{"id":274321,"date":"2014-10-03T20:11:40","date_gmt":"2014-10-03T18:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=274321"},"modified":"2014-10-03T20:12:19","modified_gmt":"2014-10-03T18:12:19","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-virtus-don-bosco-un-vivaio-deccellenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/10\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-virtus-don-bosco-un-vivaio-deccellenza\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Virtus Don Bosco: un vivaio d&#8217;eccellenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Continuiamo con questo quarto inserto il lungo excursus che ci porter\u00e0 a visitare i pi\u00f9 grandi centri di formazione calcistica siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una societ\u00e0 dilettantistica trentina che fa del proprio settore giovanile il vero fiore all\u2019occhiello.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_780\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_780\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Agosto 2014. Con il minigruppo di allenatori di giovani calciatori con cui \u00e8 stato in visita all\u2019Atalanta, al Montebelluna e all\u2019Unione Sportiva Arco, il selezionatore provinciale savonese Felicino Vaniglia spostandosi in direzione nord, ha raggiunto l\u2019altro capoluogo di provincia della regione autonoma trentina che si trova a due passi da Trento. Per l\u2019esattezza a Bolzano, infatti, c\u2019\u00e8 un\u2019altra grande realt\u00e0 che merita di essere esplorata, la A.S. Virtus Don Bosco.<\/p>\n<p>L\u2019Associazione Sportiva nasce l\u20191 aprile 1945, all\u2019ombra della parrocchia Don Bosco (benedetti oratori, ora quasi scomparsi) e delle Semirurali, come Alba, grazie a quattro sportivi dell\u2019epoca, Gino Camin, Ugo Chiumento, Angelo Sparpano e don Domenico Penner. Dieci anni dopo, nel 1955, avviene la fusione tra Alba Don Bosco e Ac Virtus, che ha portato all\u2019attuale denominazione della Societ\u00e0. Da allora si sono succeduti numerosi Presidenti, dall\u2019On. Alcide Berloffa al Cav. Lucio Buoso, a Carlo Manfredini e sono i giocatori che da quel periodo negli anni sono passati a squadre professionistiche: Cominato al Perugia, Benin alla Spal, Benedetti al Brescia, Biada all\u2019Inter e Rossi al Venezia, per non dire di Pircher, Voltolini e Stimpfl all\u2019Atalanta, Sartori al Perugia, Spimpolo e Buson al Varese, Coghe, Danieli e Bertuolo al Brescia, Orlandini all\u2019Inter e Guerra al Verona, Schwoch, De Gasperi e Schiavone, sino a giungere ai giorni nostri, con Joachim Degasperi e Simon Laner.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 sportiva si svolge soprattutto a livello giovanile ed \u00e8 volta alla formazione di giovani calciatori passando per l\u2019insegnamento della tecnica individuale. Da sempre la filosofia della Virtus \u00e8 stata quella di aiutare i ragazzi a crescere, sia sul piano tecnico che su quello comportamentale. Gli atleti \u201cnascono\u201d come Piccoli Amici, passando per i Pulcini e via via, per gli Esordienti, Giovanissimi, Allievi, sino ad arrivare nella categoria Juniores ed in Prima Squadra. Tanti i titoli vinti e le promozioni conquistate in tutti questi anni dalla Virtus Don Bosco. Nel 1970 viene inaugurato il \u201cCentro Sportivo Righi\u201d, costruito dalla Societ\u00e0 sul greto del torrente Talvera.<\/p>\n<p>E\u2019 un periodo d\u2019oro per le squadre junior. Con la presidenza di Adriano De Benedetto, la Societ\u00e0 passa di fatto in pochi anni dalla Prima Categoria all\u2019Eccellenza (dove milita adesso con propositi di Serie D). Arriviamo cosi\u2019 ad oggi per trovare un direttore generale come Veleo Sgarbi, che sedutosi dietro la scrivania dopo un passato in campo inizia a cercarei riesumare i fasti dei bei tempi. Con lui, nel 2005, si sono festeggiati i 60 anni di attivit\u00e0 della Virtus Don Bosco con una bellissima manifestazione in cui sono intervenuti numerosi personaggi , da quelli sportivi a quelli politici, dagli atleti in auge a molti di ieri, compresi molti ex Presidenti. La Societ\u00e0 continua nel proprio compito sociale e nel frattempo viene eletto presidente Stefano Pagani (2007) a cui proprio \u00e8 succeduto il Cav. Carmelo Ierace (2009). Il 2012, infine, \u00e8 l\u2019anno in cui alla Presidenza viene eletto l\u2019ex capitano del Bolzano di hockey e della Nazionale Italiana Robert Oberrauch.