{"id":281249,"date":"2015-01-16T14:58:54","date_gmt":"2015-01-16T13:58:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=281249"},"modified":"2015-01-16T15:00:45","modified_gmt":"2015-01-16T14:00:45","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-sergio-vatta-il-mago-dei-tempi-doro-delle-giovanili-granata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/01\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-sergio-vatta-il-mago-dei-tempi-doro-delle-giovanili-granata\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Sergio Vatta, il &#8220;mago&#8221; dei tempi d&#8217;oro delle giovanili granata"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Abbiamo incontrato il maestro, il mister, il tecnico, che pi\u00f9 di ogni altro ha lasciato un\u2019impronta indelebile nella galassia torinista, ricordando i tempi in cui i suoi metodi di allenamento erano all\u2019avanguardia e che dal Filadelfia uscivano campioni in serie. Tra ricordi, consigli e avvertimenti per il futuro, eccovi riportato il Vatta pensiero a 360\u00b0 gradi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_823\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_823\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Buonasera sig. Vatta. Sappiamo che domani una selezione di giocatori della Primavera si allener\u00e0 con la prima squadra. Ai suoi tempi era la normalit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la differenza tra allora e adesso. C\u2019\u00e8 una differenza di valori nel settore giovanile : ora i ragazzi della Primavera vengono spinti da pi\u00f9 parti, ma una volta era il tecnico che decideva chi valeva e chi no, perch\u00e8 chi se non lui, avendoli davanti agli occhi tutti i giorni, poteva capire il loro valore? Ci sono dei particolari che la dicono lunga sulle prospettive di un ragazzo, ma oggi c\u2019\u00e8 un responsabile del settore giovanile che non allena. Quando c\u2019eravamo io ed Ellena ci confrontavamo sempre con gli allenatori delle diverse categorie, chiedevamo loro di avere il coraggio di dire che non la pensavano come noi. Ellena mi diceva sempre di insistere se ero convinto di una cosa, lui voleva che io gli instillassi dei dubbi, non solo certezze. Chi ha solo certezze sbaglia molto.<\/p>\n<p>Dopo il fallimento le giovanili granata hanno attraversato delle difficolt\u00e0 e\u2026<\/p>\n<p>Il fallimento \u00e8 una scusa! La menano da troppo tempo, perch\u00e8 quando io sono andato alla Lazio nel 1998, il primo anno ho osservato, il secondo ho eliminato quello che non andava e il terzo abbiamo vinto il titolo della Primavera e quello dei giovanissimi. Al Toro, quando visionavo un giocatore mi facevo sempre una domanda: \u201c\u00c8 buono per la Juventus?\u201d Se la risposta era s\u00ec, lo prendevo. Perch\u00e8 quando qualcuno mi veniva a dire che un ragazzo che io avevo scartato aveva trovato squadra in Serie C, mi mettevo a ridere perch\u00e8 in C mandavo ragazzi che avevo sbagliato a scegliere\u2026<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 il settore giovanile del Toro si \u00e8 ripreso ed iniziano ad arrivare anche i primi risultati.