{"id":279184,"date":"2014-12-11T16:16:38","date_gmt":"2014-12-11T15:16:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=279184"},"modified":"2014-12-12T09:07:01","modified_gmt":"2014-12-12T08:07:01","slug":"morte-sul-lavoro-bardineto-battaglia-aula-tra-periti-di-accusa-e-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/12\/morte-sul-lavoro-bardineto-battaglia-aula-tra-periti-di-accusa-e-difesa\/","title":{"rendered":"Morte sul lavoro a Bardineto: battaglia in aula tra i periti di accusa e difesa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bardineto<\/strong>. E\u2019 ripreso con il confronto tra i periti di accusa e difesa il processo per l\u2019incidente mortale sul lavoro all\u2019agriturismo \u201cOddone\u201d di Bardineto. A giudizio ci sono i titolari della struttura, i fratelli Angelo, Emilio e Maria Nadia Oddone, e la ex compagna del primo, Giuseppina Ferrari che devono rispondere di omicidio volontario, violenza privata, lesioni, falso e di violazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro (reato che il pm ha contestato in un secondo momento).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_610\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_610\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019ipotesi dell\u2019accusa \u00e8 che i quattro non prestarono i soccorsi in maniera corretta: quel giorno infatti non fu allertato il 118, ma i feriti, oltre alla vittima si era infortunato anche il suo collega Dragan Novakovic, furono accompagnati in ospedale con mezzi privati. Una scelta che non avrebbe fatto altro che peggiorare le condizioni degli operai. Proprio questo \u00e8 stato l\u2019oggetto della discussione dei periti di parte che in aula si sono dati battaglia. Da una parte la dottoressa Lucrezia Mazzarella, il medico legale che esegu\u00ec l\u2019autopsia sulla vittima, che ha ribadito come con un soccorso tempestivo e specializzato la morte dell\u2019operaio poteva essere evitata. Diversa l\u2019opinione dei consulenti della difesa che hanno contestato la tesi dell\u2019accusa sostenendo che le possibilit\u00e0 di salvarsi per Gheorge Wladut Asavei sarebbero state ridotte anche mobilitando il 118.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019udienza di oggi la Corte d\u2019Assise ha respinto l\u2019istanza per chiedere la vendita di alcuni beni sequestrati agli imputati presentata dai legali di parte civile, gli avvocati Fabio Ruffino, Franco Aglietto e Francesca Rosso, che assistono i famigliari della vittima e del suo collega rimasto ferito, Dragan Novakovic. In particolare la richiesta della parte civile faceva riferimento ad alcuni veicoli (una Fiat Sedici, una moto del 2010, un furgone Caddy e un motocarro Bremac) che erano stati sequestrati nell\u2019ambito della procedura avviata per congelare alcuni beni in funzione di un eventuale risarcimento danni per Asavei e l\u2019altro operaio. Motivando l\u2019istanza con il pericolo che i veicoli potessero deteriorarsi e perdere valore con il passare dei mesi, gli avvocati di parte civile avevano quindi chiesto che fossero venduti per poi mantenere sotto sequestro gli importi ricavati dalla cessione. Richiesta alla quale i difensori degli imputati, gli avvocati Alessandro Cibien e Giorgio Zunino, si erano opposti.<\/p>\n<p>L\u2019altra novit\u00e0 arrivata questa mattina \u00e8 che nella prossima udienza, fissata a gennaio, saranno riascoltati i colleghi di lavoro della vittima, Dragan Novakovic e l\u2019altro operaio che il giorno dell\u2019incidente era nel bosco con loro. Una scelta che si spiega con la modifica del capo d\u2019imputazione fatta dal pm: alla luce delle nuove contestazioni mosse dall\u2019accusa infatti \u00e8 necessario chiedere ulteriori chiarimenti ai testimoni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bardineto. E\u2019 ripreso con il confronto tra i periti di accusa e difesa il processo per l\u2019incidente mortale sul lavoro all\u2019agriturismo \u201cOddone\u201d di Bardineto. 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