{"id":282832,"date":"2015-02-07T11:40:12","date_gmt":"2015-02-07T10:40:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=282832"},"modified":"2015-02-07T11:44:32","modified_gmt":"2015-02-07T10:44:32","slug":"tecnoreef-di-alassio-melgrati-fi-presenta-uninterpellanza-urgente-in-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/02\/tecnoreef-di-alassio-melgrati-fi-presenta-uninterpellanza-urgente-in-regione\/","title":{"rendered":"Tecnoreef di Alassio, Melgrati (Fi) presenta un&#8217;interpellanza urgente in Regione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio.<\/strong> &#8220;Invece di collaborare e di agevolare una categoria che nostante le incertezze delle concessioni demaniali a seguito della direttiva Bolkenstein vuole investire, la regione mette paletti e impone procedure non necessarie per impedire questa sperimentazione necessaria per la difesa e il ripascimento della spiaggia di Alassio&#8221;.<\/p>\n<p>Il capogruppo di Forza Italia in Regione Marco Melgrati ha presentato un&#8217;interrogazione urgente sulla Tecnoreef di Alassio, che \u00e8 &#8220;ancora in alto mare&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Uno studio universitario commissionato dagli operatori balneari di Alassio in collaborazione con il Comune \u2013 ricorda il consigliere azzurro \u2013 aveva individuato nella tecnologia e nell\u2019intervento di barriera cosiddetto Tecnoreef la possibile soluzione, non invasiva, vista la qualit\u00e0 e la particolarit\u00e0 della spiaggia di Alassio, per evitare l\u2019erosione, soprattutto estiva, del litorare, e la conseguente possibile diminuzione di offerta turistica&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sembra che la Regione, nonostante negli incontri preliminari avesse indicato come strada da seguire quella della Procedura di Screening, procedura che per altro, oltre ai costi di progettazione, ha avuto anche costi di istruttoria particolarmente elevati, non sia convinta e voglia mandare la proposta progettuale a procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) anche in funzione di un parere consultivo contrario da parte dei pescatori professionisti. Questa rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso. Infatti mentre l\u2019assessore regionale al demanio indica a mezzo stampa che gli investimenti intesi alla protezione delle coste saranno privilegiati dalla Regione come elementi a favore dei balneari sottoposti al giogo della Bolkenstein, gli uffici che dipendono dallo stesso Assessore di fatto affondano una iniziativa finanziata completamente dai balneari proprio intesa alla difesa della costa&#8221;.<\/p>\n<p>Aggiunge Melgrati: &#8220;Gli imprenditori balneari stanchi di subire scelte tecniche e tecnologie dettate dagli interessi degli uffici regionali, che di fatto, per Alassio non hanno mai prodotto nessun risultato sono scesi in campo trovando ed identificando una tecnologia tutta italiana, ritenuta una possibile soluzione al problema dell\u2019erosione delle spiagge attraverso barriere da posizionare sott\u2019acqua con caratteristiche tecniche di permeabilit\u00e0 amovibilit\u00e0 e pertanto sostenibili dal punto di vista ambientale. Dopo numerosi contatti con la Regione nei quali si \u00e8 compreso che gli uffici regionali prediligevano, per motivi sconosciuti, vecchi sistemi come il ripascimento strutturale con materiali di cava, di verificata inefficienza, molto costosi e di limitata durata nel tempo, in accordo con il Comune di Alassio circa due anni fa \u00e8 stato finanziato un progetto definitivo che teneva conto di questi aspetti tecnici innovativi per salvare la spiaggia di Alassio, unica vera fonte di richiamo turistico e di conseguenza di reddito per centinaia di famiglie liguri&#8221;.