{"id":27835,"date":"2008-06-20T09:25:21","date_gmt":"2008-06-20T07:25:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/06\/20\/savona-quarantanni-dopo-il-68-domani-un-incontro-alla-ubik\/"},"modified":"2008-06-20T09:26:38","modified_gmt":"2008-06-20T07:26:38","slug":"savona-quarantanni-dopo-il-68-domani-un-incontro-alla-ubik","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/06\/savona-quarantanni-dopo-il-68-domani-un-incontro-alla-ubik\/","title":{"rendered":"Savona, quarant&#8217;anni dopo il &#8217;68: domani un incontro alla Ubik"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Si terr\u00e0 domani, sabato 21 giugno alle ore 18, presso la libreria Ubik in corso Italia a Savona, un incontro sul tema: \u201c1968 \u2013 Quarant\u2019anni dopo\u201d. Si discuter\u00e0 di politica e cultura in ricordo di quell\u2019epoca. In anteprima saranno proiettati filmati del periodo. Il dibattito \u00e8 a cura di Luca Paroldo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_847\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_847\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il \u201968 ha rappresentato l\u2019ultima grande ipotesi del ventesimo secolo di un approccio critico radicale alla societ\u00e0, la dimostrata possibilit\u00e0 di scardinarla in una particolare congiuntura. Le forme di partecipazione democratica e le molteplici forme di cultura critica emerse in quegli anni fanno di quella stagione un evento indelebile dell\u2019antagonismo politico e sociale.<\/p>\n<p>Questa conferenza vorrebbe restituire l\u2019intreccio tra ribellione esistenziale e insorgenza politica, rivendicando un bilancio contradditorio ma vitale. Luca Paroldo \u00e8 dottore di ricerca in Filosofia conseguito presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma. \u201cil `68 non ha conquistato il potere politico, ha per\u00f2 colonizzato gran parte delle coscienze nel nostro paese, portando a compimento una vera e propria rivoluzione culturale, un profondo cambiamento nel vissuto sociale. Combinandosi con diversi fattori e dando importanti contributi a tutte le battaglie civili degli anni Settanta, il 68 ha dato un contributo significativo, per esempio, nella conquista dello Statuto dei lavoratori, nella battaglia sul divorzio e sull\u2019aborto, ha prodotto, come effetto indotto, la nuova legislazione sulla scuola e l\u2019universit\u00e0.<\/p>\n<p>La diffusione giovanile del movimento ha prodotto cambiamenti radicali nel costume, dalla musica al cinema all\u2019abbigliamento, nei rapporti sociali e interpersonali, in quelli tra padri e figli. Per non parlare del linguaggio, dei diritti del bambino e del giovane. Infine la grande attenzione per gli avvenimenti internazionali, l\u2019apertura cosmopolita, la sensazione dell\u2019esistenza di un pianeta giovanile con interessi sovranazionali comuni, la contemporanea esplosione di rivoluzioni e rivolte in tutto il mondo, hanno creato un clima di attesa e di speranza che ha di colpo svecchiato l\u2019intero Paese. E\u2019 stato, insomma, un cambiamento decisivo nella mentalit\u00e0 collettiva che ha assunto la forma e la sostanza di una vera rivoluzione culturale.<\/p>\n<p>Il movimento del \u201968 aveva un carattere internazionale, internazionalista, policulturale e interclassista, possedeva una variet\u00e0 di componenti che finirono per caratterizzarsi in un cocktail esplosivo e variopinto, innestandosi sul filone della protesta operaia e, quindi, sulla tradizione del socialismo internazionale. Ma con una fantasia e una libert\u00e0 di espressione a questo sconosciuti. E non poteva essere diversamente. Furono gli anni Sessanta, infatti, a preparare il 68. Anni di profondi cambiamenti. Il pi\u00f9 importante fu il boom economico, figlio dell\u2019espansione edilizia e della diffusione del pagamento dilazionato (la cambiale) che consent\u00ec la vendita sterminata di merci, case, automobili e elettrodomestici. Il Pil cresce e per la prima volta nel governo entra il Partito socialista, dopo la rottura dell\u2019alleanza con il Pci. La conseguenza di questa ventata di benessere fu la diffusione della scolarizzazione che, nel giro di quasi dieci anni, alla fine del boom, consent\u00ec il parcheggio scolastico di forza lavoro disoccupata. Le strutture della scuola pubblica ideata da Gentile e dell\u2019universit\u00e0 scricchiolarono sotto il peso di una traboccante umanit\u00e0 in cerca di istruzione e cultura, ma le risposte furono ancora autoritarismo e dogmatismo.<\/p>\n<p>Una continua spinta libertaria travolse la societ\u00e0: dagli studi di Piaget sulla psicologia infantile si pass\u00f2 alle geniali denunce del prete di Barbiana, don Milani. Mary Quant invent\u00f2 la minigonna, i giovani scoprirono la libert\u00e0 sessuale, si fecero crescere i capelli, impazzirono per il rock, cominciarono ad amare la trasgressione. Ai Beatles venne dato l\u2019ostracismo televisivo mentre in Italia e in tutto il mondo migliaia di giovani formarono bands e gruppi musicali, inventarono un loro linguaggio rinunciando a imitare quello degli adulti. In questo fermento di idee emersero valori comunitari, un atteggiamento non egoistico ma solidaristico, la libert\u00e0 sessuale, la libert\u00e0 di scelta individuale, l\u2019emancipazione dall\u2019etica familiare in favore della solidariet\u00e0 di gruppo giovanile.<\/p>\n<p>In Italia crebbe l\u2019interesse per la situazione internazionale, mentre tutte le contraddizioni di un paese in crescita economica e sociale stavano per esplodere nel contatto con istituzioni, ideologie, mentalit\u00e0 rimaste -malgrado l\u2019apparente evoluzione del dopoguerra- quelle provinciali e arretrate del periodo fascista e prefascista.<\/p>\n<p>Mentre la classe operaia si apprestava a chiedere legittimamente la propria fetta del boom economico (l\u2019autunno rosso del \u201969), il pianeta giovani si guardava intorno alla ricerca di miti e modelli da cui trarre ispirazione, rifiutando progressivamente l\u2019intera visione del mondo dei padri e degli adulti in genere e innescando un conflitto generazionale liberatorio e benefico che port\u00f2 una ventata di verit\u00e0 su rapporti e legami incrostati di ipocrisia e vuota retorica.<\/p>\n<p>Paternalismo e autoritarismo divennero il nemico da rigettare ma il rifiuto si trasform\u00f2 presto in una feroce critica della cultura tradizionale, della cultura borghese. I risultati delle rivoluzioni culturali non sono immediati, le trasformazioni sociali avvengono con disarmante lentezza e con processi tutt\u2019altro che lineari e tuttavia l\u2019aspirazione a vivere in un mondo pacificato e sereno, il bisogno di superare la terribile disparit\u00e0 nella distribuzione delle ricchezze, la prospettiva di una soluzione globale per i problemi del mondo, si vanno presentando sempre pi\u00f9 chiaramente come vere e proprie necessit\u00e0, si manifestano come esigenze sempre pi\u00f9 attuali e vive, se non come l\u2019unica strada da percorrere per salvarci\u201d.<\/p>\n<p> [image:7951:c:s=1]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Si terr\u00e0 domani, sabato 21 giugno alle ore 18, presso la libreria Ubik in corso Italia a Savona, un incontro sul tema: \u201c1968 \u2013 Quarant\u2019anni dopo\u201d. Si discuter\u00e0 di politica e cultura in ricordo di quell\u2019epoca. In anteprima saranno proiettati filmati del periodo. 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