prima di lui portavano la maglietta da titolari, non hanno raggiunto. Se Lazzari fosse approdato da ragazzo in una societ\u00e0 meno paziente probabilmente sarebbe uno dei tanti talenti inesplosi\u201d.<\/p>\n<p>Ci descrive brevemente le caratteristiche che deve avere un allenatore che opera nel settore giovanile?<\/p>\n<p>\u201cLa passione, perch\u00e9 spesso, soprattutto tra i dilettanti, i compensi non sono uno sprone. La voglia di migliorarsi, il confronto, lo studio, mettersi in discussione, copiare dai pi\u00f9 bravi, collaborare con i colleghi del settore per sapere cosa hanno acquisito i ragazzi nelle precedenti stagioni per individuare quale tipo di lavoro sia pi\u00f9 adatto. Ogni fascia di et\u00e0 ha le proprie caratteristiche e l\u2019allenatore\/istruttore deve conoscere le \u2018Fasi Sensibili\u2019 cio\u00e8 le caratteristiche fisico atletiche, neuro muscolari e psicologiche che dettano e condizionano l\u2019apprendimento. Lavorare gratis (e io, l\u2019ho fatto per tanto tempo) o percepire uno stipendio\/rimborso non cambia nulla. Nei confronti dei ragazzi abbiamo l\u2019obbligo di essere competenti e preparati perch\u00e9 loro si rivolgono a noi con fiducia e passione. La nostra responsabilit\u00e0 , sia tecnica che educativa \u00e8 enorme\u201d.<\/p>\n<p>In televisione sentiamo parlare sempre di numeri riferiti ai moduli di gioco: 4 4 2, 4 3 3, 3 5 2 e via dicendo. Quale pensa sia il modo migliore di organizzare una squadra?<\/p>\n<p>\u201cDipende dal \u2018materiale umano\u2019 che si ha a disposizione. Se hai la fortuna di lavorare in un club che ti mette a disposizione quello che ti serve puoi sviluppare tutte le idee tecnico tattiche a te pi\u00f9 care; soprattutto hai la possibilit\u00e0 di variarle in base agli avversari. Nella maggior parte dei casi \u00e8 bravo l\u2019allenatore che esalta e valorizza , anche commercialmente, i pezzi importanti del club. Combinare giocatori tecnici a giocatori di corsa, peso e centimetri , giocatori di esperienza e giovani esuberanti non \u00e8 facile ma se cos\u00ec non fosse il calcio non sarebbe lo sport pi\u00f9 bello del mondo\u201d.<\/p>\n<p>A proposito di allenatori: chi \u00e8 l\u2019allenatore che pi\u00f9 le piace tra quelli in attivit\u00e0 e quello che mette al top in assoluto?<\/p>\n<p>\u201cCesare Prandelli ha iniziato allenando le giovanili dell\u2019Atalanta per poi arrivare alla Nazionale. E\u2019 un grande tecnico, ha vinto il Viareggio, tre titoli nazionali ed ha portato in serie A fior di giocatori. Ho imparato da lui la gestione di giocatori difficili, uno su tutti Domenico Morfeo, genio e tanta tanta sregolatezza. Cesare ha perso competizioni importanti non schierandolo titolare ma insegnandogli educazione.Prandelli in altre occasioni ha dimostrato il suo grande equilibrio come la rinuncia all\u2019importante contratto con la Roma per stare vicino alla moglie malata. Mi piace ricordare Boskov che rappresentava l\u2019aspetto simpatico della figura del \u201cmister\u201d. Sapeva trattare i giocatori esaltandone le qualit\u00e0 in un contesto di vera gioia sportiva e sociale. Oggi forse sarebbe anacronistico, perch\u00e9 l\u2019allenatore moderno vive di test e di computer ma\u2026 Vujadin che carisma.<\/p>\n<p>Il Pozzuolo Calcio ha un rapporto di collaborazione con l\u2019Atalanta. Puo\u2019 spiegare in cosa consiste questa forma di collaborazione?<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Atalanta ha constatato la notevole crescita che il Pozzuolo Calcio ha avuto negli ultimi anni, nel lavoro, nella qualit\u00e0 didattica, nella preparazione dei tecnici e nella logistica di ottimo livello. L\u2019Atalanta mette a disposizione del Pozzuolo un contributo tecnico con istruttori, corsi di aggiornamento tecnico a Bergamo e sedute diaggiornamento metodologico e pratico a Zingonia. Questa collaborazione ha il fine di portare nelle file nerazzurre i migliori elementi. Il Pozzuolo sar\u00e0 in futuro un punto di riferimento per l\u2019Atalanta per il collocamento in zona di giovani calciatori che il club orobico potr\u00e0 seguire per valutarne l\u2019evoluzione calcistica\u201d.<\/p>\n<p>Chi potrebbe fare al caso del Pozzuolo per centrare il salto di qualit\u00e0?<\/p>\n<p>\u201cIl Pozzuolo, che indubbiamente deve molto all\u2019impegno dell\u2019amico e presidente avv. Pierluigi Varischi, vanta una struttura fatta di tante professionalit\u00e0 (vedi Sergio e roberto Bardini), ma soprattutto di tanta amicizia e valori morali, un mix che ha portato la societ\u00e0 ad elevarsi dalla mediocrit\u00e0 di tante situazioni improvvisate e mal gestite. In un contesto fatto di tanta bellagente credo che un personaggio come Gigi Sartirana (ex di Inter e Pro Patria), persona che sa tanto di calcio giocato edinsegnato e che ama il settore giovanile poterebbe essere indicato all\u2019amiente. I suoi grandi requisiti morali ed educativi si coniugano a mio modo di vedere molto bene con il Pozzuolo\u201d.<\/p>\n<p>Concludiamo con un pronostico: chi vince lo scudetto e chi la Champions League?<\/p>\n<p>Juve per lo scudetto ed il Chelsea per la Champions, ma, purtroppo, la mia attenzione \u00e8 concentrata su chi riuscir\u00e0 a rimanere nella massima serie del calcio italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Riteniamo utile per tutti gli istruttori di giovani calciatori proporre questa interessante intervista fatta Giuseppe Biffi, 20 anni in Atalanta come allenatore e come responsabile degli osservatori prima di approdare al Pozzuolo Calcio, al fine di potervi tranne preziosi insegnamenti. Quali sono state le tappe fondamentali della sua prestigiosa carriera nel mondo del calcio? 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