{"id":278284,"date":"2014-11-26T19:04:40","date_gmt":"2014-11-26T18:04:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=278284"},"modified":"2014-11-26T19:04:40","modified_gmt":"2014-11-26T18:04:40","slug":"la-logica-del-gambero-nella-prevenzione-del-rischio-sismico-34-anni-fa-il-discorso-di-pertini-sul-terremoto-dellirpinia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/la-logica-del-gambero-nella-prevenzione-del-rischio-sismico-34-anni-fa-il-discorso-di-pertini-sul-terremoto-dellirpinia\/","title":{"rendered":"La logica del gambero nella prevenzione del rischio sismico: 34 anni fa il discorso di Pertini sul terremoto dell&#8217;Irpinia"},"content":{"rendered":"<p>Ricorre oggi, a distanza di 34 anni esatti, l\u2019anniversario del famoso discorso dell\u2019allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini (26 novembre 1980), in occasione del terribile terremoto dell\u2019Irpinia che rase al suolo numerosi paesi e fece registrare oltre 2900 vittime. Quelle parole, dense di umilt\u00e0 e grande senso dello Stato penetrarono nelle coscienze di tutti gli italiani, attivando quei processi normativi che portarono alle prime norme utili alla protezione sismica dei vecchi fabbricati ed a criteri per la realizzazione dei nuovi, cosa che, n\u00e9 gli sconvolgenti eventi di Avezzano e Belice erano riusciti ad attivare. Quelle parole rivolte al Paese, trasmesse dalla Rai a reti unificate, quella sera del 26 novembre 1980, furono da monito per le generazioni future.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_702\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_702\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Come di incanto ed in maniera alquanto singolare, proprio in questi giorni si torna a parlare nuovamente di normativa sismica ed adeguamento della stessa alle reali condizioni di rischio della penisola, dopo che ogni evento calamitoso (Umbria, San Giuliano di Puglia, L\u2019Aquila, Emilia Romagna) ha dimostrato la carenza e l\u2019inefficacia dei provvedimenti adottati, soprattutto riguardo agli edifici costruiti prima degli anni 70-80.<\/p>\n<p>\u00c8 notizia di pochi giorni fa di come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici abbia approvato le modifiche alle Norme Tecniche delle Costruzioni vigenti dal 1 luglio 2009, sebbene il consenso del mondo tecnico si sia dimostrato non univocamente allineato sulla ratio adottata: un grosso passo indietro rispetto alla consapevolezza che il rischio sismico passa inevitabilmente dalla conoscenza geologica del territorio introdotta dalle norme post irpinia.  <\/p>\n<p>Nel testo approvato si \u00e8 preferito trovare un compromesso per gli edifici esistenti, che richiederanno cos\u00ec un adeguamento antisismico con criteri differenti (e meno stringenti) rispetto al nuovo, ignorando tra l\u2019altro la conoscenza puntuale delle condizioni geologiche del sito. Un provvedimento che alcuni hanno definito \u201cun grande passo verso le normative europee (\u2026)\u201d, \u201c(\u2026) una soluzione che rende pi\u00f9 semplici gli interventi sugli edifici esistenti\u201d, senza considerare che in Europa non esistono paesi con sismicit\u00e0 pari all\u2019Italia e con un patrimonio edilizio cos\u00ec datato. Si aggiunga inoltre che, spesso, gli edifici maggiormente datati sono quelli che ospitano istituti scolastici per capire come le scelte operate siano antitetiche rispetto a quanto auspicato da Pertini 34 anni fa.<\/p>\n<p>Eppure, in audizione presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il Consiglio Nazionale dei Geologi, rappresentato dal Vicepresidente Vittorio D\u2019Oriano, ha espresso grande contrariet\u00e0 e preoccupazione \u201c(\u2026) dalla lettura degli articoli emerge infatti la volont\u00e0 di operare una dicotomia assoluta tra geologia e geotecnica. Noi riteniamo che questa volont\u00e0 sia antistorica, non scientifica, irrazionale e foriera di grandi problemi nel tempo a venire\u201d, nella totale indifferenza di chi ha seguito altre logiche, verso un salto nel vuoto.<\/p>\n<p>Il criterio di riduzione di protezione sismica degli edifici costruiti prima del 1970 in quanto \u201csarebbe demagogico pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure attraverso interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione (dichiarazioni di chi ha sostenuto a spada tratta la regressione)\u201d pone tali edifici nella medesima condizione in cui si trovavano 34 anni fa.<\/p>\n<p>Nella sua disperazione il Presidente Pertini parl\u00f2 in generale di calamit\u00e0 naturali, sottolineando gi\u00e0 da allora la grande vulnerabilit\u00e0 del nostro territorio, e dell\u2019inerzia di alcuni apparati dello Stato nei confronti di una realt\u00e0 dura ad essere recepita da chi \u00e8 chiamato ad un dovere morale nei confronti della popolazione e delle generazioni future.<\/p>\n<p>Il grido di allarme dei geologi \u00e8 tanto forte quanto inascoltato, nella vana speranza che quelle parole pronunciate il 26 novembre del 1980 siano ancora oggi di monito ed insegnamento per chi segue logiche diverse rispetto all\u2019interesse reale del Paese e dei suoi cittadini.<\/p>\n<p>Al fine di suscitare, a chi sar\u00e0 chiamato agli adempimenti necessari al compimento dell\u2019iter di perfezionamento di tale norma, un sentimento di profonda responsabilit\u00e0 e coscienza, si rimanda al testo ed al video integrale di quel discorso (pubblicato sui siti di tutti gli ordini regionali) che \u00e8 rimasto impresso nel cuore di molti ma che alcuni hanno dimenticato.<\/p>\n<p>I Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorre oggi, a distanza di 34 anni esatti, l\u2019anniversario del famoso discorso dell\u2019allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini (26 novembre 1980), in occasione del terribile terremoto dell\u2019Irpinia che rase al suolo numerosi paesi e fece registrare oltre 2900 vittime. 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