{"id":276627,"date":"2014-11-04T06:41:13","date_gmt":"2014-11-04T05:41:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=276627"},"modified":"2014-11-03T19:45:56","modified_gmt":"2014-11-03T18:45:56","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-la-biancoscudati-padova-alla-riconquista-del-prestigio-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/11\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-la-biancoscudati-padova-alla-riconquista-del-prestigio-perduto\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. La Biancoscudati Padova alla riconquista del prestigio perduto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Uno dei pi\u00f9 importanti poli calcistici del Veneto \u00e8 rappresentato dal Padovano. Alla met\u00e0 di luglio 2014 ci siamo trovati a transitarvi e l\u00ec abbiamo potuto raccogliere informazioni relative ad uno dei vivai storici della nostra penisola. Prima di affrontare i temi che pi\u00f9 ci interessano ci \u00e8 parso doveroso ricapitolare gli ultimi tormentati eventi che hanno portato alle cronache il \u201ccaso Padova\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_252\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_252\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per l\u2019ex Calcio Padova 1910 la stagione 2013-14 era infatti iniziata con la vendita del club da parte di Marcello Cestaro a Diego Penocchio, proprietario del gruppo Ormis. Il nuovo presidente conferiva subito un nuovo assetto alla societ\u00e0 nominando Andrea Valentini come amministratore delegato, Alessio Sacco come direttore sportivo (ex direttore sportivo di Juventus e Modena) e Dario Marcolin come allenatore. Dopo un avvio di campionato in cui avevano collezionato un solo punto in sei partite, il 28 settembre l\u2019allenatore Marcolin, il suo vice Annoni e il preparatore dei portieri Petrelli, vengono sollevati dall\u2019incarico. Al loro posto subentra Bortolo Mutti con il suo staff.<\/p>\n<p>Il 29 dicembre, il Padova chiude il girone di andata terzultimo con quattro vittorie, sei pareggi, dieci sconfitte, 16 gol segnati e 27 subiti all\u2019attivo.Il 2014 si apre con la cessione del restante 52% del pacchetto azionario a Penocchio, che diventa cos\u00ec proprietario unico della S.p.A. biancoscudata. Il 2 febbraio, dopo aver collezionato un solo punto nelle ultime cinque partite, l\u2019allenatore Mutti, il suo vice Di Cicco, il preparatore dei portieri Piacentini, e il preparatore atletico Scotti, vengono sollevati dall\u2019incarico. Al loro posto subentra Michele Serenacon il suo staff. Il 25 maggio la sconfitta per 2-0 a Siena sancisce, con una giornata di anticipo, la matematica retrocessione del Padova in Lega Pro, dopo cinque consecutivi campionati in Serie B. La stagione 2014-2015 del Padova si apre con la presentazione della domanda di iscrizione al campionato di Lega Pro, incompleta.<\/p>\n<p>Il 15 luglio 2014 a causa della mancata presentazione del ricorso alla Covisoc, il Padova non viene iscritto al campionato di Lega Pro. Successivamente la propriet\u00e0 comunica in un primo momento che il Calcio Padova proseguir\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 sportiva concentrandosi sul settore giovanile e in un secondo momento che la squadra ha ufficialmente e formalmente richiesto l\u2019ammissione al campionato di Serie D.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi la domanda non viene accolta in seguito alle indicazione ricevute dalla Figc da parte del sindaco di Padova Massimo Bitonci su quale debba essere la squadra autorizzata a chiedere l\u2019ammissione in Interregionale. A seguito dell\u2019esclusione del Calcio Padova dai campionati nazionali, nell\u2019estate del 2014 viene iscritta, per dare continuit\u00e0 sportiva al girone C della Serie D, la nuova Societ\u00e0 Sportiva Dilettantistica Biancoscudati Padova, tuttavia non legata alla storica formazione patavina.