<\/p>\n<p>Guardi, mi ricordo un anno in cui la prima squadra del Torino aveva solo 17 giocatori e con quelli fece tutta la stagione perch\u00e8 ogni domenica l\u2019allenatore me ne prendeva 3 o 4 dalla Primavera. Non scorder\u00f2 mai una partita che giocammo a Milano col Milan: vicino a me c\u2019erano Rivera e Cesare Maldini, allora tecnico dell\u2019U21 che veniva a vedere i ragazzi del Toro. Rivera, sul risultato di 3 a 1 per noi, disse a Maldini: \u201cOsserva, la formazione del Toro ha complessivamente 8 anni di meno di quella del Milan, ma \u00e8 gi\u00e0 una squadra di adulti, matura, mentre i rossoneri sono ancora dei bambini\u201d. Fu un grande e involontario complimento per me.<\/p>\n<p>Lei insisteva molto sulla crescita umana dei ragazzi, pi\u00f9 che su quella tecnica. Nel calcio moderno \u00e8 ancora possibile?<\/p>\n<p>Innanzitutto all\u2019epoca noi avevamo dei metodi di allenamento all\u2019avanguardia, studiati persino dalle Universit\u00e0. Non c\u2019erano i preparatori atletici, mentre oggi tutti i tecnici sono laureati all\u2019Isef, ma non sanno molte delle cose che insegnavamo noi. Per quanto riguarda l\u2019aspetto umano, a chi mi chiede cosa penso dei Balotelli, dei Cassano e di tutti quelli che vogliono fare pi\u00f9 i personaggi che i giocatori, io rispondo sempre allo stesso modo: \u201cAvete provato a volergli bene?\u201d Non come fa Prandelli che fa il buonista, volergli bene veramente significa insegnargli l\u2019educazione, fargli capire oggi si deve fare pi\u00f9 di ieri e domani pi\u00f9 di oggi. I ragazzi sono dei vuoti a perdere che bisogna rifornire continuamente, ma i grandi talenti si riempiono da soli, noi dobbiamo stare attenti a non disturbare questo loro processo.<\/p>\n<p>Lei ha visto crescere un bobo Vieri, un Lentini, tutti bomber di razza. Che idea si \u00e8 fatto di Immobile?<\/p>\n<p>Questo ragazzo deve partire dal controllo della corsa. Lui ha una resistenza incredibile (infatti Ventura sbagliava quando lo toglieva perch\u00e8 pensava fosse stanco, in quanto era il pi\u00f9 resistente di tutti!), ma deve imparare a frenare, a cambiare direzione, a non farsi portare sull\u2019esterno dai difensori. Tutte piccole cose, come non partire sempre spalle alla porta, ma che fanno la differenza.<\/p>\n<p>D\u2019Ambrosio e Darmian sono da nazionale entrambi?<\/p>\n<p>Per Darmian forse \u00e8 stato un po\u2019 troppo presto perch\u00e8 sta ancora cercando la sua collocazione migliore in campo, tra terzino e centrale. Ma per trovare il ruolo ideale bisogna anche considerare chi gioca di fianco a lui nel reparto, \u00e8 tutto collegato. D\u2019Ambrosio invece poteva gi\u00e0 essere chiamato per provare nelle partite giocate a qualificazione ottenuta. Ha corsa, tecnica ed \u00e8 bravo anche di testa pur non essendo un colosso. Sono per\u00f2 preoccupato che Cairo voglia venderlo per fare cassa, ma non deve succedere! Bisognerebbe bloccarli entrambi con un contratto di cinque anni.<\/p>\n<p>Ma questo Torino pu\u00f2 davvero puntare alla parte sinistra della classifica come promesso dal mister Ventura?<\/p>\n<p>Bisogna sempre fare attenzione al discorso salvezza ma questo Toro \u00e8 forse pi\u00f9 forte dello scorso anno. Spero che giunga a sinistra e che la conservi fino alla fine, saremo tutti pi\u00f9 tranquilli.<\/p>\n<p>Ci ricorda qualche ultimo episodio curioso?<\/p>\n<p>Mi fa ridere ripensare che contro la Sampdoria l\u2019anno scorso, l\u2019allenatore si sia incavolato con Vives perch\u00e8 non aveva fatto il giro palla. Ma lui gliel\u2019ha gridato? O \u00e8 rimasto a guardare per terra, come quando tirano i rigori che si gira dall\u2019altra parte. \u00c8 un segno di debolezza ed insicurezza da non mandare ai tuoi giocatori. Si deve anche agire sulla testa dei ragazzi, \u00e8 qui che si vede un bravo allenatore.