{"id":274687,"date":"2014-10-08T18:40:35","date_gmt":"2014-10-08T16:40:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=274687"},"modified":"2014-10-08T18:44:09","modified_gmt":"2014-10-08T16:44:09","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-albinoleffe-la-fucina-celeste-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/10\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-albinoleffe-la-fucina-celeste-parte-prima\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. AlbinoLeffe: la fucina &#8220;celeste&#8221; (parte prima)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Continuiamo, con questo quinto inserto, il lungo excursus che ci porter\u00e0 a visitare i pi\u00f9 grandi centri di formazione calcistica siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una societ\u00e0 lombarda di rango che ora milita in di Lega Pro dopo ben 9 campionati di fila in B, che ha sempre fatto miracoli a livello di settore giovanile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_943\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_943\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Abbiamo diversificato il racconto in tre parti in quanto ci \u00e8 parso di estremo interesse analizzare il settore giovanile albiceleste visto sotto la gestione dei 2 diversi responsabili che si sono succeduti nelle ultime due stagioni, per compararne le linee strategiche, le metodologie di lavoro e gli obiettivi programmati e attraversa l\u2019esperienza diretta vissuta dal giovane difensore savonese Luca Burattini (leva 19997).<\/p>\n<p>L\u2019Unione Calcio AlbinoLeffe, per chi non la conoscesse, \u00e8 una societ\u00e0 lombarda di storia recente con sede legale ad Albino, ma che rappresenta anche il paese di Leffe, entrambi comuni in provincia di Bergamo posti nella Valle Seriana. La sede operativa \u00e8 invece a Zanica. Attualmente milita in Lega Pro (Serie C girone A), mentre in passato ha disputato 9 anni consecutivi in Serie B. La sua fondazione risale al 1998, quando venne decisa la fusione in un unico sodalizio delle societ\u00e0 Albinese e Leffe. La sede degli incontri interni in principio era lo stadio Carlo Martinelli; dalla promozione in Serie B la squadra disputa le partite casalinghe presso lo Stadio Atleti Azzurri d\u2019Italia, condividendo l\u2019impianto con la squadra del capoluogo (l\u2019Atalanta). Vista la propensione a fare dei giovani la propria ricchezza \u00e8 inutile dire che il futuro di una societ\u00e0 come l\u2019AlbinoLeffe non pu\u00f2 e non potr\u00e0 che essere riposto nel vivaio e questo ha chiaramente attivato la nostra curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Giugno 2014. Per cercare di scoprire i segreti di quello che \u00e8 uno dei pi\u00f9 rinomati serbatoi di talenti della nostra penisola ci avvaliamo della disponibilit\u00e0 di un grande personaggio calcistico qual \u00e8 Giovanni Bonavita, il responsabile del settore giovanile dell\u2019Albinoleffe che ci accoglie, in una bella giornata di fine primavera, nel suo ufficio, incastonato nella splendida cornice della sede operativa di Zanica, per raccontarci come gestisce uno dei vivai pi\u00f9 apprezzati d\u2019Italia.Questo che viene riportato e\u2019 un sintetico resoconto della nostra intervista, svoltasi poco prima del passaggio di consegne (che era gi\u00e0 nell\u2019aria) tra Bonavita ed il neo responsabile Zanchini.<\/p>\n<p>Direttore, ci pu\u00f2 raccontare la sua storia all\u2019interno dell\u2019AlbinoLeffe?