{"id":279881,"date":"2014-12-23T11:20:47","date_gmt":"2014-12-23T10:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=279881"},"modified":"2014-12-23T18:41:31","modified_gmt":"2014-12-23T17:41:31","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-pro-patria-quale-futuro-per-tigrotti-biancoblu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/12\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-pro-patria-quale-futuro-per-tigrotti-biancoblu\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Pro Patria: quale futuro per i &#8220;tigrotti&#8221; biancobl\u00f9?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Continuiamo con questo undicesimo inserto, il lungo excursus che ci porter\u00e0 a visitare i pi\u00f9 grandi centri di formazione calcistica siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una societ\u00e0 professionistica lombarda della provincia di Varese che fa del proprio settore giovanile il vero fiore all\u2019occhiello.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_76\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_76\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La Pro Patria, \u00e8 stata fondata ufficialmente il 28 febbraio 1919, a pochi mesi dal termine della Prima Guerra Mondiale, sulle ceneri della vecchia squadra bustocca Aurora, fondata nel 1907, da Alfredo Trere, uno dei calciatori pi\u00f9 famosi d\u2019inizio \u2018900, giocatore e scudettato con il Milan, tra l\u2019altro capitano nelle prime partite della Nazionale italiana. Nell\u2019Aurora e nella Pro, svolse con il fratello diversi ruoli, da giocatore, allenatore a dt La Pro Patria et libertate USB (Unione Societ\u00e0 Bustesi), \u00e8 l\u2019unione delle diverse societ\u00e0 calcistiche presenti a Busto,prima dello scoppio della Grande Guerra.<\/p>\n<p>La maglia a strisce blu e bianche dell\u2019Aurora (nell\u2019anno 2000 nel concorso indetto dal \u201cGuerin Sportivo\u201d, \u00e8 arrivata seconda tra le maglie pi\u00f9 belle delle squadre europee) e dell\u2019attuale Pro Patria, \u00e8 sempre stata la stessa, derivando dalla Ginnastica Pro Patria et Libertate 1881, sempre di Busto Arsizio. Il calcio a Busto si praticava ufficiosamente gi\u00e0 in quel periodo, considerata la presenza sul territorio di diversi commercianti, ingegneri e lavoratori inglesi, tedeschi e svizzeri, per gli impianti meccano-tessili ed il commercio di tessuti.<\/p>\n<p>La Pro, \u00e8 stata nella massima serie complessivamente per 16 campionati, di cui 4 prima della riforma che introdusse la Serie A, nel 1929-30, gli altri 12 divisi in due fasi. Il primo periodo dal 1929-30 al 1932-33, dove nasce il soprannome di tigrotti, in relazione ad un articolo di Bruno Roghi, pubblicato sulle colonne della Gazzetta dello Sport, nel 1930. Nella stagione 46-47, vince il campionato di Serie B, imponendosi in tutte le 21 partite casalinghe. Nel 1961, partecipa alla Coppa delle Alpi, antesignana della Coppa UEFA. Dal 1999 arriva la Famiglia Vender al timone della societ\u00e0; nel 2000-01, ancora play-off, sempre contro la Triestina, superati in casa per 1-3. Nel 2001-02, arriva finalmente la promozione in C1, superando ai play-off, Novara e Sangiovannese con Manicone a guidare il centrocampo. Nel 2002-03, salvezza in C1, con finale di Coppa Italia di Serie C, persa contro il Brindisi, con Muraro in panchina.<\/p>\n<p>Nel 2003-04, salvezza ai play-out contro il Prato, ed ancora finale di Coppa Italia di Serie C, persa contro il Cesena, con Patrizio Sala in panchina. Seguono campionati di centro classifica, con giocatori di esperienza come Carbone, Valtolina, Ambrosetti e Tramezzani che diventer\u00e0 un simbolo. Nel 2007-08, retrocede in maniera clamorosa al termine dei play-out contro il Verona, con rete giallobl\u00f9 all\u2019ultimo minuto,ma viene poi ripescata. Nel 2008-09 \u00e8 seconda nel girone A di Lega Pro Prima Divisione ma perde la finale play-off contro il Padova. Nel 2009 avviene il fallimento societario: nasce l\u2019Aurora Pro Patria 1919. Nel 2009-10 \u00e8 16\u00ba nel girone A e retrocede in Lega Pro Seconda Divisione dopo aver perso i play-out contro il Pergocrema. Nel 2012-13 \u00e8 1\u00b0 nel girone A e viene promossa in Prima Divisione Gir.A dove milita attualmente.