<\/p>\n<p>Uno degli ultimi frutti del vivaio, Ogbonna, \u00e8 passato alla Juve tra le polemiche. Ha fatto bene?<\/p>\n<p>S\u00ec, ha fatto bene perch\u00e8 con la testa era gi\u00e0 l\u00e0 da tempo. Uno che non intende restare per fare grande il Torino, ma che si sente troppo grande per un piccolo Torino, ragazzo mio, non ti hanno insegnato nulla. Ricordiamoci che tra noi e la Juventus, noi abbiamo una storia molto pi\u00f9 grande rispetto ai risultati che abbiamo fatto, loro hanno una storia molto pi\u00f9 piccola di quanto abbiano vinto. Non lo dimenticate mai.<\/p>\n<p>Situazione Filadelfia, come se ne pu\u00f2 uscire?<\/p>\n<p>Era tutto ampiamente previsto. L\u2019ultima volta che ho parlato al Fila davanti a 5-6.000 persone ho gi\u00e0 detto tutto quello che dovevo dire. La gente non \u00e8 cos\u00ec stupida da non capire che dietro ci sono giochi di potere ed interessi personali. Le critiche le faccio perch\u00e8 voglio bene al Torino, al contrario di chi dice che ha \u201cdato un\u2019identit\u00e0 al Torino\u201d. Al Toro hai dato un\u2019identit\u00e0? Dove hai vinto prima di venire qui? Al Real Madrid? Al Barcellona? Io non ce l\u2019ho con nessuno e neanche con Ventura, ma bisogna stare attenti alle parole. Su, non mi fate arrabbiare.<\/p>\n<p>Insomma un mondo molto diverso da quello in cui ha lavorato lei?<\/p>\n<p>Una volta i ragazzi venivano scoperti, inseriti nelle giovanili, istruiti, i migliori ce la facevano, nonostante gli allenatori. Si cercava di evitare il rischio di rovinare un ragazzo di talento.<\/p>\n<p>Poi cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<p>Gli interessi economici hanno stravolto quelle buone pratiche, la meritocrazia ha perso le sue prerogative, alcuni personaggi hanno scavalcato gli allenatori, riuscendo a far inserire ragazzi che non dovrebbero essere illusi di poter diventare campioni. Gli allenatori spesso si trovano in squadra ragazzi che non vorrebbero. Abbiamo le squadre Primavera con dentro i professionisti, e troppi stranieri. Questo cambiamento \u00e8 avvenuto rapidamente.<\/p>\n<p>Lei come si regolava con i giovani che allenava?<\/p>\n<p>Anch\u2019io volevo la fortuna dei miei ragazzi, i pi\u00f9 bravi li aiutavo a guadagnare bene. Prima dell\u2019incontro con i dirigenti per firmare il contratto, mi chiedevano: quanto devo chiedere? Io glielo dicevo, a volte era anche il doppio, il triplo di quanto speravano loro. Si stupivano, qualcuno temeva di essere mandato via, ma io avevo gi\u00e0 preparato il terreno con i dirigenti.<\/p>\n<p>Furono anni d\u2019oro per il Torino, quelli, con tutti quei ragazzi di valore che uscivano dalle giovanili.<\/p>\n<p>Il Toro dava i suoi ragazzi in squadre di Serie C, Serie B e anche Serie A. Spesso i loro allenatori mi telefonavano e mi dicevano che i miei ragazzi si distinguevano per professionalit\u00e0. Giglio Panza un giorno scrisse su Tuttosport che Vatta ha fruttato al Toro pi\u00f9 di 300 miliardi di lire.<\/p>\n<p>Chi ricorda di quelle cucciolate?<\/p>\n<p>Direi tutti, anche per anno di nascita: Mariani, Sclosa, Mandorlini, Camolese (\u201960-61), Ezio Rossi, Francini, Bertoneri (\u201962-63), Cravero, Comi (\u201964), Benedetti (\u201965), Benny Carbone (\u201967), uno dei giocatori pi\u00f9 precoci che ho conosciuto, Fuser, Venturin (\u201968), Lentini, Bresciani (\u201969), Pancaro (\u201971), Cois (\u201972). Vieri l\u2019ho preso io, ma l\u2019ho allenato poco.