{"id":281681,"date":"2015-01-22T17:38:02","date_gmt":"2015-01-22T16:38:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=281681"},"modified":"2015-01-23T11:30:40","modified_gmt":"2015-01-23T10:30:40","slug":"aggrediti-per-uno-scambio-di-persona-e-accusati-ingiustamente-di-rapina-assolti-dopo-un-calvario-lungo-due-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/01\/aggrediti-per-uno-scambio-di-persona-e-accusati-ingiustamente-di-rapina-assolti-dopo-un-calvario-lungo-due-anni\/","title":{"rendered":"Aggrediti per errore, accusati ingiustamente di rapina e arrestati: assolti dopo un \u201ccalvario\u201d giudiziario di 2 anni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Un equivoco, uno scambio di persona dovuto probabilmente al fatto di essersi trovato al volante dell\u2019auto \u201csbagliata\u201d al momento sbagliato. E\u2019 bastato poco per coinvolgere un cittadino marocchino di 31 anni, Hassan El Hammaoui, ed un connazionale, Jamal El Korchi, 36 anni, in una sorta di \u201cresa dei conti\u201d per una rissa scoppiata in discoteca nella quale loro non erano nemmeno rimasti coinvolti. I due nordafricani non solo sono stati aggrediti da un gruppetto di italiani, ma, qualche ora dopo, sono anche stati arrestati con l\u2019accusa di rapina.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_505\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_505\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La surreale vicenda arriva dal tribunale di Savona dove l\u2019odissea giudiziaria dei due marocchini, grazie ad un test del DNA e ad un supplemento d\u2019indagine, \u00e8 finita con una sentenza di assoluzione dall\u2019accusa di aver rapinato dell\u2019auto un coetaneo albenganese.<\/p>\n<p>A denunciarli era stato proprio il proprietario della vettura, uno dei giovani che li aveva picchiati poco prima, che si era presentato in caserma per verbalizzare di essere stato aggredito e rapinato. Trovandoseli davanti, forse temendo di passare dei guai, li aveva accusati di essere i responsabili del furto dell\u2019auto (una Golf che effettivamente quella notte gli era stata sottratta). Nel giro di poche ore quindi El Hammaoui e El Korchi, che si erano presentati dai carabinieri proprio per denunciare a loro volta un\u2019aggressione subita, si erano ritrovati in manette con l\u2019accusa di rapina.<\/p>\n<p>Per tre mesi sono rimasti in carcere per poi passare i successivi sette mesi ai domiciliari prima che il gip, praticamente ad un anno dall\u2019arresto, il 20 gennaio 2014, accogliesse l\u2019istanza di scarcerazione presentata dal legale di El Hammaoui, l\u2019avvocato Andrea Cechini. Una richiesta accolta sulla base di nuovi elementi investigativi che nel frattempo erano emersi alla luce della querela presentata proprio dal cittadino marocchino.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, dal carcere, aveva infatti deciso di raccontare la sua verit\u00e0 su quanto successo la notte precedente all\u2019arresto. Una serata di divertimento che si era trasformata in un incubo: con l\u2019auto di un\u2019amico era andato in discoteca dove era poi scoppiata una rissa, che non l\u2019aveva visto coinvolto, tra alcuni suoi connazionali ed un gruppetto di italiani. Poco dopo, insieme ad El Korchi, era tornato verso casa e a Leca, mentre erano fermi per comprare le sigarette, i due erano stati raggiunti da alcuni ragazzi e aggrediti. A quel punto, feriti, erano riusciti a scappare in auto e rivolgersi ai carabinieri per chiedere aiuto, salvo poi ritrovarsi in manette.<\/p>\n<p>Grazie al suo racconto erano emerse una serie di contraddizioni (in particolare sugli orari e su alcune testimonianze) nella denuncia presentata dall\u2019albenganese vittima della rapina, il quale aveva raccontato di essere stato aggredito all\u2019improvviso da tre marocchini, tra cui appunto El Hammoui ed El Korchi, che dopo averlo speronato lo avevano colpito a colpi di chiave inglese e crik per poi rubargli l\u2019auto.<\/p>\n<p>Secondo quanto emerso dalle indagini per\u00f2 a rubare l\u2019auto non erano stati i due arrestati, ma un loro connazionale che qualche ora prima fuori dal locale di Ceriale aveva avuto il diverbio con il gruppetto di albenganesi. E a fugare ogni dubbio ci ha pensato anche l\u2019esame del DNA: i Ris di Parma non hanno infatti trovato tracce ematiche dei due sospettati (che viste le loro ferite avrebbero invece dovuto lasciarle) nella vettura \u201crapinata\u201d. Infine alcuni dubbi sull\u2019aggressione subita dal cittadino italiano erano emersi anche per le lesioni che gli erano state refertate in ospedale: una ferita alla testa giudicata guaribile in quattro giorni difficilmente compatibile con un colpo inferto da un attrezzo da meccanico (come aveva raccontato ai carabinieri).<\/p>\n<p>Di qui la sentenza di assoluzione pronunciata in udienza preliminare che per i due cittadini stranieri ha rappresentato la fine di un incubo durato quasi due anni. Alla luce degli sviluppi dell\u2019indagine, il trentenne italiano dovr\u00e0 rispondere dell\u2019accusa di calunnia verso la coppia di nordafricani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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