{"id":281863,"date":"2015-01-25T16:06:05","date_gmt":"2015-01-25T15:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=281863"},"modified":"2015-01-25T16:06:05","modified_gmt":"2015-01-25T15:06:05","slug":"tirreno-power-rete-savonese-fermiamo-il-carbone-scrive-burlando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/01\/tirreno-power-rete-savonese-fermiamo-il-carbone-scrive-burlando\/","title":{"rendered":"Tirreno Power, Rete Savonese Fermiamo il Carbone scrive a Burlando"},"content":{"rendered":"<p>Vado Ligure. Lei che ha citato un nuovo studio ISS \u2018tranquilizzante\u2019 non pu\u00f2 non essere a conoscenza dell\u2019ampia documentazione che accerta la grave situazione sanitaria e ambientale, da noi ripetutamente segnalata alla Sua attenzione anche attraverso formali diffide. La Rete savonese ha dovuto tutelare la salute e il futuro del nostro territorio dovendosi sostituire agli amministratori che come Lei avrebbero dovuto svolgere questo ruolo. Di questo dovr\u00e0 rendere conto ai savonesi. Inizia cos\u00ec la dura lettera che la Rete Savonese Fermiamo il Carbone ha inviato al presidente della Liguria Claudio Burlando. Motivo dello scontro, naturalmente, la centrale elettrica Tirreno Power. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_612\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_612\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_612').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_612\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In merito alla questione degli aspetti sanitari e ambientali collegati alla centrale Tirreno Power, riteniamo che Lei sia perfettamente a conoscenza di tutta la documentazione presentata in diversi sedi, in particolare la grave situazione sanitaria e ambientale da noi ripetutamente segnalata alla Sua attenzione anche attraverso formali diffide, e che, quantomeno per il principio di precauzione in una questione che riguarda la vita di centinaia di cittadini, l\u2019avrebbe dovuta indurre a decisioni e provvedimenti rivolti alla tutela e incolumit\u00e0 della popolazione esposta, sia per quanto riguarda i procedimenti autorizzativi e i valori emissivi da concedere in sede di AIA e sia pi\u00f9 in generale per quanto riguarda i controlli dell\u2019esercizio della centrale e le corrette misurazioni degli inquinanti.<\/p>\n<p>Lei ha parlato ancora di \u201cstudi contrastanti\u201d (nonostante che anche per lo studio IST, per molto tempo e da pi\u00f9 parti sostenuto per dimostrare un quadro sanitario tranquillizzante, ne siano state recentemente confutate le conclusioni e l\u2019uso improprio dagli stessi realizzatori) e cita uno studio \u201cdi qualche anno fa\u201d dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0. Riteniamo che questi documenti siano superati in quanto non risulta siano stati utilizzati nell\u2019ultima Conferenza dei Servizi. Dovrebbe invece citare i recenti documenti del Ministero della Salute utilizzati nell\u2019ultima Conferenza dei Servizi, come la nota 31082 (di cui  la Regione risulta essere a conoscenza in quanto presenti nell\u2019allegato 10 al verbale). Il Ministero della Salute dichiara: \u201cper quanto riguarda la situazione epidemiologica del Comune di Vado Ligure, l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, con nota prot 0049140 del 27\/12\/2013 ha provveduto ad analizzare i dati di mortalit\u00e0 per causa rilasciati dall\u2019ISTAT nel periodo 2003-2010 (\u2026) Per quanto riguarda le cause con evidenza limitata di associazione con esposizione ambientale, caratteristica di una centrale termoelettrica, si osserva in entrambi i generi un eccesso di mortalit\u00e0 per le malattie del sistema respiratorio nel loro complesso ed in particolare per quelle acute. Chiediamo che sia resa pubblica in modo completo la citata nota dell\u2019ISS del 27\/12\/2013.