{"id":277975,"date":"2014-11-22T11:41:48","date_gmt":"2014-11-22T10:41:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=277975"},"modified":"2014-11-23T16:57:46","modified_gmt":"2014-11-23T15:57:46","slug":"furti-nel-savonese-sgominata-banda-albanese-dettagli-delloperazione-strike","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/furti-nel-savonese-sgominata-banda-albanese-dettagli-delloperazione-strike\/","title":{"rendered":"Furti in case e attivit\u00e0 economiche, sgominata banda albanese: i dettagli dell&#8217;operazione &#8220;Strike&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona. <\/strong>Furti in appartamenti come a Quiliano in via Tecci il 4 ottobre scorso, in via dei Gerani a Varazze il 3 ottobre, in via N\u00e0 Valle a Bergeggi il 20 ottobre, e poi i coli messi a segno al bar Genza di Altare il 17 settembre scorso, al bed&breakfast di via Tecci a Quiliano il 4 ottobre, all\u2019hotel Torre di Celle Ligure il 29 settembre ed infine il furto al Bar Riviera Beach di Finale Ligure. Questi i colpi messi a segno dalla banda albanese sgominata dai carabinieri nell\u2019ambito di una operazione ribattezzata \u201cStrike\u201d. In manette, con l\u2019accusa di furto aggravato in concorso, sono finiti: Behar Kaleci, 23 anni, Aldor Ceka, 28 anni, Drilon Leci, 22 anni, Benart Cakoni, 26 anni e Florian Toci, 22 anni, tutti con precedenti penali. Le ordinanza di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip del Tribunale di Savona Fiorenza Giorgi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_681\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_681\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019attivit\u00e0 investigativa, iniziata nel settembre scorso e coordinata dal pm Giovanni Battista Ferro, si \u00e8 sviluppata attraverso pedinamenti e accertamenti sugli indagati, individuando i mezzi rubati dal sodalizio criminale e utilizzati per compiere i furti nel savonese. I primi sospetti sono iniziati da un normale controllo dei carabinieri che hanno fermato un\u2019auto sospetta, trovando un piede di porco e alcuni arnesi da scasso: da l\u00ec \u00e8 partita l\u2019indagine che ha portato ai cinque arresti.<\/p>\n<p>Numerosa la refurtiva recuperata dai carabinieri nel corso dell\u2019operazione, cos\u00ec come sono stati rinvenuti tutti gli attrezzi da scasso che la banda albanese impiegava per compiere i raid a danno di case e attivit\u00e0 economiche. Sequestrati anche telefonini, pc portatili, monili in oro e orologi, per un valore complessivo di quasi 10 mila euro, oltre alla Fiat 500 che era stato utilizzata dagli albanesi per i primi colpi.<\/p>\n<p>La banda aveva come luogo di ritrovo il Bowling oppure il bar Haiti di piazza Sisto IV: qui si muovevano per i primi sopralluoghi nelle abitazioni ed esercizi commerciali da colpire. A secondo dell\u2019obiettivo individuato non tutti partecipavano direttamente al furto, tuttavia agivano negli alloggi, in particolare di notte o in ore serali, anche alla presenza di persone in casa.<\/p>\n<p>Nella notte tra il 3 e 4 ottobre scorso, dopo aver messo a segno alcuni furti, erano stati bloccati dai carabinieri mentre fuggivano su un\u2019auto rubata, per poi scontrarsi contro un mezzo di vigilanza privata che ne ha arrestato la corsa. In quell\u2019occasione era stato trascinato per alcuni metri un carabiniere, rimasto ferito nel tentativo di acciuffare i malviventi.<\/p>\n<p>Due della banda, quindi, erano riusciti a fuggire, mentre gli altri tre erano gi\u00e0 stati tratti in arresto il 20 ottobre scorso (Kaleci, Toni e Cakoni), gli altri due sono stati arrestati a seguito dell\u2019esecuzione dell\u2019ordinanza del gip.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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