{"id":276455,"date":"2014-10-31T15:33:50","date_gmt":"2014-10-31T14:33:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=276455"},"modified":"2014-10-31T15:35:18","modified_gmt":"2014-10-31T14:35:18","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-le-nuove-riforme-federali-per-il-rilancio-dei-nostri-vivai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/10\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-le-nuove-riforme-federali-per-il-rilancio-dei-nostri-vivai\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Le nuove &#8220;riforme federali&#8221; per il rilancio dei nostri vivai"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. A pochi mesi dal tracollo azzurro al Mondiale di Brasile 2014, la riorganizzazione del governo calcistico sta procedendo a grandi passi a partire dal tetto, inteso come vertici federali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019azzeramento di Natal, con il presidente Abete estremamente reattivo nel prendere la scia di Prandelli, ha reso infatti obbligatorio il Consiglio Federale ed ha condotto innanzitutto alla costituzione delle nuove gerarchie con alla testa del mondo del pallone nazionale il duo Tavecchio-Conte.<\/p>\n<p>Ma una volta decisa la \u201cnuova\u201d Figc, dal tetto sar\u00e0 subito il caso di scendere al suolo, anzi, sotto il suolo, nelle fondamenta. Perch\u00e9 volgendo lo sguardo sul campo, ai gravi, reali problemi strutturali emersi anche sull\u2019isola un tempo felice dell\u2019Italia calcistica, appare evidente che il principale handicap del nostro malandato foot-ball sia la degenerazione di un settore giovanile non pi\u00f9 in grado di produrre un numero sufficiente di elementi da cui scremare, poi, l\u2019eccellenza che faccia volare in alto le ambizioni azzurre.<\/p>\n<p>La falda italiana di giovani calciatori, un tempo cos\u00ec generosa, si \u00e8 prosciugata. I vivai, gestiti quasi esclusivamente dai nostri club, sono rimasti sotto logiche di profitto, gestioni economiche, priorit\u00e0 tecniche. Il materiale a disposizione dei tecnici delle nazionali giovanili si \u00e8 drasticamente ridotto in termini numerici e consequenzialmente qualitativi, e nemmeno le deboli riforme provate negli anni recenti nei campionati junior hanno bloccato l\u2019emorragia.<\/p>\n<p>Tutto, in Italia, come detto,\u00e8 in mano alle societ\u00e0, a dispetto di un settore giovanile e scolastico federale che ha ben poco peso politico dietro la facciata dell\u2019organizzazione di tornei e della composizione di selezioni. I ragazzi crescono dentro le rispettive culle, dove poi giocano, o non giocano, o vengono abbandonati esattamente secondo le logiche del calcio dei grandi: contano innanzitutto i risultati, quindi l\u2019insegnamento tecnico finisce in secondo piano rispetto a quello tattico-fisico; poi, sul gradino pi\u00f9 alto (quello delle squadre Primavera) pesano l\u2019eventuale investimento fatto sul giocatore, i rapporti col suo agente\/procuratore quando presente e altri fattori tipicamente mercantili.<\/p>\n<p>Per spiegare meglio la situazione attuale del nostro calcio basti dire che proprio il giorno prima dell\u2019inizio del mondiale brasiliano, lo scudetto Primavera \u00e8 stato vinto dal Chievo, una societ\u00e0 virtuosa e ammirevole ma che tuttavia non vanta una grande tradizione nel terreno del vivaio: protagonista assoluto del successo scaligero \u00e8 stato infatti un trequartista brasiliano, Victor Da Silva, prelevato nel 2008 dal nat\u00eco Mato Grosso ed al suo fianco, hanno gioito ragazzi chiamati Isnik Alimi, Halil Gjoshi e ancora Toskic, Mbaye, Haddou, Rasak.<\/p>\n<p>Una rosa completamente in linea ad un trend che ha visto i 20 club della massima divisione schierare nelle rispettive giovanili 122 calciatori stranieri, pari a oltre il 23% del totale. La Juventus, la cui prima squadra mantiene una base fortemente nazionale, \u00e8 arrivata ad allineare ben 13 non-italiani. Diventa fisiologica dunque la rarefazione di giovani indigeni che passino direttamente dal settore a una Serie A a sua volta gi\u00e0 oberata di concorrenza straniera, spesso di mediocre livello.