{"id":281399,"date":"2015-01-19T11:28:11","date_gmt":"2015-01-19T10:28:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=281399"},"modified":"2015-01-19T11:28:53","modified_gmt":"2015-01-19T10:28:53","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-latalanta-societa-regina-dei-giovani-calciatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/01\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-latalanta-societa-regina-dei-giovani-calciatori\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: l&#8217;Atalanta, societ\u00e0 regina dei giovani calciatori"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Il settore giovanile dell\u2019Atalanta \u00e8 formato da tantissime squadre maschili, quattro delle quali partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali A e B e Giovanissimi Nazionali) e due partecipanti a livello regionale (Giovanissimi Regionali A e B).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_633\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_633\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La \u201cDea\u201d ha sempre seguito con particolare attenzione l\u2019attivit\u00e0 calcistica a livello giovanile. La prima persona che si impegn\u00f2 ad allestire delle squadre di giovani fu Giuseppe Ciatto, un grande scopritore di talenti. Ciatto fu un vero e proprio uomo tuttofare: ogni aspetto organizzativo veniva affrontato e risolto da lui, che si occupava anche di allenare le varie squadre.<\/p>\n<p>Nel 1949 l\u2019Atalanta conquist\u00f2 il titolo italiano Ragazzi, cominciando a sfornare giocatori di buon livello. Sul finire degli anni 1950 l\u2019ingegner Luigi Tentorio (un ex atleta dotato di corsa inesauribile, che era arrivato all\u2019Atalanta dopo aver vinto il campionato italiano di corsa campestre partendo come attaccante nella squadra Riserve per poi trasformarsi in centrocampista di quantit\u00e0, e che successivamente ne divenne allenatore e dirigente) all\u2019epoca commissario straordinario della societ\u00e0 avvert\u00ec la necessit\u00e0 di cominciare ad investire in modo pi\u00f9 sistematico nei giovani: venne cos\u00ec deciso di dar vita a un vero settore giovanile, con una sua struttura indipendente da quella della prima squadra.<\/p>\n<p>Affidato l\u2019incarico a Giuseppe Brolis, questo si mise al lavoro attorniandosi di collaboratori di fiducia, creando rapporti con societ\u00e0 del Veneto e del Friuli, costruendo una rete di osservatori e assumendo allenatori giovani e motivati. I ragazzini vennero affidati a Raffaello Bonifaccio che di quei ragazzini divent\u00f2 lo scopritore, il maestro sul campo, ma anche l\u2019educatore.<\/p>\n<p>Arrivarono a Bergamo giovani da fuori provincia che si allontanarono dalle realt\u00e0 nelle quali erano cresciuti ma soprattutto dalle loro famiglie: Brolis avvert\u00ec la necessit\u00e0 di seguirli anche nella loro vita privata stipulando un accordo con la \u201cCasa del Giovane\u201d che divent\u00f2 la seconda casa di molti ragazzi del vivaio. Con il passare degli anni venne ampliato il raggio d\u2019azione del settore, creando vere e proprie societ\u00e0 satelliti disposte in tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>Un passo cruciale nella storia del settore giovanile bergamasco \u00e8 in seguito avvenuto agli inizi degli anni novanta con il presidente Percassi che attua una nuova politica degli investimenti, soprattutto a livello giovanile. Egli riesce a convincere Fermo Favini a lasciare il Como affidandogli responsabilit\u00e0 con ampia libert\u00e0 di gestione e assicurandogli tutti i mezzi che ritiene opportuno investire. Il vivaio non solo continua a incrementare la produzione di giocatori per la prima squadra, ma comincia ad ottenere affermazioni di prestigio nelle pi\u00f9 importanti manifestazioni nazionali, diventando un esempio per molte societ\u00e0 anche pi\u00f9 blasonate.<\/p>\n<p>L\u2019Atalanta della gestione Mino Favini \u2013 Stefano Bonaccorso dal 1991 al 2014 ha conquistato con le varie squadre giovanili ben 17 titoli nazionali. Molti sono i successi a livello giovanile, essendo il vivaio dell\u2019Atalanta, gestito da Favini, uno dei pi\u00f9 stimati d\u2019Europa: secondo una classifica stilata dal centro studi di Coverciano, la societ\u00e0 bergamasca possiede il migliore settore giovanile d\u2019Italia ed il sesto in Europa, dietro a Real Madrid, Barcellona e tre squadre francesi.<\/p>\n<p>Il parametro utilizzato \u00e8 quello dei giocatori di prima divisione prodotti dal vivaio. Nella stagione 2007-2008 22 giocatori provenienti dal vivaio dell\u2019Atalanta hanno giocato nel campionato di serie A, 32 in quello di B e 3 all\u2019estero. Nel 2014 uno studio globale del \u201cCIES Football Observatory\u201d pone il settore giovanile dell\u2019Atalanta all\u2019ottavo posto a livello mondiale con 25 giocatori usciti dalle giovanili che giocano nei top 5 campionati europei.<\/p>\n<p>Recentemente (in luglio) il direttore generale Pierpaolo Marino ha ingaggiato il veronese Maurizio Costanzi, 56 anni, proveniente dal Chievo Verona dove \u00e8 stato 16 anni, presentandolo ufficialmente e definendo l\u2019operazione \u201cun grande colpo\u201d. Costanzi che \u00e8 diventato il responsabile scouting dei giovani dell\u2019Atalanta, ha anticipato che cercher\u00e0 talenti non solo in Italia, ma anche in Paesi calcisticamente \u201cnuovi\u201d: \u201cIl calcio \u00e8 cambiato e va interpretato in modo nuovo \u2013 ha spiegato \u2013 Bisogna chiedersi perch\u00e9 nazioni di cinque milioni di abitanti riescono a mettere in difficolt\u00e0 l\u2019Italia, che \u00e8 un grande Paese con antiche tradizioni calcistiche. Questo \u00e8 un argomento che gli organi federali devono mettere sul tavolo. Se Croazia, Bosnia e Belgio sfornano talenti, perch\u00e9 non possiamo riuscirci noi? Non si tratta di copiare, dobbiamo piuttosto essere capaci di proporre un modello nostro.In proposito io credo di avere le idee chiare: ci deve essere sinergia tra scuola e sport. Non dobbiamo avere paura di compiere una rivoluzione culturale\u201d.<\/p>\n<p>Questo ennesimo salto di qualit\u00e0 dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come i Percassi siano motivati nell\u2019investire per potenziare un vivaio gi\u00e0 all\u2019avanguardia. Costanzi ha firmato infatti un contratto quinquennale che lascia ben sperare circa il futuro. \u201cOra abbiamo uno staff di top player \u2013 ha detto Marino \u2013 che porter\u00e0 ulteriori frutti in un periodo in cui l\u2019attenzione al settore giovanile viene indicato da tutti come strada da percorrere per rilanciare il calcio nazionale. Basta vedere quello che \u00e8 stato fatto in Germania per capire che \u00e8 la via giusta. La nostra societ\u00e0 da sempre trova nel vivaio il fiore all\u2019occhiello. Si tratta di valore che il mondiale in Brasile ha risvegliato con la vittoria dei Tedeschi e il coseguente cosiddetto effetto Goetze. Serve una sinergia tra scuola e calcio per rilanciare i giovani calciatori italiani. Mino Favini, responsabile del settore giovanile atalantino, nell\u2019occasione ha saggiamente aggiunto: \u201cSpesso i genitori schiacciano i ragazzi con aspettative troppo grandi, che ne soffocano la crescita. Basterebbe fidarsi di piu\u2019 di chi ogni giorno allena sul campo i propri figli\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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