<\/p>\n<p>Faccio parte dell\u2019organigramma di questa societ\u00e0 da sei anni e ho ricoperto il ruolo di \u201cmaestro di tecnica\u201d e quello di responsabile tecnico affiancato dai vari responsabili organizzativi del settore giovanile che si sono succeduti ( in ora il mister della prima squadra Pala, ex Monza) occupandomi dell\u2019organizzazione e della gestione del lavoro tecnico tattico delle varie squadre. E\u2019 stata un\u2019esperienza che ha fatto nascere in me tanta consapevolezza, lasciandomi un bagaglio importante. Il mio lavoro \u00e8 stato apprezzato dalla societ\u00e0 che mi ha affidato dapprima il compito di responsabile della fascia centrale per poi affidarmi l\u2019intero settore giovanile.<\/p>\n<p>Potrebbe spiegarci cosa intende per \u201cfascia centrale\u201d?<\/p>\n<p>Qui abbiamo la tendenza a dividere il settore giovanile in tre fasce e quella centrale \u00e8 composta dai Pulcini A e dalle due squadre di Esordienti.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 gestire il settore giovanile di una societ\u00e0 professionistica in un macroterritorio, dove la concentrazione di settori giovanili importanti \u00e8 altissima?<\/p>\n<p>Sicuramente partiamo da dinamiche penalizzanti dato che in zona ci sono societ\u00e0 come Atalanta, in primis, per proseguire con il Brescia, ed a seguire con il Milan e l\u2019Inter. Tutto ci\u00f2, pu\u00f2 essere compensato con la seriet\u00e0 e la professionalit\u00e0, bisogna pertanto creare un gruppo di lavoro unito che sviluppi la crescita del giocatore secondo una solo filosofia.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni il settore giovanile dell\u2019AlbinoLeffe \u00e8 cresciuto molto, raggiungendo anche obbiettivi di importanza nazionale, cosa ha determinato questa crescita cos\u00ec importante?<\/p>\n<p>E s\u00ec. Siamo andati sempre in crescendo e questo ci rende consapevoli che stiamo lavorando nel modo giusto. Quasi tutti gli anni almeno una delle nostre squadre si qualifica per le fasi finali nazionali raggiungendo un traguardo importante, anche se l\u2019obbiettivo principale \u00e8 sempre quello di lavorare sulla crescita dei giocatori in vista di un futuro inserimento in prima squadra. L\u2019ex responsabile Donina ha svolto un grandissimo lavoro che ora \u00e8 stato proseguito al meglio da Pala e dal responsabile delle attivit\u00e0 di base Pansera. Bisogna poi considerare che la societ\u00e0 \u00e8 estremamente attenta alle esigenze del settore giovanile, prova ne \u00e8 che il presidente Andreoletti \u00e8 sempre presente alle gare con un atteggiamento critico e propositivo che ci spinge a credere al massimo in quello che facciamo. Lo stesso vale per il direttore generale Bignotti ed il direttore sportivo Valoti, che nonostante siano molto impegnati trovano il tempo per il confrontarsi con lo staff del settore giovanile e nel calcio di oggi \u00e8 cosa rara.<\/p>\n<p>Come \u00e8 giunto ad ottenere il premio U.S. Aldini Bariviera in qualit\u00e0 di miglior responsabile di settore giovanile? Cosa si prova dopo aver ricevuto un riconoscimento cos\u00ec importante?<\/p>\n<p>Quello che ho ricevuto nel 2019 \u00e8 stato sicuramente un premio prestigioso per me, ma \u00e8 pi\u00f9 che altro il merito va condiviso con tutta la societ\u00e0 che ha svolto un eccellente attivit\u00e0(in allora come nel corso degli ultimi anni). Il lavoro nel settore giovanile, si sa, \u00e8 fatto di oneri e onori; si vive di continue incertezze perch\u00e9 si vuole dare qualcosa ai ragazzi affinch\u00e9 possano crescere tutti al meglio, ognuno secondo le proprie possibilit\u00e0. Il compito di valutare continuamente i giovani calciatori \u00e8 una grande responsabilit\u00e0. I ragazzi devono crescere e divertirsi e per permettere loro di fare ci\u00f2 bisogna stare attenti a tutti gli ambiti della loro vita. Difficilmente gli adolescenti riescono a scindere i vari impegni, quindi capita che se uno va male a scuola poi si porta quel peso sul campo e viceversa. Bisogna creare un gruppo di lavoro coeso e di qualit\u00e0. Il premio ricevuto dice che abbiamo fatto qualcosa di buono, abbiamo gettato delle basi, ora sta a noi continuare su questa strada. Nell\u2019occasione della serata organizzata dalla storica societ\u00e0 di puro settore giovanile U.S. Aldini Bariviera, non nascondo di aver provato una grande soddisfazione, visto che tra i giocatori che sono stati premiati comparivano nomi celebri come quelli di Gigi Buffon, Javier Zanetti e Andrea Caracciolo; inoltre essere succeduto a Filippo Galli in questo particolare albo d\u2019oro, mi ha reso veramente felice.