<\/p>\n<p>Riteniamo in ogni caso che quanto a conoscenza di Lei e degli amministratori coinvolti fosse e sia gi\u00e0 ampiamente sufficiente per dire basta una volta per tutte alla combustione del carbone in mezzo ad un centro abitato come quello savonese. Le citiamo nuovamente solo parte della documentazione gi\u00e0 in Suo possesso (in allegato il verbale della Conferenza dei Servizi del 2012 dove sono state recepite le nostre segnalazioni e diffide rivolte anche alla Sua attenzione):<\/p>\n<p>-1) il gravissimo problema dell\u2019inquinamento lichenico del territorio emerso dal biomonitoraggio effettuato a cura della stessa azienda che evidenzia per alcuni inquinanti livelli elevatissimi, i pi\u00f9 alti mai riscontrati in Italia secondo la tabella NIMIS;  (vedi lettere da noi inviate anche allo stesso Presidente della  Regione \u2013 pag 96 punti 1 e 2  e pag 102 dell\u2019allegato pdf pubblico sul sito del Min Ambiente);<\/p>\n<p>-2) il pesante inquinamento nei sedimenti marini presso la foce del torrente Quiliano (foce dove confluiscono anche gli scarichi idrici della centrale) evidenziato nello studio Arpal 2010 con valori considerevoli: L\u2019Ordine dei Medici in un documento ufficiale parla della \u201cpresenza di metalli pesanti e di idrocarburi policiclici aromatici a livelli enormemente maggiori rispetto alle altre aree liguri, anche portuali, e di oltre cento volte superiori rispetto ai riferimenti normativi\u2026 Non ci risultano misurazioni pubbliche agli scarichi idrici\u201d (oltre 900 miliardi di litri nel solo 2010, fonte della stessa azienda); (vedi lettere da noi inviate anche allo stesso Presidente della  regione \u2013 pag 96 punto 3  dell\u2019allegato pdf pubblico sul sito del Min Ambiente);<\/p>\n<p>-3) la mancanza di misurazioni pubbliche: non ci risultano misurazioni pubbliche sulle emissioni ai camini!  Questo \u00e8 un fatto di una gravit\u00e0 estrema: gli unici dati sulle emissioni in nostro possesso sono quelle rilevate a cura della stessa azienda.  Dobbiamo constatare  che durante tutti gli anni dei suoi mandati da Governatore si \u00e8 permesso che l\u2019azienda rilevasse in modo autonomo i livelli di emissione degli inquinanti;<\/p>\n<p>-4) la dichiarazione dell\u2019Istituto Tumori di Genova che si riferisce allo Studio di Impatto ambientale: \u201cnella relazione presentata da Tirreno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento: errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie; sottostima delle emissioni di gas serra; sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori; errori metodologici sull\u2019impatto sanitario\u2026\u201d;<\/p>\n<p>-5) le dichiarazioni del rappresentante del Ministero della Salute \u2013 Istituto Superiore di Sanit\u00e0 in sede di Conferenza dei Servizi, che segnalavano come i decreti di compatibilit\u00e0 rilasciati \u201cnon abbiano sufficiente evidenza della problematica relativa ai c.d. microinquinanti classici derivanti dalla combustione del carbone, tra cui PCB, i metalli pesanti, l\u2019arsenico, ecc\u201d\u2026 e \u201cl\u2019importanza di considerare il deposito al suolo di tali sostanze\u201d;<\/p>\n<p>-6) i documenti di un Ente terzo e sicuramente super partes come l\u2019Ordine dei Medici della Provincia di Savona il quale nel 2010, a proposito dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4, parla di \u201cminaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona\u201d: questo avrebbe dovuto gi\u00e0 bastare per attivare provvedimenti a tutela dei cittadini;<\/p>\n<p>-7) la situazione generale dell\u2019inquinamento riassunta dalla stessa Regione Liguria nel \u201cPiano di risanamento e tutela della qualit\u00e0 dell\u2019aria\u201d a pag 126: \u201cLa combustione nell\u2019industria dell\u2019energia e quindi essenzialmente la centrale termoelettrica \u00e8 la prioritaria responsabile delle emissioni di Ossidi di azoto, PM10, SOx e di COV\u2026\u201d;<\/p>\n<p>-8) la perizia dello studio Terra srl commissionata dagli stessi comuni di Vado e Quiliano (perizia firmata e giurata in Tribunale dal dott. Marco Stevanin gi\u00e0 membro della commissione VIA nazionale) in cui si afferma \u201cper quanto riguarda