{"id":278259,"date":"2014-11-26T16:11:29","date_gmt":"2014-11-26T15:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=278259"},"modified":"2014-11-27T09:01:07","modified_gmt":"2014-11-27T08:01:07","slug":"docenti-precari-o-assunzione-o-risarcimento-dallo-stato-la-sentenza-della-corte-di-di-giustizia-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/docenti-precari-o-assunzione-o-risarcimento-dallo-stato-la-sentenza-della-corte-di-di-giustizia-europea\/","title":{"rendered":"Docenti precari, assunzione o risarcimento dallo Stato: la sentenza della Corte di di Giustizia europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> I docenti precari savonesi e liguri da oggi, grazie alla sentenza della Corte di Giustizia europea, possono chiedere l\u2019assunzione o, in alternativa il risarcimento allo Stato. \u201cSi tratta di numeri ancora da affinare ma l\u2019ordine di grandezza \u00e8 quello\u201d spiega Corrado Artale segretario regionale della Uil Scuola.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_812\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_812\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La maggior parte di loro sono docenti inseriti nella graduatorie di prima fascia. Su di loro, circa 150 mila a livello nazionale, il governo ha annunciato a breve un provvedimento di stabilizzazione: \u201cDiciamo che, se mediaticamente \u00e8 apparso come un atto volontario del Governo, in realt\u00e0 si tratta un obbligo perch\u00e9 questa sentenza, per chi come noi segue questa vicenda da danni, era ampiamente annunciata\u201d spiega il sindacalista.<\/p>\n<p>\u201cO arriva il provvedimento o il Governo rischia di pagare risarcimenti per 2 miliardi e mezzo di euro \u2013 aggiunge Maria Guarino, presidente regionale di Anief \u2013 ma il governo al momento sembra essersi dimenticato di quanti non sono nelle graduatorie di prima fascia che sono state chiuse nel 2006 ma che hanno comunque tramite concorsi e graduatorie d\u2019istituto accumulato supplenze per oltre 36 mesi. In questo modo i numeri sono destinati a salire fino a circa 250 mila a livello nazionale\u201d.<\/p>\n<p>E se il provvedimento annunciato non arrivasse o non salvaguardasse tutti? \u201cCi limiteremo a chiedere l\u2019applicazione della sentenza\u201d spiega Artale. In Liguria i precari fuori dalle cosiddette \u2018Gae\u2019 sarebbero alcune centinaia.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per le chiacchiere. La sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo avr\u00e0 conseguenze importanti sul lavoro italiano, perch\u00e9 mette fine all\u2019abuso dei contratti a termine per rispondere a esigenze durature e non temporanee.<\/p>\n<p>\u201cSono almeno 15 mila i ricorsi promossi dal 2010 con l\u2019appoggio legale della Flc Cgil \u2013 afferma il sindacato -. Alcuni con sentenze gi\u00e0 favorevoli. La maggior parte giacciono presso i tribunali italiani, molti gi\u00e0 in Cassazione, rimasti in sospeso in attesa del pronunciamento della Corte europea. L\u2019esito delle sentenze definitive dovrebbe essere ormai scontato. La questione riguarda oltre 200 mila lavoratori della scuola, tra docenti e Ata, che stanno nelle graduatorie a esaurimento, in quelle di seconda fascia, che hanno ottenuto l\u2019abilitazione nel Tfa e nel Pas\u201d.<\/p>\n<p>Cosa dice in sostanza questa sentenza? Il prof. Vittorio Angiolini, che ha rappresentato la Flc Cgil a Lussemburgo, ha spiegato che il principio di diritto su cui si basa la sentenza \u00e8 il contrasto della normativa italiana con quella europea, in quanto il nostro attuale sistema non prevede misure dissuasive e preventive dell\u2019abuso di contratti a termine. Gli accordi europei che regolano la materia impongono agli stati di indicare ragioni oggettive che giustifichino la reiterazione dei contratti a termine, ponendo anche un limite temporale; devono indicare anche delle sanzioni per chi ne abusa e i risarcimenti non devono essere inferiori al danno del lavoratore, altrimenti la misura dissuasiva non funziona. Da noi spesso si ricorre al risarcimento forfettario che non sempre \u00e8 un deterrente. Inoltre, la Corte ritiene che non sia sufficiente che lo Stato dichiari l\u2019intenzione di bandire i concorsi: deve indicare tempi certi del loro espletamento. Infine, il principio che non si deve abusare di contratti a termine laddove si manifestano esigenze permanenti vale sia per il settore pubblico sia per quello privato.<\/p>\n<p>\u201cLa Flc Cgil solleciter\u00e0 il governo a intervenire con urgenza per sanare questa situazione anche perch\u00e9 altre migliaia di ricorsi stanno per essere presentati ed \u00e8 ragionevole prevederne il risultato. Il governo \u00e8 in colpevole ritardo. Questa sentenza era annunciata, visto che la normativa europea in materia \u00e8 chiarissima gi\u00e0 da 15 anni. La legislazione italiana, a cominciare dal collegato lavoro dell\u2019ex ministro Sacconi (2010), se ne \u00e8 fatta beffa e ora il governo subir\u00e0 la procedura d\u2019infrazione e dovr\u00e0 pagare multe miliardarie, oltre ai risarcimenti per la soccombenza nei ricorsi. Questi soldi avrebbero potuto essere usati pi\u00f9 proficuamente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInfine, la Flc chieder\u00e0 al MIUR di attivare un\u2019operazione verit\u00e0 e trasparenza per conoscere bene quante persone iscritte alle diverse graduatorie, comprese quelle di istituto, abbiano i numeri per entrare nei piani di stabilizzazione e di stabilizzarli subito senza attendere l\u2019inizio del prossimo anno scolastico. Questa sentenza avr\u00e0 l\u2019effetto di far emergere anche i tanti microabusi che una dissennata e punitiva legislazione sul lavoro ha diffuso. Le conseguenze non saranno n\u00e9 sanatorie, n\u00e9 piani assistenziali, ma un riordino del lavoro che far\u00e0 bene ai lavoratori, restituendogli dignit\u00e0, e alle amministrazioni pubbliche, soprattutto scuole, universit\u00e0, enti di ricerca e di alta formazione, che potranno contare su un buon lavoro. Questa volta l\u2019Europa lo impone davvero\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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