<\/p>\n<p>Che consigli darebbe ad un allenatore di una squadra di settore giovanile di qualsiasi livello?<\/p>\n<p>Bisogna essere in grado di crearsi delle priorit\u00e0, dove la pi\u00f9 importante \u00e8 di certo la crescita del giocatore. Un allenatore del settore giovanile non deve vivere la sua squadra come un trampolino di lancio verso palcoscenici pi\u00f9 importanti, ma deve focalizzare la sua attenzione sui ragazzi che vivono il calcio come un divertimento. Le statistiche dicono che 1 giocatore su pi\u00f9 di un migliaio di praticanti diventa professionista di massimo livello e quindi per far crescere un giocatore al massimo delle sue possibilit\u00e0 bisogna saper conciliare il lato tecnico con la crescita dell\u2019uomo; bisogna pensare a completare i ragazzi senza rivendere false speranze; a volte purtroppo anche in famiglia avvengono delle inversioni di priorit\u00e0 e i parenti puntano pi\u00f9 sul calciatore che sull\u2019uomo; ecco che bisogna far capire da subito che questo atteggiamento \u00e8 sbagliato e distruttivo.<\/p>\n<p>Recentemente sono arrivate diverse convocazioni di vostri calciatori da parte delle Nazionali giovanili e immaginiamo che per voi sia un motivo di orgoglio: come preparate i ragazzi a partecipare a questi eventi?<\/p>\n<p>E\u2019 sicuramente motivo di orgoglio, perch\u00e8 per noi si tratta di un traguardo raggiunto. E\u2019 meraviglioso vedere come un giovane di cui conosci pregi e difetti riesca, mediante il duro lavoro proposto, a crescere fino a raggiungere traguardi simili. Bisogna applaudire tutti coloro che hanno contribuito a tirare fuori il massimo da questo giocatore, in particolar modo coloro che raramente vengono ricordati. Mi riferisco ai vari allenatori del nostro settore giovanile come ad esempio Cancelli, Danelli e Cossetti.<\/p>\n<p>Prima di porle altre domande a riguardo della \u201ccantera biancoceleste\u201d pu\u00f2 farci un breve ritratto del suo percorso dal calcio che conta al green di Zanica?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che volentieri. Dopo aver dato i primi calci nel Borgo ed aver fatto la trafila nell\u2019AlbinoLeffe, sono stato ingaggiato dall\u2019Atalanta del secondo ciclo di Mondonico (attaccante, riserva di big come Evair e Caniggia). Pronti, via ed esordio in A: appena diciannovenne, con primo (e unico) gol nella massima serie nella sconfitta di Bari (4-1) il 27 gennaio 1991. Ricordo in quello stesso anno magico, le due partite contro l\u2019Inter nei quarti di finale di Coppa UEFA: 0-0 il 6 marzo a Bergamo, 2-0 sub\u00ecto da Serena e Matth\u00e4us il 20 marzo a San Siro. Credevo di poter continuare la mia rincorsa ai sogni, dopo quel memorabile scorcio d\u2019inverno. Invece no: nel mio destino c\u2019\u00e8 stata solo tanta C e un po\u2019 di B. Una miriade di presenze tra Spal, Venezia (l\u2019unica stagione cadetta, 1993\/94), Pro Sesto, Alzano, Torres, Albinese (13 gol in C2), AlbinoLeffe (11 e promozione in C1), Mantova, Aglianese e Palazzolo, con chiusura in provincia nel Trealbe ad appena 32 anni. Un\u2019incompiuta con toccata e fuga nell\u2019empireo del calcio internazionale, che non mi ha impedito per\u00f2 di essere capace per\u00f2 di costruirmi un presente da \u201cdemiurgo\u201d in una fucina di talenti come la \u201cCeleste\u201d. Prima, come gi\u00e0 detto, come \u201cmaestro di tecnica\u201d, chiamato nel 2008 dal ds seriano Aladino Valoti, e poi, come co-responsabile dei ragazzi nell\u2019era del dopo-Donina.