{"id":282275,"date":"2015-01-31T11:40:30","date_gmt":"2015-01-31T10:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=282275"},"modified":"2015-01-31T11:41:12","modified_gmt":"2015-01-31T10:41:12","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-favini-il-panettiere-che-sforna-giovani-piedi-buoni-dellatalanta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/01\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-favini-il-panettiere-che-sforna-giovani-piedi-buoni-dellatalanta\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Favini, il panettiere che sforna i giovani piedi buoni dell&#8217;Atalanta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Per la cronaca Favini (classe 1936) gestisce da oltre vent&#8217;anni il vivaio del club bergamasco: 3 miliardi di budget, 11 squadre, 101 dipendenti. L&#8217;abitudine a sfornare cose buone l&#8217; ha presa dal mestiere di famiglia.<\/p>\n<p>&#8220;I miei genitori avevano una panetteria a Meda e io ci lavoravo anche quando ero gi\u00e0 un giocatore professionista. L&#8217; ho ceduta nel 1980&#8221;. Allora, Mino Favini, 78 anni, da poco vedovo (ha perso in ottobre l&#8217;amata signora Annapaola) due figli, Stefano (fisioterapista delle squadre nazionali) e Giorgio 31 anni (impiegato) e, soprattutto, una nipotina Francesca (&#8220;Due anni a novembre, ci ha riempito la casa&#8221;), ha cominciato a costruire la sua fama di migliore talent-scout d&#8217;Italia, di creatore di campioni.<\/p>\n<p>Prima responsabile del settore giovanile del Como, poi, dal &#8217;90, di quello della societ\u00e0 pi\u00f9 autarchica che ci sia, l&#8217;Atalanta, rivelazione di questo inizio campionato: sette punti, due vittorie in trasferta, 13 italiani, sostituzioni comprese, in campo a Bari. Il suo regno \u00e8 Zingonia, il suo raggio d&#8217;azione \u00e8 il profondo Nord. Il mattino \u00e8 in sede, il pomeriggio al centro sportivo. La domenica, quando gli altri dormono, Favini batte i campetti dove i genitori stanno aggrappati alla rete a urlare di tutto ai figli, agli avversari dei figli e, naturalmente, all&#8217; arbitro.<\/p>\n<p>&#8220;Poi, se ci riesco, vado allo stadio, ma chi fa questo lavoro deve essere pronto al sacrificio: poca Serie A e molte periferie&#8221;. Favini \u00e8 un uomo al comando, ma non \u00e8 solo, un centinaio di persone lavorano per il settore giovanile dell&#8217;Atalanta. Qualche numero del vivaio: tre miliardi d&#8217; investimento, 11 squadre, 218 giocatori, 101 dipendenti, 15 calciatori saliti in prima squadra (Colombo \u00e8 stato ceduto all&#8217; Inter), 50 le societ\u00e0 collegate. Le migliori in Veneto e in Friuli (&#8220;Per quella zona c&#8217;\u00e8 il signor Visentin: grazie a lui abbiamo preso Donati&#8221;), e in Toscana dove c&#8217;\u00e8 Margine Coperta, paese-club dal nome bizzarro, in provincia di Pistoia. &#8220;Da laggi\u00f9 sono arrivati il povero Chicco Pisani e Rossini&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;Atalanta prende i bambini a 10 anni, anche stranieri, come i fratelli Nassio, brasiliani, segnalati da Pedrinho. La prima selezione la fa il maestro Bonifaccio, che si chiama Raffaello, &#8220;ma noi lo chiamiamo maestro, perch\u00e9 lo \u00e8, in tutti i sensi: un vero insegnante elementare&#8221;. Favini invece \u00e8 ragioniere. &#8220;Ringrazio i miei che mi hanno costretto a studiare&#8221;. Favini \u00e8 nato e vive a Meda, da giocatore (13 anni di professionismo) si \u00e8 avventurato fino a Reggio Emilia, da allenatore neanche a Milano.<\/p>\n<p>&#8220;Ho avuto dei contatti con l&#8217;Inter, anni fa, poi pi\u00f9 recentemente con il mio amico Lele Oriali, ma sono rimasto qui, ci sono attaccato e posso lavorare con la mia testa&#8221;. Dopo il s\u00ec del &#8220;maestro&#8221;, c&#8217;\u00e8 Favini. &#8220;La scelta \u00e8 essenzialmente attitudinale: capacit\u00e0 e naturalezza nel rapporto con la palla. Fino a 15 anni contano solo i fondamentali, su questo siamo maniacali. Il resto, tattica, fisico, verranno, c&#8217;\u00e8 tempo, ma la predispozizione \u00e8 nelle mani del Signore&#8221;. Anche l&#8217; educazione. &#8220;Lavoriamo per costruire dei buoni giocatori, ma anche degli uomini, perch\u00e9 non tutti sfonderanno. E noi a Bergamo siamo privilegiati rispetto ad altre societ\u00e0, perch\u00e9 possiamo sistemare i nostri ragazzi alla Casa del Giovane, che \u00e8 un paese all&#8217; interno della citt\u00e0, dove possono studiare e crescere bene. Devo ringraziare, per questo, don Serafino Minelli e i suoi preti&#8221;.<\/p>\n<p>La fortuna di vivere nella cattolica Bergamo. Favini non ha mai pensato di lasciare i ragazzi per i grandi. &#8220;Bisogna coltivare le proprie passioni, la mia \u00e8 questa&#8221;. Nomi, dunque, a parte i giovani leoni dell&#8217; Atalanta di oggi, i due Zenoni, Rossini, Donati: Matteoli (&#8220;Ci sentiamo ancora adesso, mi chiede consigli&#8221;), Vierchowod, Borgonovo, Fusi, Fontolan, Simone, Fortunato (&#8220;Bravissimo, divorava il campo e la vita, poi ho capito perch\u00e9&#8221;), Tacchinardi, Zambrotta, De Ascentis.<\/p>\n<p>Errori? &#8220;Eh, tantissimi. L&#8217;ultimo: Vannucchi, pensavamo di avere qualcosa di meglio in quel ruolo&#8221;. Il segreto di un buon settore giovanile? &#8220;La societ\u00e0 che ci crede, una buona organizzazione, la capacit\u00e0 degli istruttori, convincersi che allenare gli esordienti \u00e8 come allenare la prima squadra&#8221;. E avere un buon panettiere sotto casa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Per la cronaca Favini (classe 1936) gestisce da oltre vent&#8217;anni il vivaio del club bergamasco: 3 miliardi di budget, 11 squadre, 101 dipendenti. L&#8217;abitudine a sfornare cose buone l&#8217; ha presa dal mestiere di famiglia. &#8220;I miei genitori avevano una panetteria a Meda e io ci lavoravo anche quando ero gi\u00e0 un giocatore professionista. 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