<\/p>\n<p>Circa sei anni or sono nel corso di un raduno per istruttori di giovani calciatori svoltosi al Calcio Padova avevamo potuto incontrare il preparatissimo coordinatore del vivaio biancorosso professor Giorgio Molon, a cui avevamo rivolto alcune domande che proviamo in linea di massima a riproporre, stupefatti della loro sorprendente attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, secondo lei una societ\u00e0 professionistica dovrebbe investire nel settore giovanile?<\/p>\n<p>\u201cPer una questione di coraggio. Quel coraggio di far esordire i giovani che in Italia non c\u2019\u00e8\u201d.<\/p>\n<p>Ritiene che la questione sia complicata?<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec \u00e8 una questione complessa, ma allo stesso tempo anche semplice. \u00c8 un problema tipicamente italiano, di cultura e politica sportiva e gestionale: in sostanza di credere nel futuro. Nel nostro Paese, purtroppo, la cultura \u00e8 legata al risultato e non al bel gioco. Uno scenario che, sembra incredibile, parte fin dall\u2019et\u00e0 di 8-9 anni, anche a livelli parrocchiali. Potremmo definirla una cultura da terzo mondo, se non fosse che in quei Paesi la crescita in atto \u00e8 rapidissima\u201d.<\/p>\n<p>Un problema anche di sistema, quindi?<\/p>\n<p>\u201cIl sistema sportivo italiano si basa sull\u2019associazionismo, sul volontariato. Dovrebbe invece partire, come avviene normalmente all\u2019estero, dalla scuola come punto di riferimento per l\u2019avviamento allo sport. Qui da noi tutte le federazioni negli ultimi 30 anni hanno anticipato l\u2019et\u00e0 di partenza nell\u2019attivit\u00e0 sportiva, surrogando un compito che sarebbe della scuola. All\u2019estero tutto ci\u00f2 \u00e8 assolutamente normale, da noi no\u201d.<\/p>\n<p>Con quali conseguenze?<\/p>\n<p>\u201cIn un sistema basato sulla buona volont\u00e0, tanto per restare nel mondo del calcio, la stragrande maggioranza degli operatori gestisce bambini e ragazzi senza avere competenze specifiche. Manca l\u2019ufficializzazione della figura del responsabile del settore giovanile, non esiste un patentino obbligatorio. Siamo a livello di self made man\u201d.<\/p>\n<p>I risultati pertanto rischiano di essere persino controproducenti?<\/p>\n<p>\u201cCerto, questo \u00e8 uno degli scenari peggiori. Operare sui giovani e con i giovani \u00e8 materia sensibile, si rischia di far danni. Quando addirittura non si trasmettono valori sbagliati. Le competenze sono fondamentali al pari della condivisione di una diversa cultura sportiva\u201d.<\/p>\n<p>Questo vale ancor di pi\u00f9 per il calcio?<\/p>\n<p>\u201cAltro che! A livello di bambini ci dovremmo preoccupare di formazione motoria, tecnica, ma soprattutto del piacere di giocare. Invece si scimmiottano le gare dei grandi, si d\u00e0 addosso all\u2019arbitro, il ragazzino non pu\u00f2 sbagliare, per non parlare dell\u2019invadenza dei genitori. La pratica delle gare assume contorni anomali e spesso fuorvianti proprio per la presenza di tanti adulti. Anni fa anche in Italia era raro il fenomeno del padre (o della madre) tifoso. Le partite dei figli non erano sistematicamente seguite dai genitori. Oggi la pressione sui bambini \u00e8 enorme. Chi protegge l\u2019attivit\u00e0 dai 5 ai 13 anni?\u201d.<\/p>\n<p>Ma all\u2019estero \u00e8 poi tanto diverso?<\/p>\n<p>I ragazzini italiani sono \u2018analfabeti\u2019 motori rispetto ad altre parti del mondo. Oggi da noi l\u2019apprendimento motorio e del calcio \u00e8 concentrato quando va bene in 6 ore settimanali, altrove \u2013 ma qualche anno fa era cos\u00ec anche da noi \u2013 fino a una certa et\u00e0 c\u2019era la pratica del gioco libero e la naturale crescita della motricit\u00e0. Ad esempio i ragazzini di colore hanno spesso un qualcosa in pi\u00f9, un vissuto che li ha stimolati fisicamente, una quotidianit\u00e0 motoria spontanea che aiuta a crescere. Certo non aiutano la playstation o la televisione, le sedentariet\u00e0 in generale, la scarsa attivit\u00e0 fisica negli orari scolastici\u201d.<\/p>\n<p>Quindi il futuro del calcio italico dal suo punto di vista non \u00e8 roseo?