{"id":279470,"date":"2014-12-16T10:33:31","date_gmt":"2014-12-16T09:33:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=279470"},"modified":"2014-12-16T17:39:48","modified_gmt":"2014-12-16T16:39:48","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-varese-1910-non-basta-allenare-bambini-bisogna-educare-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/12\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-varese-1910-non-basta-allenare-bambini-bisogna-educare-genitori\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Varese 1910: &#8220;Non basta allenare i bambini, bisogna educare i genitori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Continuiamo con questo diciottesimo inserto, il lungo excursus che ci porter\u00e0 a visitare i pi\u00f9 grandi centri di formazione siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una societ\u00e0 della realt\u00e0 lombarda che da sempre ha storicamente prodotto un gran numero di talenti per il football tricolore e lo ha fatto dando notevole importanza alla tecnica individuale nonch\u00e8 all\u2019educazione dei piccoli calciatori. Il Varese Calcio \u201ccresce uoomini e calciatori\u201d. E se lo dice Marco Caccianiga, uno che da 10 anni passa le giornate sul cam\u00adpo della scuola calcio del pianeta biancorosso, c\u2019\u00e8 da credergli.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_168\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_168\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Troppa pressione attorno ai campetti, troppe aspettative nei confronti dei piccoli calciatori. Senza con\u00adtare il contorno di insulti e litigi. Il calcio dei piccoli \u00e8 assediato dalle nevrosi dei grandi, per fortuna ogni tanto qualcuno prova a cambiare direzione. Ed \u00e8 proprio al conosciutissimo Caccianiga, presidente e coordinatore del Settore Giovanile del Varese 1910, che ci ha accolto concedendoci cortesia e disponibilit\u00e0, che abbiamo rivolte le nostre interessate domande.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 indicarci la mission societaria a livello giovani?<\/p>\n<p>\u201cIl Varese non \u00e8 soltanto prima squadra. Le basi dei biancorossi del futuro sono gettate fin dalla Scuola Calcio, quando i bambini imparano a tirare i primi calci al pallone e sognano di diventare, da grandi, dei calciatori professionisti. La societ\u00e0 di via Manin si avvale di allenatori preparati e capaci e anche nella stagione in corsoche ha \u201cschierato\u201d in campo un folto gruppo di tecnici, alcuni riconfermati rispetto al 2014 ed altri che si affacciano per la prima volta alla realt\u00e0 del Varese 1910. Gli istruttori che fanno parte del Settore Giovanile Preagonisico, vengono dapprima selezionati e poi distribuiti nei vari gruppi di lavoro che vanno dai Piccoli Amici 2008 e 2009 fino agli Esordienti 2002.I responsabili tecnici della Scuola Calcio sono i preparatissimi Paolo Masini e Stefano Milanta\u201d.<\/p>\n<p>Quali obiettivi primari perseguite?<\/p>\n<p>\u201cIl Varese punta molto, certamente, sull\u2019insegnamento del calcio giocato, ma anche sull\u2019aspetto educativo e formativo che una buona Scuola Calcio come quella biancorossa deve poter dare ai suoi giovanissimi allievi. Vogliamo far imparare ai nostri ragazzi che chi indossa la maglia del Varese deve sempre rispettare delle regole di comportamento in campo e fuori dal rettangolo verde. Anche quest\u2019anno tutti noi allenatori avremo, quindi, come obiettivo comune quello di far crescere i bambini e farli diventare degli uomini educati e con sani valori sportivi. Tutti sono ben accetti alla Scuola Calcio del Varese, che si fa selettiva soltanto con l\u2019ingresso nel Settore Giovanile.Tutti possono iniziare a giocare con noi. Il momento della valutazione deve arrivare pi\u00f9 tardi, quando si fanno delle considerazioni pi\u00f9 tecniche e si indirizza il ragazzino verso il nostro Settore Giovanile o verso quello di societ\u00e0 dilettanti. Il momento della verifica, come a scuola, avviene dopo; prima c\u2019\u00e8 l\u2019insegnamento che si coniuga con il divertimento. E desideriamo che anche i genitori che vengono alle partite dei figli non contravvengano a queste norme per noi importantissime\u201d.<\/p>\n<p>Cosa vi ha spinto ad assumere iniziative che tentino di sconfiggere il dilagare del fenomeno dei genitori-ultr\u00e0?