{"id":280094,"date":"2014-12-28T21:55:04","date_gmt":"2014-12-28T20:55:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=280094"},"modified":"2014-12-28T21:55:41","modified_gmt":"2014-12-28T20:55:41","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-sullesempio-spagnolo-incoraggiare-lintroduzione-delle-seconde-squadre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/12\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-sullesempio-spagnolo-incoraggiare-lintroduzione-delle-seconde-squadre\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Sull&#8217;esempio spagnolo incoraggiare l&#8217;introduzione delle &#8220;seconde squadre&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Ultimi. Non penultimi, terzultimi, quinti a partire dal fondo, non in zona retrocessione e nemmeno in lotta per i playout. Il Centro Internazionale per gli Studi sullo Sport (in una parola, CIES) ha calcolato il numero di calciatori tesserati dal club in cui sono cresciuti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_147\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_147\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il campionato che ne ha di pi\u00f9 \u00e8 l\u2019Allsvenskan, la Serie A svedese, mentre la nostra Serie A \u00e8 umilmente ultima, preceduta dall\u2019ottima Premier League bielorussa, dal competitivo torneo bulgaro, dall\u2019esaltante prima divisione cipriota. Ci fermiamo all\u20198,4%: su 100 giocatori di A, solo 8 corrono per il club che li ha formati. Considerato che Maradona e Ronaldo non passano pi\u00f9 da queste parti, \u00e8 obbligatorio concludere che gli altri 92 sono stranieri acquistati a due soldi, mediani in compropriet\u00e0 per nove mesi, terzini in prestito con diritto di riscatto della met\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni Novanta il Milan godeva Costacurta e Maldini, cresciuti con il rossonero sulla pelle, mentre il Brescia offriva al mondo Pirlo e Baronio\u2026 e il primo non era necessariamente considerato superiore al secondo. Oggi l\u2019Italia va alla rovescia: in Bundesliga ogni club investe in media 4,4 milioni per il vivaio, in A ci si ferma a 2,75. Anche per questo, i nostri settori giovanili sembrano incapaci di produrre giocatori. Da qui, una prima proposta: obbligare i club a investire una parte del loro fatturato \u2013 diciamo tra l\u20198 e il 10% \u2013 nei settori giovanili. Milan, Inter e Juventus per il 2013 sono state sotto il 3%.<\/p>\n<p>Cosa fare per i nostri giovani? Il riferimento all\u2019istituzione delle squadre B (da inserire, sull\u2019esempio dell\u2019esperienza spagnola, in campionati professionistici, si badi bene : tentativo invani inseguito da Arrigo Sacchi) \u00e8 chiaro. Mentre qui il Consiglio federale ha bloccato il numero degli extracomunitari da tesserare in un anno, due al massimo in serie A (vedremo con le nuove riforme), in Spagna invece hanno aperto il mercato e continuato a incoraggiare le seconde squadre. Succede cos\u00ec che le riserve di Real e Bar\u00e7a giocano la Segunda Divisi\u00f3n, possono vincerla ma non essere promosse, mentre altre anche squadre della Liga frequentano i campionati del piano pi\u00f9 in basso, la locale serie C.<\/p>\n<p>Si tratta di un escamotage che permette alle societ\u00e0 di prima fascia di far giocare i propri giovani ad alto livello. Perch\u00e9 non lo facciamo anche in Italia? Perch\u00e9 veti e resistenze impediscono questa modifica ai regolamenti: i rappresentanti della Lega Pro e quelli di B non vedono di buon occhio questi inserimenti nei loro campionati. Eppure sarebbe bello assistere ai derby Inter B-Como, Milan B-Pro Patria, Juventus B-Pro Vercelli. Meglio di tutti quei \u201csegni meno\u201d in classifica, penalizzazioni dettate da irregolarit\u00e0 amministrative che spesso sfociano nel fallimento di tante realt\u00e0 delle serie minori. \u201cIn Italia adesso c\u2019\u00e8 per\u00f2 la possibilit\u00e0 di rilevare un club dilettanti e salire tra i professionisti\u201d, ci disse mesi fa il presidente uscente, Giancarlo Abete riferendosi al caso di Claudio Lotito, proprietario anche della Salernitana oltre che della Lazio. Ma ve lo immaginate Erick Thohir comprare anche il Rogoredo per puntare alla promozione e poi far giocare l\u00e0 tutti i giovani dell\u2019Inter?<\/p>\n<p>I centri tecnici. Imboccare la strada spagnola, non sarebbe male, anche perch\u00e9 su quella stessa carreggiata, con regolamenti magari diversi, ci sono anche altre nazioni di grande spessore che in questo Mondiale hanno fatto strada, evidentemente non a caso. Le squadre B ci sono anche in Olanda, in Francia (anche se fino quarta serie), in Germania, dove si chiamano Amateure: da noi il campionato riserve \u00e8 esistito fino al 1954, per poi subire tutta una serie di cambiamenti fino all\u2019attuale e improponibile \u2013 per livello tecnico \u2013 campionato Primavera.<\/p>\n<p>L\u00ec i nostri giovani non riescono a maturare come succede invece per i coetanei tedeschi che sfruttano gli accordi tra i club e la federazione che di comune accordo mantengono ben 29 Eliteschulen des fussballs, le scuole per calciatori-studenti create in ogni regione grazie alla disponibilit\u00e0 dei ministeri dell\u2019Istruzione dei L\u00e4nder. In questi istituti i ragazzi hanno orari flessibili e durante la settimana, invece di baloccarsi in inutili ore di italica educazione fisica, possono appoggiarsi ai centri tecnici federali per fare degli allenamenti individuali al mattino. E nel pomeriggio si ripresentano per la seduta di squadra.<\/p>\n<p>Il 70 per cento dei calciatori delle giovanili dei club tedeschi, dall\u2019Under 11 all\u2019Under 19 frequenta queste scuole. Da l\u00e0 vengono fuori Mario G\u00f6tze, Toni Kroos, Thomas M\u00fcller che nel 2006, quando \u00e8 stato siglato questo accordo, erano degli adolescenti. Gi\u00e0, il 2006: probabilmente c\u2019erano anche loro tra i tedeschi in lacrime dopo i gol di Grosso e Del Piero nella semifinale mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Ultimi. Non penultimi, terzultimi, quinti a partire dal fondo, non in zona retrocessione e nemmeno in lotta per i playout. 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