{"id":27958,"date":"2008-06-23T10:02:23","date_gmt":"2008-06-23T08:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/06\/23\/danni-da-inquinamento-confronto-fra-ling-ozenda-e-il-dott-franceschi\/"},"modified":"2008-06-23T10:01:43","modified_gmt":"2008-06-23T08:01:43","slug":"danni-da-inquinamento-confronto-fra-ling-ozenda-e-il-dott-franceschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/06\/danni-da-inquinamento-confronto-fra-ling-ozenda-e-il-dott-franceschi\/","title":{"rendered":"Danni da inquinamento: confronto fra l&#8217;ing. Ozenda e il dott. Franceschi"},"content":{"rendered":"<p>Ho partecipato recentemente all\u2019ennesimo convegno, organizzato da uno dei tanti comitati critici spontanei che da tempo operano in provincia di Savona, sui temi dell\u2019inquinamento e dei relativi danni causati al territorio ed alla popolazione. Il plauso agli organizzatori per la convocazione di relatori qualificati e per la ricchezza dei dati presentati (allarmanti, ma purtroppo a me gi\u00e0 noti) non riesce per\u00f2 a togliermi una spiacevole sensazione di deja vu e di incompletezza.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_655\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_655\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Osservo che ci si ostina nel denunciare gli innegabili effetti dell\u2019inquinamento, con documentazioni ogni volta pi\u00f9 minuziose ed accurate, lamentando anche la intenzionale mancanza di informazione, ma si rimane nel vago \u2013 come al solito \u2013 per quanto riguarda le soluzioni possibili. Come reazione si prospetta l\u2019azione legale contro gli autori dei danni: ma in un sistema istituzionale dove la mafiosit\u00e0 nelle sue varie declinazioni \u00e8 la regola principale di comportamento e dove i tempi delle procedure giudiziarie sono biblici, mi pare francamente illusorio considerare efficace tale metodo di contrasto. Forse cos\u00ec facendo si giustifica l\u2019impegno dei promotori e se ne tacita la coscienza, ma dubito che si ottenga qualche risultato operativo.<\/p>\n<p>Osservando poi la presenza tra il folto pubblico dei soliti noti, tra cui quelli che diffondono periodicamente proclami apodittici o che a turno organizzano convegni simili (sorrido pensando che anch\u2019io sono uno dei colpevoli), pensavo che \u00e8 bello ritrovarsi fra amici, ma mi chiedevo se questi incontri non rischino di diventare momenti di un rito apotropaico periodico, una specie di terapia di gruppo senza veri effetti sulla realt\u00e0, che contribuisce se mai ad accrescere il disagio e la rassegnazione degli ascoltatori. La diffusione di informazione \u00e8 senz\u2019altro utile, ma credo che purtroppo sprechino il proprio tempo quanti (pur se sensibili ed impegnati) non vanno oltre la denuncia e non ricercano alternative concrete a ci\u00f2 che criticano.<\/p>\n<p>Mi sembra francamente inutile porsi come obiettivo la richiesta di raffinare ulteriormente la documentazione dei danni da inquinamento, ormai tristemente noti. Occorre capire che se questi sono causati da un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale (che ovviamente mira a generare profitto prescindendo da considerazioni di opportunit\u00e0 sociale o ambientale), non serve cercare di impietosire l\u2019imprenditore con motivazioni socio-sanitarie o costringerlo con vincoli normativi a modificare i processi produttivi: le scappatoie si troveranno sempre. Mi pare quindi assurdo accontentarsi di chiedere ai perfidi inquinatori di fare un po\u2019 meno male alla popolazione.