<\/p>\n<p>Oggi il Torino non \u00e8 pi\u00f9 una fucina di campioni.<\/p>\n<p>Oggi ci sono delle difficolt\u00e0. Forse sono in pochi a credere in una grande verit\u00e0: i soldi spesi nel settore giovanile sono investimenti, quelli nella prima squadra non tornano pi\u00f9 indietro.<\/p>\n<p>E\u2019 cambiato anche lo spirito degli allenatori?<\/p>\n<p>Una volta c\u2019erano gli artigiani del calcio. Io lo sono diventato. Quando ho iniziato c\u2019erano Ussello e Rabitti, io ero il ragazzo di bottega, ho fatto tesoro dei loro insegnamenti. Il difetto di oggi \u00e8 che ai ragazzi di bottega viene chiesto di fare da subito gli artigiani.<\/p>\n<p>La passione, quanto conta?<\/p>\n<p>A volte la passione non basta. Noi spendevamo pochissimo: allenatori e tecnici erano trattati bene, i ragazzi in maniera spartana. Si risparmiava su tutto.<\/p>\n<p>Eppure i risultati arrivavano.<\/p>\n<p>Dietro i risultati ci sono i sacrifici. Per 15 anni non ho mai fatto una vacanza, ma sono stato ripagato.<\/p>\n<p>Una volta si diceva che il Torino i campioni se li faceva in casa con il settore giovanile, mentre la Juve preferiva ingaggiare campioncini gi\u00e0 affermati. Ora questo discorso sembra rovesciato, o almeno la Juve i giovani li sa valorizzare.<\/p>\n<p>Alla Juventus la politica \u00e8 cambiata con l\u2019avvento di Moggi. Dove andava lui il settore giovanile funzionava, era un maestro nello sfruttare sul piano economico il settore giovanile. Oggi l\u2019Italia \u00e8 piena di ragazzi di talento di scuola Juventus.<\/p>\n<p>Quali giovani di talento vede come futuri campioni?<\/p>\n<p>Giovinco e Balotelli. Giovinco \u00e8 un talento ma crede di essere pi\u00f9 di quello che \u00e8, dovrebbe guardarsi dentro. Balotelli \u00e8 il giovane pi\u00f9 entusiasmante, credo che Lippi lo chiamer\u00e0 presto in Nazionale. Sempre che non faccia come Cassano.<\/p>\n<p>Ecco, Cassano, un grande talento che sembra essersi perso per strada.<\/p>\n<p>Cassano avrebbe avuto bisogno di affetto, non soltanto di euro. Forse la sua reazione \u00e8 normale, chi gli sta attorno non lo considera come persona, ma soltanto come calciatore.<\/p>\n<p>Che rapporti ha con il grande calcio di oggi?<\/p>\n<p>Allo stadio vado poco, non mi piace questo calcio, mi delude perch\u00e9 manca di poesia. Il calcio \u00e8 fantasia e poesia, se togliamo questi ingredienti rischiamo di vedere seduti sulla panca dello spogliatoio un gruppo di piccoli industriali che parlano di investimenti.<\/p>\n<p>Come vorrebbe che fosse questo mondo in cui comunque continua a vivere?<\/p>\n<p>Il calcio \u00e8 educazione, per noi maestri di calcio il compito \u00e8 educare. Il calcio \u00e8 un mezzo per aiutare i giovani a diventare adulti veri. I contenuti pi\u00f9 importanti dell\u2019educazione sono nell\u2019esempio: ecco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale il comportamento dei tecnici. Qui non sempre ci sono le capacit\u00e0 giuste, anche se nel complesso \u00e8 una delle componenti migliori del calcio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molta amarezza in queste sue parole, sembra convinto che non si possa pi\u00f9 tornare indietro.<\/p>\n<p>Oggi a livello giovanile ci sono molti cattivi maestri, fanno credere ai giovani che diventeranno bravi seguendo i loro consigli. Se trovano un talento si vantano, dimenticando che \u00e8 cresciuto nei loro momenti di distrazione.