{"id":279611,"date":"2014-12-18T12:37:57","date_gmt":"2014-12-18T11:37:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=279611"},"modified":"2014-12-19T11:28:32","modified_gmt":"2014-12-19T10:28:32","slug":"truffa-savona-un-regalo-per-mia-figlia-ed-esce-dal-negozio-con-il-resto-di-200-euro-mai-pagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/12\/truffa-savona-un-regalo-per-mia-figlia-ed-esce-dal-negozio-con-il-resto-di-200-euro-mai-pagati\/","title":{"rendered":"Truffa a Savona: \u201cUn regalo per mia figlia\u201d, ed esce dal negozio con il resto di 200 euro mai pagati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> E\u2019 entrata spiegando di voler regalare alla figlia dei prodotti, ed \u00e8 riuscita ad uscire dal negozio con 170 euro di resto per i 200 euro che avrebbe pagato il marito di l\u00ec a poco. L\u2019ennesimo caso di truffa \u201calla Tot\u00f2\u201d arriva da Savona, dove due giorni fa una parrucchiera savonese ha subito il pi\u00f9 classico dei \u201cfurti con destrezza\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_913\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_913\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_913').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_913\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Lei, che chiameremo Carla, ancora non si capacita. \u201cFaccio questo lavoro da una vita, non sono l\u2019ultima sprovveduta. Eppure ci sono cascata\u201d. Anche la commessa Giulia (altro nome di fantasia) non sa spiegare come \u00e8 andata: \u201cMentre vedevo Carla che dava i soldi alla signora pensavo \u2018Ma cosa sta facendo?\u2019, per\u00f2 mi sentivo come immobilizzata. Sembrava di essere in The Mentalist\u201d.<\/p>\n<p>Eppure l\u2019esordio non ha nulla di sospetto. Una signora bionda che dimostra circa 60 anni, alta 1.60, carnagione chiara e nessuna inflessione dialettale o straniera, entra nel negozio spiegando che sua figlia si sposer\u00e0 il 10 gennaio e chiedendo un preventivo. Per un po\u2019 Carla e la cliente discutono della cosa: annuncia che la figlia passer\u00e0 nel pomeriggio a chiedere un preventivo, e chiede alla parrucchiera di non fornirle i prezzi \u201cperch\u00e9 voglio regalargliela io\u201d. Poi prende appuntamento per s\u00e9 per domenica, e lascia un cognome: Villa.<\/p>\n<p>A quel punto, \u201cgi\u00e0 che c\u2019\u00e8\u201d, decide di comprare un regalo per Natale alla figlia. Una piastra costa troppo, meglio ripiegare su alcuni prodotti: spesa totale, 30 euro. Ma la donna non ha soldi con s\u00e9 e la sua carta di credito, racconta, \u00e8 guasta e \u201cnon va con i pos\u201d: telefona quindi al \u201cmarito\u201d, che lavora in zona, per chiedergli i soldi.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ha solo 200 euro interi e non pu\u00f2 allontanarsi dal posto di lavoro, per cui la \u201ccliente\u201d chiede alla parrucchiera di mandare la commessa con lei, portandosi dietro 170 euro di resto. La signorina Giulia prende i prodotti, ma al momento di prendere i soldi succede qualcosa. Forse il clima instauratosi in negozio, forse la capacit\u00e0 della donna di affabulare con le parole, fatto sta che Carla, senza accorgersi, consegna il denaro alla cliente anzich\u00e9 alla commessa.<\/p>\n<p>La truffatrice, evidentemente munita di grande fiducia in se stessa, si permette addirittura una battuta: \u201cLi prendo io, che magari poi la ragazza \u2013 indicando la commessa \u2013 scappa coi soldi\u201d. Le due escono dal negozio, fanno qualche isolato in centro e arrivano nei pressi del portone dove si presume lavori il marito. La donna indica il palazzo e il portone, e spiega alla commessa di citofonare \u201cVilli\u201d (e non Villa come detto in negozio). La signorina Giulia, allarmata dall\u2019errore nel cognome, pensa a una fregatura, si gira, ma la \u201ccliente\u201d \u00e8 gi\u00e0 scomparsa.<\/p>\n<p>La commessa prova a cercare prima la donna, poi il portone, ma ormai la truffa \u00e8 consumata. Alla professionista savonese non resta che sporgere denuncia ai carabinieri e raccontare la sua storia, perch\u00e9 altre colleghe non cadano nello stesso tranello: \u201cMai in vita mia ho dato i soldi in mano a una estranea, e ancora adesso non ho idea di come sia potuto accadere\u201d. Meno male che a Natale sono tutti pi\u00f9 buoni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. E\u2019 entrata spiegando di voler regalare alla figlia dei prodotti, ed \u00e8 riuscita ad uscire dal negozio con 170 euro di resto per i 200 euro che avrebbe pagato il marito di l\u00ec a poco. 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