<\/p>\n<p>Partiamo proprio da popolarissimo \u201cBob\u201d (uno che ci crede) per fare una panoramica su uno dei vivai cult dello scenario nazionale italiano. Puo\u2019 dirci qual\u2019 \u00e8 la strada maestra che la societ\u00e0 deve seguire sotto la sua guida?<\/p>\n<p>\u201cLa missione della Virtus Don Bosco \u00e8 quella di avere una prima squadra che viaggi tra l\u2019Eccellenza e la Promozione, questi sono i nostri confini. Nello stesso tempo bisogna dare man forte al settore giovanile che ha l\u2019obiettivo di fornire ai giovani calciatori la giusta preparazione e la giusta ribalta. Da quando mi sono insediato due anni fa (21 agosto) nella sala dei comandi della societ\u00e0 virtussina, sto lavorando alacremente per ricostruire il nostro prestigioso settore che, da oltre sessant\u2019anni, ha rappresentato un punto di riferimento per i giovani calciatori bolzanini visto che ultimamente aveva perso un po\u2019 di smalto\u201d.<\/p>\n<p>Per quale motivo non si stava pi\u00f9 investendo su quello che si \u00e8 dimostrato essere stato per mezzo secolo il punto di forza della societ\u00e0?<\/p>\n<p>\u201cSemplicemente perch\u00e9 chi stava al vertice di questo sodalizio prima di me, negli ultimi anni si \u00e8 interessato un po\u2019 meno del settore giovanile, pensando di pi\u00f9 alla prima squadra e destinando inevitabilmente a questa pi\u00f9 attenzioni. Adesso con il mio avvento si \u00e8 cambiata rotta, con un obiettivo preciso: vogliamo mantenere una prima squadra a certi livelli e, nello stesso tempo, investire nel settore giovanile con lo stesso entusiasmo. Investire vuol dire destinare al comparto risorse economiche ed anche strutturali. Penso a queste ultime ed all\u2019investimento sul campo da calcio come il Righi, terreno sul quale le nostre squadre giovanile dovranno trovare sempre pi\u00f9 spazio per la loro programmazione. E\u2019 un settore, ripeto, al quale bisogna dedicarsi con intensit\u00e0, e noi lo stiamo facendo anche se da poco, per cui su alcune cose non siamo riusciti ad intervenire per come vogliamo\u201d.<\/p>\n<p>Considerato che siamo ai nastri di partenza della stagione 2014\/2015 quante squadre e quanti tesserati fanno parte della Virtus?<\/p>\n<p>\u201cSiamo riusciti a mettere in pista dieci squadre, per un movimento biancoverde che conta 192 tesserati, coordinato da uno staff tecnico composto da 16 tecnici preparati. Una numerica importante, soprattutto se la si rapporta al momento non certo felice che sta attraversando la nostra economia che, di conseguenza, si riverbera anche sulla disponibilit\u00e0 finanziaria delle famiglie dei giovani calciatori. La situazione non \u00e8 certo delle migliori e alla luce di questo abbiamo voluto dare un piccolo contributo venendo incontro a quelli che proprio non ce la fanno a pagare la retta, dando la possibilit\u00e0 al loro figlio (o figli) di poter continuare a fare sport e calcio con la Virtus. La quota di iscrizione \u00e8 un elemento importante per la sussistenza della stessa associazione, ma di fronte a questi momenti bisogna darsi una mano un po\u2019 tutti quanti\u201d.<\/p>\n<p>Fatto questo primo quadro della situazione, con Bob Oberrauch ci addentriamo nel cuore dell\u2019argomento settore giovanile: ovvero la presenza elevata di societ\u00e0 competitrici che sul territorio di Bolzano propongono la medesima offerta (in ordine: Pool Laives, Bozner, Oltrisarco, Juventus Club, Polisportiva Piani, Bolzano).<\/p>\n<p>Viene accolto favorevolmente o negativamente questo dato di fatto dall\u2019entourage che ha l\u2019onore di dirigere verso i traguardi futuri?<\/p>\n<p>\u201cPi\u00f9 societ\u00e0 ci sono che lavorano a livello di settore e meglio \u00e8 per tutti; questo fenomeno, secondo me fornisce ai ragazzi una maggiore possibilit\u00e0 di scelta, visto che riescono a muoversi velocemente tra le varie squadre per via della vicinanza del campo d\u2019allenamento, o del gruppetto di amici. Credo che gli operatori che gestiscono le realt\u00e0 che operano nel settore siano animati da grande passione e grande consapevolezza dell\u2019impegno portato avanti, per i quali l\u2019unica soddisfazione \u00e8 determinata dal funzionamento dell\u2019intera macchina\u201d.