{"id":282054,"date":"2015-01-28T13:04:20","date_gmt":"2015-01-28T12:04:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=282054"},"modified":"2015-01-28T13:04:50","modified_gmt":"2015-01-28T12:04:50","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-tacchinardi-senza-latalanta-non-sarei-mai-arrivato-sul-tetto-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/01\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-tacchinardi-senza-latalanta-non-sarei-mai-arrivato-sul-tetto-del-mondo\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Tacchinardi: &#8220;Senza l&#8217;Atalanta non sarei mai arrivato sul tetto del mondo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Alessio Tacchinardi, l\u2019ex centrocampista della Juventus e della Nazionale ed attuale opinionista per Mediaset Premium, non dimentica dove \u00e8 cresciuto calcisticamente: \u201cFondamentali per la mia carriera le cose imparate a Zingonia\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_470\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_470\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Con queste parole ha voluto ringraziare e ricordare l\u2019Atalanta per averlo lanciato, cos\u00ec come tanti altri campioni nel calcio che conta. Cremasco d\u2019origine (classe 75) dopo aver iniziato a tirare i primi calci nel Pergocrema, Alessio, era infatti passato alle giovanili della Dea bergamasca e con la squadra orobica ha poi attraversa tutta la trafila del settore giovanile sino ad esordire in prima squadra il 24 gennaio 1993 durante Atalanta-Ancona 2 a 1. Nell\u2019estate del 1994 venne poi acquistato dalla Juventus per quattro miliardi di lire e di l\u00ec inizio la sua folgorante carriera conclusasi tra le fiala del Villareal e del Brescia.<\/p>\n<p>Nel 2008 ha intrapresa la carriera di allenatore, \u00e8 nel 2009 \u00e8 diventato l\u2019allenatore degli allievi della squadra della sua citt\u00e0 di origine, il Pergocrema. Il 30 giugno 2012 \u00e8 stato nominato mister degli allievi nazionali del Brescia, squadra in cui ha militato al termine della propria attivit\u00e0 agonistica ed ha avuto come collaboratore e preparatore atletico Marco Pompili e Paolo Balotta. Il 30 maggio del 2013 ha assunto l\u2019incarico di allenatore della Pergolettese, allora militante nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione,dimettendosi per\u00f2, per motivi personali, il 25 settembre dello stesso anno.<\/p>\n<p>Nessuno pi\u00f9 di lui vista la trafila, la militanza e le esperienze maturate altrove pu\u00f2 meglio illustrarci il firmamento calcistico giovanile nerazzurro. Di giovani talenti come lui Antonio Percassi spera tutt\u2019oggi di scoprirne molti altri in questa sua seconda era atalantina, anche se Alessio Tacchinardi rimane uno dei migliori prodotti di sempre del settore giovanile della Dea. Se non il migliore. Il suo palmares del resto parla chiaro: 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 5 scudetti, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane.<\/p>\n<p>Il tutto vinto in undici anni con la Juventus. Il ragazzotto per\u00f2, non dimentica mai di celebrare gli anni felici ed estremamente formativi trascorsi a Zingonia, ed in particolare la prima volta che varc\u00f2 i cancelli del centro sportivo Bortolotti.<\/p>\n<p>\u201cA portarmi all\u2019Atalanta fu il \u2018Maestro\u2019 Bonifacio, che mi vide in una partita quando giocavo nel Pergocrema \u2013 racconta un Tacchinardi quasi emozionato \u2013 avevo solo dieci anni, e quella \u00e8 stata la mia prima grande gioia a livello calcistico. All\u2019Atalanta ho imparato molte cose, in campo ma anche fuori. Ho avuto la fortuna di incontrare grandi insegnanti, di sport e di vita. Oltre a Bonifacio ho avuto istruttori come Perico, Prandelli e il grandissimo Favini. Mi hanno insegnato la tecnica, il rispetto per i compagni e per gli avversari, e poi anche la cultura del lavoro e del sacrificio. Tutte cose che poi si sono rivelate fondamentali per la mia carriera\u201d.