{"id":278185,"date":"2014-11-25T13:49:51","date_gmt":"2014-11-25T12:49:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=278185"},"modified":"2014-11-25T13:51:23","modified_gmt":"2014-11-25T12:51:23","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-il-vivaio-e-un-patrimonio-indispensabile-per-il-torino-parola-di-massimo-bava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-il-vivaio-e-un-patrimonio-indispensabile-per-il-torino-parola-di-massimo-bava\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Vivaio, patrimonio indispensabile per il Torino: parola di Massimo Bava"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Gli appassionati della storia dei migliori vivai nazionali di certo sanno che fino a vent\u2019anni fa, in un tempo ormai lontano, vista la velocit\u00e0 di mutamento della societ\u00e0 globalizzata, il settore giovanile del Torino, grazie a veri \u201cmaestri\u201d del calibro di Sergio Vatta, era un vanto per tutto il calcio italiano e soprattutto per la citt\u00e0.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_659\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_659\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il vivaio granata sfornava a getto continuo i campioni del futuro e i terribili \u201cRagazzi del Fila\u201d hanno fatto la storia della societ\u00e0 di via Arcivescovado (e non solo) prima i vari Goveani, Calleri e &, smontassero il settore distruggendo il lavoro svolto con qualit\u00e0 per quarant\u2019anni. Indimenticati restaeranno i giocatori come Agroppi, Cereser, Comotto, Cravero, Dossena, Ferri, Ferrini, Fossati, Francini, Fuser, Garella, Lentini, Mandorlini, Pulici, Rambaudi, Rampanti, Rosato, Ezio Rossi, Vieri e Zaccarelli: veri gioielli scuola granata.<\/p>\n<p>Da allora, dalla met\u00e0 degli anni Novanta in poi, pochi i risultati di spicco, fino ad arrivare a Comi e Benedetti, altri due ragazzi cresciuti a \u201cpane e Toro\u201d, che negli ultimi anni si sono occupati proprio di riportare a galla il settore giovanile. Da poco (2012 per l\u2019esattezza) \u00e8 iniziata per\u00f2 l\u2019era di Massimo Bava (<em>nella foto<\/em>) che, dopo aver fatto un ottimo lavoro a Cuneo come direttore generale, \u00e8 stato chiamato sotto la Mole per rimettere in piedi un vivaio che sforni nuovamente i campioni del futuro, prendendo di fatto il posto di Comi, promosso a direttore generale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo fissato dall\u2019inizio della nuova avventura \u00e8 stato quello di cercare di tornare ai vertici nel giro di un triennio: \u201cQuello che ho trovato non \u00e8 assolutamente un settore giovanile da ricostruire \u2013 aveva detto a Tuttosport durante la sua presentazione ufficiale -, ma solamente da rimotivare, pi\u00f9 che altro nelle aspettative dei tifosi. L\u2019entusiasmo della serie A far\u00e0 da traino anche per il nostro lavoro, che in questi anni di gestione di Comi e Benedetti \u00e8 stato davvero ottimo. Da adesso tocca anche a me, e io prover\u00f2 solamente a riorganizzare il settore con il mio modo di fare e intendere il calcio. Con due parole d\u2019ordine: organizzazione e disciplina. Ogni discorso che stiamo portando avanti \u00e8 gi\u00e0 stato approvato dal presidente Cairo. Qui ho trovato un ambiente motivato, mi sento parte di tutta la societ\u00e0 e in particolare posso assicurare che il presidente ha davvero voglia di riportare il Toro nel \u201cgotha\u201d del calcio giovanile. Ho avuto l\u2019ok per ridisegnare ed ampliare la rete di scouting (di cui ricordiamo fa parte Patrick Panucci), di lavorare affinch\u00e9 tutto il vivaio possa avere una sua unica casa, insieme a Silvano Benedetti punteremo a crescere sempre di pi\u00f9 partendo proprio dalla scuola calcio. E gradualmente arriveremo ad avere un unico progetto tecnico, dalla Primavera in gi\u00f9 tutte le squadre dovranno avere le stesse idee di calcio con un coordinatore dei tecnici. Senza dimenticare un canale sempre pi\u00f9 diretto con la prima squadra, a partire da Petrachi col quale mi rapporto e condivido strategie quotidianamente\u201d.