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, nel caso della produzione di energia elettrica mediante combustione (di gas, petrolio, carbone o CDR) ricordo che la sostituzione dei diversi combustibili produce soltanto una variazione nelle proporzioni relative dei reflui gassosi, ma riduce poco la loro dannosit\u00e0 complessiva. Se la migliore cura dei malanni \u00e8 la loro prevenzione, l\u2019unica proposta ascoltata che mi sento di condividere \u00e8 l\u2019eliminazione del carbone come combustibile: ma per evitare davvero l\u2019inquinamento occorre arrivare alla produzione di energia elettrica senza combustione.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 possibile? Ebbene s\u00ec, maledizione! Mi permetto di dire tutto ci\u00f2 perch\u00e9 \u2013 come molti sanno \u2013 da tempo ho scelto un altro percorso di confronto con i problemi che altri si limitano a denunciare: non la documentazione o la mitigazione di effetti dannosi ma la rimozione delle loro cause lontane. Per questo mi sono impegnato, tra l\u2019altro, nello studio di tecnologie per la trasformazione di energia da fonti rinnovabili.<\/p>\n<p>Perch\u00e8? Ecco il mio ragionamento. Siamo costretti a respirare inquinanti (polveri sottili, diossine, ecc.) perch\u00e9 la loro origine (la combustione di fossili o CDR) \u00e8 un passo di un processo produttivo (la trasformazione di energia chimica in elettrica) attraverso il quale qualche imprenditore genera il proprio profitto. Allora, anzich\u00e9 fissare l\u2019attenzione sull\u2019ultimo passo del processo (i fumi) o su quelli intermedi, la cui modifica determinerebbe una variazione negativa del rapporto costi-ricavi (ed essendo esiziale per l\u2019imprenditore, ne sarebbe rifiutata), conviene porsi la questione di come sostituire completamente la procedura produttiva mantenendo inalterato il prodotto (energia elettrica) e migliorando addirittura la redditivit\u00e0. In tal modo si riuscirebbe a coniugare la missione imprenditoriale con le esigenze della comunit\u00e0 locale. \u00c8 possibile tutto ci\u00f2? Oggi s\u00ec. S\u00ec\u00ec\u00ec!<\/p>\n<p>Il progetto KITEGEN per l\u2019uso di energia eolica d\u2019alta quota e le nuove prospettive offerte dalla geotermia (EGS) sono due opportunit\u00e0 straordinarie per la realizzazione di grossi impianti. Se lo sforzo di tanti comitati ed associazioni si finalizzasse ad ottenere il perfezionamento e l\u2019adozione di queste nuove metodologie, forse i problemi si eliminerebbero all\u2019origine.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la gestione di rifiuti (citata purtroppo solo incidentalmente nel convegno in questione, nonostante le premesse), faccio osservare che la raccolta differenziata non \u00e8 la soluzione del problema, ma solo uno dei passi necessari nel ciclo completo: si commette un errore madornale mitizzandone la funzione e trascurando gli altri passi. Lo stesso dicasi per l\u2019esperienza di Vedelago (TV), assurta improvvisamente alla notoriet\u00e0, ma che in realt\u00e0 \u00e8 solo un esempio di un piccolo passo e non la soluzione taumaturgica universale. Evito per\u00f2 di entrare in dettaglio su questi argomenti: preferisco riparlarne altrove.<\/p>\n<p>Mi si permetta tuttavia, per finire, uno sfogo personale. Debbo confessare che sono stufo di scrivere articoli, sottoscrivere proclami, aderire a manifestazioni, partecipare a convegni, tutti eventi che paiono ormai esaurire in se stessi la propria funzione. Sono stufo, veramente stufo. Convegni come quello ricordato mi fanno osservare che purtroppo la buona volont\u00e0 \u00e8 un elemento necessario ma non sufficiente per la ricerca di soluzioni e l\u2019approccio monotematico ai problemi non \u00e8 abbastanza efficace. Senza un adeguato ventaglio di competenze e senza una visione di sistema non si risolve nulla, ma soprattutto non si risolve nulla se si continuano a costituire comitati per ogni quisquilia e se ognuno di questi procede sussiegosamente da solo per la propria strada, illudendosi che esistano soluzioni semplici a problemi complessi.