<\/p>\n<p>Quello di quegli anni era un vivaio nerazzurro molto florido, con diversi campioncini che poi si sono affermati anche a livello nazionale: \u201cAvevo come compagni gente del calibro di Morfeo, Locatelli, Foglio e Savoldi. Io giocavo da regista e indossavo la fascia da capitano. Ero un po\u2019 quel che si dice un allenatore in campo. Eravamo una grande squadra, e a 16 anni vincemmo lo scudetto degli Allievi. Poi dalla stagione successiva io iniziai ad allenarmi con la Prima Squadra\u201d.<\/p>\n<p>Da l\u00ec a poco la maglia nerazzurra inizi\u00f2 a diventare un po\u2019 stretta per il 19enne centrocampista che gi\u00e0 stupiva tutta Italia per personalit\u00e0 e grinta, tanto che nel 1994 si trasfer\u00ec a Torino per vestire quella bianconera: \u201cCon la Juve ho vinto molto, ma penso che senza quello che ho appreso a Zingonia non avrei mai potuto fare quello che ho fatto. La vittoria pi\u00f9 bella rimane la Champions conquistata contro l\u2019Ajax nel 1996. La soddisfazione pi\u00f9 grande \u00e8 invece quella di avere giocato undici anni con una squadra gloriosa come la Juve, e soprattutto di essermi meritato una stella con il mio nome tra i 50 giocatori pi\u00f9 rappresentativi della storia bianconera nel nuovo stadio\u201d.<\/p>\n<p>Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, nel 2008, Tacchinardi ha iniziato a intraprendere la carriera da allenatore: \u201c\u00c8 sempre stato quello che volevo fare una volta smesso di giocare. Penso di essere portato per questo mestiere. Ho allenato per un paio di stagioni gli Allievi nazionali del Pergocrema, poi gli allievi del Brescia e la Pergolettese, ma non nego che mi piacerebbe fare ritorno a Zingonia per seguire una formazione del settore giovanile nerazzurro ed \u00e8 proprio per questo che ho frequentato tutti i corsi per ottenere i vari patentini\u201d.<\/p>\n<p>Il nuovo mister non ha mai smesso di guardare le partite, e di seguire la tanto amata Atalanta: \u201cAvr\u00e0 sempre un posto speciale dentro di me, visto che \u00e8 stata la mia casa per molti anni. Attualmente la vedo in difficolt\u00e0, lottare da par suo per rimanere in A anche se ci sono buone prospettive di miglioramento. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec, perch\u00e9 una tifoseria passionale come quella atalantina penso di averla vista solo all\u2019Athletic Bilbao in Spagna\u201d.<\/p>\n<p>A trascinare la squadra nerazzurra ci pensa d\u2019altronde un presidente, che Tacchinardi ha gi\u00e0 avuto modo di conoscere nel corso della sua prima avventura: \u201cPercassi sta facendo e ha fatto sempre grandi cose, per la squadra ma anche per i tifosi. Come l\u2019iniziativa delle magliette ai neonati. Queste sono iniziative che fanno bene al mondo del pallone. Del resto lui \u00e8 un innovatore e un vincente di natura, e soprattutto \u00e8 uno che fa seguire sempre i fatti alle parole. Inoltre tiene molto al settore giovanile, e questa \u00e8 una cosa importante che si sta perdendo nel calcio italiano. Quando vincemmo il campionato con gli Allievi dell\u2019Atalanta, venne negli spogliatoi per consegnarci personalmente una medaglia e farci un discorsetto di ringraziamento\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Alessio Tacchinardi, l\u2019ex centrocampista della Juventus e della Nazionale ed attuale opinionista per Mediaset Premium, non dimentica dove \u00e8 cresciuto calcisticamente: \u201cFondamentali per la mia carriera le cose imparate a Zingonia\u201d. Con queste parole ha voluto ringraziare e ricordare l\u2019Atalanta per averlo lanciato, cos\u00ec come tanti altri campioni nel calcio che conta. 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