<\/p>\n<p>Con 12 Campionati di Serie A, la Pro Patria, \u00e8 la squadra, espressione di una citt\u00e0 non capoluogo di provincia, con il maggior numero di stagioni nella massima serie. Il miglior piazzamento in A, \u00e8 stato l\u20198\u00b0 posto, ripetuto alcune volte. Una delle caratteristiche sia in A che in B, \u00e8 stata quella di avere sempre la rosa, con tutti giocatori della zona di Busto e della Valle Olona. Tra i suoi giocatori pi\u00f9 famosi: su tutti il bustocco Carletto Reguzzoni, attaccante, 4 scudetti vinti con il Bologna e diverse Coppe Europee; seguono : il lonatese Carlo Regalia d.s. di Lecce, Lazio e Bari, Sandro Turini attaccante (Milan, Como e Verona), lo sfortunatoLuciano Re Cecconi (Sant\u2019Ilario) nazionale e scudettato con la Lazio nel 73-74, Bruno Bolchi, che ha chiuso con il calcio giocato con la maglia della Pro per iniziare la carriera di allenatore, Stefano Tacconi (Nazionale, Juve), Luca Bucci, Parma e Nazionale, Tommaso Rocchi, altro nazionale e bandiera della Lazio delle ultime stagioni. Come allenatori, tra i pi\u00f9 noti, il campione del Mondo, Peppino Meazza in A negli anni 50, Augusto Rangone in A nei primi anni 30, ex dt della Nazionale, Mario Beretta (95-96), in A sulle panchine di Parma, Chievo, Siena e Lecce.<\/p>\n<p>Agosto 2014. Il selezionatore provinciale savonese Felicino Vaniglia transitando da Milano non perde l\u2019occasione di visionare l\u2019attivit\u00e0 di un\u2019altro vivaio \u201cstorico\u201d che merita di essere portato all\u2019attenzione dei tantissimi che oramai seguono con interesse e curiosit\u00e0 questo \u201cSpeciale Settore Giovanile\u201d anche al di fuori della nostra provincia savonese.<\/p>\n<p>Quello svoltosi il primo agosto 2014 \u00e8 stato un pomeriggio da leone del presidente Pietro Vavassori vero mattatore incontrastato. Un incontro concitato con la stampa ed i tifosi per annunciare la partenza della nuova stagione con Lul\u00f9 Oliveira come allenatore e Pippo Antonelli come primo collaboratore del patron, nonch\u00e9 responsabili dell\u2019area tecnica. Questa la troika che gestir\u00e0 un avvio di stagione avvolto in un clima di tensione che solo l\u2019attenzione verso il calcio giocato ed il mercato che dovr\u00e0 ricostruire tutta la squadra potr\u00e0 far calare. Una squadra che per il momento si avvale di 8 giocatori tesserati oltre ad un drappello di ragazzi della Berretti. L\u2019attuale comitiva andr\u00e0 poi in ritiro in una localit\u00e0 lontana della bergamasca (Tonezza del Cimone, teatro di guerra durante la prima mondiale) che \u00e8 ben diversa dalla solita Arona e questa \u00e8 gi\u00e0 una novit\u00e0. Uno strappo rispetto al passato recente e potrebbe non essere il solo.<\/p>\n<p>A catturare per\u00f2 la nostra attenzione sono state le novit\u00e0 tecniche annunciate che riguarderanno anche il settore giovanile con la responsabilit\u00e0 affidata all\u2019ex allenatore tigrotto Massimo Venturini, che torna dopo tre stagioni non facili, ma con la vittoria indimenticabile in Eccellenza nel \u201994\/95. L\u2019opera di convinzione dell\u2019ex presidente del Pro Patria Club, Gambertoglio, alla fine ha convinto Venturini. Nelle immediate vicinanze della saletta dello Stadio \u201cCarlo Speroni\u201d riusciamo a scambiare al volo quattro chiacchiere sul futuro della societ\u00e0 proprio con il tifoso storico della Pro Patria, Andrea Gambertoglio. Duro, arcigno, dittatoriale, ha presieduto il Club per oltre tre lustri, sfiorando la quota mille di tesserati e pertanto la materia del contendere si preannuncia piena zeppa di fatti, aneddoti, da soppesare con la massima attenzione. Appassionato biancoblu da vecchia data, mai domo, sempre attento a cogliere il momento adatto per fustigare la squadra e parimenti sollecito nell\u2019acquisire amici disponibili a dare una mano (dan\u00e9) alla beneamata, chiediamo a lui di illustrarci la situazione del vivaio bustocco.