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di capire che \u00e8 importante lavorare insieme, non solo per condividere la percezione di un disagio o il desiderio di cambiamento, ma per scoprire che molti problemi hanno cause comuni e soprattutto per elaborare soluzioni efficaci. Per non essere considerato il solito logorroico criticone da conferenza, ricordo a questo punto il mio personale impegno: da tempo sto cercando faticosamente di indurre tutti i comitati e le varie associazioni di scontenti della provincia a riunirsi in un unico organismo di coordinamento inteso non come ulteriore elefantiaca sovrastruttura per organizzare manifestazioni, raccolte di firme, convegni, ecc. ecc. ma come spazio di elaborazione di un progetto condiviso per la rinascita della provincia di Savona. Mission impossible?<\/p>\n<p>Inoltre \u2013 come molti sanno \u2013 ho gi\u00e0 fatto molto di pi\u00f9: negli ultimi sei anni ho elaborato, insieme con un gruppo di collaboratori, il progetto-cornice SAVONADOMANI\u00ae, una proposta di un nuovo modello di evoluzione per la provincia di Savona. Il progetto, articolato in una trentina di sottoprogetti e con un orizzonte temporale di circa trent\u2019anni, dimostra come la nostra provincia, definita alla fine degli anni ottanta \u201carea a rischio di crisi ambientale\u201d, potrebbe trasformarsi in esempio applicativo di riconversione territoriale, sintesi di evoluzione socioculturale e crescita economica. Il risultato del nostro lavoro (come esempio metodologico e come collezione di contenuti) \u00e8 a disposizione di tutti gli interessati e, non essendo una ricetta inderogabile, \u00e8 tuttora aperto ad integrazioni e modifiche migliorative.<\/p>\n<p>Per quanto si sappia, nessuno ha finora tentato una simile operazione. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: il nostro lavoro \u00e8 privo di sponsorizzazioni partitiche e non ha obiettivi elettorali. Apparentemente tali condizioni garantiscono l\u2019insuccesso di qualunque iniziativa. In realt\u00e0 l\u2019attuale crisi politica locale e nazionale, il declino dei partiti tradizionali e la perdita di credibilit\u00e0 della casta dei politicanti rende operazioni innovative come questa preliminari per un nuovo modo di intendere la politica (uso il termine in senso etimologico), per dimostrare che una comunit\u00e0 locale diventa motore della propria rinascita nonch\u00e8 modello procedurale anche per altri se si aggrega \u2013 superando ogni meschina visione partitocratica e liberandosi dalla ragnatela delle varie consorterie \u2013 per cercare e trovare autonomamente la soluzione ai propri problemi. Provare per credere.<\/p>\n<p>Invito nuovamente le persone di buona volont\u00e0 a riflettere su quanto ho ricordato ed a collaborare per costruire tutti insieme un futuro migliore per la nostra comunit\u00e0, evitando l\u2019ulteriore proliferazione di attivit\u00e0 dispersive e di comitati che spesso sono solo espressione del narcisismo del proprio leader o di partitini che nascono solo per mendicare qualche voto. Solo se non ci rassegneremo alla mediocrit\u00e0 il nostro futuro sar\u00e0 luminoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Ing. Giuseppe Antonio Ozenda di carpasio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n<\/p><p><strong>Risposta all\u2019Ing. Ozenda:<\/strong><\/p>\n<p>Ho letto le considerazioni dell\u2019Ing. Ozenda e devo dire che , pur stimandolo molto, non condivido il suo modo di sottovalutare l\u2019informazione sui problemi ambientali, e, nel caso specifico, sulla centrale a carbone di Vado Quiliano, condotta dai comitati. Forse ci dimentichiamo che proprio grazie