<\/p>\n<p>\u201cConstatavamo che i ragazzi si divertivano parecchio in allenamento ma non nelle partite.Si trasformavano e diventa\u00advano di colpo tesi. Cercavamo di dare consigli utili dalla panchina, ma i pap\u00e0 \u201ctelecoman\u00addavano\u201d i figli dalla tribuna. Se dicevamo ai nostri piccoli giocatori di allargarsi a destra, da fuori gridavano di correre al centro. Risultato: confusione totale in campo e nel\u00adle teste dei mini calciatori. E considerato che nel Varese riteniamo che a 6 anni la vera vittoria debba essere quella di imparare il rispetto e la solidariet\u00e0, abbiamo deciso di intervenire. A tale scopo \u00e8 stato appositamente collocato sugli spalti (anno 2012) un cartello (che oramai \u00e8 diventato famoso in tutta Italia perch\u00e9 grazie a Facebook sta rimbalzando sul web mietendo consensi) per ammonire pap\u00e0 e mamme al rispetto delle regole. L\u2019appello che \u00e8 stato affisso su tutti campi della scuola calcio dell\u2019As Varese 1910 recita: \u201cDivertirci \u00e8 un nostro diritto\u201d. Di fatto si tratta di un cartello esposto per tutti quei genitori che quando seguono le partite di calcio dei loro figli, sui campi di periferia e che spesso finiscono per trasformarsi nei pi\u00f9 beceri e violenti dei tifosi\u201d.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 entrare nel merito dei principi che vi sono contenuti?<\/p>\n<p>\u201cEccovi il testo all\u2019interno del quale crediamo che il messaggio sia forte e chiaro: \u201cCiao a tutti, questo \u00e8 il campo di gioco dei bambini della scuola calcio dell\u2019As Varese 1910. Noi qui ci divertiamo, impariamo a rispettare le regole, i compagni ed i mister. Non giochiamo mai contro ma con i bambini delle altre squadre. Non rovinateci il piacere di calciare un pallone. Evitate i commenti e gli atteggiamenti esagerati. Non \u00e8 colpa nostra se qualche genitore \u00e8 dispiaciuto per non essere diventato calciatore. Urlare non serve a nulla. Lasciateci sognare. Divertirci \u00e8 un nostro diritto. Sostenerci sempre \u00e8 un vostro dovere ed \u00e8 una gioia per noi. Grazie a tutti\u201d. Firmato: \u201cI bambini della scuola calcio As Varese 1910\u201d. Direi che a Varese funziona cos\u00ec. \u201cI bambini danno un calcio allo stress per educare i genitori\u201d.<\/p>\n<p>Pensa che questo tentativo abbia sortito degli effetti positivi?<\/p>\n<p>\u201d A distanza di 2 anni dall\u2019installazione posso affermare con sicurezza che le cose sono cambiate. Sugli spalti abbiamo infatti notato un netto miglioramento. I genitori hanno capito che la vittoria non \u00e8 tutto. Il vero successo \u00e8 portare i ragazzini a diventare prima di tutto una squadra, il che significa aiutarsi e rispettarsi. I risultati veri sono altri.<\/p>\n<p>E i genitori come hanno reagito?<\/p>\n<p>\u201cUna delle maggiori soddisfazioni \u00e8 sentire un genitore che ti dice: da quando viene ad allenarsi, con voi, mio figlio ha migliorato il comportamento a casa e a scuola. Significa che il percorso \u00e8 giusto e che anche pap\u00e0 e mamme possono darci una grossa mano, diventando un valore aggiunto e non una fonte di stress. Inutile sgolarsi a bordo campo e rimproverare il figlio per un gol sbagliato. A livello primi calci e pulcini conta solo appassionarsi allo sport. \u00c8 inutile insistere nel cercare la stoffa del campione. C\u2019\u00e8 tempo. Anche a noi piace vincere. Ma si fa sul serio da\u00adgli allievi in su\u00bb.<\/p>\n<p>Quando occorre iniziare a parlare di risultati e di competitivit\u00e0? Non ritiene che sia una vision troppo sudamericana?<\/p>\n<p>\u201cIl Varese, caso pi\u00f9 unico che raro nel calcio professionistico, non fa selezione fino ai 13 anni: chi vuole si iscrive, poi si vedr\u00e0. Questo vuol dire avere una visione al\u00adlegra del calcio. Da innamorato del Brasile quale sono, non potevo che sposare in pieno questa filosofia. Sul mio profilo spunta una sua foto con Felipao Scolari, ct della Sele\u00e7ao, esattamente perch\u00e8 amo il paese carioca e il suo calcio. Mi sono avvicinato alla sua cul\u00adtura suonando le percussioni e ho scoperto un mondo sconosciuto e felice. Ora cerco di trasferi\u00adre questa passione ai nostri ragazzi che come in America del Sud crescono a pane e pallone, nel vero senso della parola. Ogni bambino ne riceve uno personale. Ne possono fare quello che vogliono, anche colorarlo. L\u2019importante \u00e8 che non lo dimentichino a casa, altrimenti si de\u00advono allenare senza. Anche questo \u00e8 un modo di responsabilizzarli\u201d.<\/p>\n<p>Con un maestro \u201cbrasiliano\u201d come Lei, non c\u2019\u00e8 il rischio di dimenticarsi dell\u2019esistenza del passaggio?<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 pericolo. \u00c8 vero che il primo passo \u00e8: io e il mio pallone. Ma quello successivo sar\u00e0 altrettanto importante: io, il mio pallone e i miei compagni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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