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di chi lavora con impegno e passione, non possiamo non far notare al presidente biancoverde anche i problemi legati di norma alla troppa concorrenza, visto che di anno in anno gli incrementi o i decrementi di un settore giovanile sono determinati non solo dal gradimento del giovane calciatore, quanto piuttosto dall\u2019opera scellerata di quell\u2019allenatore che si porta dietro intere squadre cambiando societ\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cNon condivido assolutamente simili comportamenti. Non mi \u00e8 mai piaciuto questa sorta di mercato che si instaura ogni qualvolta un allenatore passa da una squadra all\u2019altra. Cos\u00ec si fa solo il male del calcio e soprattutto dei giovani. Il concetto deve essere un altro: avere pi\u00f9 societ\u00e0 vuol dire avere pi\u00f9 squadre dove poter inserire i ragazzi che vogliono divertirsi con il calcio senza alcun altro secondo fine. Se esistessero poche societ\u00e0 questi ragazzi non troverebbero lo spazio necessario\u201d.<\/p>\n<p>E per calmierare o regolare l\u2019intero movimento alla luce dei fatti sopracitati, cosa si potrebbe fare?<\/p>\n<p>\u201cL\u2019idea potrebbe essere quella di riunire le varie realt\u00e0 locali e sottoscrivere tutti assieme un patto d\u2019onore, ovvero un patto di \u201cgentleman agreement\u201d sul modello inglese. Un patto tra gentiluomini dove mettere in chiaro una serie di situazioni che tutti dovranno rispettare. Potrebbe essere un codice etico, contenente una serie di norme da rispettare (dando alla Federazione il ruolo di imparziale controllore) e chi le v\u00ecola va fuori dal gioco\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima domanda prima di lasciare questa \u201cscuola di calcio e vita\u201d che abbiamo avuto la soddisfazione di conoscere meglio, la rivolgiamo al responsabile del settore giovanile Luciano Benedetti. Alla luce della sua esperienza quali potrebbero essere le proposte per risollevare il trend del vostro pregiato vivaio calcistico?<\/p>\n<p>\u201cIn un mondo senza cortili siamo rimasti una delle poche attivit\u00e0 all\u2019aperto; il calcio per le sue capacit\u00e0 formative dovrebbe avere la stessa dignit\u00e0 della scuola ma purtroppo mancano gli spazi e la volont\u00e0. Senza parlare degli investimenti che diversamente da quello che sta avvenendo, ad esempio in Germania, decrescono continuamente. Avrei comunque un\u2019idea rivoluzionaria da proporre in tema di premi di formazione. Bisognerebbe premiare chi cura tutta la filiera, non quelli che fanno settore giovanile fino agli Allievi per intascare il premio fregandosene dei ragazzi. Ragazzi che crescono rimettendo a posto la roba insieme al mister, pulendo il proprio spazio, come hanno fatto Orlandoni e Schwoch, partendo dalla Virtus. Eppure capita anche di sentire cose fuori dal mondo durante partite di Esordienti. D\u2019altra parte non siamo tutti uguali: noi abbiamo anche una tradizione comportamentale, dentro e fuori del campo, che i genitori conoscono sin dal primo giorno\u201d.<\/p>\n<p>M\u201di lasci spendere a completamento di questa vostra graditissima visita, qualche parola per il camp che si \u00e8 concluso da un mese. Dopo il grande successo della scorsa estate, dove parteciparono 115 bambini provenienti da 27 societ\u00e0 di calcio diverse, anche quest\u2019anno la Virtus Don Bosco ha organizza il suo terzo camp consecutivo (part-time e full-time) nel periodo dal 21 al 25 luglio, presso la struttura ex Righi, riservandolo a ragazzi (e anche alle ragazze) dai 6 ai 15 anni, anche con difficolt\u00e0 motorie. L\u2019organizzatore e coordinatore ancora una volta \u00e8 stato Giampiero Abate. Hanno presenziato all\u2019evento allenatori di squadre giovanili professionistiche come Rapid Vienna e AC Brescia e tecnici dell\u2019 Individual Soccer School di Torino, mentre per il 2015 sono in corso contatti anche con mister del Borussia Dortmund e Borussia Moenchengladbach. Come vedete \u00e8 con il proverbiale spirito di sacrificio di noi trentini che cerchiamo di trovare risposte alle rinnovate esigenze delle nuove generazioni di talenti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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