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 competere con le grandi, che aprono il portafogli senza problemi pur di accaparrarsi grandi giocatori: \u201cPosso garantire che non ci saranno limiti di investimento nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Di sicuro per\u00f2 valuteremo attentamente ogni operazione, spendere tanto non significa spendere bene ed in questo periodo storico saper dare il giusto peso al denaro \u00e8 un valore importante\u201d.<\/p>\n<p>Intanto diversi giocatori del settore giovanile ora sono aggregati alla prima squadra in pianta stabile: \u201cI gruppi prodotti in casa sono gi\u00e0 buoni e con ottime individualit\u00e0. Penso non solo a Gomis, Diop e Barbosa, ma anche a ragazzi come Gatto o Cibrario, Barreca o Aramu, Lenoci o Parigini, Edera o Candellone, giusto per citarne due per annata tra i 15 e i 18 anni: questa sar\u00e0 la fascia di et\u00e0 sulla quale andremo a lavorare a caccia di quelle ciliegine che possano permettere a tutti i gruppi di fare il salto di qualit\u00e0 che altrimenti non riuscirebbero a compiere. Se non abbiamo avuto il tempo per farlo, andremo presto completando comunque tutte le squadre muovendoci diversamente anche sul mercato, se necessario. Lavoreremo notte e giorno per ricreare un vivaio all\u2019altezza di quello dei vari Cozzolino, Gabetto e Comi. Diverso dal loro sicuramente, ma che spero possa tornare ad essere un vanto di tutti i tifosi del Toro. E perch\u00e9 no, che sappia anche tornare a vincere uno scudetto. Noi siamo qui per creare giocatori pronti per la prima squadra ed il calcio professionistico, ma i risultati aiutano a lavorare meglio, questo sicuro\u201d.<\/p>\n<p>Queste erano le premesse operative del responsabile Bava, premesse che si pu\u00f2 dire siano state rispettate al punto che dopo il primo biennio al comando dei baby torinisti \u00e8 arrivata la riconferma e con essa nuovi e stimolanti propositi sanciti nella seguente affermazione: \u201cCresceremo grazie ad investimenti e rivoluzionarie idee, al fine di formare talenti pronti a maturare\u201d.<\/p>\n<p>Dopo questo primo produttivo giro di boa, che si pu\u00f2 valutare come un primo traguardo intermedio raggiunto \u00e8 evidente che Bava (e con egli il suo competitivo gruppo) abbia tutte le intenzioni e l\u2019entusiasmo per voler restare ancora molto tempo alla guida del settore giovanile granata: \u201cAl Toro non \u00e8 necessario guardare quanti anni sono scritti su un contratto. L\u2019ho capito fin dalla prima volta che ho parlato con il presidente Cairo, si vedeva da subito che c\u2019era la possibilit\u00e0 di impostare un lavoro a lungo termine ambizioso e concreto. Poi a Torino si respira grande entusiasmo anche attorno al settore giovanile e di conseguenza crescono le responsabilit\u00e0. Un motivo in pi\u00f9 per voler restare a lungo al mio posto \u00e8 proprio quello di lavorare affinch\u00e9 le aspettative dei tifosi non vengano tradite\u201d.<\/p>\n<p>Queste in sintesi le sue parole, scaturite da un\u2019intervista di cui riteniamo interessante riportare i passaggi fondamentali per poter mettere in evidenza la vision del responsabile del settore giovanile di una della societ\u00e0 pi\u00f9 gloriose d\u2019Italia, specie in campo giovanile.<\/p>\n<p>Come sono stati i primi due anni al Toro?<br>\n\u201cA livello personale sono stati due anni eccezionali, devo ringraziare tutti coloro che mi hanno accolto, dal presidente Cairo a Comi fino a Petrachi e Leo Longo. Mi hanno dato fiducia, coinvolgendomi in un ambiente affermato e facendomi sentire parte attiva di una societ\u00e0 importante. Anche a livello di risultati sono state due ottime stagioni. Penso ad esempio a quanto ottenuto dai Giovanissimi due anni fa, o allo scudetto Berretti ed alla finale Primavera della passata stagione. Ma ci\u00f2 che conta \u00e8 la crescita che riguarda tutto il vivaio, che \u00e8 importante e costante\u201d.<\/p>\n<p>I prossimi due anni come vedranno crescere il settore giovanile?