<\/p>\n<p>Quali obiettivi si \u00e8 posto di conseguire durante questa sua affascinante avventura con la giovent\u00f9 orobica ?<\/p>\n<p>Non vi nascondo che mi aspettavo di riuscire a realizzare tante cos\u2019buone cose. Le imprese per\u00f2 non mi hanno mai spaventano, perch\u00e9 \u00e8 noto che il carattere di noi della bergamasca sia forte e ci induce a confidare sempreche il lavoro duro paghi. E\u2019 molto meglio non farsi illusioni per rimanere nello stesso tempo sorpresi poi dai successi specie quando sono meritati: ad esempio non mi aspettavo di certo l\u2019anno scorso di salutare l\u2019ingresso dei giovani allenati da Federico Caccia nella top four degli Allievi nazionali. Mi sono impegnato con il gruppo che ho avuto l\u2019onere di dirigere per centrare le mete che ci eravamo prefissate, innanzitutto in ossequio alla filosofia che ispira il progetto calcistico biancoceleste fin da quando \u00e8 nato in Valle Seriana e che mette al primo posto la creazione di una scuola di base capace di valorizzare i singoli elementi accompagnandone la crescita.<\/p>\n<p>Che problemi ritiene di aver dovuto affrontare e risolvere per portare ad alta quota i \u201ctalentini\u201d che le sono stati affidati?<\/p>\n<p>Il primo aspetto determinante \u00e8 rappresentato dalla mancanza di quelle cospicue risorse economiche che sarebbero necessarie per attrezzare squadre competitive e garantire impianti di prim\u2019ordine e adeguati contratti per gli istruttori . Ma se il calcio \u00e8 tecnica, passione, entusiasmo e voglia di emergere, ebbene una delle dimore di questi principi e motivazioni \u00e8 certamente il nostro affermato centro sportivo di Zanica, dove peraltro si sono appena tenute le lezioni periodiche del mitico Horst Wein, profeta del Funi\u00f1o, con il suo fedele Marcello Nardini, ex portiere di Premier League, che lo ha accompagnato, per la consueta divulgazione del calcio a misura dei ragazzi.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la situazione esatta in cui si trova il suo settore giovanile? Pu\u00f2 tracciarci un bilancio?<\/p>\n<p>La retrocessione dalla B ha imposto anche alle squadre giovanili dell\u2019AlbinoLeffe di confrontarsi con i pari et\u00e0 delle squadre di Lega Pro, abbandonando le oramai tradizionali sfide con i grandi club che pure nelle passate stagioni avevano regalato pi\u00f9 di una soddisfazione ai campioni in erba in maglia biancoceleste. Le numerose finali ed i titoli nazionali di Lega Pro acquisiti sono per\u00f2 una conferma dell\u2019ottimo lavoro svolto e della continuit\u00e0 che il vivaio seriano \u00e8 stato capace di esprimere anche in situazioni molto diverse e pi\u00f9 disagevoli. Nel calcio nulla pu\u00f2 essere scontato e la scala dei valori non \u00e8 una etichetta, ma un marchio di qualit\u00e0 da confermare ogni volta sul campo. Ci sono attese che possono essere smentite e traguardi che possono sfumare, per esempio, quando entra in gioco la presunzione. Un atteggiamento vietato in casa AlbinoLeffe, dove i tecnici delle giovanili hanno la pazienza di aspettare e non pretendere maturazioni rapide. Spesso c\u2019\u00e8 bisogno di un paio di stagioni affinch\u00e9 alle doti tecniche si accompagni un\u2019adeguata crescita dal punto di vista fisico e temperamentale. Calciatori s\u00ec, ma anche e soprattutto adolescenti, ragazzi e poi giovanotti che imparino ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 e sappiano interpretare il lavoro di gruppo per formare squadre competitive.<\/p>\n<p>Che squadra tra le tante vincenti che ha potuto seguire ultimamente le ha suscitato l\u2019emozione pi\u00f9 indimenticabile?