{"id":276177,"date":"2014-10-28T16:31:17","date_gmt":"2014-10-28T15:31:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=276177"},"modified":"2014-10-28T18:59:53","modified_gmt":"2014-10-28T17:59:53","slug":"osservatorio-prezzi-e-tariffe-della-liguria-genova-tra-le-citta-piu-care-del-nord-ma-servizi-lasciano-desiderare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/10\/osservatorio-prezzi-e-tariffe-della-liguria-genova-tra-le-citta-piu-care-del-nord-ma-servizi-lasciano-desiderare\/","title":{"rendered":"Osservatorio prezzi e tariffe: il savonese e la Liguria costano care e servizi non sempre all&#8217;altezza"},"content":{"rendered":"<p><b>Liguria <\/b>Questa mattina, presso la Camera di Commercio di Genova, Sala Bergamasco, si \u00e8 tenuta la presentazione\u00a0dell&#8217;Osservatorio regionale Prezzi e Monitoraggio delle tariffe pubbliche in Liguria. I temi dell\u2019incontro sono stati l\u2019andamento delle tariffe dei rifiuti solidi urbani e dell\u2019acqua potabile praticate alle famiglie e alle imprese sul territorio ligure e le prospettive dell\u2019inflazione.<\/p>\n<p>Il rapporto 2014 ha evidenziato una forte variabilit\u00e0 della spesa per i rifiuti solidi urbani e l\u2019acqua potabile: nella graduatoria nazionale Genova, Savona, Imperia e La Spezia tendono a collocarsi oltre la media, confermandosi tra le citt\u00e0 pi\u00f9 care per il costo dei servizi pubblici locali.<\/p>\n<p>Spesa pi\u00f9 elevata alla quale, tuttavia, non corrisponde una adeguata qualit\u00e0 del servizio: sintetizzando alcuni indicatori che hanno a che vedere con le caratteristiche del servizio, la completezza della carta del servizio e l\u2019attenzione alle imprese, la valutazione sui capoluoghi liguri \u00e8 complessivamente negativa (solo Genova raggiunge la sufficienza).   <\/p>\n<p>L\u2019introduzione nel 2014 della TARI ha determinato una redistribuzione del carico sulle diverse utenze, in virt\u00f9 del principio comunitario \u201cchi inquina paga\u201d: l\u2019impatto \u00e8 stato pi\u00f9 rilevante per le famiglie numerose e per quelle tipologie di attivit\u00e0, come il ristorante, alle quali \u00e8 associata una producibilit\u00e0 presunta di rifiuto pi\u00f9 elevata, mentre ne hanno beneficiato i nuclei monocomponenti ed altre categorie di attivit\u00e0 economica, dal parrucchiere all\u2019albergo. Forti rincari, infine, nei Comuni che nel 2013 ancora applicavano la Tarsu, la vecchia tassa rifiuti che non prevedeva l\u2019obbligo di copertura integrale dei costi.<\/p>\n<p>Prendendo a riferimento il biennio 2012-2014, periodo durante il quale si sono stratificati successivi interventi normativi, dall\u2019introduzione della Tares all\u2019adozione della TARI, l\u2019impatto sulla spesa sostenuta dagli utenti finali risulta di segno ed intensit\u00e0 divergente. Per le utenze domestiche si osservano adeguamenti al rialzo medi nell\u2019ordine del 17% e del 40% rispettivamente per i nuclei familiari di 3 e 5 componenti, mentre tra le utenze non domestiche gli aumenti arrivano a superare il 60% per il ristorante (con picchi del 300%). Spesa in flessione, al contrario, per i single (-5%), alberghi (-7%), parrucchieri (-1%) e industrie alimentari (-15%). <\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019andamento e le prospettive di inflazione nel corso dei mesi centrali del 2014 si \u00e8 consolidata la flessione dell\u2019inflazione ligure, che tra aprile e giugno si \u00e8 portata allo 0.7%, circa la met\u00e0 di un anno fa ma pur sempre superiore alla media nazionale. A settembre, ultimo consuntivo disponibile, i prezzi hanno complessivamente messo a segno una variazione su base annua dello 0.3%.<\/p>\n<p>Contribuiscono in misura determinante al rientro dell\u2019inflazione un ciclo dei consumi ancora in forte sofferenza, nonostante le misure introdotte a sostegno del reddito disponibile (bonus fiscale degli 80 euro), ed il ripiegamento delle componenti pi\u00f9 volatili della spesa per consumi delle famiglie: frutta e verdura (-8% in confronto ad un anno fa), ma anche carburanti e tariffe energetiche (-1.5%) stanno in questa fase spingendo verso il basso la dinamica dei prezzi al consumo. <\/p>\n<p>Le uniche sollecitazioni provengono dal comparto dei servizi, che rispetto ai primi tre mesi dell\u2019anno rincarano per effetto di una forte componente stagionale legate all\u2019avvio della stagione estiva, e dalle tariffe locali, acqua potabile e rifiuti solidi in primis. <\/p>\n<p>A livello provinciale, Genova registra un\u2019inflazione pari allo 0.9% (scesa allo 0.4% a settembre 2014), Imperia allo 0.5% (0.1% a settembre), mentre La Spezia si attesta in territorio negativo sotto la media regionale (-0.1% nel secondo trimestre, -0.3% a settembre).<\/p>\n<p>L&#8217;Osservatorio ha offerto alcune valutazioni sul costo della vita: prendendo in esame una spesa di circa 80 voci che sui bilanci delle famiglie incidono per oltre 500 euro al mese (generi alimentari, prodotti per la cura della casa e l\u2019igiene personale, carburanti, servizi per la persona, l\u2019alloggio e la ristorazione) e mettendo a confronto il capoluogo di Regione con le principali citt\u00e0 dell\u2019Italia settentrionale, Genova risulta la seconda citt\u00e0 pi\u00f9 cara dopo Venezia, davanti a Milano e Bologna (+2.4% rispetto alla media).<\/p>\n<p>L\u2019aggravio di spesa per un consumatore ligure \u00e8 di oltre 12 euro al mese, circa 150 in un anno: una zavorra importante che incide negativamente sul potere d\u2019acquisto delle famiglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria Questa mattina, presso la Camera di Commercio di Genova, Sala Bergamasco, si \u00e8 tenuta la presentazione\u00a0dell&#8217;Osservatorio regionale Prezzi e Monitoraggio delle tariffe pubbliche in Liguria. 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