{"id":277823,"date":"2014-11-20T13:23:09","date_gmt":"2014-11-20T12:23:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=277823"},"modified":"2014-11-21T13:21:52","modified_gmt":"2014-11-21T12:21:52","slug":"loano-la-pizza-speriamo-nel-vesuvio-che-ha-fatto-infuriare-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/loano-la-pizza-speriamo-nel-vesuvio-che-ha-fatto-infuriare-napoli\/","title":{"rendered":"La furia dei napoletani su Loano: in un locale la pizza &#8220;Speriamo nel Vesuvio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano.<\/strong> \u201cSperiamo nel Vesuvio\u201d. Non \u00e8 la didascalia di una cartolina, n\u00e9 un coro \u201crazzista\u201d di qualche gruppo ultras del Nord. E\u2019 il nome di una pizza con pomodoro, stracchino, mozzarella, crudo di Parma e rucola. E, da qualche ora, \u00e8 la pizza pi\u00f9 chiacchierata d\u2019Italia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_934\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_934\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A far infuriare mezzo meridione \u00e8 stata l\u2019idea di Yuri Pastore, titolare del \u201cMamita\u201d di Loano, di chiamare in questo modo una delle pizze servite nel suo locale. Un cliente, evidentemente offeso dall\u2019espressione, ha postato la fotografia su Facebook: ed in poche ore si \u00e8 scatenata una vera e propria \u201ccaccia al colpevole\u201d, con centinaia di persone a chiedere di quale locale si trattasse, giornali campani che pubblicavano la notizia inferociti, italiani di origine nordica a scusarsi per \u201cl\u2019offesa\u201d.<\/p>\n<p>A creare tanto scalpore \u00e8 la supposizione che quel \u201cSperiamo nel Vesuvio\u201d vada inteso come l\u2019augurio che il vulcano possa in qualche modo scatenare qualche cataclisma sulla citt\u00e0 di Napoli (sulla scia del celebre \u201cO Vesuvio lavali col fuoco\u201d di juventina memoria). La notizia della \u201cpizza antiterrone\u201d ha cos\u00ec fatto il giro dei media a livello nazionale (in particolare ovviamente quelli campani), ma soprattutto \u00e8 diventata virale su Facebook. Scatenando davvero molte reazioni, pi\u00f9 o meno scomposte.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il veneto che si vergogna, incolpando la Lega di creare un clima sfavorevole ai meridionali. C\u2019\u00e8 l\u2019abitante del posto che cerca in tutti i modi di scoprire di quale locale si tratta, per non metterci pi\u00f9 piede. C\u2019\u00e8 chi si chiede \u201cCosa vogliamo fare al riguardo?\u201d come se immaginasse qualche spedizione punitiva, e chi intuisce l\u2019assurdo di \u201cvivere facendo pizze ed essere contro Napoli\u201d. E, soprattutto, in tanti ricordano la recente alluvione subita dalla Liguria: \u201cDa noi non sentirete mai dire \u2018Speriamo nel Bisagno\u2019 o \u2018forza alluvione\u2019, ma semmai \u2018forza Liguria rialzati\u2019. Non saremo mai come voi\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche qualcuno che prova a difendere il locale: \u201cIo ci mangio quasi ogni sera, sono simpaticissimi e quella pizza \u00e8 buonissima\u201d. E poi c\u2019\u00e8 chi si chiede quale sia il reale intento di quella frase, e se davvero sottintenda una voglia di offendere chi ha origini meridionali. Un utente riferisce di aver ricevuto un messaggio del titolare in cui spiegherebbe cos\u00ec quel nome galeotto: \u201cSperiamo nel Vesuvio vuol dire \u2018speriamo che il Vesuvio conservi la patria della pizza\u2019\u2026 tutti a pensare male\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSperiamo nel Vesuvio\u201d, d\u2019altronde, non \u00e8 l\u2019unico nome particolare sul menu, nel quale figurano la \u201cVallanzasca\u201d (noto criminale milanese degli anni \u201870) e la \u201cBoiafaus\u201d, tipica imprecazione di origine piemontese. Le vere ragioni dietro quei nomi, probabilmente, le sa solo il titolare del Mamita. Che, per placare le polemiche una volta per tutte, potrebbe accettare un suggerimento giunto da un altro internauta: rendere omaggio a Napoli cambiando il nome del locale in \u201cMammeta\u201d\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loano. \u201cSperiamo nel Vesuvio\u201d. Non \u00e8 la didascalia di una cartolina, n\u00e9 un coro \u201crazzista\u201d di qualche gruppo ultras del Nord. E\u2019 il nome di una pizza con pomodoro, stracchino, mozzarella, crudo di Parma e rucola. E, da qualche ora, \u00e8 la pizza pi\u00f9 chiacchierata d\u2019Italia. 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