<\/p>\n<p>Successivamente il Consorzio Adelasia che rappresenta 83 concessionari balneari di Alassio si \u00e8 reso disponibile a finanziare interamente l\u2019esecuzione sia del progetto pilota che del progetto definitivo &#8220;senza che ci fossero dazioni di denaro da parte di altri enti e men che meno da parte della Regione. Alla richiesta di conferenza di servizi partita dal Comune di Alassio la Regione ha bloccato il progetto in quanto la titolarit\u00e0 della convocazione sarebbe spettata alla regione stessa. Divenuta finalmente la Regione attore delle pratiche burocratiche di attuazione, prima che l\u2019ufficio competente attivasse la procedura di conferenza di servizi, sono state necessari numerosi incontri informali, in cui si evincevano, soprattutto dalla responsabile del demanio , una serie di tentativi di bloccare ogni iniziativa che non rispecchiasse i vecchi e consolidati schemi. Quindi nel corso di ulteriori incontri con i responsabili regionali ed a seguito di precise indicazioni si \u00e8 proceduto a modificare il progetto ed a integrarlo con le specifiche richieste dagli uffici regionali, infine sempre dietro consiglio della Regione medesima si \u00e8 proceduto a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Liguria il deposito della documentazione inerente tale progettazione per le eventuali osservazioni al progetto medesimo, osservazioni che non ci sono state, quindi al momento di concludere l\u2019iter progettuale la Regione ha avanzato perplessita e paventato la necessit\u00e0 di procedere con un altro tipo di procedura quella della Via, ovvero della Valutazione di Impatto Ambientale&#8221;.<\/p>\n<p>Dice ancora Melgrati. &#8220;Il progetto, sebbene realizzato con strutture amovibili e riposizionabili a piacere degli utilizzatori primari (balneari), prodotti certificati in qualit\u00e0 specificamente per barriere marine e quindi studiato per minimizzare gli impatti ambientali e massimizzare la sostenibilit\u00e0 dell\u2019intervento proposto, senza rappresentare un ostacolo o una barriera, ma bens\u00ec una sorta di secca naturale e quindi non oggetta a procedure di valutazione di impatto ambientale cosi come gi\u00e0 accaduto in altre regioni italiane; un posizionamento che avviene in una zona che normalmente non viene utilizzata per la pesca rammentando anche che una barriera naturale quale \u00e8 rappresentata dalle praterie di posidonie \u00e8 stata negli anni danneggiata proprio dai pescatori professionisti; non ha ancora ottenuto il giusto riconoscimento e nonostante il progetto raggruppi in se tutte queste prerogative positive, la regione invece di collaborare al fine di analizzare un nuovo ed efficace sistema di gestione della costa sta facendo tutto il possibile per ritardarne i tempi con l\u2019intento di far abbandonare il progetto agli operatori balneari. Da quando sta accadendo sembrerebbe evidente l\u2019interesse della Regione a non voltare pagina, per non perdere un potere di gestione che ormai si sta sgretolando nelle sue mani. Scelte sbagliate sulle coste rendono l\u2019ambiente brutto e senza spiagge , in una regione vocata al turismo balneare e dal quale migliaia di famiglie traggono sostentamento&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Se poi si pensa \u2013 conclude la sua interrogazione il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati \u2013 che le previsioni di intervento regionale con ripascimenti dai costi elevatissimi (due milioni di euro previsti per il primo lotto dei lavori) su di un tratto di costa tra Albenga e Ceriale al solo scopo di proteggere la linea ferroviaria che come tutti sappiamo \u00e8 comunque destinata ad essere spostata (quando non si sa), ci preoccupano non poco, e si chiede alla Giunta Regionale di intervenire per semplificare e velocizzare al massimo l\u2019iter di questo progetto che i burocrati regionali non hanno apprezzato, ma che potrebbe essere una sperimentazione pilota positiva da esportare anche su altri lidi della regione, e comunque di bassissimo se non nullo impatto ambientale&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. &#8220;Invece di collaborare e di agevolare una categoria che nostante le incertezze delle concessioni demaniali a seguito della direttiva Bolkenstein vuole investire, la regione mette paletti e impone procedure non necessarie per impedire questa sperimentazione necessaria per la difesa e il ripascimento della spiaggia di Alassio&#8221;. 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