{"id":277510,"date":"2014-11-15T07:30:50","date_gmt":"2014-11-15T06:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=277510"},"modified":"2014-11-14T22:38:09","modified_gmt":"2014-11-14T21:38:09","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-quattro-chiacchiere-con-il-mago-favini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-quattro-chiacchiere-con-il-mago-favini\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Quattro chiacchiere con il &#8220;mago&#8221; Favini"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. L\u2019artefice del \u201cmiracolo Atalanta\u201d a livello di vivaio \u00e8 il \u201cmago\u201d Fermo Favini. Nato a Meda il 2 febbraio del 1936, Favini, dopo una discreta carriera da calciatore negli anni Sessanta, ne ha iniziata un\u2019altra, trionfale, come responsabile del settore giovanile, prima a Como, dove ha \u201callevato\u201d, tra gli altri, Borgonovo e Zambrotta e poi, con l\u2019arrivo di Percassi a Bergamo nel \u201991, all\u2019Atalanta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_79\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_79\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sotto la sua direzione, il settore giovanile della Dea ha ottenuto ben 12 titoli nazionali, fornendo alla prima squadra e, pi\u00f9 in generale, al campionato italiano un numero incredibile di calciatori: da Locatelli a Tacchinardi, da Montolivo a Pazzini, da Pellizzoli a Morfeo, passando per Lazzari, Zauri, Padoin e tantissimi altri ancora. I risultati, ovviamente, non dipendono solamente dal lavoro di una persona, ma sono il frutto di una grande organizzazione.<\/p>\n<p>Nel centro sportivo \u201cBortolotti\u201d di Zingonia si allenano quasi tutte le squadre, dai Giovanissimi alla Primavera, separata dalla prima squadra solamente da una siepe alta due metri. Quella siepe che, una volta oltrepassata, segna l\u2019inizio dell\u2019avventura nel calcio che conta. La ricetta \u00e8 tanto semplice quanto efficace: i \u201cfuturi campioni\u201d vengono scelti gi\u00e0 da bambini, all\u2019et\u00e0 di 6 o 7 anni, in base alla loro attitudine con il pallone e allenati, fino almeno alla squadra Giovanissimi, da allenatori che siano veri e propri istruttori, attenti al comportamento sia dentro che fuori dal campo. Poi, crescendo, inizia il processo di apprendimento tattico, affidato a ex glorie del calcio, come Sergio Porrini per gli Allievi nazionali (la Berretti sino a due stagioni fa era stata affidata a Giuseppe Bergomi) e Walter Bonacina per la Primavera. Un altro dato rende merito al lavoro svolto dall\u2019Atalanta: i nerazzurri, infatti, spendono circa tre milioni e mezzo all\u2019anno per il settore giovanile, la met\u00e0, nel migliore dei casi, di quanto messo a disposizione dai top team italiani.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, allora, questa differenza nel risultato finale?<\/p>\n<p>\u201cSemplice: oltre alla passione e all\u2019abilit\u00e0 degli osservatori \u2013 come ammesso dallo stesso Favini \u2013 l\u2019obiettivo finale dei bergamaschi non \u00e8 vincere i tornei giovanili, bens\u00ec portare il maggior numero di giocatori in prima squadra, dopo averli fatti crescere il pi\u00f9 a lungo possibile nel vivai, come nel caso di capitan Bellini, atalantino dalla squadra Pulcini\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del Cies \u00e8 stato quello di individuare quanti sono giunti in prima squadra, facendo altres\u00ec emergere il livello di preparazione culturale. Il requisito richiesto era quello di possedere tre o pi\u00f9 anni di militanza nel club nel corso della gi\u00e0 citata fascia d\u2019et\u00e0 (15-21). Le categorie censite a loro volta sono state suddivise in \u201cPrimary\u201d (l\u2019attuale club il primo in cui hanno militato nella suddetta fase) e \u201cSecondary\u201d (qualora i primi passi, invece, siani stati mossi altrove, come nel caso, giusto per citarne due, dei blaugrana Isaac Cuenca e Cristian Tello rispettivamente con CF Reus e Espanyol prima di approdare nella cantera pi\u00f9 celebre e prolifica al mondo). Un\u2019ulteriore classifica pu\u00f2 essere stilata incanalando il totale tra \u201cPrimary\u201de\u201dSecondary\u201d o nella categoria \u201cancora nel club\u201d oppure in quella \u201cin altro club, ma