{"id":278840,"date":"2014-12-05T11:22:02","date_gmt":"2014-12-05T10:22:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=278840"},"modified":"2014-12-05T19:57:29","modified_gmt":"2014-12-05T18:57:29","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-la-storia-di-sergio-vatta-lallenatore-dei-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/12\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-la-storia-di-sergio-vatta-lallenatore-dei-sogni\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: la storia di Sergio Vatta, l&#8217;allenatore dei sogni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Sergio Vatta (nato a Zara, 5 dicembre 1937) \u00e8 un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, specializzatosi nel dirigere i settori giovanili.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_991\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_991\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_991').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_991\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da giocatore nella stagione 1963-1964 ha giocato nell\u2019Aquila nel campionato di Serie C. Tra gli anni \u201960 e \u201970 ha avviato la sua carriera di allenatore in squadre di Serie C e D, ottenendo alterni risultati. Nel 1977 passato alla squadra giovanile Primavera del Torino,dominando a livello internazionale le competizioni di categoria inizia un ciclio d\u2019oro restandovi fino al 1991, ottenendo risultati con i futuri campioni del calibro di Andrea Mandorlini, Giorgio Venturin, Christian Vieri, Gianluigi Lentini, Diego Fuser, Roberto Cravero, Antonio Comi, Dino Baggio, Dante Bertoneri e molti altri.<\/p>\n<p>Nella primavera del 1989 subentra all\u2019esonerato Claudio Sala alla guida della prima squadra non riuscendo a salvarla dalla retrocessione in Serie B. Sar\u00e0 questa la sua unica esperienza in prima squadra, visto che gi\u00e0 in luglio il Torino viene affidato ad Eugenio Fascetti. Nel 1991 Vatta entra nei quadri tecnici federali, come allenatore e responsabile delle Nazionali giovanili Under-16 e Under-17, ricoprendo tale ruolo fino al 1997. Nell\u2019annata 1997-1998 allena la Nazionale femminile, che riesce a portare alla fase finale dei Mondiali.<\/p>\n<p>Successivamente a questa avventura, viene chiamato nel 1998 dall\u2019allora presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, a dirigere il settore giovanile biancoceleste, avventura terminata nel 2001 con la conquista dello scudetto sia della squadra Primavera guidata da Bollini che della squadra dei Giovanissimi Nazionali. Dal 2002 al 2004 compie un\u2019esperienza all\u2019estero presso la squadra greca del PAOK Salonicco, divenendone responsabile del settore giovanile. Il suo pi\u00f9 recente impiego \u00e8 stato quello di direttore generale dell\u2019Alessandria.<\/p>\n<p>Di Sergio Vatta se ne parla oramai come di una leggenda, come dell\u2019allenatore dei sogni. E proprio questo \u00e8 il titolo che \u00e8 stato dato ad un riuscitissimo recente documentario in cui il regista genovese Christian Nicoletta ha raccontato la vita e la carriera dell\u2019ex tecnico delle giovanili, un \u201cmaestro di calcio\u201d che ha lanciato nel corso della sua lunga vicenda pi\u00f9 di 60 talenti che hanno giocato in serie A. \u201cL\u2019allenatore dei sogni\u201d \u00e8 un filmato di creazione che racconta una storia umana che va oltre i confini dello sport. Un discorso sul calcio che \u00e8 stato, sul calcio di oggi e su come potrebbe invece essere questo bellissimo sport. Il protagonista \u00e8 un allenatore che non solo insegnava ai ragazzi il gioco del calcio ma soprattutto li aiutava e li seguiva nella vita come fossero i propri figli, lui che aveva perso il padre giovanissimo, e che cercava di formare non solo calciatori ma uomini liberi: \u201cDovete lottare per realizzare i vostri sogni, non quelli dei vostri genitori o dei vostri procuratori\u201d.<\/p>\n<p>Il discorso tecnico ed umano sul calcio, che viene sviluppato nelle riprese, si avvale tra gli altri dei contributi di Dino Baggio e Demetrio Albertini, e si intreccia con gli allenamenti dei giovani esordienti del Torino FC dei nostri giorni, guidati da Silvano Benedetti, ex giocatore di Vatta. I giovani calciatori vengono seguiti sul campo con uno sguardo molto ravvicinato, che ne lascia vedere la passione, le speranze e il sogno di un futuro da campioni, un sogno su cui mister Vatta apre interessanti interrogativi. Il film \u00e8 stato proiettato recentemente in anteprima nella Grande Mela nell\u2019ambito del festival internazionale \u201cKicking and Screening Film Festival\u201d, prestigiosa rassegna newyorkese che ospita opere cinematografiche internazionali sul calcio.