la salute, \u00e8 evidenziata una situazione gi\u00e0 fortemente compromessa\u201d;<\/p>\n<p>-9) la numerosa documentazione prodotta da fonte europea, dall\u2019ISDE, e soprattutto dall\u2019Universit\u00e0 di Stoccarda, secondo la quale la centrale di Vado Ligure risulterebbe la pi\u00f9 \u2018letale\u2019 in Italia con 120 morti premature imputabili in un solo anno (nel 2010);<\/p>\n<p>-10) da ultimo, le Sue stesse dichiarazioni come riferite dai media il 14\/7\/2011; secondo Lei \u201cera impossibile l\u2019opzione zero, anche perch\u00e9 non decidere avrebbe significato tenersi due gruppi a carbone vecchi di quarant\u2019anni e molto inquinanti e il parco carbone scoperto, quindi un danno ambientale colossale \u2013 ha Lei affermato \u2013 Invece adesso avremo nel giro di pochissimi anni il carbonile coperto, AIA seria sui due gruppi esistenti<\/p>\n<p>Quindi Lei Presidente ha parlato di gruppi \u201cmolto inquinanti\u201d e di \u201cdanno ambientale colossale\u201d e di \u201cAIA seria sui gruppi esistenti\u201d. Con tutto quanto premesso crediamo che i cittadini abbiano il diritto di chiedersi perch\u00e9 Lei e la Regione Liguria abbiate espresso parere favorevole alla Conferenza dei Servizi del 17 settembre 2012 (seguita dal decreto AIA del dicembre 2012 )  nella quale si concessero ai vecchi gruppi 3 e 4 quei  limiti  estremamente elevati rispetto alle MTD (390\/350 per SO2 \u2013 oltre 17 volte rispetto al limite minimo Mtd e oltre 1,7 volte rispetto al limite massimo Mtd e addirittura 250 per il CO \u2013 ben 5 volte il massimo del range MTD). Ma soprattutto ci chiediamo come \u00e8 stato possibile da parte Sua sostenere la richiesta di una nuova AIA che tenda a far funzionare i vecchi e \u201cmolto inquinanti\u201d gruppi 3 e 4 per ancora molti anni, per una centrale situata in un centro cittadino densamente abitato e in una situazione accertata di disastro ambientale rilevato dalla Procura di Savona e avallato da un Giudice per le indagini preliminari.<\/p>\n<p>Vorremmo poi che Lei Presidente spiegasse inoltre ai cittadini savonesi perch\u00e9 in sede di commissione IPPC la Regione Liguria non abbia richiesto il mantenimento della prescrizione del misuratore camino (SME) delle emissioni. Perch\u00e9 vi \u00e8 una cos\u00ec forte resistenza al misuratore di inquinanti all\u2019uscita del camino? Ci sono motivi non detti? Perch\u00e9 un amministratore come Lei non pretende una misurazione finalmente attendibile degli inquinanti, che faccia chiarezza sul reale livelli di emissioni che fuoriescono dalle ciminiere?<\/p>\n<p>Le ricordiamo quanto contenuto nel documento di sequestro del GIP: \u201cappare dimostrato che il gestore, in tutti questi anni e fino alla data odierna, ha sempre fatto quello che gli tornava pi\u00f9 vantaggioso, il tutto nella neghittosit\u00e0 degli organi pubblici chiamati a svolgere attivit\u00e0 di controllo, lungi dal sanzionare le dette inottemperanze, hanno ritardato in modo abnorme l\u2019emissione dei dovuti provvedimenti ( pag 44 )\u201d.<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 emerge una grande e amara verit\u00e0: la Rete savonese fermiamo il carbone (formata da associazioni, comitati e semplici cittadini) in questi anni ha dovuto tutelare la salute e il futuro del nostro territorio, ovvero gli interessi collettivi della nostra comunit\u00e0 (con denunce, ricorsi, diffide, perizie per accertare la reale situazione ambientale, e dovendo sostenere costi economici molto alti), dovendosi sostituire agli amministratori pubblici che avrebbero dovuto svolgere questo ruolo. Di questo dovr\u00e0 rendere conto ai savonesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado Ligure. Lei che ha citato un nuovo studio ISS \u2018tranquilizzante\u2019 non pu\u00f2 non essere a conoscenza dell\u2019ampia documentazione che accerta la grave situazione sanitaria e ambientale, da noi ripetutamente segnalata alla Sua attenzione anche attraverso formali diffide. 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