<\/p>\n<p>Massimo Venturini \u00e8 il nuovo responsabile del settore giovanile biancobl\u00f9\u2026 una sorpresa?<\/p>\n<p>Assolutamente: Venturini si era proposto alla dirigenza biancobl\u00f9 anche in precedenza, ma solo di recente, il dottor Vavassori, dopo aver confermato il proprio appoggio al settore giovanile dell\u2019Aurora Pro Patria 1919 anche per la stagione 2014\/15, ha maturato il convincimento di affidare i giovani a Venturini, in base a referenze positive reperite nell\u2019ambiente calcistico.<\/p>\n<p>Venturini ha lasciato un buon ricordo sotto la gestione Campo, manterr\u00e0 immutata la fiducia nei tifosi bustesi?<br>\nMassimo \u00e8 ben collocato nel settore giovanile, lavora con seriet\u00e0, vanta conoscenze sempre utili, lascia ben sperare.<\/p>\n<p>Come pensa che verr\u00e0 affrontato il problema dei campi da gioco, scoglio accidioso sino a tutt\u2019oggi?<br>\nVenturini ha dato inizio a colloqui per possibili disponibilit\u00e0 di campi da gioco con societ\u00e0 ubicate nelle zone limitrofe a Busto, e, ogni indicazione utile sar\u00e0, in ogni modo, assai gradita. Rivedere la Berretti, od altra squadra rigiocare attorno a Busto, mi solletica, mi rid\u00e0 entusiasmo perch\u00e9 con Venturini le promesse in prima squadra, diventan d\u2019obbligo.<\/p>\n<p>Quale valenza conferisce a questa ondata di illustri \u201critorni\u201d fortemente voluta da Vavassori?<br>\nAl settore giovanile \u00e8 arrivato mister Venturini: vorrei conoscere chi non lo ricorda come bravo allenatore ed eccellente persona? Un ritorno del resto da tempo nell\u2019aria gi\u00e0 negli scorsi anni e che si \u00e8 finalmente concretizzato. E, forse, questo ha un significato preciso. Antonelli, poi, \u00e8 stato un eroe per la piazza di Busto, che \u00e8 ancora colpita dai suoi ubriacanti dribbling. Un \u201cveneziano\u201d da amare o odiare, da abbracciare o contestare. Un giocatore che divideva il pubblico per il suo modo di giocare, come lui Sabatini, Montesano e l\u2019altro idolo bustocco Frara.<\/p>\n<p>Il terzo ritorno nell\u2019area tecnica \u00e8 infine quello di Massimo Macchi, ex portiere tigrotto che dopo aver lasciato Busto per Borgomanero, Pavia, Trento e Mezzocorona, ha deciso di rispondere \u201cpresente\u201d alla chiamata del suo ex compagno Antonelli, per riprendere insieme da dove si erano lasciati.Questi tre ritorni fanno tornare in mente un calcio diverso, un mondo calcistico pi\u00f9 semplice senza stewards, tessere del tifoso, prevendite, divieto di ingresso a ombrelli, cani e stampelle. Fanno ritornare in mente una Pro Patria semplice e povera, ma genuina, vicina ai tifosi, sinergica con la passione e con la \u201ctigrottit\u00e0\u201d del suo popolo.<\/p>\n<p>Una Pro Patria che dava modo di affezionarsi ai propri giocatori, costruire rapporti forti, sviluppare appartenenza ai colori. Ora \u00e8 tutto fuggevole, un via vai di giovani di passaggio desiderosi di vestire la nostra maglia con l\u2019obiettivo di svestirla subito dopo per volare verso il calcio che conta. Una fabbrica dei desideri che complice il business economico dei contributi federali ha generato un improvviso amore per i giovani da parte di moltissime squadre. Peccato che l\u2019anno successivo all\u2019esordio si stenti a trovare questi giovani in categorie superiori o addirittura nella stessa. Una job rotation poco formativa per gli junior, ma remunerativa per i clubs, che hanno modo di sbandierare l\u2019eticit\u00e0 del progetto incassando al contempo un bonus che poco o tanto che sia, giustifica la scelta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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