<\/p>\n<p>Un salto lungo migliaia di chilometri dai terreni spelacchiati sommersi da arbusti e piante incolte, la condizione alla quale sono ridotti i mitici campi del Filadelfia, dove inizi\u00f2 a giocare la nidiata dei pi\u00f9 grandi calciatori allenati da Vatta era alla guida del vivaio granata. \u201cE\u2019 una grande emozione tornare qui, ma non posso credere che al posto dei nostri campi adesso ci sia questa boscaglia\u201d, dice in una delle scene iniziali l\u2019allenatore 77enne, nato in Dalmazia e cresciuto in Piemonte. E\u2019 stata proprio un\u2019associazione di profughi dalmati (Anvgd) a organizzare la prima presentazione del documentario in Italia, l\u20198 maggio al Salone del Libro di Torino.<\/p>\n<p>Vatta, come si sa, \u00e8 rimasto molto legato alla sua terra al punto da inseguire con forza cinque anni or sono il sogno di ricreare la \u201cFiumana\u201d iscrivendola in Lega Pro, equivalente dell\u2019ultima categoria disputata dalla squadra dove giocarono Volk, Loik e Varglien quando Fiume era ancora in Italia. Una richiesta affascinante che la Figc non ha ancora potuto esaudire per riuscire a far realizzare questo desiderio. Nel corso della sua brillante carriera da tecnico, Vatta invece, \u00e8 riuscito a concretizzare quasi sempre i suoi propositi, come dimostra la regolarit\u00e0 con la quale i ragazzini del vivaio granata arrivavano a grandi traguardi come la Serie A e la Nazionale. Un mix di dolcezza e severit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cMi ricordo che dopo un primo tempo giocato veramente male mi nascosi in bagno per non farmi sgridare. Ma alla fine il mister mi ha trovato e mi ha riempito di ombrellate. Nel secondo tempo ho fatto 3 gol\u201d \u2013 racconta divertito Dino Baggio \u2013 \u201ccon lui chi aveva orecchini e tatuaggi era tagliato fuori. E sapeva come far tornare sulla terra i ragazzi della Primavera che andavano in prima squadra e come farli restare sul prato anche oltre l\u2019orario previsto dall\u2019allenamento\u201d. A concludere il pensiero dell\u2019ex centrocampista del Torino, della Iuventus e del Parma, \u00e8 lo stesso Vatta: \u201cEra bellissimo quando i ragazzi ti chiedevano se potevano restare un quarto d\u2019ora in pi\u00f9 sul campo. Non vedevo l\u2019ora che arrivasse quella domanda. Era anche merito del pubblico del Filadelfia che restava a incitare i giovani calciatori dopo la fine del lavoro della prima squadra. I tifosi granata si attaccavano alla rete e sostenevano i giocatori del vivaio a ogni esercizio. Credo che i ragazzi volessero rimanere pi\u00f9 a lungo anche per sentire quel calore\u201d.<\/p>\n<p>Il rapporto con questo mondo granata \u00e8 stato talmente forte da spingere Vatta a rinunciare a un\u2019offerta economicamente allettante da parte del Milan nei primi anni della gestione Berlusconi: \u201cEra una proposta enorme parlando di settore giovanile, degna di una prima squadra. Ma avevo appena firmato un contratto di otto anni col Torino. \u2018Non preoccuparti, ci pensiamo noi a dirlo al tuo presidente\u2019, mi dissero i dirigenti rossoneri. Ma non potevo. Se avessi accettato, come avrei potuto entrare in uno spogliatoio a dire ai ragazzi che i soldi non sono tutto? Cos\u00ec ho finito di pagare il mutuo della casa solo nel 2001. Ma ancora adesso i miei ragazzi mi invitano al matrimonio o mi chiamano quando hanno un bambino. Sono queste le soddisfazioni\u201d.<\/p>\n<p>Inesorabilmente sono passati i tempi di quel leggendario settore giovanile torinista che sembrava una porta girevole che collegava con fluidit\u00e0 le speranze dei bambini al grande calcio dei professionisti. Ma l\u2019eco del \u201cmetodo Vatta\u201d \u00e8 ancora oggi seguito come modello di riferimento dagli istruttori granata: \u201cCerca di divertirti, cerca la qualit\u00e0, \u00e8 un balletto questo, lo mettiamo in scena alla Scala di Milano\u201d, dice nel documentario un tecnico del Torino a un ragazzino che si sta esercitando a portare il pallone. E\u2019 l\u2019unico modo per non alimentare delusioni laceranti: \u201cAppena uno su 40.000 arriva in Serie A \u2013 spiega Vatta \u2013 per questo motivo il calcio deve essere organizzato pensando agli altri 39.999\u201d. Numeri che hanno conosciuto un\u2019eccezione: il Torino dell\u2019allenatore dei sogni, dove andare in Serie A era pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p>\u201cI bambini di 10 anni devono soprattutto giocare, perch\u00e9 il calcio \u00e8 uno sport ma prima di tutto un gioco, ed \u00e8 nel gioco che si vedono le caratteristiche pi\u00f9 importanti di un carattere. Non potremo mai capire com\u2019\u00e8 un bambino dalle sue risposte e domande , ma a vederlo giocare possiamo capire tutto di lui\u2026 ma deve giocare libero\u2026\u201d (Sergio Vatta).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Sergio Vatta (nato a Zara, 5 dicembre 1937) \u00e8 un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, specializzatosi nel dirigere i settori giovanili. Da giocatore nella stagione 1963-1964 ha giocato nell\u2019Aquila nel campionato di Serie C. 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