<\/p>\n<p>Rispetto a qualche decennio fa il calcio pu\u00f2 avvalersi di supporti importanti, scienza e tecnologia aiutano. Perch\u00e9 dovrebbe essere migliore il calcio di una volta?<\/p>\n<p>Oggi ci sono pi\u00f9 conoscenze ma i tecnici partono dal tetto, non dalle fondamenta. Si fanno fare le cose pi\u00f9 spettacolari, non le pi\u00f9 utili, per impressionare chi guarda. E\u2019 come insegnare una poesia in inglese a memoria a ragazzi che non sanno l\u2019inglese.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 stato l\u2019allenatore pi\u00f9 grande che ha conosciuto?<\/p>\n<p>Arrigo Sacchi, un innovatore, ha portato il coraggio di attaccare. Ma aveva un difetto: schematizzava anche in attacco, dove la fantasia deve essere assoluta. Ai Mondiali negli Stati Uniti mi disse: io sono il regista, i giocatori gli attori che devono recitare la parte. Io ribattei: no, loro devono interpretare la parte. Sacchi ha commesso anche grossi errori, al Milan prefer\u00ec Mussi e Bianchi a Tassotti e Maldini, ma Berlusconi gli fece cambiare idea. Resta comunque uno dei tecnici pi\u00f9 grandi. La Juventus ha vinto tutto giocando male, il modo di vincere giusto era quello di Sacchi.<\/p>\n<p>Esiste un nuovo Vatta?<\/p>\n<p>Spero ce ne siano tanti, o ne arrivino tanti. Non possiamo insegnare calcio ai giovani se non ricordiamo il bambino che siamo stati.<\/p>\n<p>Lei ha allenato in Serie A soltanto per un periodo brevissimo. E\u2019 stata una scelta?<\/p>\n<p>Giampaolo Ormezzano un giorno scrisse: ci sono soltanto due persone in Italia che non aspirano a diventare allenatori in Serie A, Vatta e io. Sono stato un allenatore atipico, chi mi ha apprezzato di pi\u00f9 sono stati i miei colleghi.<\/p>\n<p>Dobbiamo pensare che quello di osservatore del Torino femminile sia il suo ultimo impegno con il calcio?<\/p>\n<p>No, ho un progetto che porto avanti da tempo: rifondare l\u2019Unione Sportiva Fiumana, societ\u00e0 sciolta nel 1947 dopo il passaggio di Fiume alla Jugoslavia. Io sono nato a Zara, sono una delle 350 mila persone che in quegli anni hanno vissuto in 95 campi profughi. Io ci sono stato per dodici anni. La Dalmazia, la mia terra, mi \u00e8 sempre rimasta nel cuore, ci vado appena posso. E ora vorrei riportare in vita quella gloriosa societ\u00e0 calcistica, in cui maturarono campioni come Ezio Loik, Rodolfo Volk, i fratelli Mario e Giovanni Varglien.<\/p>\n<p>Una vecchia societ\u00e0 di Fiume che pu\u00f2 rinascere dove?<\/p>\n<p>A Torino. Vorremmo fare il campionato di serie C del 2009-2010, in base a due leggi, una del 1952 e l\u2019altra del 1983, ci spetta ricominciare dalla serie C, quando la societ\u00e0 fu sciolta la squadra militava in quella categoria.<\/p>\n<p>Una terza squadra a Torino a fare concorrenza a Juve e Toro?<\/p>\n<p>Concorrenza chiss\u00e0, forse un giorno. Mi accontenterei di una squadra che rinasce con lo spirito giusto. Giocheremo al Ruffini, gli allenamenti si faranno alla Colletta. L\u2019idea \u00e8 di far nascere non solo una squadra di calcio, ma una polisportiva. Dovrebbero arrivare anche finanziamenti dal Coni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Abbiamo incontrato il maestro, il mister, il tecnico, che pi\u00f9 di ogni altro ha lasciato un\u2019impronta indelebile nella galassia torinista, ricordando i tempi in cui i suoi metodi di allenamento erano all\u2019avanguardia e che dal Filadelfia uscivano campioni in serie. 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