{"id":28173,"date":"2008-06-25T13:39:37","date_gmt":"2008-06-25T11:39:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/06\/25\/atletica-meeting-arcobaleno-abate-e-porcellato-lasciano-il-segno\/"},"modified":"2008-06-25T13:39:37","modified_gmt":"2008-06-25T11:39:37","slug":"atletica-meeting-arcobaleno-abate-e-porcellato-lasciano-il-segno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/06\/atletica-meeting-arcobaleno-abate-e-porcellato-lasciano-il-segno\/","title":{"rendered":"Atletica: Meeting Arcobaleno: Abate e Porcellato lasciano il segno"},"content":{"rendered":"<p><strong>Celle Ligure<\/strong>. A volte nella vita, come nelle favole c\u2019\u00e8 un lieto fine. E pensiamo che sia bello, e magari anche fondamentalmente giusto, che sia cos\u00ec. Questa edizione numero 20 del Meeting Arcobaleno si presentava con un gap dichiarato: l\u2019assenza di molti dei migliori protagonisti azzurri impegnati in una settimana agonistica da incubo, compressi il week end scorso (Coppa Europa di Annecy) e la due giorni 27-28 giugno per la finalizzima del Top Challenge (che vedr\u00e0 impegnati i portacolori dei 12 migliori team nazionali).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_214\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_214\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E cosa succede? Succede che Emanuele Abate da Albenga, pupillo del prode prof. Piero Astengo, fa una scelta contro logica e mantiene una promessa gi\u00e0 espressa diversi anni fa: \u201cSe solo sto bene, se solo riesco a combinare gli incastri, a Celle correr\u00f2 sempre e comunque\u201d. Pronti via su questo 110, con l\u2019esperto sudafricano Shaun Bownes ed il suo prode scudiero Martin De Bruto forse pi\u00f9 lesti del nostro sulle prime barriere. Ma poi il ragazzo mette dentro una progressione delle sue, degna della sua miglior gara di sempre (diremmo Ginevra, un paio di stagioni or sono, sempre EAP), e chiude a braccia alzate in uno splendido 13\u2033 66, polverizza gli avversari, stabilisce il nuovo record della pista e lancia un preciso segnale ai selezionatori della squadra olimpica: \u201cCi sono.\u201d Gara nella gara lo scontro tra due dei migliori Juniores italiani vede l\u2019alessandrino Zecchin spuntarla per una manciata di centesimi sull\u2019altro talentuoso allievo di Astengo, Samuele Devarti.<br>\nPaolo Camossi, un altro campione che a Celle ha sempre modo di ritrovarsi, si morde le mani. Vero che vince la gara con un buon 16,07, ma ha il rammarico per un nullo intorno ai 17 metri, risultato che lo avrebbe gratificato in misura maggiore.<\/p>\n<p>E dalla pedana dell\u2019alto maschile giunge il secondo record dello stadio della serata: il rappresentante di Antigua e Barbuda James Grayman (classe 1985, sicuramente tecnicamente in evoluzione) sale sino a 2,26, per poi tentare i 2,30. Primi due tentativi non troppo convinti, sul terzo volo sfiora con il tallone l\u2019asticella di un nulla.<\/p>\n<p>Ma sono ancora le barriere a render gloria allo stadio Olmo. I 400 ostacoli femminili valgono quasi una finale del campionato europeo. E l\u2019inglesina ventunenne Perri Shakes Drayton (che \u00e8 campionessa europea Juniores in carica) se l\u2019aggiudica, correndo in uno splendido 57\u2033 01, con l\u2019ucraina Hanna Rybacova che le finisce piuttosto vicina e termina in 57\u2033 79. Nella corrispondente gara maschile lotta spalla a spalla per 300 metri tra il Cileno Luis Montenegro e l\u2019inglese Ben Carne. Luis la spunta in virt\u00f9 di un miglior finale di gara: all\u2019arrivo 51\u2033 29 contro 51\u2033 94.<\/p>\n<p>Ma il giro di pista paga anche senza ostacoli. La splendida Vicky Barr (reduce dalla staffetta del miglio di Annecy corsa, ovviamente, con i colori britannici) si impone alla favorita connazionale Donna Fraser: 52\u2033 69 e 53\u2033 33 i rispettivi crono. Per il bronzo della tripletta inglese troviamo Lesley Owusu che sopravvanza nel finale la svedese Lena Aruhn.<\/p>\n<p>Ultimo sparo per i 400 uomini: Robert Tobin non delude e si impone con un gran rettilineo finale a Richard Strachan che forse, alla ricerca di un crono under 46 rischia troppo nella prima parte di gara affrontata in maniera a dir poco sbarazzina. Per Tobin un 46\u2033 44 che lo conferma tra i migliori interpreti europei, per Strachan 47\u2033 23, mentre il bronzo \u00e8 per il canadese Nathan Vadeboncoeur in 47\u2033 31.<\/p>\n<p>Nello sprint due doppiette: tra le donne la mini-sprinter texana Lashawndra Ratcliff mette d\u2019accordo tutte e vince i 100 in 11\u2033 95 ed i 200 in 24\u2033 06. In campo maschile spazio per un atleta italiano, il reatino Alessandro Guazzi che si impone sui 100 in 10\u2033 60, aggiudicandosi successivamente il Trofeo Giuseppe Olmo correndo uno splendido 200 in 21\u2033 02, uno dei crono migliori in assoluto nell\u2019ambito italiano 2008.<\/p>\n<p>Il terzo record dello stadio, che \u00e8 poi anche record EAP, lo centra Francesca Porcellato aggiudicandosi la gara femmminile del Trofeo Insieme nello Sport Carisa abbinato ai 1500 metri in carrozzina: 3\u2032 40\u2033 77 il risultato finale. Ma Francesca si supera ulteriormente nei 200: il 31\u2033 25 da lei realizzato sopravvanzando Cristina Sanna le vale il nuovo record italiano. Sicuramente una grossa soddisfazione sia per l\u2019atleta che per il suo entourage.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celle Ligure. A volte nella vita, come nelle favole c\u2019\u00e8 un lieto fine. E pensiamo che sia bello, e magari anche fondamentalmente giusto, che sia cos\u00ec. 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