<\/p>\n<p>\u201cIl settore giovanile \u00e8 la chiave di volta. Ma \u00e8 necessario riequilibrare il sistema, superare una serie di norme che favoriscono comportamenti che non tutelano le societ\u00e0. Servono incentivi per lavorare sui giovani. C\u2019\u00e8 una corsa, anche da parte dei procuratori, ad anticipare gli approcci con le famiglie e le societ\u00e0. I grandi club sono arrivati ad opzionare anche bambini di 9-10 anni. Il limite per il tesseramento vero e proprio \u00e8 fissato a 14 anni, ma ormai ci si muove prima perch\u00e9 l\u2019acquisizione del giovane deve costare il meno possibile. Non a caso Platini, presidente dell\u2019Uefa, si batte per la tutela dei giovani, per evitare che diventino pacchi postali. E anche la nostra Federazione vigila sui ragazzi provenienti dall\u2019estero\u201d.<\/p>\n<p>Ma dovrebbero esserci regole da rispettare e, soprattutto, tra societ\u00e0 dovrebbe prevalere un gentlemen\u2019s agreement per non contendersi i ragazzi: \u00e8 d\u2019accordo?<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un\u2019etica basata sul rispetto reciproco tra le societ\u00e0 da almeno 4-5 stagioni, prevale la strategia d\u2019impresa, il budget. Le norme sui premi di preparazione risalgono a 25 anni fa. Oggi i grandi club prendono i tredicenni non ancora vincolati da societ\u00e0 professionistiche minori. \u00c8 un \u201cprodotto\u201d lavorato, educato, che costa non pi\u00f9 di 18 mila euro. Il mercato d\u2019entrata la grande societ\u00e0 lo fa con tredicenni che, assieme ai genitori, scelgono il proprio destino a prescindere dal club che li ha cresciuti perch\u00e9 non hanno ancora 14 anni. Io come risposta sul territorio posso solo offrire un settore giovanile valido, un servizio gratificante anche sotto il profilo della crescita umana\u201d.<\/p>\n<p>Forse i genitori \u201cinvestono\u201d sui figli con altre aspettative?<\/p>\n<p>\u201cTorniamo al discorso iniziale, \u00e8 un colossale problema culturale che riguarda tutti, anche a livello dirigenziale. Spesso l\u2019allenatore anche nelle giovanili \u00e8 succube di una valutazione legata soltanto al risultato sul campo, quando nell\u2019attivit\u00e0 di base bisogna dare i rudimenti della pratica sportiva\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, senza settori giovanili strutturati il futuro del nostro calcio si preannuncia nebuloso?<\/p>\n<p>\u201cBisogner\u00e0 cercare di valorizzare il \u2018prodotto interno\u2019, creare i presupposti per rilanciare i settori giovanili con garanzie precise, interrogarsi sulle politiche pi\u00f9 idonee. In Francia, ad esempio, per i ragazzini tra i 9 ed i 14 anni, hanno creato dei Centri di Formazione. L\u2019importante \u00e8 non perdere terreno rispetto a un mondo che corre, e convincere con validi argomenti le societ\u00e0 che il settore giovanile pu\u00f2 essere la valida risposta alternativa alle follie di mercato. Ripeto, serve il coraggio di far esordire i giovani\u201d.<\/p>\n<p>Questo in sintesi era il \u201cMolon-pensiero\u201d in allora e come riscontrabile anticipava e prevedeva con una certa precisione quanto in realt\u00e0 sta accadendo oggi.<\/p>\n<p>Verso la met\u00e0 di luglio 2014, nel pieno di un\u2019estate particolarmente agitata per le sorti del calcio padovano, il prof. Molon incalzato dalla stampa locale rispondeva cos\u00ec a chi gli chiedeva notizie sul destino del settore giovanile biancoscudato: \u201cMi sono sentito telefonicamente con il presidente Diego Penocchio e mi ha detto che l\u2019intento della societ\u00e0 riguardo al settore giovanile \u00e8 quello espresso nei vari comunicati stampa, nelle forme e nei modi che si cercheranno di mettere a punto. Penso che la prossima settimana mi confronter\u00f2 e capir\u00f2. Come \u00e8 noto a tutti, Penocchio ha dichiarato che per salvaguardare il patrimonio del settore giovanile, almeno per il momento l\u2019attivit\u00e0 proseguir\u00e0. Vorrei ricordare che attorno al vivaio gravitano con vari incarichi una settantina di persone\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso rispondeva a chi gli chiedeva: ma lei rester\u00e0?