<\/p>\n<p>Potrei fortunatamente citarne molte ma scelgo senz\u2019altro la Berretti che l\u20198 giugno di quest\u2019anno al Piola di Vercelli ha vinto la finalissima divenendo campione d\u2019Italia di categoria. Questa squadra magistramente guidata da mister Bonazzi ha conquistato la 48^ edizione Campionato Nazionale Dante Berretti battendo, allo Stadio Silvio Piola di Vercelli, il Lecce per 3-1. Forse i salentini hanno subito la nostra maggior esperienza ed et\u00e0 (due \u201994, quattro \u201995 e cinque \u201996 in campo) ma resta il fatto che a trionfare ancora una volta e\u2019 stata la \u201cceleste\u201d.Siamo passati in vantaggio al 12\u2032 del primo tempo con Moreo e abbiamo raddoppiato al 42\u2032 con Flaccadori. I giallorossi hanno provato a reagire accorciando la distanza all\u2019inizio della ripresa con un bel tiro in rovesciata di Gaetani. A sigillare la vittoria per l\u2019AlbinoLeffe ci ha poi pensato la rete di Bentley allo scadere della seconda frazione di gioco. Non mi dimentico per\u00f2\u2019 degli Allievi Nazionali che l\u2019anno passato vinsero il titolo di Campione d\u2019Italia alle Final Eight di I e II Divisione, superando la Salernitana di Belmonte. A Chianciano Terme ci sono sempre da una parte le migliori formazioni di A e B (tra cui la rivale Atalanta) e dall\u2019altra quelle di Lega Pro. Un confronto a distanza che comunque vale come se si giocasse gli uni contro gli altri di diversa categoria.<\/p>\n<p>Considerato che il vostro vivaio si sta rivelando una risorsa fondamentale della societ\u00e0 quali sono i gioielli che si stanno mettendo maggiormente in mostra?<\/p>\n<p>E\u2019 innegabile che essere ripartiti dai giovani dopo la discesa dalla cadetteria ci ha ricondotti a rinverdire una tradizione che in passato aveva dato frutti come Giacomo Beretta (92) e Mattia Valoti (93). Frequenti sono infatti le chiamate di calciatori dell\u2019AlbinoLeffe da parte delle varie nazionali giovanili. \u00c8 cosi che Douglas Bentley, Gianmarco Caon e Riccardo Stronati hanno trascorso a Monzello una giornata in Nazionale Under 18 Lega Pro per uno Stage di Selezione, mentre Emanuele Alborghetti, ha invece partecipato presso il Centro Sportivo San Filippo di Brescia ad una giornata di Selezione della Nazionale Under 15. E non \u00e8 quindi un caso se il nome nuovo dell\u2019Italia giovane che cresce e che promette bene nel mondo del pallone sia proprio uno degli ultimi prodotti del vivaio biancoceleste. Stiamo parlando di Andrea Belotti, talento cresciuto nell\u2019AlbinoLeffe e sbocciato come un fiore nella rosa della Nazionale Under 21 di Gigi Di Biagio, fresca qualificata alle sfide dirette per Euro2015 contro la Slovacchia, in cui \u00e8 stato un protagonista quasi assoluto (il cammino degli azzurrini \u00e8 contrappuntato da tre gol segnati in due partite con l\u2019U-21, reti che hanno stupito tutti al punto che il Palermo, che possedeva il 50 per cento del cartellino della giovane promessa ha subito provato ad osare fino in fondo con il presidente Zamparini che ha rotto gli indugi per accaparrarselo definitivamente riuscendo a riscattare l\u2019altra met\u00e0 del cartellino del giocatore che adesso \u00e8 tutto del club siciliano).<\/p>\n<p>Chiamando in causa anche il direttore generale Francesco Ghirelli gli chiediamo: quali prospettive intravvede per questa \u201cstorica\u201d societ\u00e0 e per i suoi tanti talenti?<\/p>\n<p>I giovani calciatori sono \u201cil pi\u00f9\u201d del nostro sodalizio ed in generale della Lega Pro. Abbiamo concluso un campionato affascinante e ricco di spettatori (anche nuovi per certi versi, visto che ne veniamo da un decennio in serie B) ed inoltre la vittoria del campionato Berretti, ci segnala che siamo di fronte ad una grande crescita tecnica del nostro settore giovanile. Cosa vogliamo di pi\u00f9? Lavorare con il piacere di innovare, di essere dinamici e avanti agli altri come ci chiede la crisi sono le nostre priorit\u00e0. Il club in futuro saranno tutti pi\u00f9 forti e competitivi con i ragazzi provenienti dai loro vivai. Noi abbiamo iniziato un nuovo percorso affidandoci alla scienza applicata al calcio e non dimenticando di dare importanza alla formazione scolastica che gli atleti perseguiranno, confidando cos\u00ec di poter disporre di calciatori\/uomini sportivamente pi\u00f9 completi e capaci\u201d.