sempre in un campionato Top 5\u201d. Da ci\u00f2 ne risulta che l\u2019Atalanta vanta un totale di 21 giocatori considerati e tutti nella fascia \u201cPrimary\u201d, di cui 5 militano oggi tra gli orobici mentre 16 in altre squadre. Perch\u00e8, percorso parallelo ai \u201cmostri sacri\u201d Messi, Iniesta e Puyol (che contribuiscono a far salire a 38 la quota complessiva dei catalani), l\u2019hanno fatto anche i vari Bellini, Capelli e &. Allora ecco che La Masia, fucina degli assi del Barcellona, si scopre essere non cosi lontana da Zingonia. E possiamo star certi che in Europa, dai \u201ccampioni di tutto\u201d, alle merengues fino ad arrivare a Manchester United e Bayern Monaco (che occupano la quinta e la sesta in classifica), per un talent scout del calibro di Mino Favini si metterebbero tutti in fila. Lui per\u00f2 vale pi\u00f9 dei vari top-player (o presunti tali) in circolazione ed \u00e8 il vero artefice di questo speciale \u201cscudetto\u201d atalantino.Mino Favini \u00e8 l\u2019uomo che ha scoperto e forgiato moltissimi calciatori, oggi vera anima del vivaio dell\u2019Atalanta. Le sue parole infondono ottimismo all\u2019ambiente nerazzurro che fiero della classifica del CIES sa di non potersi permettere di dormire sugli allori :\u201dInter e Milan hanno iniziato da tempo ad allargare gli orizzonti territoriali facendo da traino per altre societ\u00e0 tradizionalmente di spessore come Atalanta e Brescia, ma anche per Monza, Cremonese, Tritium e AlbinoLeffe che stanno seminando e pian piano raccogliendo i frutti di un\u2019attivit\u00e0 egregia. Nella nostra pi\u00f9 piccola realta il momento di stasi venutosi a creare \u00e8 stato rimosso, per ricompattare i settori giovanili per\u00f2 ci vogliono ancora lavoro e pazienza. Qualcosa si sta muovendo dunque sono convinto che nell\u2019arco di cinque anni al massimo recupereremo l\u2019eventuale tempo perduto\u201d. Parole e musica di Mino Favini, il talent-scout per eccellenza del calcio italiano, come lo stesso Beppe Marotta ha pi\u00f9 volte affermato.<\/p>\n<p>Il \u201cmago di Meda\u201d riconosce altres\u00ec il notevole contributo delle nazionali giovanili, dell\u2019ex coordinatore Arrigo Sacchi e dei tecnici azzurri, che siano essi delle figure storiche come Tonino Rocca o volti relativamente nuovi come Daniele Zoratto o Alberigo Evani:<\/p>\n<p>\u201cIl lavoro che hanno svolto le selezioni azzurre, recentemente, imperniato sull\u2019esperienza di Sacchi e sulle capacit\u00e0 dei tecnici, dalla Under 15 alla Under 21, ha permesso a tutto il movimento di ritrovare l\u2019entusiasmo e lo spirito giusto per riemergere\u201d.<\/p>\n<p>E anche in merito all\u2019esterofilia dilagante, spesso additata come causa principale del \u201csoffocamento\u201d delle promesse nostrane, Favini ha le idee chiarissime:<\/p>\n<p>\u201cCome ripeto spesso \u2013 spiega \u2013 \u00e8 il mondo che \u00e8 sempre pi\u00f9 piccolo\u201d.<\/p>\n<p>Ormai si attinge con frequenza non solo da altre nazioni, ma anche da altri continenti soprattutto per le grandi squadre visto che hanno anche la possibilit\u00e0 di attendere il frutto dei loro investimenti. Italiani penalizzati?<\/p>\n<p>\u201cCerto, ma solo se si esagera. Resto dell\u2019idea che per i giocatori gi\u00e0 di medio-alto livello non ci siano rischi mentre per tutti gli altri una concorrenza simile pu\u00f2 creare disagi. C\u2019\u00e8 chi poi ha fatto il percorso inverso cedendo alle lusinghe di sodalizi stranieri e anche a Zingonia ne sanno qualcosa Vito Mannone (portiere classe 88 attualmente al Sunderland che nel 2005, a 17 anni, venne messo sotto contratto dalla squadra inglese dell\u2019 Arsenal con la quale firm\u00f2 un contratto di 3 anni) e Jacopo Sala (centrocampista classe 91 attualmente al Verona che firmo\u2019 un contratto giovanile per il Chelsea dove ha vinto la Fa Youth Cup). Sono contento per ci\u00f2 che stanno ottenendo \u2013 osserva \u2013 anche se sono convinto che sarebbero diventati ottimi giocatori anche con l\u2019Atalanta. Purtroppo ce ne sono stati portati via parecchi, per\u00f2 ci sta che club pi\u00f9 potenti prendano il sopravvento\u201d.