{"id":277836,"date":"2014-11-20T15:49:49","date_gmt":"2014-11-20T14:49:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=277836"},"modified":"2014-11-20T17:25:26","modified_gmt":"2014-11-20T16:25:26","slug":"calcio-cinque-domande-al-maestro-leo-cusimano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/calcio-cinque-domande-al-maestro-leo-cusimano\/","title":{"rendered":"Calcio: &#8220;Cinque domande&#8221; al &#8220;maestro&#8221; Leo Cusimano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Celle Ligure<\/strong>. &#8220;Il calcio consiste fondamentalmente in due cose; la prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente; la seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tanto meno la puoi passare&#8221;&#8230; con queste parole, il fuoriclasse olandese Johan Cruyff sintetizza il gioco del calcio.<\/p>\n<p>E&#8217; da questi concetti che inizia un interessante scambio di idee con Leo Cusimano, che per anni \u00e8 stato uno dei migliori allenatori di football, sia a livello giovanile, sia di prima squadra, della nostra regione e che ha avuto nel Savona la &#8220;sua casa&#8221;, un laboratorio di idee, di sperimentazioni, di passione nel lavoro, tanto da essere premiato, nel 1993, col prestigioso riconoscimento del &#8220;Seminatore d&#8217;oro&#8221;.<\/p>\n<p>Tornando a Cruyff, Cusimano, che purtroppo ha deciso da tempo di interrompere il &#8220;feeling&#8221; con un mondo &#8220;nel quale non si riconosce pi\u00f9&#8221;, concorda appieno con l&#8217;olandese volante: &#8220;E&#8217; un concetto che condivido, soprattutto per quanto riguarda la tecnica situazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Cosa significava per te allenare?<\/p>\n<p>&#8220;Era la mia vita, amavo trascorrere ore ed ore sul campo per cercare di trasmettere ai ragazzi la mia idea del calcio, che poi \u00e8 anche un valore di vita, cercando di far capire che \u00e8 dall&#8217;accettazione della sconfitta che parte l&#8217;idea di un calcio propositivo, fatto d&#8217;intensit\u00e0, di tecnica, di tattica, di preparazione fisica, ma anche di &#8216;voglia di sudare&#8217;; ecco, se dimentichiamo questo, \u00e8 la fine&#8221;.<\/p>\n<p>Il tecnico della nazionale, Antonio Conte, sottolinea che al giorno d&#8217;oggi \u00e8 molto pi\u00f9 difficile &#8220;sfornare&#8221; talenti e che molti giocatori non hanno la giusta mentalit\u00e0, perch\u00e9 mancano della necessaria determinazione, indispensabile per arrivare ad ottenere risultati. Insomma, tanti hanno voglia di primeggiare, pochi hanno voglia di sacrificarsi per riuscirci, concordi?<\/p>\n<p>&#8220;Penso sia necessario ritornare a un&#8217;umilt\u00e0 di base, che consenta di capire l&#8217;importanza del lavoro. Poi, per diventare un buon calciatore, \u00e8 necessario il supporto di trainer adeguati, i cui insegnamenti devono essere seguiti alla stregua dei Vangeli. Ovvio che deve trattarsi di &#8216;maestri&#8217; autentici e non di &#8216;apocrifi&#8217;.<\/p>\n<p>Basilare, inoltre &#8211; per chi insegna &#8211; riuscire a trasmettere la propria cultura, attraverso fatti e parole&#8230; se uno non riesce in ci\u00f2, \u00e8 meglio che cambi mestiere&#8221;.<\/p>\n<p>Che ne pensi della regola che impone l&#8217;obbligo di far giocare un certo numero di giovani, nelle competizioni dilettantistiche, a discapito della libert\u00e0 dei mister di far scendere in campo i migliori undici della rosa?