<\/p>\n<p>\u201cLa situazione di queste ultime ore hanno fatto cambiare tutte le dinamiche, nonostante avessi preso altri impegni. Gi\u00e0 la retrocessione aveva comportato una ridefinizione delle attivit\u00e0 dato che non si potevamo pi\u00f9 fare certi campionati che erano una vetrina per i ragazzi, e alla luce della mancata iscrizione si sono determinate una serie di dinamiche diverse. Non sono in grado di dire nulla fino a che non mi sar\u00f2 confrontato con il presidente\u201d,<\/p>\n<p>Cosa si sente di aggiungere?<\/p>\n<p>\u201cAvevo dato la mia disponibilit\u00e0 per ci\u00f2 che mi lega ai ragazzi, alle famiglie e ai collaboratori. Il Padova \u00e8 una squadra di lavoro importante che si \u00e8 creata negli anni con molte energie, e in questo momento a molti stanno a cuore le sorti del club: ho ricevuto tantissime telefonate di solidariet\u00e0, sono rimasti tutti sorpresi. Fino poco tempo fa c\u2019era la convinzione che l\u2019iscrizione fosse fatta. Adesso bisogna guardare la realt\u00e0 e studiare ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare. Di sicuro il Padova non pu\u00f2 morire, per tutti \u00e8 una culla calcistica nella quale si muover\u00e0 qualcosa in un verso o nell\u2019altro. Le progettualit\u00e0 verranno fuori nei prossimi giorni. Ma fino a quando non avr\u00f2 un confronto, non so cosa pu\u00f2 succedere\u201d.<\/p>\n<p>Intanto, gli altri club sono gi\u00e0 a caccia dei baby talenti biancoscudati: come si pu\u00f2 fermare l\u2019esodo dei vostri talenti?<\/p>\n<p>\u201cCi sono molte societ\u00e0 che hanno gi\u00e0 contattato i nostri ragazzi, ma \u00e8 normale perch\u00e9 \u00e8 un mondo che va cos\u00ec. Le risorse umane del Padova fanno gola a tante societ\u00e0, non solo a quelle pi\u00f9 vicine. Se siamo tra i primi quindici in Italia, c\u2019\u00e8 un motivo\u201d.<\/p>\n<p>Lasciammo il centro sportivo \u201cMemo Geremia\u201d con questa situazione di difficolt\u00e0 da cui il prof. Molon cercava di uscire nel tentativo di dare continuit\u00e0 ad un progetto a cui stava lavorando insieme al suo staff da diversi anni ottenendo fra l\u2019altro ottimi risultati. In tempi di (magre) soddisfazioni per il Padova, come quelli descritti, al pari di una magra soddisfazione era costituita dall\u2019arrivo di buona notizia che giungeva a gratificare il grande lavoro di Giorgio Molon, responsabile del settore giovanile della societ\u00e0 patavina dal lontano 2004.<\/p>\n<p>Nel Consiglio di Lega, che aveva preceduto l\u2019assemblea dei 22 club cadetti, svoltosi il 16 luglio al Coni di Roma, Gianluca Sottovia, consigliere con delega per la parte amministrativa, era infatti riuscito a far votare il nome del tecnico biancoscudato quale rappresentante della Serie B nella commissione che si sarebbe occupata dello sviluppo dei vivai e che fa parte del Settore Giovanile e Scolastico a Coverciano. La nomina risultava estremamente significativa perch\u00e9 a Molon veniva chiesto di rimpiazzare un vero scopritore di talenti quale l\u2019atalantino Fermo Favini, che ha lanciato decine e decine di giovani nel firmamento del calcio italiano, e che, con gli orobici in A da due stagioni, non poteva pi\u00f9 ricoprire quella carica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Uno dei pi\u00f9 importanti poli calcistici del Veneto \u00e8 rappresentato dal Padovano. Alla met\u00e0 di luglio 2014 ci siamo trovati a transitarvi e l\u00ec abbiamo potuto raccogliere informazioni relative ad uno dei vivai storici della nostra penisola. Prima di affrontare i temi che pi\u00f9 ci interessano ci \u00e8 parso doveroso ricapitolare gli ultimi tormentati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,32840,33379,58119],"class_list":["post-276627","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-felicino-vaniglia","tag-padova","tag-speciale-settore-giovanile","post_cat_citta-andora"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/276627","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=276627"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/276627\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=276627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=276627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=276627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}