<\/p>\n<p>Ma sono sempre pi\u00f9 frequenti anche i \u201critorni di fiamma\u201d, ovvero giocatori del vivaio che vengono ceduti e, qualche anno dopo, ricomprati:<\/p>\n<p>\u201cA volte non si ha la pazienza di aspettare un ragazzo \u2013 sottolinea Favini \u2013 oppure non ci sono le possibilit\u00e0 per dare spazio quindi si \u00e8 costretti a cederlo. Per una certa fase abbiamo vissuto una tale esplosione da dover lasciar partire i nostri elementi salvo poi farli tornare, come ci \u00e8 capitato ad esempio prima con Padoin e poi con Brivio\u201d.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro che prenderei da altri Paesi?<\/p>\n<p>\u201cLa Germania per il modello organizzativo \u00e8 oggi giorno la migliore, mentre la Spagna rimane l\u2019esempio da seguire per il modello metodologico\u201d.<\/p>\n<p>Dulcis in fundo la \u201cpatata bollente\u201d, ovvero l\u2019eterno dibattito sui pregi e i difetti della figura del procuratore:<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 una presenza necessaria \u2013 chiude Favini \u2013 nel momento in cui un atleta ha raggiunto certi livelli al fine di curare alcuni particolari che non vanno tralasciati. Quello che non tollero \u00e8 che vengano disturbati bambini di 12-13 anni perch\u00e8 i procuratori non si rendono conto del male che fanno a certi giocatori e ai loro genitori, che spesso hanno meno testa dei figli. Non \u00e8 possibile che non nascano pi\u00f9 calciatori veri, magari oggi i giovani sono distratti anche da altro, ma pi\u00f9 che responsabilit\u00e0 loro \u00e8 pi\u00f9 colpa di tutto ci\u00f2 che li circonda\u201d.<\/p>\n<p>Mister Favini, tra Como e Atalanta quanti anni sono che scopre talenti?<\/p>\n<p>\u201cOrmai una vita: sono da 45 anni al servizio dei giovani. Non sono mai riuscito a contare quanti ragazzi sono arrivati in alto dopo essere passati da me, va tenuto presente che a Como ne ho avuti tantissimi e ci sono intere squadre che hanno scritto pagine di calcio davvero importanti. Faccio solo un esempio, squadra Giovanissimi del \u201963: Braglia, Galia, Invernizzi, Butti, Borgonovo, Maccoppi e molti altri sono conosciuti da tutti e possono vantare una bellissima carriera. \u00c8 molto piacevole, anche a distanza di anni, ricevere la telefonata di uno dei miei ragazzi. L\u2019anno scorso pochi giorni prima di Natale ho sentito Pazzini e ci siamo scambiati gli auguri. Sono tanti anche quelli che magari non hanno fatto una grande carriera ma che rivedo, saluto e abbraccio con piacere. Davvero di cuore\u201d.<\/p>\n<p>Un giocatore si cresce, si scopre o serve solo un po\u2019 di fortuna per lavorare con talenti in erba?<\/p>\n<p>\u201cI giocatori certamente vanno prima scoperti e poi cresciuti. Se non passi da un certo tipo di percorso diventa durissima anche se hai doti importanti. Tolti i casi eccezionali, quelli in cui arriva il Maradona o il Messi di turno, credo che sia importantissimo abituare anche i bambini talentuosi a lavorare per migliorarsi. Se uno non capisce piano piano che serve applicazione per sfruttare al meglio ci\u00f2 che madre natura ha dato, il rischio di perdersi \u00e8 altissimo\u201d.<\/p>\n<p>La parola d\u2019ordine del suo modo di fare \u00e8 educazione. Pi\u00f9 facile che un educato con pochi mezzi arrivi in Serie A o che il campione tutto genio e sregolatezza fallisca?<\/p>\n<p>\u201cIn genere chi \u00e8 educato ne guadagna come persona sia in campo che fuori, \u00e8 qualcosa che dovrebbe caratterizzare tutti. Il percorso in un settore giovanile \u00e8 importante anche per questo, noi lavoriamo molto qui all\u2019Atalanta per costruire la personalit\u00e0 di ogni ragazzo cercando di allenare anche il gesto tecnico e la soddisfazione pi\u00f9 grande \u00e8 vedere tanti ragazzi arrivare nel calcio che conta per misurarsi sui palcoscenici importanti\u201d.<\/p>\n<p>Esistono sostanzialmente tre modelli per la crescita dei giovani: quello dell\u2019Udinese, quello dell\u2019Atalanta e quello delle grandi squadre. Qual \u00e8 quello vincente?<\/p>\n<p>\u201cIo resto convinto che il nostro in prospettiva sia quello vincente. Per la societ\u00e0, per i risultati di squadra e per il panorama calcio italiano. Il modello Udinese presuppone uno scouting molto forte in giro per il mondo, qui approcciamo ragazzi con buone doti per aiutarli ad arrivare al top. Non parlo di fenomeni ma di buoni giocatori che riescono a emergere grazie al lavoro. Le grandi squadre prendono il prodotto quasi finito perch\u00e9 hanno disponibilit\u00e0 economica, arrivano su giocatori di 14-15 anni e li portano via. Succede a noi, al Brescia per srare nei dintorni e a molte altre realt\u00e0 medio piccole con un\u2019impostazione che mette al centro la crescita prima ancora del risultato\u201d.