{"id":282540,"date":"2015-02-04T08:15:12","date_gmt":"2015-02-04T07:15:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=282540"},"modified":"2015-02-04T15:23:27","modified_gmt":"2015-02-04T14:23:27","slug":"un-parassita-mette-ko-fragole-e-il-cersaa-di-albenga-studia-lantidoto-per-frenare-lavanzata-del-drosophila-suzukii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/02\/un-parassita-mette-ko-fragole-e-il-cersaa-di-albenga-studia-lantidoto-per-frenare-lavanzata-del-drosophila-suzukii\/","title":{"rendered":"Un parassita mette ko fragole e more, il Cersaa di Albenga studia l&#8217;antidoto contro il &#8220;Drosophila suzukii&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.\u00a0<\/strong>Si chiama \u201cDrosophila suzukii\u201d, non \u00e8 un nuovo modello di moto importata dal Giappone, ma un temibile parassita che rischia di mettere ko i frutti di bosco. Proviene dall\u2019Asia, importato chiss\u00e0 come, e ora sta mettendo in ginocchio le coltivazioni dell\u2019entroterra, anche quelle del Savonese. A lanciare l\u2019allarme \u00e8 Paolo Calcagno, presidente dell\u2019Azienda speciale del comparto agricoltura della Camera di Commercio di Savona che spiega come il Cersaa, il centro di sperimentazione di Albenga si sia gi\u00e0 attivato per combattere il parassita proveniente dall\u2019Oriente. \u201cStiamo lavorando nella ricerca di un antagonista. Di un insetto che possa frenare l\u2019invasione del Drosophila suzukii. Ma la ricerca \u00e8 orientata anche sulla lotta integrata\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_832\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_832\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E cos\u00ec dopo le castagne ora sono i frutti di bosco come le more, il mirtillo, il lampone e le fragole, a dover fare i conti con questi parassiti di origine asiatica. E gli esperti sono al lavoro per combattere il fenomeno con tutte le cautele del caso. I frutti di bosco, a differenza di quanto pu\u00f2 succedere con gli agrumi che devono essere sbucciati, vengono consumati nella loro interezza e utilizzare antiparassitari di natura chimica, come i fitofarmaci, potrebbe influire sulla salute di chi li consuma.<\/p>\n<p>\u201cCon un\u2019economia cos\u00ec integrata a livello mondiale \u00e8 quasi impossibile fermare l\u2019avanzata di questi parassiti aggiunge Paolo Calcagno \u2013 \u00e8 quasi impossibile fermare. E purtroppo non \u00e8 la prima volta che con carichi provenienti dall\u2019oriente si importano parassiti e un controllo preventivo \u00e8 praticamente improbabile viste le dimensioni di questi insetti o delle uova\u201d.<\/p>\n<p>Come agisce il parassita? Le prime difficolt\u00e0 sul raccolto si sono avute nel 2013 e si sono aggravate nel 2014. L\u2019animale buca il frutto, deposita l\u2019uovo e i frutti, prima dell\u2019attivit\u00e0 delle larve, appaiono intatti. La Drosophila suzukii ha un\u2019ampia cerchia di piante ospiti, che si potrebbe ancora estendere a causa della sua rapida capacit\u00e0 di adattamento in ogni condizione. Infesta frutta con buccia sottile di piante coltivate e spontanee. Danni economici sono sinora noti sulle drupacee (ciliegio dolce, pesco, susino, albicocco), sui frutti a bacca (mirtillo, lampone, mora, fragola), ma anche kiwi, cachi, fichi e sull\u2019uva. Inoltre \u00e8 stata riscontrata un\u2019infestazione su mele gi\u00e0 danneggiate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga.\u00a0Si chiama \u201cDrosophila suzukii\u201d, non \u00e8 un nuovo modello di moto importata dal Giappone, ma un temibile parassita che rischia di mettere ko i frutti di bosco. 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