<br>\n\u201cSono previsti investimenti adeguati e mirati, che a seconda delle necessit\u00e0 saranno dirottati su tutti i livelli, dal mercato all\u2019area scouting, dalle strutture formative e progettuali alla logistica. Fare proclami \u00e8 sempre sbagliato e porsi obiettivi particolari pu\u00f2 sembrare riduttivo. Di sicuro ci sono degli step di crescita che vogliamo rispettare. Provando a pensare per\u00f2 ad un obiettivo in particolare da centrare, dico che dobbiamo alzare ancora il livello dei giocatori che usciti dal vivaio affrontano il calcio dei grandi: ora il rapporto \u00e8 di 70-30 tra giocatori in Lega Pro e serie B, l\u2019intenzione \u00e8 che lo stesso rapporto arrivi ad essere tra elementi in campo tra serie B e serie A. La strada \u00e8 quella giusta, basti pensare a tutti quei giocatori presenti in ogni singola Nazionale giovanile\u201d.<\/p>\n<p>Che cosa manca al vivaio del Toro per entrare a far parte dell\u2019Olimpo?<br>\n\u201cQualcosa difficile da spiegare, forse un pizzico di consapevolezza in ognuno di noi. Nel calcio, fortunatamente, non conta solo il denaro. Noi dobbiamo capire che con le idee ed il lavoro, con tenacia e pazienza, possiamo continuare a crescere e migliorare. Il presidente mette a disposizione tutto ci\u00f2 che serve per riuscirci, ogni volta che abbiamo proposto un nuovo progetto su cui puntare abbiamo sempre ottenuto risposte positive\u201d.<\/p>\n<p>A proposito di nuove ideee: cosa c\u2019\u00e8 all\u2019orizzonte?<br>\n\u201cNessuna conferma ufficiale, ma credo sia il tempo di muoversi per costruire una societ\u00e0 affiliata sul modello della J Stars con la Juventus. I campi di Orbassano (e la societ\u00e0 dello Sporting Orbassano) potrebbero fare base di partenza del progetto. Galeotto fu un sopralluogo eseguito ad Orbassano a fianco del presidente Urbano Cairo e del direttore generale Antonio Comi. E\u2019 stato proprio passeggiando sui campi di via Marconi, che io conosco molto bene per il mio passato dilettantistico (di cui mi vanto), che mi si \u00e8 accesa la fatidica lampadina. Perch\u00e8 non unire alla Scuola Calcio ufficiale del Toro una societ\u00e0 satellite che richiami i colori granata? Una sorta di J Stars in versione cairesca? Perch\u00e8 insomma non sfruttare l\u2019onda lunga dei tanti ragazzi che si affacciano alla porta del Toro per poi magari rimanerne fuori, creando \u2013 proprio come la J Stars fa affiancandosi alla Juventus \u2013 una societ\u00e0 dilettantistica che raccolga l\u2019ampio bacino non sfruttato dalla societ\u00e0 granata? E che, particolare non trascurabile, abbia un bilancio in attivo e faccia felice lo sponsor tecnico?\u201d.<\/p>\n<p>Ci pu\u00f2 dire qualcosa di pi\u00f9 in merito al \u201cProgetto T-Stars\u201d?<br>\n\u201cNell\u2019impianto sportivo di Orbassano potrebbe mettere radici, dalla prossima stagione, la Scuola calcio del Toro. Cio\u00e8 un polo unico, almeno per i pi\u00f9 piccoli, dove tutte le squadra dai Pulcini agli Esordienti si allenino insieme. Le trattative sono partite: sicuramente ben avviata e prossima alla firma quella che porter\u00e0 i pi\u00f9 piccoli a giocare sui campi gestiti da Mauro Foschia (Sporting Orbassano), mentre \u00e8 in fase di decollo quella parallela per creare questa nuova societ\u00e0 che, azzardando un clamoroso volo pindarico che dalla Juve porta al Toro, per adesso chiameremo T-Stars. Orbassano, ma non solo: una societ\u00e0 satellite degna di questo nome non potrebbe limitarsi a un solo impianto sportivo, ma dovrebbe allargarsi sul territorio cittadino e della prima cintura. Lo Sporting Orbassano potrebbe quindi essere solo la prima delle societ\u00e0 coinvolte da questo ambizioso progetto.Seguir\u00f2 il progetto in prima persona, valutandone passo passo gli sviluppi direttamente con il presidente Urbano Cairo, che \u00e8 molto interessato a sviluppare la societ\u00e0 dal basso, cio\u00e8 dai pi\u00f9 piccoli. Il tutto per cercare di far rinascere quella Scuola di calcio che tanti giocatori ha nel passato regalato al nostro calcio e che dimostra di nuovo oggi le sue potenzialit\u00e0 con la splendida Primavera di Longo, formata per la maggioranza da ragazzi che in granata hanno fatto tutta la trafila nelle giovanili del Toro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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