<\/p>\n<p>Quanto incide, nel bene o nel male, un genitore con il suo modo di fare sulla crescita di un ragazzo?<\/p>\n<p>\u201cTasto delicato, molto delicato. Se i genitori non capiscono che il figlio va lasciato esprimere come meglio crede sul campo di gioco, fanno pressione o peggio gli mettono in testa cose strane, diventa durissima. Ogni squadra ha un allenatore, di norma molto preparato e che pertanto insegna ai suoi giovani quello che serve sia dal punto di vista tecnico che da quello umano. Le indicazioni che arrivano, dunque, sono importanti e non credo sia positiva l\u2019ingerenza di un genitore che magari crede di fare meglio dell\u2019istruttore e invece corre il rischio contrario. Abbiamo esempi importanti che provengono proprio dalla cantera atalantina. Il capitano del Milan Riccardo Montolivo, ad esempio, ha una famiglia splendida alle spalle. \u00c8 una persona razionale; come lui posso citare altri, come Pazzini o di Padoin, giocatori che hanno fatto una carriera finora importante grazie al loro essere uomini prima che campioni\u201d.<\/p>\n<p>Una chicca per chi conosce poco Mino Favini: il suo rapporto con le pagelle scolastiche dei giovani atalantini com\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 uno degli appuntamenti pi\u00f9 importanti dell\u2019anno. Insieme alla psicopedagogista dell\u2019Atalanta Lucia Castelli passiamo in rassegna con grande attenzione le pagelle dei nostri ragazzi. Le guardiamo assieme, ne discutiamo e valutiamo cercando di capire ogni variazione. Credo che la cosa pi\u00f9 importante sia la testa: se un ragazzo ha quella a posto, si pu\u00f2 lavorare per sistemare i piedi. In caso contrario, tutto diventa un problema\u201d.<\/p>\n<p>Mino Favini e l\u2019ex ct Cesare Prandelli: un rapporto che va oltre la sfera professionale\u2026<\/p>\n<p>\u201cCesare \u00e8 un grande tecnico ma soprattutto una grande persona. Sono orgoglioso della sua amicizia, spesso viene a Zingonia a salutarmi e stiamo un po\u2019 insieme. La sua persona \u00e8 decisamente di alto livello, saggio e molto intelligente. Ai Mondiali non ha bene, cos\u00ec come ora al Galatasaray. A volte questo dipende semplicemente da come sono messi i giocatori pi\u00f9 importanti a ridosso di una manifestazione. Prendiamo l\u2019esempio di Giuseppe Rossi, un infortunio del genere ha messo in discussione tante certezze all\u2019interno del gruppo stravolgendone programmazione e risultati\u201d.<\/p>\n<p>La sua scommessa pi\u00f9 bella risultata vincente e quella che invece ancora oggi lascia l\u2019amaro in bocca?<\/p>\n<p>\u201cRitorniamo ai tempi del Como, tanti anni fa. Avevo un giocatore, Gianfranco Matteoli, che secondo tutti era bravino ma troppo piccolo. Lo definivano un \u2018giocatorino\u2019. Ho spinto, ho ribadito a pi\u00f9 riprese che era di grande valore e se non era per me probabilmente non sarebbe tornato al Como nel 1982. Da l\u00ec part\u00ec la sua scalata definitiva in carriera, ha vinto uno scudetto con Trapattoni all\u2019Inter e tra Sampdoria e Cagliari visse annate importanti. Preferisco invece non fare nomi di giocatori che non hanno fatto quello che mi aspettavo, ce ne sono tanti ma purtroppo chi pensa che basta essere nato bravo per arrivare in alto sbaglia tutto. E di ragazzi che hanno fatto questo errore ne ho visti tanti\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ultima domanda: il sogno di Mino Favini per i prossimi 45 anni di carriera?<\/p>\n<p>\u201cIl mio augurio pi\u00f9 grande, la speranza che davvero ho nel cuore \u00e8 quella di poter vedere ancora tanti ragazzi esordire in Serie A. \u00c8 successo, succede e credo succeder\u00e0 ancora, rappresenta la soddisfazione pi\u00f9 grande per chi fa il mio lavoro e vorrei ce ne fossero ancora molti, dei miei ragazzi, protagonisti sui campi che contano\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. L\u2019artefice del \u201cmiracolo Atalanta\u201d a livello di vivaio \u00e8 il \u201cmago\u201d Fermo Favini. 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