<\/p>\n<p>Con quale progetto l\u2019AlbinoLeffe cerca di difendersi dalla congiuntura economica sfavorevole che sta contrassegnando l\u2019Italia?<\/p>\n<p>Se societ\u00e0 come l\u2019Inter ed il Milan, per rimanere in Lombardia, possono investire tanto, scendendo di categoria e arrivando in Serie C, strutture, obiettivi e pareri iniziano a essere diversi, visto che investire pare che sia oramai diventato un tab\u00f9. Questo nostro centro sportivo di Zanica, sito, come avete potuto vedere, a pochi chilometri da Bergamo, si pu\u00f2 dire che sia la nostra salvezza. \u00c8 un luogo pensato e progettato per il calcio, riparato dal caos della citt\u00e0 e dal traffico. A disposizione di giocatori e tecnici e incaricati (per un totale di circa 100 persone) ci sono pi\u00f9 di 40 mila metri quadrati. La societ\u00e0 spende quasi 100 mila euro ogni mese per innaffiare i talenti di domani. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 cercare di tenere in piedi un vivaio importante e unito : calcolate quanto sia difficile competere con mostri sacri come l\u2019Atalanta che \u00e8 fortissima nel nostro territorio. Come ribadisco, in Serie C, lo sguardo sul calcio del futuro \u00e8 diverso rispetto a quello dell\u2019olimpo della Serie A. Meno soldi a disposizione, ma anche, e soprattutto, pi\u00f9 difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>A Luca Danelli, allenatore dei Giovanissimi \u201999 chiediamo: pu\u00f2 darci il suo punto di vista in qualit\u00e0 di istruttore dell\u2019attivit\u00e0 di base in merito alle problematiche che si riscontrano seguendo le categorie pi\u00f9 piccole?<\/p>\n<p>Credo che si siano dimenticate le basi del calcio giovanile. Ora stanno tornando di moda (specie la tecnica individuale), ma facciamo ancora fatica. Prendete le nazionali under 13 o under 15: se confrontate con le pari et\u00e0 degli altri paesi, non si pu\u00f2 non vedere che siamo su un gradino pi\u00f9 basso. Come mai? Penso che l\u2019Italia come movimento calcistico non stia cos\u00ec bene come si dice. Questo perch\u00e9 si investe troppo nei ragazzi stranieri. Mi \u00e8 capitato di andare ad affrontare squadre con 5-6 elementi che provenivano da fuori del nostro territorio. Come si pu\u00f2 pensare di far emergere i nostri talenti comportandosi cos\u00ec?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Continuiamo, con questo quinto inserto, il lungo excursus che ci porter\u00e0 a visitare i pi\u00f9 grandi centri di formazione calcistica siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una societ\u00e0 lombarda di rango che ora milita in di Lega Pro dopo ben 9 campionati di fila in B, che ha sempre fatto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[48528,85989,5327,32840,58119],"class_list":["post-274687","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-albinoleffe","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-felicino-vaniglia","tag-speciale-settore-giovanile","post_cat_citta-andora"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/274687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=274687"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/274687\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=274687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=274687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=274687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}