all\u2019effetto della martellante azione informativa e divulgativa dei vari movimenti e associazioni che nel tempo si sono passati il testimone si \u00e8 ottenuto l\u2019obiettivo primario, fondamentale per qualunque tipo di scelta successiva, di portare alla conoscenza dei cittadini concetti che fino a poco pi\u00f9 di un anno fa erano ignoti ai pi\u00f9, concetti che invece ora sono acquisiti come bagaglio culturale accettato e condiviso di tutta la Comunit\u00e0 Savonese, compresi organi di stampa, amministratori, ordini professionali (quando mai in passato l\u2019Ordine dei Medici di Savona aveva alzato la voce contro i danni all\u2019ambiente e alla salute?).<\/p>\n<p>Quanti sapevano che l\u2019inquinamento \u00e8 cos\u00ec pericoloso per la salute, che la provincia di Savona \u00e8 la pi\u00f9 inquinata della Liguria, equiparabile solo alle aree pi\u00f9 inquinate della Pianura Padana e quindi dell\u2019Europa? Quanti sapevano che la centrale a carbone di Vado-Quiliano \u00e8 la pi\u00f9 importante causa di questo inquinamento, e che nella zona che comprende Vado-Quiliano e Savona \u00e8 responsabile dell\u2019emissione di oltre il 90% di anidride carbonica, ossidi di zolfo, di oltre l\u201980% delle polveri sottili, del 65% degli ossidi di azoto e cos\u00ec via? Ed a quanti era noto che in provincia di Savona nel periodo \u201988-\u201998 si \u00e8 avuto un eccesso di morti rispetto alla media regionale di circa 1100 uomini e 950 donne?<\/p>\n<p>E ancora, prima si pensava che carbone significasse forse un po\u2019 di inquinamento e di disagio ambientale, certo, ma anche sicuri posti di lavoro, mentre oggi abbiamo dimostrato che una centrale a carbone impoverisce la comunit\u00e0 che la ospita nel suo territorio anche dal punto di vista economico, poich\u00e8 una centrale a carbone di circa 2000 MW ogni anno causa  danni legati alle morti premature, alle malattie, all\u2019agricoltura, al turismo, agli edifici ed i patrimoni archeologici ed all\u2019effetto serra per una somma pari a oltre 100 milioni di euro.<\/p>\n<p>Queste cose, che in passato non si sapevano se non in minima parte e, cosa ancora pi\u00f9 importante, non erano mai state quantificate, oggi stanno diventando patrimonio dalla coscienza della Comunit\u00e0, e stanno preparando la strada a quanti, ingegneri, imprenditori, amministratori illuminati saranno in grado di fornire, e in questo senso il progetto-cornice SAVONADOMANI dell\u2019Ing. Ozenda \u00e8 qualcosa di illuminato, delle buone proposte alternative.<\/p>\n<p>Non c\u2019 \u00e8 pi\u00f9 scusa, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di dire, come molto spesso mi \u00e8 accaduto di udire da parte di molti amministratori, \u201cnoi non sapevamo\u201d; ognuno \u00e8 messo di fronte alle proprie responsabilit\u00e0, e sar\u00e0 valutato sulle scelte che prender\u00e0 da una Comunit\u00e0 cui \u00e8 stata restituita la dignit\u00e0 di non ignorare i problemi che minacciano la sua stessa vita.<br>\nGrazie quindi all\u2019operato dei comitati spontanei che sono sorti spinti da questa sete di conoscenza, che sta diventando contagiosa e che, invece di mortificare con facili critiche, bisogna sostenere, perch\u00e9 il lavoro di informazione da fare \u00e8 ancora tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Dottor Paolo Franceschi<br>\nPortavoce per l\u2019Ambiente dell\u2019Ordine dei Medici di Savona<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho partecipato recentemente all\u2019ennesimo convegno, organizzato da uno dei tanti comitati critici spontanei che da tempo operano in provincia di Savona, sui temi dell\u2019inquinamento e dei relativi danni causati al territorio ed alla popolazione. 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