<\/p>\n<p>&#8220;Se un giovane \u00e8 bravo, dai 16 ai 18 anni, trova da solo il naturale sbocco dell&#8217;ingresso in prima squadra; la norma \u2013 a parer mio \u2013 finisce per abbassare il livello qualitativo dei campionati. Far giocare i ragazzi giovani, non deve essere un&#8217;imposizione, bens\u00ec una risorsa. Cos\u00ec pu\u00f2 sembrare essere un fattore penalizzante, mentre se il concetto viene accettato dall&#8217;intero team, grazie alle capacit\u00e0 di convinzione del mister, allora la valenza \u00e8 del tutto diversa. Certo che tale &#8216;pensiero&#8217; deve essere condiviso dai presidenti. Altro fattore negativo, nato dall&#8217;obbligo di far scendere in campo tanti giovani, \u00e8 stato il proliferare di pseudo addetti ai lavori, con il risultato che molti ragazzi, passato il temporaneo momento da &#8216;under&#8217;, finiscono nel dimenticatoio, spesso delusi nei loro sogni e ambizioni, alimentati dall&#8217;essersi trovati titolari, non per merito, ma per una norma&#8221;.<\/p>\n<p>Il calcio risente delle ripercussioni derivanti dalla crisi economica che attanaglia il paese; gioco forza, sta prevalendo la poco edificante linea che porta a sedersi su panchine importanti mister che tolgono spazio ad altri allenatori pi\u00f9 preparati, costretti a stare ai margini e senza possibilit\u00e0 di confrontarsi su piazze idonee alle loro qualit\u00e0. In passato, nel tuo ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile del Savona, su quali basi sceglievi i tecnici per la tua squadra di lavoro?<\/p>\n<p>&#8220;Nello scegliere il tecnico cui affidare una squadra, il ritorno alla meritocrazia \u00e8 &#8216;conditio sine qua non&#8217;. Assegnare tali responsabilit\u00e0 a persone, che pensano di poter pilotare una &#8216;Ferrari&#8217;, dopo aver guidato soltanto delle utilitarie, \u00e8 del tutto deleterio. Ai miei tempi andavo personalmente a vedere gli allenamenti e le partite di un tecnico che volevo portare nel mio staff, poi la scelta era basata sulla professionalit\u00e0, sull&#8217;amore verso questo sport, sul modo di rapportarsi con il gruppo, sulla specifica preparazione tecnico-tattica. Insomma, guardavo se il candidato aveva la mentalit\u00e0 da istruttore, la capacit\u00e0 d&#8217;insegnare calcio ed aiutare la crescita morale di chi gli veniva affidato. L&#8217;identikit del mio tecnico ideale vedeva, comunque, la predominanza della &#8216;fame&#8217; di sapere, della voglia di progredire, ma soprattutto di saper essere un punto di riferimento dei ragazzi&#8221;.<\/p>\n<p>Con l&#8217;avvento di internet, il lavoro editoriale ha portato all&#8217;uscita di tanti libri riguardanti le metodologie d&#8217;insegnamento del gioco del calcio, mentre, nel contempo, un notevole numero di corsi federali, ha sfornato una serie di mister, che hanno indubbiamente una maggiore conoscenza teorica del football, ma forse una minor esperienza del lavoro sul campo, cosa ti senti in grado di consigliare a questa &#8220;nuova onda&#8221;?<\/p>\n<p>&#8220;Quando una persona ha appena preso la patente, \u00e8 preferibile che non si avventuri subito nell&#8217;intenso traffico del centro di Milano, ma che magari faccia un po&#8217; di esperienza in tranquille strade di periferia&#8230; ecco, lo stesso vale per chi desidera cimentarsi in questo ruolo. Basta un po&#8217; di buon senso per capire l&#8217;importanza d&#8217;una esercitazione sul campo, rispetto a quanto visto su &#8216;you tube&#8217;. Evito, poi, di esprimere giudizi sul linguaggio mediatico, spesso fatto di parole stereotipate. Al centro del progetto devono stare i ragazzi e non il proprio io; allenare significa andare oltre il significato letterario della parola, bisogna essere dotati di psicologia e soprattutto sapere leggere e correggere in tempo reale l&#8217;andamento delle partite&#8221;.<\/p>\n<p>Citiamo, per chiudere, ancora una frase di Johan Cruyff: &#8220;Il senso del calcio \u00e8 che vinca il migliore in campo, indipendentemente dalla storia, dal prestigio, dal budget&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celle Ligure. &#8220;Il calcio consiste fondamentalmente in due cose; la prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente; la seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. 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