{"id":275864,"date":"2014-10-24T11:02:44","date_gmt":"2014-10-24T09:02:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=275864"},"modified":"2014-10-24T19:28:15","modified_gmt":"2014-10-24T17:28:15","slug":"il-mistero-del-quadro-di-fameli-prima-udienza-tribunale-lesposto-della-difesa-respinge-le-accuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/10\/il-mistero-del-quadro-di-fameli-prima-udienza-tribunale-lesposto-della-difesa-respinge-le-accuse\/","title":{"rendered":"Il mistero del quadro di Fameli, prima udienza in Tribunale: l\u2019esposto della difesa respinge le accuse"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Il quadro che raffigura il Cristo con gli occhi cangianti nella villa sotto sequestro di Antonio Fameli, a Loano. Un altro mistero nella vicenda dell\u2019imprenditore di origini calabresi, sotto processo per l\u2019operazione \u201cCarioca\u201d condotta dalla Squadra Mobile di Savona, accusato di riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, reati tributari, attivit\u00e0 abusiva di intermediazione finanziaria e falso in atti notarili.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_172\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_172\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">44 immobili tra terreni e abitazioni a Loano (tra cui la villa sulla via Aurelia al numero 271 che aveva ospitato anche la casa da gioco \u201cLas Vegas), Boissano e Borghetto, ma anche societ\u00e0 straniere per un valore totale che supera i 10 milioni di euro. Questi i beni sequestrati a Fameli nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta giudiziaria. E all\u2019interno della villa il quadro che, secondo gli organi inquirenti, sarebbe stato asportato dalla casa rimuovendo i sigilli: per questo Fameli \u00e8 imputato anche per i reati di violazione dei sigilli e asportazione di materiale sotto sequestro. Il quadro era stato rinvenuto, infatti, nella sua attuale abitazione in via Boccaccio a Loano: l\u2019indagine era partita dalla segnalazione del curatore giudiziario dei beni di Fameli.<\/p>\n<p>Questa mattina in Tribunale a Savona si \u00e8 svolta la prima udienza del procedimento penale. Fameli ha sempre respinto questa accusa affermando che ci sono prove che dimostrano come il quadro fosse stato portato via dalla villa prima dell\u2019azione di sequestro. La difesa dell\u2019imprenditore, rappresentata dagli avvocati Ricco e Gandolfo, aveva presentato un esposto all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria (archiviato dalla Procura di Savona) contenente ben quattro file video (registrati con un Iphone 4 dal figlio della governante di Fameli), che dimostrano come il quadro al momento del sequestro non fosse pi\u00f9 in casa. <\/p>\n<p>Questa mattina il giudice Giannone ha chiesto di acquisire tutto il materiale registrato ed ha aggiornato il processo a marzo 2015, in attesa di valutare gli atti ed i nuovi documenti. La difesa di Fameli \u00e8 pronta a far valere le sue ragioni anche con altre analisi peritali su video e telefonino, anche perch\u00e9 tra gli elementi di prova a carico di Fameli erano stati considerati solo due dei quattro video.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Il quadro che raffigura il Cristo con gli occhi cangianti nella villa sotto sequestro di Antonio Fameli, a Loano. 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