<\/p>\n<p>Pare logico doversi chiedere: i nostri ragazzi non sanno pi\u00f9 giocare a calcio? No, \u00e8 che semplicemente \u2013 quando vengono localizzati \u2013 per sodalizi perennemente in lotta con i bilanci costano troppo. La societ\u00e0 di origine che ne vuole tanti, maledetti e subito (un esempio: per il 16enne Verratti, il Pescara chiedeva 2 milioni), ed \u00e8 forte l\u2019investimento da realizzare anche fuori campo (scuola, alloggio, famiglia, spese generali) per un elemento ancora in et\u00e0 molto verde.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, allora, sempre pi\u00f9 spesso i club-guida del nostro calcio vanno a pescare ragazzi gi\u00e0 di 16-17 anni nel Sud del mondo: pressoch\u00e9 tutti gli stranieri dei settori giovanili sono africani (la netta maggioranza), dell\u2019Europa dell\u2019Est, sudamericani da Brasile, Ecuador, Colombia, Per\u00f9. Tutti, poi, pi\u00f9 facilmente piazzabili all\u2019estero in caso di cessione. Appare chiara, in un quadro simile, la difficolt\u00e0 a un ravvedimento, a un\u2019inversione di tendenza in nome del bene comune chiamato Nazionale: e allora l\u2019unica via appare quella tedesca, a immagine e somiglianza di quanto fatto in Germania dopo i fallimenti del Mondiale 1998 e di Euro 2000 cos\u00ec simili a quelli azzurri di oggid\u00ec.<\/p>\n<p>La Bundes-Federazione trov\u00f2 idee, coraggio e soprattutto risorse per varare un progetto clamoroso, che ne ha fatto il primo e reale gestore dell\u2019intero vivaio nazionale: sono gli osservatori e i tecnici federali a scegliere i ragazzini e ad avviarli al calcio in qualcosa come 366 centri di formazione; poi, i migliori vengono girati ai club, obbligati a seguire regole molto precise sulla loro crescita ed eventuale passaggio al professionismo. Come nella societ\u00e0 e nella politica, di fronte al declino lass\u00f9 hanno opposto le riforme integrali del sistema formativo: le stesse che, confidando che non rimangano solo utopiche stanno per essere finalmente varate anche in Italia.<\/p>\n<p>Il neo-presidente della Figc, Carlo Tavecchio, sta lavorando alacremente e con profitto all\u2019attuazione delle linee guida per il rilancio dei settori giovanili, una piccola rivoluzione del nostro calcio che, ovviamente, riguarder\u00e0 da vicino soprattutto i club. Tre sono le proposte principali portate al cospetto del Consiglio Federale: le rose delle squadre non potranno avere pi\u00f9 di 25 calciatori, otto di questi dovranno essere formati nei vivai nazionali e le procedure delle licenze per iscriversi al campionato saranno uniformate a quelle gi\u00e0 stabilite dall\u2019Uefa.<\/p>\n<p>Queste le sue parole: \u201cPer gli extracomunitari lavoreremo sui curricula, come in Inghilterra. Chiederemo l\u2019intervento del Governo per uno strumento legislativo. Occorre avere un rapporto con la Lega di A. In Italia comunque c\u2019\u00e8 un bacino di 700mila giovani sotto i 18 anni. Per farli conoscere bisogna realizzare centri federali con diramazioni nelle province e poi nelle regioni. La Figc dovr\u00e0 andare anche nelle scuole per creare, come gli inglesi, delle squadre negli istituti scolastici che possano partecipare a dei campionati\u201d.<\/p>\n<p>Il ct Conte, dal canto suo, non si sbilancia sulle possibili cure per il pallone malato, ma chiede di fare presto: \u201cMettere dei paletti per gli stranieri? Quella di Gigi Buffon pu\u00f2 essere un\u2019idea. In ogni caso bisogna iniziare a pensare qualcosa di serio e di fattibile, perch\u00e9 dopo le parole adesso servono anche i fatti. Mi auguro che si metta in moto un ingranaggio, qualunque cosa si decider\u00e0 di fare sar\u00e0 un grande aiuto per me e per tutte le nazionali giovanili\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. A pochi mesi dal tracollo azzurro al Mondiale di Brasile 2014, la riorganizzazione del governo calcistico sta procedendo a grandi passi a partire dal tetto, inteso come vertici federali. 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